Babolat Pure Strike 16×19 – Test

pure strike 16x19

Scheda tecnica:
Headsize 98 inch2
Peso 305 g
Schema corde 16X19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight (incordata) 318 punti
Rigidità 66 RA
Profilo (m-c-t) 21-23-21 mm

Inseguendo le nuove richieste del mercato, Babolat propone la linea Pure Strike. Si tratta della sua interpretazione delle racchette agonistiche di nuova concezione, mantenendo delle forme classiche, un profilo sottile e alzando la rigidità a livelli medio-alti, per stare dietro alle velocità e alle necessità del tennis di oggi.

Per chi è abituato a pensare che Babolat produca solo telai profilati, buoni un po’ per tutto, è ora che cambi idea e che provi la linea Strike.
Tempo fa abbiamo provato la Pure Strike Tour, 320 grammi, bilanciamento a 31.5 cm e schema 18×20, notando una ottima propensione al gioco di anticipo. Oggi dedichiamo la prova alla Pure Strike 16×19, che si inserisce nel segmento delle Wilson Blade 98 e Head Radical MP, un territorio non facile da esplorare.

Partiamo dall’estetica, pulita, ordinata ed elegante con il grigio scuro opaco che domina un telaio dal piatto tendente a linee quadrate, poco convenzionali, ma che esprimono un certo dinamismo. Serigrafie arancio fluo e bianche completano un’estetica riuscita ed accattivante, anche piuttosto aggressiva. Le nuove tecnologie introdotte nel telaio portano la sezione laterale ad avere diversi spessori, dai 21 del manico si passa ai 23 del cuore e si finisce con i 21 della testa, ma non è così evidente e se non ci si fa caso lo spessore sembra costante. Diversamente, la sezione frontale, per via della tecnologia Evo-Beam, presenta spessori fortemente differenziati lungo gli steli. L’attacco al manico è piuttosto massiccio, mentre all’altezza del cuore gli steli si presentano piuttosto assottigliati. In poche parole, c’è qualcosa di nuovo e non un telaio improvvisato, c’è del lavoro dietro.

Guardando la scheda tecnica e le forme particolari, ci si aspetterebbe una certa rigidità e un nervosismo negli impatti. Nulla di più sbagliato! La pure Strike 16×19 si presenta come un telaio piuttosto confortevole e morbido all’impatto, grazie ad un piatto corde generoso e ad un comportamento dinamico molto progressivo, supportati da una maneggevolezza degna di nota. Rispetto alle sorelle 18×20 è nettamente più facile e votata a più tipologie di tennis, ma soprattutto aggiunge delle caratteristiche di sensibilità che gli altri telai della linea non raggiungono. Il piatto corde è molto stabile, ma allo stesso tempo morbido, anche usando un monofilamento calibro 1.25, e ciò consente di configurare il telaio a proprio piacimento con l’utilizzo di una corda piuttosto che di un’altra. Nella variante 18×20 non vi è questa possibilità, si è abbastanza limitati nella scelta dell’armeggio in virtù della propensione marcata all’anticipo e la capacità ridotta di generare rotazioni, ma la 16×19 abbraccia tante altre caratteristiche di gioco che aumentano di molto la resa del telaio. Viene da chiedersi perché Babolat non presenti una versione Tour in 16×19, sarebbe un bel telaio con cui fare danni in campo. Ci sono tanti ingredienti succulenti in questa Pure Strike 16×19 e il primo che si fa apprezzare è la propensione al top spin piuttosto buona, mantenendo inalterata la capacità di giocare in anticipo. Le due caratteristiche consentono una varietà di gioco davvero ottima, riuscendo a rendere ottimamente sia sui colpi piatti che carichi di rotazione. Non parliamo, però, di una racchetta per “spagnoli”, piuttosto di un telaio adatto agli attaccanti, che aggiunge una resa degli effetti molto utile per i cambi di ritmo e per generare colpi decisamente più complessi. C’è da dire che la palla non è pesante, come per una Blade 16×19 che resta il riferimento in tal senso, ma l’armamentario a disposizione è molto ampio e si può optare per la complessità, piuttosto che per la potenza pura. Inoltre, la pure strike aggiunge molta sensibilità e una buona pastosità di impatto, a tutto vantaggio della sensazione sul colpo, insieme alla maneggevolezza davvero ottima e ad un bilanciamento che la rende piuttosto equilibrata in uscita dai colpi. La testa della racchetta si sente sempre ben allineata e non tende mai ad uscire presto, segnale che il bilanciamento è adeguato alla tipologia di telaio. A tutto ciò va aggiunto uno sweetspot davvero ampio per un telaio dalle caratteristiche offensive e tecniche come la Pure Strike. Menzione speciale va fatto per il sound accattivante, cupo e sempre molto coinvolgente, invita a tirare sempre più forte.

