Wilson Blade V7 18×20

Wilson Blade v7 18x20

Blade è una racchetta che non ha bisogno di presentazioni. La più amata e venduta nel settore delle classiche, perché ha saputo calamitare l’attenzione del pubblico, da sempre, con prestazioni e personalità, che ne hanno fatto un vero e proprio mito. La prima nata, con il nome Blade, è stata in versione 18×20, proprio perché il telaio è sinonimo di controllo e di sensazione, ma nel tempo la linea ha visto un grosso ampliamento, con l’arrivo dapprima della versione Tour, poi scomparsa, e successivamente di Blade 104 e Blade 16×19, insieme ad altre versioni più adatte all’amatore. In tutte le sue versioni maggiori, Blade è un telaio agonistico con i fiocchi, qualcosa a cui rivolgersi per avere un telaio vero, puro e prestazionale, ma, nonostante questa sua impronta di base, Wilson negli ultimi anni ha provato a dare diverse interpretazioni sul tema Blade, ognuna con un carattere leggermente diverso rispetto alla precedente. Nella sua settima edizione, Blade 98 V7 18×20 si stacca dalla sorella Blade 98 V7 16×19 e si pone su un altro livello di prestazione, quindi non più come alternative dirette, ma due telai destinati ad un pubblico piuttosto diverso. Andiamo a scoprire perché!

Wilson Blade v7 18x20
Wilson Blade v7 18×20

Head size: 98 inch2
Peso: 305g
Bilanciamento: 320 mm
Swingweight: 334
String Pattern: 18×20
Rigidità: 60 RA (rilevata)
Profilo: 20.6 mm costante
Lunghezza: 68.6 cm

L’estetica di Wilson Blade V7 18×20 è frutto dell’evoluzione del concetto DNA già espresso dai laboratori di Chicago con la Clash, ma Blade è caratterizzata del verde fluo, colore che identifica immediatamente il telaio nella gamma Wilson e non solo. Non più due fasce di colore, ma tre, quindi, con il nero per gli steli, il grigio medio per il fascione centrale del piatto corde e il verde per la testa. La vera novità estetica è che Wilson abbandona la vernice laccata ed ora il telaio è totalmente rubber-touch, gommato, e molto piacevole al tatto, ben più resistente delle versioni precedenti, perché più compatta, come testimonia il profilo a 20.6 mm. Proprio sul profilo c’è da dire qualcosa di importante, perché il telaio, ad una prima occhiata sembrerebbe identico al precedente, ma alla base del manico vi è uno spessore di 23 mm, che diventa 20.6 in corrispondenza dello svaso centrale di attacco degli steli. È una soluzione che ha un duplice scopo: creare una maggiore rigidità del punto in quel punto e migliorare la presa bimane con un grip di misura piena anche nella parte alta dell’impugnatura. Il resto del telaio non ha grosse novità, se non al suo interno con le nuove fibre Flexfeel, e propone lo schema 18×20 compatto, con l’ultima orizzontale ben lontana dal cuore, per una maggiore sospensione del pattern. Per ciò che riguarda le serigrafie, si conferma ancora il minimalismo, giusto “Blade” e “Wilson” sugli steli, rispettivamente in argento e verde fluo, e poco altro ancora. Bella, pulita nell’estetica, sempre personale, Blade rinnova anche il grip di serie, abbandonando il Sublime Grip in favore di un Top Grip Taper più pieno e totalmente liscio, per un effetto quasi da manico in cuoio. Infine, il solito butt-cup bombato in rosso riceve, come nella linea Clash, la grande “W” in nero che impreziosisce lo sportellino per accedere agli steli.

22 Commenti su Wilson Blade V7 18×20

  1. Ciao Fabio,bella recensione ,con cui davvero mi trovo d’accordo avendola provata …sia nei pro che nei contro.

    È un cannone col mirino,davvero …5 anni fa l’avrei comprata senza dubbio ma ora purtroppo un po’ l’età(appena entrato negli anta)un po’ la mancanza di allenamento la rendono troppo faticosa per me per l’arco di un match di due e passa ore…per non parlare di un torneo.

    Mi resta una buona tecnica ma purtroppo devo orientarmi su altro(proprio per sostituire le blade cv).

    Però che goduria picchiare con sta blade!!!

    Come diceva la canzone “ci vuole un fisico bestiale” ma chi può sostenerla(x sostenerla intendo per partite intere anche ravvicinate)vale una prova assolutamente.

    • Infatti, telaio di altissimo profilo, ma deve esserlo anche chi la adopera, perché il ritmo, la forza e la solidità che richiede sono molto alti e bisogna darle quello che chiede, altrimenti sembra non funzionare (cosa che capita spesso all’amatore che prende un telaio fuori portata e lo giudica poco buono).

  2. Ciao Fabio, sempre interessanti le recensioni delle blade!! Pensi che questo modello sia più facile da sfruttare visto il bilanciamento leggermente arretrato, rispetto al modello precedente 16×19 cv?

