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Mantis 300 PS III

Mantis 300 PS III

Mantis non è più una sorpresa e negli ultimi anni ci ha abituato a racchette non solo di qualità, ma anche di sostanza. Alle più conosciute Pro 310 III e Pro 295 III, si aggiunge la terza edizione della 300 PS, una racchetta che ha dimostrato di saper dare tanto in termini di controllo e feeling, che si aggiorna in maniera consistente per offrire una prestazione più moderna e vicina alla richiesta del mercato attuale, la prestazione.

Mantis 300 PS III
Mantis 300 PS III

Headsize 100 inch2
Peso 300 g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight (incordata) 325 kgcmq
Rigidità 64 RA
Profilo 22-24.5-23 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica, è il primo punto a favore della Mantis 300 PS III. Finalmente anche qui c’è stato un lavoro sostanzioso per realizzare un’estetica personale e accattivante, con il rosso a dominare tutta struttura, in finitura laccata, con degli inserti in nero, sia lucido che satinato. Immancabili le serigrafie Mantis in bianco, ad ore 3 e 9, all’interno del piatto corde e all’esterno degli steli. Completano il tutto delle grafiche di sovrapposizione del rosso sul nero, che contribuiscono all’immagine di una racchetta di classe, ma aggressiva. Da notare soprattutto che gli scalini tra un colore e l’altro, come nella versione II, sono solo un brutto ricordo e c’è maggiore attenzione verso la finitura esterna. La struttura del telaio è identica a quella della seconda edizione, ma le novità sono soprattutto dentro, non si vedono ma si sentono. Il piatto è ampio e regolare, come la spaziatura delle corde, aperta il giusto, ma non estrema, mentre il fusto ha un ingombro contenuto, sia in vista frontale che laterale, dove arriva massimo a 24.5 mm per il cuore del telaio. Filante, quindi, non copia nessun telaio, ha la sua identità e la sua forma ed è una delle pochissime profilate in circolazione con il sistema di pallets per il manico, che consente facilmente di variare la misura. La forma dell’impugnatura è stretta parente di quella adoperata da Head, più rettangolare, e il tappo è pronunciato verso l’estremità, dove si trova la mouse-trap a sportellino, con una finitura olografica molto chic. Ad impreziosire l’impugnatura c’è la scelta del Mantis Tour Grip, dalla superficie liscia e regolare, molto sensibile, dallo spessore di 1.8 mm, ma poco cedevole e molto sostenuto. L’estetica e le finiture ci sono e sono salite di livello rispetto alle versioni precedenti, ora il telaio è ricco anche fuori.

10 Commenti su Mantis 300 PS III

    • Rispetto alla Dr 100 ha delle similitudini di feeling , per via della sensazione più flessibile rispetto ad una profilata standard, ma ha anche più inerzia, con più spine potenza, ma una leggera maggiore richiesta fisica per attivare il tutto.

  1. Ciao Fabio ,
    davvero convincente questa Mantis hanno lavorato davvero a fondo per produrre un’ottima racchetta.
    Ti chiedo se è possibile fare un paragone con una Wilson Pro staff 97 l e per rendere questo telaio al meglio come la incorderesti? A quanti chili?
    Grazie in anticipo per la risposta e buon lavoro.

    • Ciao Corrado, si, hanno lavorato tanto per rendere il telaio davvero più efficace, soprattutto in spine in pesantezza di palla, perché, per quanto davvero buona anche la versione precedente, lo spin era scarsino. Rispetto alla Pro Staff L è più pesante in mano, si sente la differenza, sia nel muoverla sia quando la palla parte molto più carica. Sono telai abbastanza diversi, con dinamiche differenti e di livelli tecnici piuttosto differenti, anche se, nel tipo di prestazione, ciascuna per il suo livello di gioco, hanno dei punti in comune, come la tolleranza e l’immediatezza, ma anche le rotazioni e spinta.

      • Ho letto che hai provato l’ibrido Hexa pro 1.25 per le verticali / Gold 1.30 per le orizzontali pùò essere utile a questa racchetta a 22/23 kg, oppure meglio rivolgersi ad un mono come le gamma moto ? se si a quale tensione?

        • In ibrido guadagni tanta facilità di uscita di palla, quindi dipende da te se vuoi che esca più sola o se desideri controllare più con il braccio. Inizierei con il mono a bassa tensione, perché il telaio è discretamente flessibile e il mono ci sta.

          • Ciao Fabio ,
            prima di provarla volevo farti una domanda.
            Secondo te questa racchetta, rispetto alla Pure Aero, è più faticosa ?
            Quale delle due racchette , magari dopo un’allenamento di 1-2 ore , ti ha richiesto minor dispendio di energie?
            Grazie ancora per la risposta.

          • Bella domanda, ritengo che abbiano lo stesso livello di faticosità, la differenza principale è che la Aero rende al meglio quando la fai girare pesantemente in rotazione, mentre la Mantis ha un comportamento più lineare. Per questo poteei dire che la Aero è un po’ più demanding, ma i dati tecnici sono praticamente gli stessi.

    • Essendo il telaio flessibile, andrei su una corda bella reattiva. Tra le sagomate, la Gamma Moto, magari in versione soft, oppure le Armour Soft, che lasciano una prestazione molto rotonda al telaio. Come tensione, sempre bassi, 21/21 per iniziare a capire cosa fa il telaio.

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