Pro Kennex Focus 310 – Test

Immagine

Scheda tecnica
Headsize 98 inch2
Profilo 22-18-24-23 mm (manico testa)
Peso 310 grammi
Lunghezza 27.5 inches (69,85 cm)
Rigidità 69 RA
Schema corde 16×20
Swingweight 290 punti (senza corde)

Oggi parliamo di Pro Kennex, un marchio dalla qualità costruttiva davvero invidiabile e dalle soluzioni tecniche sempre all’avanguardia.

L’oggetto del Test è la Focus 310, di fatto l’erede della Destiny, probabilmente la racchetta profilata con più feeling da telaio classico in assoluto. Quando appresi che la Destiny sarebbe stata sostituita da un altro telaio, dal nome diverso, mi prese un piccolo senso di nostalgia, perché una coppia di questi telai è sempre stata presente nel mio parco racchette. La nostalgia poi è passata durante il test e ho definitivamente capito che Pro Kennex, se cambia, cambia in meglio.

Tra le caratteristiche tecniche, saltano subito all’occhio la lunghezza di 27.5 pollici, 69.85 cm, il piatto da 98 pollici quadrati e lo schema corde da 16×20. Sono queste le vere differenze con la progenitrice, ma sono numeri che identificano anche un carattere diverso e una diversa destinazione d’uso del telaio. Rispetto al bilanciamento, si nota però che il dato di 30,5 cm va subito a contrastare la maggiore lunghezza del telaio e crea uno swingweight dichiarato di appena 290 punti, senza corde, che tende a salire a circa 220 punti incordata, per via della struttura XL.

Esteticamente è un telaio particolare, non molto distante dalla Destiny, con la quale condivide la forma del telaio. Si notano subito due elementi nuovi, innanzitutto il nuovo sistema Qmass nei 4 punti agli angoli del telaio, poi l’occhio va alle punte, in pieno stile “mazza ferrata”, che si trovano sul bumper. Può non piacere, ma è decisamente particolare, non è un telaio che passa inosservato, infatti, durante i test la domanda più frequente era “ma che racchetta è??”. Per il resto, la scelta cromatica del bordeaux e del nero rende il telaio piacevole agli occhi. Inoltre, non c’è più il Flex control System, pertanto gli steli sono senza alcuna zigrinatura e il fatto che siano così sottili, 18 mm nel punto più stretto, è una goduria per il tatto.

Prova sul campo. Di solito non trovo benefici dalla maggiore lunghezza, anzi il rovescio ad una mano ne soffre e sono arrivato al test abbastanza prevenuto. Invece ho trovato un telaio facile da gestire e con una progressività di movimento che fa dimenticare i dati di laboratorio.

Da fondocampo spinge con disinvoltura, se si mantiene un ritmo sostenuto, ma la vera differenza con la Destiny, sia 295 che 315, sta nella capacità di affondare i colpi con una pesantezza notevole. Di fatto, alla kennex, anziché appesantire il telaio, hanno aumentato la leva e ne hanno ricavato una macchina da attaccante fondocampista. Infatti, è questa la zona di campo dove rende di più, anche perché si ha più tempo per preparare i colpi e sfruttarne le doti. È davvero impressionante la potenza che esprime, impattando frontalmente, senza esagerare con la rotazione, perché la palla si carica di tanta energia, supera la rete, con una traiettoria piuttosto bassa, e va diretta e veloce verso l’ultima porzione di campo. È facile trovare profondità e creare un gioco solido, ma offre abbastanza spinta per trovare il vincente al cambio di velocità. È versatile e si presta anche al pressing forsennato come anche alla regolarità, mostra i limiti solo quando si strappa il colpo. In questo frangente viene fuori l’ingombro del telaio XL. Per lo stesso motivo non è facile imitare Nadal, meglio tenersi su un gioco coperto di rotazioni, ma non esasperato. Se si esagera con la rotazione, infatti, la Focus diventa faticosa e perde la dote dell’agilità, oltre che della progressività, e fa stare molto più corti e impacciati rispetto ad un gioco più d’avanzamento. È subito visibile che il gioco di rotazione esasperato, con la Focus, è meno redditizio. Diverso è il top ampio dal fondo a ricercare lunghezza e pesantezza, quello lo fa proprio bene.

