Donnay Formula Unibody

Donnay presenta la gamma racchette per il 2020, con una novità tecnica di grande rilievo. Infatti, se è confermata la presenza dell’immancabile sistema Xenecore, nella sua ultima versione Hexa, si aggiunge una costruzione dell’intero fusto completamente in grafite, manico compreso, che diventa parte integrante e portante del telaio, senza aggiunta di poliuretano o pallets per la formazione dell’impugnatura. Unibody, il nome della tecnologia, equipaggia tutta le racchette Donnay aggiornate per il 2020, che sono soltanto 3: Formula 100 Unibody, Allwood 102 Unibody e Pro One 97 16×19 Unibody. Partiamo subito con la recensione dell’unico telaio profilato Donnay, Formula 100 Unibody.

Donnay Formula Unibody

Headsize 100 inch2
Peso 300g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight 320 kgcmq (incordata)
Rigidità 57 RA
Profilo 21-26-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica di Formula Unibody è il frutto della nuova scelta dell’azienda di tornare alla vernice satinata, molto apprezzata nelle edizioni precedenti al 2015, rigorosamente in nero, con serigrafie bianche. Confermato anche il disegno a rettangoli, alla base del piatto, ripreso dalla storica Pro Borg, qui in colorazione a metà tra il bronzo e l’oro, sempre in finitura opaca. All’interno del piatto, ad ore 3 e 9, troviamo il nome del telaio sempre in bianco, mentre alla base del manico è riportato il logo Donnay, nello stesso colore. Il fusto è pressoché invariato nella parte alta, con il consueto profilo ellittico, che va dai 21 millimetri degli steli ai 26 del cuore e poi ai 24 della testa, ma è nel manico, fuori e dentro che si trovano le novità più importanti. Dal punto di vista strutturale, infatti, il manico è una parte del fusto, perché non è aggiunto, ma realizzato in un unico pezzo col telaio, da qui il nome Unibody. La forma del manico è leggermente variata, perché Donnay ha condotto una ricerca su un campione di tennisti di vario livello, proprio per identificare quali fossero le necessità maggiori in termini di impugnatura. Il fusto centrale del manico ha una forma piuttosto simile alla precedente, mentre è al tappo che si registra un maggiore spessore, che offre un appoggio migliore per l’ipotenar e “incastra” meglio la mano. In termini di misura, è assimilabile al manico Wilson, quindi piuttosto regolare nei volumi, anche per ciò che riguarda il tappo. Quest’ultimo, essendo realizzato in grafite e insieme al resto del fusto, non presenta lo sportellino apribile (inutile perché gli steli sono pieni) ed ha una finitura identica al resto della racchetta, nera opaca con il logo bianco Donnay che campeggia al centro. Quanto al grip di serie, è il Cushion da 1.2 mm, mentre sono disponibili Xpro, da 1.8 mm, e Leather Grip Donnay, come aftermarket.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su linkedin
LinkedIn

19 Comments

  1. Uso PK KI5 300 per precedenti problemi al gomito con cui mi trovo direi bene… non riesco però a dimenticare le profilate… ho provato la precedente versione della formula ma non mi aveva convinto forse perché ho sempre usato racchette rigide come tra l’altro è la Ki5….questa versione di formula potrebbe farmi ricredere o le sensazioni sono simili alla precedente… grazie

    • Il teliao ha aggiunto solidità, perché la rigidità statica è invariata, ma è salita quella dinamica e, all’impatto, il telaio reagisce maggiormente. Una prova la farei, c’è un plus e non nascondo che la Formula non mi hai dato grosse soddisfazioi, ma nell’ultima versione c’è più sostanza e si apprezza.

