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Wilson Clash

Clash è il nuovo progetto di Wilson, che, con una massiccia campagna di marketing, al grido di #RacketRevolution, sta spingendo forte per la promozione e la presentazione della nuova linea di racchette, qualcosa di nuovo nella gamma dell’azienda, che prende spunto dalle esperienze passate e presenti per creare un telaio dalle tante sfaccettature, non solo in senso figurato.

Clash ha un’impostazione che inverte la rotta di Wilson, tornando a flessibilità ben più basse della gamma attuale, e del mercato in generale, su valori dove pochissime aziende si spingono. Wilson è un’azienda che storicamente ha sempre prodotto telai rigidi e reattivi, ma, in un passato recente, aveva già sperimentato la rigidità bassa su un telaio profilato dal piatto ampio. Infatti, Wilson Kobra (con la quale fui contrattista circa 10 anni fa e che conosco molto bene,n.d.r.) fu un tentativo ben riuscito di dare ad un telaio tubolare una rigidità sotto i 60 punti, ma poco apprezzato dall’utenza, perché richiedeva maggiore tecnica rispetto alla media delle profilate.

Wilson Clash

Va chiarita subito una cosa e cioè che una racchetta profilata o tubolare, anche se presenta una rigidità molto bassa, è cosa molto diversa da una classica sottile dal profilo costante, che manterrà sempre una maggiore flessione a parità di dati e una connessione maggiore sui colpi. Tuttavia, avere una rigidità inferiore, con una massa adeguata sul piatto corde, assicura una sensazione sicuramente più classica nell’impatto ed è esattamente ciò che Wilson Clash riesce a dare.

La linea Clash sarà composta da più racchette e, al momento, girano test di due varianti di peso, una adeguata ad un pubblico più amatoriale e l’altra con velleità agonistiche, senza arrivare a pesi eccessivi. Ancora non è possibile svelare la scheda tecnica completa delle due racchette, quindi non parlerò di numeri, al momento, ma vi posso raccontare come va la Clash, nella sua versione agonistica.

Wilson Clash

L’estetica della racchetta è ancora provvisoria, pertanto c’è poco da dire sul paintjob, ma c’èmolto da dire sulle linee del telaio, ben camuffate dal disegno irregolare. La geometria degli steli ricorda la Ultra, ma ha un canale interno diverso e degli svasi molto più pronunciati e, salendo verso la gola, due alette vanno a rinforzare le “spalle” al loro interno. Sono sottili, ma ampie, ricordan oquello che si era visto con la Burn FST, dalla quale viene ripreso il concetto di beam ispirato al triangolo, da cui il simbolo della Clash, il triangolo rosso. Al di là dell’ispirazione, la sezione è esagonale, con lato lungo esterno, front beam importante e porzione interna rastremata. Nonostante tutto il telaio mantenga questo genere di sezione, cambia però l’impostazione punto per punto, con gli steli più sottili e tendenti al tubolare, mentre il piatto è più spigoloso, quasi boxed. Due ulteriori elementi spiccano nella linea della clash: il ponte molto spesso, che non si restringe, come su altri telai diquesto range, a marcare la stabilità del fusto e il piatto abbondante, con una sagoma vicina alla filosofia Blade, corredato di un pattern 16×19 medio-largo, a metà strada tra una Ultra e una Burn.

Wilson Clash

In campo la Clash porta una sensazione di impatto molto particolare, sicuramente più “calda” rispetto alla media delle profilate, più connessa alla palla, proponendo, di fatto, un feeling a metà strada tra una Blade e una Ultra. Ha dei tratti da profilata, come la tolleranza, la stabilità e la potenza facile in basso, e tratti da classica, come il bel controllo sui colpi piatti, il dwelltime prolungato e la gestione del colpo morbido sicuramente migliore della media. Non è una sparatuttto, è un telaio che va governato, comandato e completato con il braccio, perché la rigidità bassa impone un piccolo sacrificio in termini di potenza massima, ma appaga molto per la coppia disponibile a medio regime. Se fosse una moto, sarebbe un bicilidrico, che va via veloce tra le curve a filo di gas, senza un allungo fenomenale, ma con una sostanza notevole nella gestione diogni colpo, ma da gestire con tecnica e mestiere. Aggiunge potenza ai colpi appoggiati, è molto stabile e permette un gioco di rimessa con la massa sul piatto che fa benissimo il suo lavoro di contrasto alla palla, con rotazioni molto facili da sfruttare, ma sicuramente non esasperate. In un certo senso, la Clash è una profilata classica, una via di mezzo che apre a tante tipologie di gioco, premiando sia la palla pesante che il colpo preciso, perché la mira è una delle sue migliori doti. Molto precisa, quindi, con una uscita di palla sostenuta e piuttosto frontale, sempre concreta, non ama la sbracciata “maleducata”, che diventa inefficace e mette in luce che c’è massa da muovere bene, soprattutto in questa versione più agonistica, che richiede attenzione e impatto veloce, soprattutto a rete, dove va domata maggiormente per la sua irruenza. La maneggevolezza è discreta, il telaio è massiccio in mano, ma il bilanciamento tiene a freno un fusto pieno, che segue i comandi del braccio senza farsi troppo pregare, anche se non di dispone di troppa forza, ma che richiede una certa pulizia di impatto e rende molto di più proprio se mandata avanti così.