Il back spin è un colpo che dà serie soddisfazioni, perché la conformazione del telaio e la rigidità reale, nettamente più bassa del dato ufficiale, fanno sì che la palla resti un attimo in più sulle corde per poi essere catapultata via bassa e molto veloce, davvero un ottimo back.

A rete non è affatto male, è un telaio discretamente sensibile i quasi 70 cm non si sentono, ma spesso pecca in precisione. Bisogna prendere le misure con il telaio perché la leva è superiore e le volèe escono molto potenti. Si rischia di perdere la palla di lunghezza, dopo un po’ ci si fa l’abitudine, ma richiede sempre attenzione nei movimenti.

Al servizio è davvero un telaio performante, soprattutto utilizzando le soluzioni slice e piatte. La prima palla ne guadagna in potenza, grazie alla leva, ed esce molto veloce dal piatto corde. Lo slice è una delle soluzioni che preferisco con questo telaio, perché il colpo ne migliora in direzionalità e si può tirare più forte, controllando con il taglio laterale. Inoltre la palla resta molto bassa e difficile. Il kick serve esce meno bene, risulta più faticoso e macchinoso ed è meno performante delle altre soluzioni, rimane però una buona opzione per le seconde di servizio, ma sulle prime conviene sfruttare le doti di sfondamento del telaio.

In definitiva, prendete una Destiny, quindi un gran telaio, metteteci un po’ di anabolizzanti e otterrete una Focus 310. Rispetto al passato è solo lievemente più ingombrante in alcuni frangenti, ma restituisce grande potenza e pesantezza di palla, doti che mancavano leggermente alla progenitrice. È la racchetta ideale per un attaccante dal fondo, con movimenti ampi che ne possano enfatizzare le doti di spinta e precisione, che non disdegna la rete e che cerca di pressare, o magari ottenere il punto, già con il servizio. Se avessi a disposizione una sola parola per descrivere il telaio, direi “confortante”!

La qualità percepita rispetto alla Focus è, come quasi sempre per Kennex, molto alta. Le serigrafie, il paintjob, il bumper, possono essere anche scelte estetiche discutibili, ma sono ben realizzate e il telaio è bello da toccare. Per questo test ho avuto solo due telai a disposizione, ma sono risultati perfettamente identici per peso e bilanciamento, Brava Pro kennex!

La Focus 310 ai voti:
Potenza: 8.5
Controllo: 7.5
Maneggevolezza: 6.5
Comfort: 7
TopSpin: 7
BackSpin: 8
Servizio: 8
A rete: 6.5
Qualità percepita: 9

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19 Comments

  1. Meno male che sono senza soldi, altrimenti me le comprerei tutte , le racchette che provi !

  2. Ciao Mr Wilson, a sentire la tua recensione mi sembra una gran bella racchetta e mi ha fatto venire molto in mente, facendo le debite considerazioni e pur con tutte le differenze del caso, la Yonex Ai98 310G

  3. perchè nella scheda e nella descrizione scrivi piatto 98? sul telaio – che posseggo in coppia – c’è scritto 100…e forse, per completezza era da aggiungere la misura xl del telaio

  4. …sul sito della pro kennex hanno sbaglaito anche lo schema corde…16×19 anzichè 16×20
    oltre a piatto 98…bò!!! eppure i prodotti sono di ottima qualità

  5. sono d’accordo sulla bontà dei telai, ci gioco da una settimana e confermo, come per le destiny, il feeling unico, mix tra telaio classico e profilato –
    mi meraviglio solo di un sito ufficiale che su questo telaio porta due svarioni – come li chiami tu – piatto 98 e corde 16×19 rispetto a quanto poi stampato sul telaio – piatto 100 – corde 16×20
    …un potenziale acquirente legge delle caratteristiche dal sito ma comprando il telaio ne trova altre…e non è poco

    • Può capitare, ma un po’ più di attenzione da parte della casa sarebbe opportuna. Due pollici o uno schema differente creano sicuramente un mix diverso. Il 16/20 ha un effetto nettamente più controllato rispetto al 16/19, che offre un affondo più marcato della pallina. Ad ogni modo, quello che interessa a te, la resa, pare sia corrispondente alle aspettative.