    • Ciao e benvenuto nel Blog!
      NO, decisamente no, il bilanciamento contribuisce a dare un equilibrio diverso, ma il telaio è più impegnativo della precedente 16×19, non tanto di più, ma comunque più massiccio.

  3. Ciao fabio,attualmente il mio livello e’ 3.1,ho sempre giocato con le blade 18/20( le mie preferite 2013 e 2015)pensavo ke cambiandole con la nuova visto il bilanciamento più arretrato fossero un filo più maneggevoli ma mi sembra di aver capito ke praticamente sono uguali sul lago maneggevolezza/affaticamento.. giusto?? Quale telaio consideri come miglior concorrente X un eventuale cambio ? La nuova prestige s con un po’ di custom( portarla a 305g) le si potrebbe avvicinare?? Grazie

    • Si, effettivamente, per avere un vantaggio di maneggevolezza e facilità, devi guardare la versione 16×19, che ha minore inerzia.
      Quanto alle concorrenti, ne hai tre su tutte: Vcore 98, CX 200 e Donnay Pro One 97, rispettivamente per spinta facile e spin, controllo sul colpo piatto e sensibilità, maneggevolezza e spin. Considera che, tranne la CX 200 che sta a 324 circa, le altre due fermano il dato di inerzia a 318 e 316, quindi nettamente più manovrabili e veloci.

        • Ciao e benvenuto nel blog.
          L’inerzia esprime da un lato la faticosità e dall’altro l’energia che il telaio riesce a sprigionare. Di fatto misura la forza, in kg per cm quadrato, necessaria a muovere il telaio, che, una volta vinta la forza che lo tiene fermo, si trasforma in energia. Più un un telaio ha inerzia e più sarà difficile muoverlo, ma sarà anche più capace di generare potenza. Questo in linea astratta, perché esistono altri valori, come la rigidità, che poi incidono sulla risposta del telaio. Detto ciò, sostanzialmente un telaio sotto i 318 punti si muove abbastanza facilmente, mentre al di sopra dei 320 sarà ben più sostanzioso. Poi, sopra i 325 parliamo di telaio piuttosto massicci e, sopra i 330, telai ultra-agonistici.

        • Grazie. Fabio. Ma ora vorrei chiederti, ti ricordi della tecnifibre tfight limited edition da 315 sulla quale la tua recensione fu oltremodo positiva. Bene se la confronti con le attuali racchette che valutazione le daresti , e se c è una racchetta che si avvicina a questa come caratteristica.Il perché di tutto questo è che sono tentato di comprarla, poiché sono in una fase in cui non riesco a trovare una racchetta che mi dia feeling. Finora ho giocato con racchette abbastanza impegnative( Tfight 335–V ore Tour G330) ho provato anche la Speed Pro, ma me ne sono liberato immediatamente perché l’ho trovata inconsistente. Scusami per il romanzo e grazie mille per il tuo tempo

          • Scusami ancora, Fabio sto pensando di provare la Head extreme Pro oppure la nuova Blade 18-20. Quando gioco mi piace picchiare di sciabola e anche di fioretto. Grazie ancora

          • Sono telai troppo diversi per essere presi in esame. Il feeling delle Blade, la precisione, la sensibilità e il controllo ( il tutto con una spinta forte) la Extreme Pro non le ha, ma si rifà quando si parla di potenza gratuita e spin abbondante, con un feeling non certo elevatissimo, ma con un impatto morbido. Entambi sono telai da agonista vero e li sconsiglio vivamente ad un tennista di quarta o a chi gioca saltuariamente.

          • Oggi, la T-fight 315 limited ha ancora senso, ma, con tutto il mercato (tranne Babolat) che si è spostato su flessibilità più marcate e con nuove tecnologie, la TF paga in potenza rispetto a molti telai. Se cerchi qualcosa di veramente flessibile, che dia feeling molto elevato, i migliori telai in tal senso sono Yonex Vcore Pro HD (ma pesa), Donnay Pro One 97 Hexa (in arrivo il nuovo modello con una soluzione che genera ancora più contatto vivo con la palla), VCore 95, Blade V7, Q+ Tour Pro 315 e simili. Sono i telai che più mi sento di consigliare a chi cerca un impatto davvero old-school, ma per alcuni lo spazio per il custom è minimo, mentre per altri bisogna mettere in bilancio un peso e un’inerzia non idifferenti. Penso che tu debba decidere almeno il range di partenza, in base alle necessità reali. Per concludere sulla T-fight limited, se hai il braccio che deve scorrere sempre, allora va bene, ma se ti appoggi alla massaa, trovi qualcosa in meno rispetto ai telai attuali. La più simile concettualmente è la Donnay Pro one Hexa, ma questa ha il riempimento interno che cambia mlto in termini di risposta energica del telaio e spinge assolutamente di più.

