Pro Kennex Q+ Tour 300

Uno dei telai con più identità, in casa Kennex, è indubbiamente Q+ Tour, in tutte le sue declinazioni di peso e schema corde. Si tratta di un telaio che nasce da lontano, che ha dato origine anche alle moderne Prestige e che, in passato, ha avuto nomi importati, come Black Ace, Type C o, ancora, Redondo. Insomma, per chi non conoscesse la storia di Pro Kennex, e nello specifico di Q+Tour, sappia che è un telaio che ha fatto scuola, per tutto il mercato.

Fatta questa premessa, siamo giunti all’ennesimo aggiornamento di questo telaio, che oggi rappresenta la punta di diamante, tecnica, per il brand americano. Il modello 2022 è proposto in tre sole varianti, come di consueto, Q+ Tour Pro 18×20 da 320 grammi, Q+ Tour Pro 16×19 da 315 grammi e la piccola, si fa per dire, Q+ Tour 300 con schema 16×19, senza dubbio la più appetibile, date le sue doti dinamiche e le sue specifiche, che vanno ad accontentare molti più utenti rispetto alle due versioni più pesanti.

pro kennex q+ tour 300

Head size: 98 inch2
Peso: 300g
Bilanciamento: 315 mm
Swingweight: 328 Kg/cm2
String Pattern: 16×19
Rigidità: 63 RA (rilevata)
Profilo: 20 mm
Lunghezza: 68.5 cm

Dal punto di vista estetico, probabilmente Kennex ha puntato a far notare il suo telaio, con una livrea molto vistosa, in un verde acceso, che domina la struttura, intervallato dal nero e delle serigrafie su piatto e steli. Una scelta poco discreta, ma di sicuro impatto. Dal punto di vista tecnico, il telaio si riconferma in tutto e per tutto, con il fusto boxed e gli steli più dritti rispetto al progetto Prestige. Quindi nulla di particolarmente nuovo rispetto al modello precedente, andando a riconfermare sia il Quadfocus che, neanche a dirlo, il sistema Kinetic, in questa versione con soli 5 grammi di sfere all’interno del fusto. I dati tecnici, però rivelano qualche cambiamento dinamico effettivo.

Potenza gratuita – Non è una racchetta da vera potenza gratuita, di quelle che la palla parte quasi “da sola”, ma già da regime intermedio spinge molto bene e mostra una generosità in uscita di palla che altri telai di questo genere non possiedono.

Potenza massima – Molto buona, è carica e si sente, soprattutto per la capacità di arrivare ad un livello di spinta decisamente efficace, senza dover ricorrere alla zona rossa del contagiri. Già a regime mediio-alto, Q+ Tour 300 esprime molto bene la sua potenza.

Controllo – Niente male, se parliamo di spin, un po’ meno sui colpi piatti, dove la massa, la reattività e il pattern aperto non sono troppo amici dei colpi più spinti con poco spin. Tuttavia, è una classica e dona abbastanza fiducia per sfruttarla a regime medio-alto, senza troppi problemi anche sui colpi con minore spin.

Stabilità – Per essere una 300 è molto stabile, ha inerzia alta, Kinetic e sistema di stabilizzazione del piatto. Si sente tutto il lavoro combinato dei tre elementi e non ci può lamentare di nulla.

Feeling – Rispetto ai modelli precedenti, si mostra un po’ più secca all’impatto. Nulla di drammatico, ma il feedback al braccio ha una qualità inferiore a qualche progenitrice.

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