Un telaio molto completo, quindi, che rappresenta un elemento diverso, non solo in Wilson, che va in una direzione diversa dalla solita profilata, anche per il profilo pressoché costante su tutto il fusto.

Wilson Clash

10 Commenti su Wilson Clash

  1. Ha qualcosa a che vedere con la pro kennex q+5 pro? Mi ricordo facesti lo stesso paragone della buona potenza a bassi regimi. Inoltre rispetto a una ezone 98, che non so perché mi ci fa pensare, come si pone come dinamica e prestazioni?

    • Per la dinamica a medio regime si, ma la Q+ 5 Pro ha più potenza facile e minori rotazioni. Differiscono per l’angolo di uscita di palla, che nela clash è più alto, pur non esendo una spin machine.

  2. Ciao Fabio, come vedi la Clash rispetto alla Burn 100 CV?
    Io la uso con soddisfazione da luglio (con piccolo custom, doppio overgrip + 2+2 grammi di piombo ad ore 2/10, inerzia 329) che secondo me è eccellente in tutti gli aspetti (precisione, spin, colpi quasi piatti, servizio) e solo nei colpi in recupero emerge uno s.s. non troppo generoso. Quindi finché si comanda il gioco è perfetta ma se ci si difende non aiuta molto. Concordi?
    Questa Clash invece?

    • La differenza sostanziale tra Burn e Clash risiede nella tanta morbideza in più della Clash, che simula un impatto nettamente più classico, con minore spin esasperato e minore potenza in alto, ma una maggiore spinta solida a regime intermendio, con un miglior controllo. Dal punto di vista dell’inerzia, considerando il modello di Clash più pesante, partirebbe da un livello molto simile a quello che hai raggiunto con il Custom. Approverei il passaggio solo se sei in cerca di maggiore feeling e maggiore controllo sui colpi piatti, in un telaio meno cattivo e nervoso.

  3. Ciao Fabio , confrontandola con la Phantom pro100p , che anch’ essa piatto 100 da 310 gr. bilanciamento al manico ( anche se non cosi estremo. ), e bassa rigidità, a livello di controllo la Clash è tanto differente ? , mentre immagino che di potenza la Clash dovrebbe averne di piu , visto il telaio profilato, grazie

    • Esattamente, più feeling e controllo per la 100P, mentre la Clash offre più potenza gratuita, sempre parlando del modello da 310 grammi. In ogni caso, il livello di controllo e feeling della Clash è ben sopra la media delle Profilate. Non è una classica, ma ci si avvicina molto.

    • Su Clash ho provato diverse corde, il telaio si caratterizza molto in base alla corda, ma tendenzialmente andrei su un mono solido, non aggressivo e magari anche liscio. Per una questione di marketing, la Clash viene presentata insieme alle Luxilon Smart, che però sono davvero azzeccate su questo telaio. In generale, le due top di luxilon, 4G Soft e Alu soft, sono le soluzioni che ritengo più piene di feeling. C’è da dire anche che con Luxilon si alza un po’ la richiesta di fisico e tencnica, ma il telaio resta apprezzabilissimo. Come altre soluzioni interessanti, Armour, Gorill-one, ma anche qualcosa di sagomato e diretto come la Focus Hex o la gamma moto soft, s c’è da incentivare le rotazioni meccanicamente.

    • La valutazione è riferita alla Tour, a breve completerò la recensione a beneficio di tutti. Quando realizzai l’anteprima, non era ancora disponibile il nome completo e mi sono limitato ad indicare “il modello più pesante”.

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