Da fondocampo è un’arma molto duttile e si presta sia ad un gioco piatto, con doti di anticipo spiccate, sia ad un gioco coperto di rotazione, alla ricerca di palla lunga e complessa. La profondità è facile da ottenere, specie con l’uso delle rotazioni, insieme alle palle complesse. La discreta potenza del telaio aiuta molto nella gestione dei colpi dalla riga di fondo. Chiariamo subito che non c’è potenza gratuita, piuttosto la Pure Strike regala potenza quando si apre bene e si colpisce con forza. Ciò significa che, se qualcuno la volesse utilizzare come racchetta da attaccante dal fondo con movimenti ampi, quel qualcuno deve avere forza propria per attivare la riserva di potenza del telaio. Diverso è se si accorciano i tempi di impatto, anche giocando coperto, perché la Pure strike in pressione gioca davvero bene e, anche sulle palle più basse e veloci, riesce a generare adeguato spin per superare la rete e creare ottime traiettorie. Non ci sono limiti nel telaio, ma se chi lo usa non ha tecnica, noterà un comportamento inerte. Con ritmo e tecnica il telaio si attiva, regalando la facilità descritta precedentemente. Con queste due caratteristiche di anticipo e di spin, esalta chi alterna le soluzioni, regalando una sensazione di controllo sulla palla piuttosto rassicurante. Non c’è un gioco al quale si presti meglio, si adatta bene sia al grande colpitore che al giocatore d’anticipo o ancora al piccolo talento che ha bisogno di un telaio agonistico tuttofare. L’unica nota negativa è che il telaio, essendo molto neutro nella risposta ai colpi, è molto sensibile agli spostamenti di peso del corpo e, se si colpisce senza peso, non c’è massa sufficiente per riparare all’errore tecnico. Già con un piccolo lavoro di custom, 2+2 grammi ad ore 3 e 9 del piatto, il telaio cambia faccia e la massa utile aumenta. Il telaio risponde benissimo al custom ed è possibile cucirsi addosso la Pure Strike, aumentando in maniera esponenziale le doti di spinta, mantenendo uno Sweetspot fuori dal comune.

Il back è su livelli ottimi. Controllato, veloce, alto o basso, non importa, il telaio lo farà come volete. Come per il top, anche il back risulta facile nell’avanzamento e nella ricerca delle traiettorie più particolari. Ottimo side-spin, ben controllato e facile da generare.

A rete è precisa, molto, e maneggevole come poche altre. Volèe piatte o tagliate escono molto veloci e controllate. Nei colpi sopra la spalla continua a comportarsi molto bene e si apprezza il bilanciamento molto corretto che aiuta nella gestione delle palle spioventi.

Al servizio è più utile che coinvolgente, nel senso che aiuta a fare ottime percentuali, sempre grazie alla facilità generale nel muovere l’attrezzo e per le capacità di spinta e spin. Non sorprende quindi, per una caratteristica spiccata, piuttosto per quanto facile renda il colpo. Buono il kick, non altissimo, ma comunque incisivo, ottimo lo slice, con la palla che scorre via veloce e arcuata, molto veloce la soluzione piatta, che invita a provare sempre una prima violenta.

In definitiva, è un telaio che ha potenza, spin, capacità di anticipo e che richiede, però, un braccio non forte, ma solido. Ripaga con senzazione sul colpo, sensibilità molto buona rispetto alla concorrenza e morbidezza di impatto. Si presta a molti tipi di gioco e reagisce al custom in modo molto marcato. Si può acquistare e giocarci stock, apprezzandone le qualità generali e l’ampio ventaglio di opzioni, oppure caratterizzarla a piacimento con il custom, estremizzandone alcune doti, come la spinta o lo spin.