  2. ciao fabio..un aiuto sulle differenze della famiglia formula 100 x fare la scelta migliore -ho riletto recensioni e dati anche delle precedenti
    formula penta 100 ra 64/inerzia 316
    formula penta red ra 55/inerzia 314
    formula hexa ra 57/inerzia 324
    formula hexa unibody ra 57/ inerzia 320

    se non ho capito male -semplificando – le due formula penta sono simili x inerzia – direi di facile gestione e maneggevoli ma differiscono per reattività/rigidità avendo quasi 10 punti di differenza
    le due hexa sicuramente piu cariche quindi una capacità di spinta maggiore
    volendo scegliere una profilata morbida e soprattutto maneggevole,poco faticosa, di facile gestione è giusto andare verso le formula penta – in particolare la red? –
    il gap con la hexa è notevole?
    della formula ci sono anche modelli da 290gr o le penta x la bassa inerzia le equivalgono?
    grazie

    • Tutto giusto, con la differenza che la Formula Unibody è unica attuale e tutte le altre modelli precedenti. Onestamente, con il migliorato feeling e migliore spinta del modello attuale, io guarderei sollo all’ultima, perché la differenza è netta e la differenza di inerzia non è così marcata da giustificare la ricerca din un modello precedente, a meno di un’offerta bomba.
      Al momento non ci sono versioni da 290 o 285 grammi, perché la richiesta è davvero minima per questi modelli, ma potrebbero arrivare più avanti.

  3. Ciao Fabio, complimenti per le tue preziose recensioni. Possiedo una formula hexa da 6 mesi, sono abbastanza soddisfatto e dopo averla confrontata con la penta red mi ha convinto anche se più impegnativa. Magari farò un test anche con la nuova per capire se ne vale il passaggio. Il mio livello e da club 4 n.c. e la alterno con la pure drive 2012 che rimane molto utile per la spinta anche se con meno confort e sensibilità. Utilizzo su entrambe head velocity a 23/22 a 4 nodi e mi trovo abbastanza bene ma cercavo qualcosa che spingesse un po’ di più sulla hexa. Di solito non uso mono se non in qualche ibrido, ma non dopo aver avuto problemi al gomito 2 anni fa. Qualche monoo reattivo a base tensioni sarebbe più performante? Nei test di hexa e unibody che differenze ha trovato tra mono multi e ibrido?
    In ultimo in cosa vedi la unibody molto superiore alla precedente? Grazie

    • Ciao e benvenuto nel Blog.
      La differenza ta la Unibody e la Hexa sta nel maggiore feeling e nella maggiore potenza della Unibody, per via della nuova struttura più reattiva. Una differena non da poco e va provata per capirla.
      Quanto all’incordatura, considerato che il Velocity funziona bene e offre un buon grado di protezione, puoi pensare di scendere di un kg sulla tensione, per avere una maggiore spinta. Tuttavia, il controllo, andando sotto con le tensioni, comincia a vacillare, ed è il limite dell corde più elastiche come i multi. La differenza che ho riscontrato nel test, tra le diverse incordature, è che con il multi si gioca sicuramente in maniera più facile, ma viene meno un po’ di cattvieria nella spinta, la palla esce lunga, ma non troppo carica. Meglio in ibrido, scelta da considerare per un livello amatoriale e gioco frequente, perché il telaio offre un feeling più netto. Passando al mono, invece, si fa più agnistica e si trasferisc tutto sul controllo e sulla spintaa medio-alto regime.

  4. Grazie ancora per le info, sono curioso di testarla anche se sono ancora in fase di adattamento alla Hexa. Dopo quanto ore andrebbero cambiate le Velocity? Ho sentito pareri contrastanti, che possono essere portate a rottura o che con questa racchetta le prestazioni degradano molto più in fretta da richiedere un cambio frequente (10-15 ore max)
    Sulla Pure Drive 2012 l’ho usata anche per 30 ore senza notare grosse perdite e senza rompere (mai rotto corde). Qualche multi da consigliare tipo NRG2 o altro senza dover scendere in tensione e con buona durata? Grazie ancora ciao👍

    • L velocity le puoi portare quasi a rottura. O meglio, le puoi portare a rottura, ma se vedi che si ingottiscono prima, per umidità o altri motivi, le cambi. Sui multi si può giocare tranquillamente finché non si rompono, a patto, appunto, che non vi siano altri fattori che invalidino la corda.
      Come NRG2 potresti considerare NXT Power, Head reflex oppure Yonex ATG 850.

