Donnay PRO ONE 97 OctaCore

Donnay, nel mercato degli ultimi anni, era praticamente rimasto l’ultimo baluardo dei telai flessibili, ma veramente flessibili, con rigidità ben al di sotto dei 60 punti, e per questo risultava una delle scelte più giuste per chi volesse un feeling molto classico, dolce di impatto e che trasferisse tutto l’impatto. Tuttavia, negli ultimi due anni, praticamente l’intero mercato, anche quello delle profilate, si è spostato su rigidità più basse e Donnay come reagisce? Semplicemente alzando la rigidità dei suoi telai e inserendo la tecnologia OctaCore, a otto strati, a riempire tutto il fusto delle sue racchette. Una mossa inaspettata, che, però, come già visto per Allwood, spinge i telai Donnay nella mischia delle racchette potenti, ma potenti per davvero. Stessa sorte, quindi, tocca anche Pro One 97, l’ammiraglia Donnay, che mette muscoli e al feeling aggiunge prestazione.

donnay pro one 97 octa core

Head size: 97 inch2
Peso: 305g
Bilanciamento: 315 mm
Swingweight: 295 non incordata (323-325 incordata)
String Pattern: 16×19
Rigidità: 64 RA (rilevata)
Profilo: 21 mm
Lunghezza: 68.5 cm

Dal punto di vista estetico, il fusto non è variato e conserva le sue proporzioni sottili e sinuose, con il profilo boxed leggermente stondato ai bordi, da 21 millimetri, che sale con gli steli dritti in stile Radical dei bei tempi. Sono variati, invece i colori, con un nero lucido, molto profondo, in luogo di quello satinato, e anche i rettangoli tipici di Donnay, alla base dell’ovale, non sono più gialli, bensì diventano argento cangiante, che prende il colore a seconda dell’incidenza della luce. Dal punto di vista tecnico, viene introdotta la tecnologia OctaCore, ovvero il riempimento di tutto il fusto con ben 8 strati di Xenecore, che fa un lavoro di comfort e stabilità, allo stesso tempo. Si riconferma anche la tecnologia Unibody, che prevede la realizzazione del telaio completamente in un unico pezzo, dalla punta al tappo del manico, tutto completamente in grafite. Questa scelta va a togliere la possibilità di cambiare la misura del manico, poiché, come visto per la Hexacore, non vi sono più i pallets, e il manico è parte integrante del telaio, sempre in grafite, ma migliora la misura, che si allinea a quella della concorrenza. Anche il tappo va prendere maggiori dimensioni, con il terminale stondato, per accogliere meglio anche le impugnature più basse.

Potenza gratuita

Parliamo di una classica, quindi la potenza gratuita non è uno degli aspetti principali del telaio, ma Donnay ha fato un gran lavoro ed ora la palla esce molto facilmente ed anche sempre bella carica. Offre soddisfazione in palleggio, ribatte con solidità e molta concretezza già regime poco più che interlocutorio.

Potenza massima

Molto buona, la cura ricostituente ha fornito un bel muscolo a Pro One 97, che spara forte, con decisione ed anche a regimi non altissimi la palla cammina tanto. È una potenza solida, decisamente superiore al modello precedente, che era già migliorato in tal senso, ma Octa Core segna un ulteriore miglioramento, che rende Pro One più definitiva.

Controllo

È una Pro One, il controllo se lo porta da casa e non difetta affatto di precisione, ma la nuova spinta la rende meno precisa rispetto al modello precedente e un po’ più ti attenzione è necessaria per gestire una racchetta più esuberante. Tra le colleghe 305 è sicuramente al top tra le 16×19.

Stabilità

Il telaio è stabile, non c’è dubbio, non solo per le sue proporzioni generali, ma anche per la tecnologia Xenecore che riempie il telaio al suo interno in ogni parte. Questo comporta una massa regolare lungo tutta la racchetta e la stabilizza senza necessità di pesi elevati. In ogni caso, si aggiunge anche un’inerzia consistente, che fa il suo lavoro anche in termini di fermezza all’impatto.

donnay pro one 97 octa core

Feeling

Siamo di fronte ad una delle racchette più sensibili nell’ambito delle 305 e non solo. Molto piacevole, molto diretta, ha un feedback pulito e sincero all’impatto, trasferendo bene la sensazione e le informazioni al braccio. Inoltre, sebbene la rigidità sia salita, è sempre un telaio tendente al flessibile e fedele alla sua storia in termini di feeling.