Va fatta una menzione speciale per la qualità rilevata rispetto alle specifiche del telaio. Su tre esemplari in dotazione, acquistati in negozi diversi e con codice di produzione molto distanti uno d’alltro, il dato di peso e bilanciamento era perfettamente identico per due esemplari, 306 grammi e 320 mm, mentre il terzo, usato, ha fatto registrare 305 grammi e 320 mm. Davvero un ottimo risultato in termini di qualità di produzione e di controllo qualità. Magari è solo fortuna, magari no. Ad ogni modo, ciò che non risulta soddisfacente è il grip di serie, Babolat Syntec Feel, troppo spugnoso e poco sensibile per la tipologia di telaio. Sarebbe stato meglio un Syntec Pro, decisamente più compatto e solido nella impugnatura.

La prova è stata effetuata con corde Genesis:
Monofilo Black Magic 1.23 – tensione 24/24 23/23 22/22 (consigliato)
Multifilo Xplosion 1.25 – tensione 24/24 23/23 23/22
Ibrido Typhoon 1.26/ Xplosion 1.25 – tensione 23/24 23/23 22/23 22-22 ( consigliato)
Ibrido Reverse Xplosion 1.25/Typhoon 1.26 – tensione 24/23 24/22 23/22 23/21

La Pure Strike 16×19 ai voti:
Potenza: 7.5
Controllo: 8
Maneggevolezza: 8
Comfort: 8
TopSpin: 8.5
BackSpin: 8.5
Servizio: 8.5
A rete: 8
Qualità percepita: 9

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41 Comments

  1. Salve, posseggo una yonex ai 98 e la six one 95s della quale voi avete fatto una recensione. Gioco da fondocampo aggressivo, il mio setup perfetto è Ai 98 con tour bite 1.20, corde che mi permettono di tirare abbastanza forte eliminando il problema braccino, sto provando la six one della quale ho percepito la maneggevolezza e la sensibilità, tuttavia qualcosa non mi convince, non so se il mio swing non è adatto e devo aprire di più rispetto alla Ai 98. Sarei curioso della Pure Strike 16×19, potrebbe prediligere un gioco in top spin non esasperato, per non dire semipiatto? Non so se conoscete l’Ai 98, ma il telaio babolat richiede più tecnica della yonex? Grazie in anticipo.

    • Ciao Peppe, se ti trovi bene con la Ai 98, non è cosa saggia cambiare telaio, potresti solo rompere equilibrio e feeling che hai trovato. In ogni caso, Ai98, Six One 95S e Pure Strike 16×19 sono nella stessa fascia di utenza, ma, mentre la Yonex offre un po’ di spinta gratuita, la Wilson pretende più prestazione dal braccio e ripaga meno dal punto di vista della potenza. La Pure strike si pone nel mezzo, come telaio veloce, facile e pronto a tutti gli usi, tranne che per i grandi “arrotini”. Asseconda bene il gioco piatto, la palla esce veloce, ma non molto pesante. Si presta davvero bene al custom ed è una soluzione da prendere in esame se si vuole un telaio sui 310, ovvero sfruttando i 305 iniziali e del peso aggiuntivo sui lati del piatto-corde per massiizzare stabilità e garantire inerzia. Non ha la sensibilità della Wilson Six One, ma ne offre abbastanza per sentire il colpo.

  2. Buongiorno, la Strike potrebbe essere un”alternativa più maneggevole e potente delle mie Blade 18×20 2012? Un’altra racchetta che mi attrae molto e” la nuova PS95S; quali sono le tue valutazioni su questa racchetta? Come sarebbe il passaggio dalle Blade? Noterei una grande differenza in termini di spinta? Considera che chi mi conosce dice che ho una palla troppo piatta quindi poco complicata per l avversario quindi cerco un attrezzo che mi aiuti anche a sporcare un po’ il mio gioco. Cosa consigli? Grazie

    • Ciao Moreno, se cerchi un telaio per sporcare la palla, di sicuro la Strike non è il telaio adatto, visto che ha nel gioco piatto le sue migliori doti o, comuqnune, dona spin solo per controllo. La Pro staff 95S aiuta molto a generare palle complesse, ma è una scelta che paga in spinta a in controllo dei colpi piatti. Oltretutto, il pattern così aperto, disarma le corde molto presto. Penso che un telaio spin effect possa fare al caso tuo, ma cerca di mantenere le 18 orizzontali, quindi potresti optare più per la Blade 98S, mantenendo identico piatto, oppure SixOne 95S, che si trova in giro parecchio scontata. La Pro Staff 97S, invece, te la consiglio molto, ma solo se hai braccio e gambe da agnista. L’ho appena testata e sto approntando la recensione 😉