  4. Ciao Fabio , attualmente uso una babolat pure aero vs 295 customizzata 309 grammi bilanciamento 32,2 ed inerzia 302,5. Stavo valutando un alternativa e volevo sapere se secondo te la blade 18/20 può avvicinarsi come caratteristiche. Grazie e buona giornata

    • Ciao Marco, benvenuto nel Blog.
      come dimensioni e proporzioni, considera che la Blade 18×20 pesa ancora di più in mano, con 7 punti di inerzia in più circa, che non sono affatto pochi.
      Piuttosto, se volessi mantenere quella salita facile dello spin che ha la VS, dovresti considerare la 16×19 e non la 18×20. Oppure dovresti attendere ancora un po’ e considerare la Pure Aero VS 2020… serve solo ancora un po’ di pazienza, davvero poca, promesso.

  5. Ciao Fabio, gioco con una Prestige Touch Pro del 2018, gioco abbastanza piatto…se decidessi di provare una wilson blade V7 quale tra la 16×19 e 18×20 potrebbe un po avvicinarsi alla mia racchetta? Sono curioso di provarne una tra le due.

  6. Ciao Fabio. Volevo chiederti un piccolo confronto tra la pro staff 97 cv bianca e nera e le Wilson blade 98 16-19 e 18-20. Potresti mettere in luce i lati positivi che le nuove blade hanno rispetto alla pro staff. E un ultima domanda: la blade 18 20 in termini di maneggevolezza è paragonabile alla pro staff. Ti chiedo questo perché dopo un anno che adopero la mia pro staff mi sono reso conto che è una racchetta che a livello di prestazione generale non ha dei veri e propri punti di forza ma un rendimento generale buono in tutti i frangenti. Sui colpi in recupero in back di rovescio si fa fatica a restare nel punto. Sotto rete i colpi al volo perdono di sensibilità e non so mai dove il mio colpo atterrerà ma soprattutto quello che più mi ha creato problemi è l’effetto on off sui colpi decentrati. Tra le due blade quindi quale è la racchetta che pur mantenendo la maneggevolezza della pro staff possa offrire di più ad un gioco basato su servizio e più adatto alla ricerca del vincente immediato nel medio e corto scambio?

    • I punti di forza delle Blade sono l’ottimo feeling, l’elevato controllo e la buona resa di spin, mentre la Pro Staff offre la sensibilità e l’immediatezza generale all’impatto. Le Blade sono entrambe racchette da gestire con un braccio forte e deciso, ma se la 16X19 ha una buona maneggevolezza, la 18×20 è ostica da muovere ed è indicata per un tennista piuttosto allenato, che ne sa fruttare la massa. Se vuoi provare a giocare con Blade, sicuramente la 16×19 può darti maggiore facilità, mentre la 18×20 ha anche una potenza molto elevata, ma si paga con la fatica, sicuramente maggiore rispetto a Pro Staff 97 nero-bianca.

  7. Ciao Fabio, complimenti per le tue recensioni perché sono davvero ben fatte e dettagliate. Gioco da tanti anni con Prestige Pro e attualmente ho la XT che vorrei cambiare. Premesso che non sono ancora riuscito a provare la nuova, che mi dicono essere più potente e confortevole, sto provando altri telai per vedere se riesco a trovare qualche alternativa vicina come prestazioni ma leggermente più facile. Questa Blade mi è piaciuta parecchio, anche se effettivamente non è così semplice come potrebbe far pensare il peso (10 gr. in meno rispetto a Prestige).
    Nel mio caso come vedi la 16×19, oppure qualche altro modello di racchetta? Vorrei provare anche la Gravity Pro…cosa ne pensi?
    Grazie. 🙂

    • Ciao r benvenuto nel Blog. Se vuoi restarein Head, Prestige Pro e Gravity Pro sono i teli migliori attualmente nella gamma, con una fondamentale differenza di tipo di impatto, più soft per la Gravity e più rigido per la Prestige, ma con un buon livello di potenza e spin per entrambe. La Gravity non è fisicamente meno impegnativa, ma tecnicamente ha 5 pollic in più che, anche a dispetto del 18×20, fanno davvero tanto in termini di facilità. Se volessi passare ad altro telaio, più scorrevole e più facile da gestire, Blade V7 16×19 potrebbe essere una soluzione simile a Blade 18×20, ma con una maggiroe maneggevolezza generale e maggiore facilità di swing, che mi pare di capire essere la tua proorità al momento. Insieme alla Blade 98 V7, valuta anche Dunlop CX 200 e, se riesci a fare un test, anche SV 98 e Pro One 97 Hexacore (che in realtà arriva tra un paio di settimane). Questi ultimi due telai hanno un gran feeling, ma anche uan inerzia più scarica rispetto agli altri e, nonostante l’ottimo feeling, sono piuttosto facili da gestire fisicamente.

      • Grazie per i consigli, appena possibile proverò anche la Blade 16×19 per un confronto diretto con la sorella e poi mirerò alla Gravity Pro (la MP e la Tour le avevo già provate senza grandi emozioni).
        Attendo anche la tua prova della Prestige Tour. 😉

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