Comfort

Anche qui non si scherza. Donnay è una sicurezza dal punto di vista del comfort e le scelte tecniche premiano ancora i telai dell’azienda, ponendoli tra le più confortevoli ed anche le più indicate per chi cerca qualcosa che abbia anche a cuore le sorti del braccio.

Maneggevolezza

Un po’ meno maneggevole rispetto al passato, si allinea alle più vendute 305 del mercato, per inerzia e sostanza. Probabilmente diventa anche più familiare e un po’ meno sfuggente in mano, ma è sostanziosa e va detto. Per fortuna è tutta sostanziosa e il bilanciamento è a 31.5, quindi non fa accusare la massa sull’ovale. Ma c’è.

Sweetspot

Niente male. Ancora una volta Pro One 97 si conferma al top per il suo sweetspot ampio e regolare, ben oltre le possibilità di un 97 pollici, che in realtà è praticamente 98. Ha dalla sua lo Xenecore che stabilizza e apre ad una zona di impatto ideale generosa e rassicurante.

Giocabilità

Pro One 97 è un telaio tecnico, che vuole un braccio concreto e capace di gestirlo con sicurezza e decisione. Considerando, però, che lo sweetspot è generoso e la massa non esagerata, non è difficile in assoluto. È serio, ecco.

donnay pro one 97 octa core

Colpo piatto

Niente male il colpo piatto, che va via potente e piuttosto preciso. Non il più preciso della categoria, ma ci si può fare affidamento anche spingendo forte. Rispetto al modello precedente, Pro One 97 ha un colpo piatto un po’ meno preciso, in virtù di una potenza più viva e più esuberante, che impone un po’ di gestione maggiore del colpo.

Top Spin

Il top spin aumenta rispetto a Pro One Hexacore, nella misura in cui il telaio più carico, con più potenza e più reattività, riesce a dare una efficacia media superiore. La palla pesa, è complessa e si gestisce il top molto bene, centellinando anche lo spin e potendo variare tanto. Non è una spin machine, ma il range di top spin possibile è piuttosto ampio, ma il carico di spin lo mette il braccio, mentre lei non oppone resistenza, a parte sugli strappi di spin, che non le appartengono.

Back Spin

Il back di Pro One è una sicurezza, è sempre lui, bello deciso e con un feedback molto pulito e coinvolgente, ma aggiunge potenza e uscita più facile. Sempre molto ampio nella sua possibilità, è un filo più tecnico da gestire rispetto al passato, ma va sempre molto bene e, ricordando che il braccio ha una buona dose di responsabilità, non ci sono molti limiti ad un back che si carica, si carezza, si spinge e prende anche del side-spin.

A rete

Il colpo piatto a rete è un po’ irruento e il telaio reagisce energico, per cui va un po’ controllato, mentre decisamente meglio con il taglio che consente maggiore agio sui colpi al volo. Lo smash è molto comodo, perché, con la spinta che offre Pro One 97, si può piazzare e sfruttare la palla veloce, con buona precisione. In aria si muove discretamente, è piena, ma la testa non scappa.

Al servizio

La botta piatta è decisamente vigorosa, anche se non la più precisa tra le 305. Tuttavia è abbastanza precisa e, soprattutto, consente un buon ritmo per l’uscita di palla sempre carica dal piatto, già a velocità medio-alte. Lo slice, invece, si sfrutta per quello che si vuole, col braccio comanda giro e intensità e lei esegue tutto senza farsi troppo pregare. Sul kick, poi, c’è sostanza, ma occorre braccio e gamba per renderla efficace, anche se concede qualche difesa non male, con una palla complessa senza richiedere troppo. Tuttavia, per il vero kick, bisogna saperla spingere e forzare.

Risposta al servizio

Qui è decisamente migliorata, perché rimanda la palla di là con poco e la solidità, insieme alla reattività, permette sia la risposta fluida che quella bloccata.