  5. Hi Tennistaste, can you compare the comfort to the old Formula Hexacore?

  6. Ciao Fabio,

    Una persona che riprende a giocare dopo 2 anni di inattività totale per un infortunio al polso che lo ha portato ad un’operazione quale racchetta dovrebbe preferire?

    Qualcosa come la formula 100 o qualcosa di ancora più clemente e quindi scendere a 290/285 o ancora giù?

    Stiamo parlando di un uomo abituato ad utilizzare la pure aero prima dell’infortunio.

    • Sostanzialmente può andare benissimo una Formula 100, visto che, anche se sei stato fermo, è probabile che dopo un paio di ore già ritroveresti parte del tuo gioco. Quindi un telaio più leggero potrebbe risultarti mancante dopo già qualche ora, rispetto a ciò a cui eri abituato. Meglio andare su una 300, che non sia eccessivamente carica, come apputno la Formula 100.

  7. ciao Fabio prima volta che scrivo. Complimenti per la qualità del sito per competenza e comunicazione. Sono un cinquantenne con una buona forma fisica che ha scoperto di recente la Donnay con la penta core con grip in cuoio (arretramento) e corde Dyreex 1.25. Con questa riesco ad esprimere un tennis fatto di cambi di ritmo e posizione e finalizzazione a rete e precisione servizio (ho la fortuna di avere ancora un buon braccio). Dopo aver girato in precedenza molte racchette e brands (ultimamente Pure D, Clash, Blade, PA VS 2020, etc.. Preso dall’entusiasmo ho comprato la UNIBODY. Rispetto alla penta passi indietro con anche più fatica su articolazioni (pur essendo meno rigida). Non so se dare una chance ancora arretrando con il grip in cuoio come con la penta opp non è la mia racchetta. Inoltre, potresti anche darmi un suggerimento per eventuali alternative alla penta con un po più di potenza gratuita e spin ma stesso controllo precisione e confort. GRAZIE MILLE OTTIMO LAVORO Paolo

    • Ciao Paolo, la differenza sostanziale che ha introdotto al Unibody è la maggiore solidità generale, accentuata anche dalla maggiore massa, non solo nel manico. Perché già dal modello Hexacore, senza unibody, era salita l’inerzia e il telaio è divenuto più massiccio. Probabilmente hai difficoltà nell’accelerare il braccio e il manico in cuoio può darti una mano ad arretrare il bilanciamento per avere una sensazione di testa più leggera. Oltretutto, proverei a montare una corda più elastica, come una Magic di String Project oppure RPM Team di Babolat, per incentivare la spinta e la facilità di esecuzione, oltre che la durata dinamica della corda stessa.
      Prima di cambiare telaio, visto che la Unibody ha tanto da offrire, è il caso di provare con qualche soluzione come il manico in cuoio.

  8. PS. Sulla Unibody ho messo Pacific 1.24 PolyForce

  9. Un’ultima cosa. Il profilo della unibody che hai messo nelle spec è 21-26-24 mm mentre invece sul sito della donnay (e la mia è uguale) è 20-27-24. Mi viene il dubbio è che hai testato una unibody che non c’è in Italia ma forse per mercato estero

  10. Grazie mille per i consigli. Proverò con il grip in cuoio. Ero già per cambiare. Ho letto che per te la Pro one è come un’auto da corsa. Mi incuriosisce molto. Con la penta sono migliorato molto la unibody mi da potenza gratuita mi chiedevo se la la pro one è la combinazione di entrambe

    • La Pro One è un telaio sul genere Prestige, ma proposto con ancora più flessibilità e una impostazione moderna di peso e bilanciamento, quindi un telaio che racchiude in sé diversi caratteri, ma è soprattutto il feeling di impatto e la capacità di farti sentire dentro ai colpi a fare tanto. La Unibody aggiunge potenza e non è affatto un aspetto secondario, perché va a completare le doti di una racchetta già molto interessante.

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il primo ed unico sito in cui le recensione la scrivi tu!

Negozi Partner


universotennis


Translate »