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4 Comments
Panatta ha più volte detto che una buona racchetta (con le giuste corde…) “suona” come un strumento musicale. Inoltre, ha spiegato che lui, in talune circostanze, riusciva a capire che tipo di colpo stesse giocando il suo avversario proprio dal suono dell’impatto. Ma forse questi sono particolari riservati ai campioni… Come l’acutezza visiva, anche.
Semper fidelis.
Il suono è fondamentale nel tennis e, oltre a far capire cosa stia giocando l’avversario, se il tuo colpo ha il giusto rumore, ti galvanizza, ti aiuta a sentirti più forte e sicuro nel gioco. Ritengo sia molto importante ascoltare le racchette, spesso si riesce anche a capire se le corde siano adatte o meno al telaio.
Assolutamente, come anche vedere partire prima la palla, la postura dell’avversario, non avere la vista annebbiata, subire poco le luci diverse… ma non esagererei ne in un caso ne nell’altro. Vero è che “Ascoltare”, oggi, è uno degli esami fondamentali a livello meccanico (ad es. motori), dato che di vibrazioni pur sempre si tratta. Una struttura più o meno rigida che sostiene delle corde più o meno tese emetterà delle vibrazioni (percepibili anche sotto forma di suoni) se percossa (da una palla in questo caso): analizzarle è fondamentale (forse questo andrebbe unito all’analisi video, oggi attuale). Vedremo se al bel suono corrispondono prestazioni “intonate”. PS: ho avuto modo di vedere un video su FB (ritirato molto velocemente), in cui un famosissimo giocatore italiano testava una racchetta “speciale” con “speciali” corde, dicendosi entusiasta delle prestazioni ma sconcertato dal suono. Tuttavia ritengo che ci si sarebbe abituato subito, viste le velocità raggiunte dal suo servizio durante il test.
Hai perfettamente ragione, nel tennis sono fondamentali tutti i sensi, giusto l’olfatto ricopre meno importanza, tranne quando si “sniffa” un tubo di palle nuove o del budello appena montato. Deve funzionare tutto e tutto deve emettere vibrazioni positive e negative per trasmettere informazioni utili al tennista. Detto ciò, per il pro che si diceva entusiasta, qualunqune corda avrebbe suonato differente dalla sua abituale, quindi non c’è da scandalizzarsi, è una reazione normale a materiali diversi da quelli suoi abituali. Noi comuni mortali, però, non abbiamo la forza e la tecnica necessaria per adoperare la stessa attrezzatura e, deo gratias, il mercato delle racchette ci fornisce talmente tanta scelta, che la qualità e la sensazione la possiamo trovare senza andare a scomodare le prostock 😉