Colpi in recupero

In recupero si comporta bene, sempre nei limiti di un 98 agonistico, che non fa nulla se non indirizzato. Per cui, un pop’ di azione del braccio è sempre necessaria, ma c’è una buona uscita di palla e uno sweetspot che non ti aspetti da un telaio del genere.

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Corde adoperate per il test:

String Project Keen 1.22 23/22 22/21
String Project Armour Soft 1.25  23/22 22/21

Donnay PRO ONE 97 OCTACORE
7.5
Potenza gratuita
8.5
Potenza massima
8.5
Controllo
8
Stabilità
8.5
Feeling
9
Comfort
7
Maneggevolezza
7.5
Sweetspot
7
Giocabilità
8
Colpo piatto
8
Top Spin
8.5
Back Spin
7.5
Colpi al volo
8
Servizio
7.5
Risposta al servizio
7
Colpi in recupero
Punteggio 7.9 / 10
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15 Comments

    • Spinge più facilmente, ha più spin e si muove un po’ meglio, mentre Blade 18×20 ha più controllo e una maggiore solidità. Il feeling è più soft in Pro One e un po’ più reattivo in Blade, ma sempre molto molto piacevole.

    • Ciao, no, nessun problema, ho inserito solo un sistema più restringente per la sicurezza del blog, che qualche volta è fin troppo restringente. Per il resto, nessun problema.

  1. Finalmente la nuova Pro one…….bella recensione Fabio, come al solito….l’unica cosa è che i tuoi commenti lasciano intendere un po’ di eccessiva reattivita’ con ovvia perdita di controllo.
    Se si tratta di controllare la maggiore spinta, allora non vuol dire aver perso controllo, perchè se a parita’ di spinta, faccio un metro in piu’, ovvio che questa distanza, va recuperata lavorando un po’ piu’ il coplo. Diverso è il discorso, se la perdita di controllo, ‘scade’ in una maggiore difficolta’ a mettere la palla definitiva dove si vuole, con la precisione massima, che ci si aspetterebbe da un telaio Boxed dal piatto relaivamente piccolo e profilo sottile…insomma, da una Pro one 97.
    Comunque, sapresti indicarmi una corda meno reattiva rispetto alla Armour soft, che sappia addomesticare questo ‘nervo’ che presenta l’Octa? Ovviamente senza essere assolutamente rigida e che magari, vista anche la meggior rigidita’ del nuovo telaio, riesca a dare quella sensazione (direi un po’ persa sulla Octa rispetto alla Hexa per via dei 64 punti rilevati) di trattenere un po’ la palla sul piatto corde……Grazie mille e buon tennis !

    • Ciao, non si tatta di perdita di controllo, ma con i miei 21 kg di tensione sentivo che fosse necessario salite. Nella recensione caricata su Youtube, puoi vedere che stessi giocando sciolto e la palla camminava sempre. Ero con Armour Soft a 21 costanti. Tuttavia, trovo che una corda come la Keen sia maggiormente indicata per il nuovo modello, perché permette un attimo in più di gestione del colpo. Come era immaginabile, con la maggiore reattività del fusto, la corda reattiva rende il tutto troppo veloce in risposta e quindi la Keen riesce a fare, ora , meglio della Armour, anche con un impatto più dolce.

  2. Io ho una CX200 2021 customizzata, co 5 grammi nel manico, e 1,5+1,5 a ore 3-9, e va che e un piacere, ed e anche stabile e potente, con un ottimo controllo. anzi eccellente. e spinna pure, nei limiti di un telaio classico. incordata con NT ,AX plus a 22/21.

    Adesso che ho scoperto la FF20, mi viene dura, durissima sciegliere con cosa giocare, diciamo che le alterno e mi diverto…..un sacco
    Senza custom, la CX 200 gli manca onestamente un po di mordente…….ma gran bel telaio, niente da dire.
    Le donnay, dopo la Borg Pro (che mi sono dato una volta in testa…..ahiiiii che male, una vera clava), non ne ho piu provata una, e sarei curioso, solo che non e facile trovarne in prova dove sono io. Sarei curiosissimo di provare una profilata, che e da mo che ne cerco na che mi piaccia, ma non deviamo dall’argomento del blog, la 97 e senz’altro una racchetta per palati fini…buon tennis

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