  3. Comincio ad avere le idee più chiare. A livello dì maneggevolezza quale prevale tra là Six One 95s e la blade 98s. In effetti erano le due racchette che avevo già individuato. Ho un discreto braccio ma purtroppo anche una certa età e quindi vorrei una racchetta quanto più maneggevole possibile compatibilmente con spinta e stabilità. Grazie

  4. Salve.
    Cosa ne pensi dell’incordatura con Wilson nxt Duo 2 sul telaio?

  5. Confermo, per quanto possa valere il mio giudizio, le opinioni espresse nella recensione. Si gioca benissimo sui colpi anche in leggero anticipo, con il quale si riesce a piazzare bene, e non mi sembra che le difetti la potenza, forse anche grazie all’incordatura ibrida. L’importante è fare comunque un buono swing, perché la potenza impressa alla pallina è appunto progressiva e non gratuita. Confortevole, molto stabile e bellissima. Back spin tra i migliori!

  6. Differenze rispetto alla Speed XT mp? Intendo sotto il profilo dei colpi….grazie

    • Ciao Salvo, la Speed MP è più completa dal punto di vista dello spin e offre più potenza. La Pure Strike è meno reattiva sui cambi di velocità e ricorda più un telaio da grande picchiatore. La Speed MP è un telaio che fa tutto bene, senza affaticare e senza eccellere in sensibilità. Telaio concreto, da agonista anche non troppo allenato.

      • Ma è vero che ce differenza tra la versione mp e la mpa di speed xt? se dovessi paragonarla alla Pro open?

        • Si c’è una leggera differenza di feeling, per via dei passacorde intercambiabili. Non è una grossissima differenza, ma c’è. Rispetto alla ooen, la Speed è più solida e anche più potente, mentre lo spin è simile. A livello di feeling, sono entrambi su livelli più che buoni, ma la Speed sembra più solida ed è più agonistica.

          • Per chiudere il mio cerchio un confronto tra la speed mp xt e la Pro staff 97 ? Corde per le rispettive?

            Grazie mille

          • C’è una similitudine di genere, ma la Pro Staff 97 richiede più braccio, soprattutto sulla spinta. La Speed tira di più in maniera naturale, merito della costruzione a sezione variabile che “forza” la flessione. Come sensibilità vince la Pro Staff e come spin siamo sullo stesso piano, ma la Wilson richiede di più dal proprio tennis. Per le corde, la Speed è meno sensibile all’incordatura e va bene anche con corde non troppo veloci, mentre la Wilson vuole corde reattive, che diano anche un bel dweeltime. Soprattutto Revolve per facilitare la Pro Staff, ma anche un ibrido per un po’ di naturalezza di impatto e spinta sui colpi interlocutori.

  7. Scusa dimenticavo anche un paragone con la mia racchetta di riferimento, la pro open 2015….ancora grazie

    • Beh, rispetto alla Open è proprio diversa, altro feeling, più deciso, ma non troppo sensibile, facile da muovere, ma non quanto la Open che ha inerzia 318. La Wilson è più facile e veloce da muovere, mentre lo sweetspot è simile, ma la resa dello spin della open è decisamente superiore e più facile da sfruttare. La Strike è più cattiva e precisa, ottima per impatti frontali e spinta continua, la Open permette anche un certo rilassamento in alcuni frangenti di gioco.

  8. Salve,
    domanda forse complessa, ma è la giusta racchetta se adesso ho una wilson PROSTAFF SIX.ONE 95???

    • Ciao Alberto, se hai una Pro Staff 95, tutte le racchette ri sembreranno più semplici e più potenti, ma troveresti minore feeling in molti casi. Se proprio devi cambiare telaio, ti consiglio di orientarti su una boxed beam, un profilo squadrato e sottile. Ma ho bisogno di maggiori dettagli sul tuo gioco per capire cosa cerchi e cosa vorresti dalla racchetta.