  6. per altri test hai anche specificato il tipo/tensione di corda usato e quelle più adatte ad esaltare le caratterisriche del telaio –
    per la focus ?

    • Per la focus ci vuole un mono reattivo, 4G Luxilon è andata benissimo. Ho provato anche Genesis Black Magic e Typhoon, la prima molto buona sulla Focus, mentre eviterei i mono sagomati. Anche l’ibrido tradizionale si presta molto bene con le 20 orizzontali e crea un buon affondo delle corde.

  7. ok grazie per le info…a quando un test della organix 8 315gr.? dopo aver letto sui vari forum sarei curioso delle tue impressioni

  8. ciao marco ancora una domanda per le corde su questo telaio, attualmente sto usando tf red code e mi sembra un’ottima resa a parte il mio gusto personale per un piatto corde un pò meno rigidi – da questo punto di vista un multi sarebbe una scelta possibile o avrei troppa spinta a scapito del controllo? magari una head rip control? e a che tensioni?

    • Ciao Stefano, direi che il multi in full non è una scelta azzeccata, mentre i mono morbidi, per far entrare di più la palla, sono la migliore scelta sulla focus. Puoi provare un ibrido tradizionale, ma il mono non deve essere morbidissimo, altrimenti si perde l’uscita di palla, che il punto forte della focus.

  9. Buonasera vorrei un tuo confronto tra questa racchetta e la Six one 95s che utilizzo. La Wilson è ottima ma stressa parecchio le mie articolazioni quindi vorrei una racchetta più facile e potente ma anche delicata con il braccio. Accetto volentieri suggerimenti. Grazie

    • Ciao Moreno, parliamo di telai molto differenti, visto che la Focus è una profilata XL e la Sixone una classica con schema Spin effect. C’è da dire che la Sixone non è un telaio rigido, e la versione S lo è ancora meno, quindi bisognerebbe capire qual è l’elemento che stressa il tuo braccio. Può essere il peso eccessivo, la mancanza di inerzia che ti costringe a spingere, le 18 corde verticali che trasferiscono più impatto, insomma, ci sono troppe variabili da esaminare. La Focus non è sicuramente una racchetta morbida, ma il flex è accentuato dalla lunghezza xl, che la rende più pastosa e flessibile, più classica di quanto il profilo racconti. Dal punto di vista fisico, la Focus è più impegnativa della Sixone, ma c’è da dire che spinge molto di più e amplifica la forza e lo spin impresso sulla palla. Considera che la Focus è una versione agonistica ed xl della gloriosa Destiny, quindi un telaio molto apprezzato, che, però, Kennex Italia non ha voluto troppo portare avanti.

  10. Buongiorno,
    Ovviamente concordo che si tratta di teali diversi; mi aveva pero’ colpito nella tua recensione il fatto che la Focus ha un feeling abbastanza classico. Mi intriga che sia una long body il che dovrebbe indicare più potenza gratuita, che effettivamente manca un po’ alla mia Wilson. Non ho mai giocato con racchette profilate ma credo che avere a disposizione maggior potenza di fuoco, soprattutto su dritto e servizio, mi aiuterebbe ad acoorciare gli scambi ed a faticare meno. Potresti paragonare la Focus ad altre racchette in circolazione ? Io ho un grande ricordo della Black ace e, pur non avendo piu’ avuto racchette di questo costruttore, sono rimasto un estimatore di ProKennex. Grazie

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