Diadem Elevate Tour

Diadem Elevate Tour
Diadem Elevate Tour

Da fondocampo, la parola d’ordine è velocità. Elevate Tour pretende la velocità di esecuzione per dare il suo contributo migliore sui colpi, notevoli in anticipo, con un controllo direzionale molto elevato, e con una palla che è tendenzialmente veloce e penetrante. Non c’è una preferenza netta per i colpi piatti o per i colpi più liftati, su entrambi c’è controllo di livello e assecondano molte tipologie di gioco e di tecnica, anche se l’efficacia del colpo con minore spin è ravvisabile nella maggiore spinta frontale e nell’uscita di palla più veloce e consistente, che lascia spazio all’accelerazione e alla chiusura, dove il braccio deve mettere il suo. Un aiuto in spinta, però, si sente ai regimi medi, dove la reattività del telaio offre quel “pop” tipico dei telai più rigidi e aiuta a stare più lunghi sugli scambi interlocutori e di piazzamento. Se si gioca con fluidità e il braccio sa andare veloce, Elevate Tour ha tanto da offrire e lascia toccare bene.

Il back esce carico dal piatto corde, va gestito, sentito e modulato con mestiere, non si può appoggiare il braccio, perché il telaio vuole uno swing più ampio e, anzi, lascia aprire e caricare di più con discreta facilità. La palla è più carica che veloce, ma si lascia gestire bene e in altezza e profondità. Side-spin interessante, corre in aiuto quando bisogna correggere o sporcare una traiettoria.

A rete la sensibilità è piuttosto buona e la volée piatta scorre facile e profonda, mentre il colpo di taglio pretende più fisico e resta più corto. Le volée di istinto, però, sono piuttosto buone e la maneggevolezza è molto apprezzabile alla lunga. Sullo smash è precisa, puntuale e gestibile, permette anche di liftare leggermente il colpo quando si è in fase di controllo.

Al servizio va citato immediatamente il kick, la palla sale, tanto, e rimbalza energicamente. Non velocissima, ma carica, arriva in angoli nascosti e permette un certo ritmo. Molto bene anche lo slice, la soluzione probabilmente più semplice da gestire con la Elevate Tour, perché la curva è molto modulabile, e, anche se non estremamente laterale, il rimbalzo è efficace. Sul servizio piatto, invece, nulla da dire, preciso e veloce, lascia margine e non affatica, ma un pizzico di potenza in più non guasterebbe.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su linkedin
LinkedIn

3 Comments

  1. Complimenti come al solito per la recensione, sempre accattivante. La racchetta sembra molto valida e mi chiedevo concretamente cosa aggiungano (e tolgano) i dieci grammi in più rispetto alle classiche 305 più giocabili come Yonex Vcore 98 e Donnay Pro One 97.
    Grazie!

    • Ciao Francesco, benvenuto nel Blog.
      Quei dieci grammi in più, in realtà dicono molto poco e la differena sostanziale è che il bilanciamento più arretrato, senza eccessiva massa, la rendono una racchetta abbastanza maneggevole per il suo peso, sicuramente più leggera in mano rispetto ad una blade, ma con la differenza di una minore gratuità di spinta e una testa meno carica che impongono un gesto più concreto per velocizzare a dovere la testa per ottenere potenzae spin. Oltre al peso entrano in gioco molti altri fattori, come la rigidità, i bilanciamento e la polarizzazione, che fanno della Elevate Tour un telaio senza dubbio equilibrato nella sua prestazione, senza testa eccessivamente carica.

  2. Grazie, chiarissimo!

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

La tua opinione conta!

Scrivi la tua recensione su
Tennistically.com

Translate »