  9. ciao, avevo scritto tempo fa, ho una ai 98 e sto valutando se cambiare o meno. La pro staff 97 sembra decisamente pesante anche perchè mi è capitata 6 gr in più del normale. La blade 98 s invece mi è piaciuta ma non sono convinto, ho problemi sul lato del rovescio. Pensavo di provare la pure strike. E’ poco più facile della ai? vorrei trovare una racchetta poco più maneggevole della yonex, non troppo profilata.. cosa mi consigliereste? la dr 100 invece?

    • Ciao Giuseppe.
      Possiedo anche la Ai98 e posso dirti che la strike non è più semplice della yonex,almeno per il mio livello

    • Ciao Giuseppe, in effetti la Pure Strike non è sicuramente più facile della Ai 98, anzi, impone più ritmo sui colpi per funzionare al meglio. Se ne fai una questione di maneggevolezza, meglio della Ai 98, mantenendo il peso di 310 grammi, ci sono davvero pochi telai che si prestano. Sullo stesso peso, con minore inerzia e stessa giocabilità, c’è la Wilson Ultra 97, diretta concorrente, apputno, della Ai. Trovi la recensione sul sito, realizzata a dicembre. Altrimenti, la Dr 100 sarebbe più facile, ma in temrini di movimento è meno fluida della sorella 98.

  10. Ecco cosa cerco, fluidità bel movimento, grazie! Cosa che non aveva neanche l’ai 100. Non per l’ultra.. Ma la blade 98s non e’ affatto male direi..

  11. Per il mio gioco servirebbe una racchetta maneggevole e potente, la mia apd non era male ma credo sia pericolosa per le mie articolazioni.. La dr 100 quindi meno maneggevole della sorella? Dalle speca non sembrerebbe

  12. ciao, per quanto riguarda il modello 18/20? non è prevista una recensione? grazie

  13. Ciao Fabio mi faresti un parallelismo con la Ultra 97? Che corda/tensione hai trovato piu adatta a questa pure strike?

    grazie mille

    • Ciao Salvo, i due telai hanno ben poco in comune, molto viva la Ultra 97, con la risposta abbastanza esuberante, mentre la Strike è più inerte e vuole più spinta per girare bene. Tra le due, il tocco migliore lo ha la Ultra, che è anche più facile da gestire in difesa. La Strike vince sul gioco di anticipo e sui colpi piatti, ma è meno universale della Wilson. Sulla Strike ho provato diverse corde, rilevando che un mono non rigido, o un ibrido, è la soluzione che più attiva il telaio. All’epoca provai la Black Magic, la Luxilon 4G e altri mono, sia lisci che sagomati, trovando più soddisfazione con quelli lisci e tendenti al potente.

  14. Scusa io posseggo una Tflash 300 e vorrei un telaio che mi regali maggiori soddisfazioni, sono indeciso se acquistare una tfight 315 atp limited poichè mi blocca un po’ il peso oppure scegliere una pure strike pero’ la versione con piatto corde 100. Grazie dell’eventuale consiglio che logicamente deve tener conto della tecnica che posso definire discreta anche se ho ripreso a giocare da un anno con frequenza di almeno 4 ore settimanali di cui una con il maestro. Prediligo un gioco da fondocampo e mi piace tagliare i colpi e quando vedo l’avversario distante dalla linea di fondo pratico spesso la palla corta. Grazie dell’eventuale risposta.
    PS io sono Domenico che ha acquistato la Mantis Pro 295 con la quale mi sono trovato benissimo contro giocatori del mio modesto valore ma che con 4.1 o piu’ forti, mi piegano la racchetta e dopo un set tirato non riesco a chiudere un colpo sopratutto incrociato (a parte il rovescio) nemmeno se mangio una fetta di carne prima di iniziare a giocare. Saluti

  15. Ciao Fabio,
    gioco con soprattutto con racchette a profili medio bassi 22mmm con una breve parentesi con la Aero Pro Drive ma la mastodonticità delle profilate mi da una sensazione di ingombro che non mi piace pur senza nascondere che forse per me sarebbero la scelta più indicata per facilità di gioco e spinta gratuita.
    Gioco attualmente con una via di mezzo ovvero la YONEX Vcore Xì 98 305gr alternata a Burn FST99 S e sono in attesa che esca ufficialmente la VCore 98 SV la nuova novità di Yonex.
    Complice il prezzo, davvero basso per racchette che solo qualche anno fa costavano 180 euro, ho comprato una coppia di queste Strike 16X19 che debbono arrivarmi.
    Premesso che la rete non bisogna leggerla, a parte te naturalmente, ho visto che di entusiasmo in giro su questo attrezzo ce n’è davvero poco….eppure le caratteristiche associate alla tua indicazione di custom 2+2 ore 3 e 9 dovrebbero dare una racchetta che può generare soddisfazioni.
    ciò che non vorrei è trovarmi una racchetta con la testa un po’ vuota e con una sensazione di impatto un po’ vuoto oltre che ad un peso di palla mediocre, ed ancora, un attrezzo molto complicato se si cerca la profondità di palla.
    secondo te, questi quattro aspetti potrebbero essere ridotti al minimo (ove presenti) adottando il CUSTOM sopra citato o altri accorgimenti per i quali ti chiedo lumi?
    Ah, dimenticavo, gioco con corde ISOSPEED SPEED 1.25 22X22 alternando ibrido reverse xone 1.30 / luxilon alu pow 1.25 22×21.
    Ti chiedo di darmi dei motivi per i quali provarci…piuttosto che restituirle intonse e seguire l’opzione 2….che pur ricadendo in contraddizione, mi vedrebbe provare la PURE DRIVE 300gr.
    grazie.
    Cristiano

    • Ciao Cristiano, La Pure Strike è una racchetta che ha avuto poco successo, un po’ perchè non c’erano testimonial all’altezza e un po’ perchè il telaio pecca di personalità. Non si può dire che vada male, anzi, va astrattamente bene, ma deve essere personalizzata con del custom per piacere davvero. Non tutti sono avvezzi al custom ed è bene cercare una racchetta che da stock vada già bene per il proprio tennis, anzichè essere adattata. Il custom che proponi può andare, ma proverei a mettere qualcosina in testa, anche solo un grammo, per avere un po’ di sensazione di maggiore solidità. Tra i custom che più mi hanno soddisfatto, quello che ti consiglio maggiormente è 2 ad ore 12 e manico in cuoio, perchè la maggiore polarizzazione rende il telaio più comunicativo e potente. Per le corde, bene le isospeed, mentre eviterei il reverse e monterei le stesse corde, ma in classico alle stesse tensioni. Infine, per quanto riguarda il web e le recensioni che trovi, tutto sta a saper leggere le intenzioni, le capacità e il livello di gioco di chi scrive, che, purtroppo, può trasferire molta negatività su un telaio che, magari, è semplicemente fuori dalla sua portata.

  16. Ok capisco….
    Tuttavia, rivedendomi i voti che tu avevi dato al tempo del TEST, non descrivono di una racchetta “schifezza”…passami il termine…..piuttosto di una racchetta “incompresa” o, altro aspetto che credo tu abbia centrato, una racchetta poco pubblicizzata da qualche “BIG”.
    Tornando sul custom, polarizzandola con cuoio e 2 gr ore 12, non viene ridotta l’inerzia dell’attrezzo e dunque la capacità di spinta che non ho ancora capito se essere, stock, di livello soddisfacente o meno?
    un ultimo paragone……giusto per poter capire meglio……con la VCORE TOUR G 310…quella arancione??? come le differenzieresti?
    grazie.
    buona giornata.

    • essendo una racchetta da controllo, non ha un livello di spinta esorbitante. Per farti un paragone, la Blade, la Pro One Tri-core e la yonex V core Duel G spingono parecchio in più e le ultime due sono molto più piene e ferme all’impatto. Per quanto riguarda l’analisi della racchetta, si, parliamo di una telaio soprattutto poco capito, ma anche perzfezionabile da parte di Babolat, che ha preferito lasciarla neutra, troppo. Rispetto alla V core duel G 310 spinge qualcosa meno, ma soprattutto offre meno feeling, è più secca e meno flessibile.

  17. Ciao, so che è uscita la nuova pure strike, l’ho vista in mano a Thiem. E’ prevista una recensione in merito? Volevo capire quali possano essere le differenze con Head Radical Pro Grapehene XT che uso attualmente. Grazie

    • sto prorio approntando la recensione della Strike, posso dirti che è un telaio simile, ma più facile, con uno spin più semplice da generare e una inerzia più contenuta.

  18. Ciao, grazie, curiosissimo di leggerla a breve! Volevo capire se è più potente della precedente, ma se mi dici che ha inerzia minore, questo mi fa già intuire che la potenza non sarà certo tanto più alta. Ciao

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