Babolat RPM Power 1.25

Babolat RPM Power
Babolat RPM Power

Babolat, anche se oggi è famosa soprattutto per le sue racchette, ha da sempre un ruolo centrale nello sviluppo e nella produzione delle corde da tennis, rigorosamente Made in France. Basti pensare che il VS Touch è senza alcun dubbio il budello più adoperato in assoluto, a livello professionistico e a livello amatoriale, per le sue proprietà uniche. L’azienda, però, è riuscita sempre a stare al passo coi tempi ed ha proposto, sin da subito, corde in monofilo adatte alle esigenze più disparate. Il progetto delle corde in mono Babolat nasce da lontano ed oggi comprende una intera famiglia piuttosto famosa, la RPM, sponsorizzata da campioni del calibro di Stanislas Wawrinka, Rafa Nadal e Dominic Thiem. Proprio quest’ultimo ha avuto un ruolo centrale negli ultimi mesi ed ha chiesto a Babolat uno sforzo produttivo ulteriore rispetto all’attuale gamma RPM.

Gamma Babolat RPM
Gamma Babolat RPM

Il buon Dominic, infatti, era da qualche tempo che alternava, in ibrido reverse, VS Touch e RPM Blast con VS Touch ed RPM Rough, con una netta preferenza per la seconda. Poi, il campione austriaco ha fatto una richiesta specifica: “voglio più potenza, con comfort e controllo”. Dopo circa un anno di test, è nata Babolat RPM Power, la corda che, nella serie RPM, è sinonimo di potenza. TennisTaste ha provato la RPM Power 1.25 in anteprima assoluta ed ecco come si comporta.

Babolat RPM Power
Babolat RPM Power

Tecnicamente, RPM Power è una corda realizzata in Co-Pet-C, quindi un co-poly con un coating, una finitura esterna, volto a massimizzare la sensazione di impatto, il comfort e lo scorrimento tra le corde, per favorire lo snap-back e la spinta. Il colore scelto è del tutto nuovo in casa Babolat ed è un “electric-bronze”, elegante e piuttosto personale, molto azzeccato con l’attuale gamma racchette dell’azienda francese. I calibri disponibili sono 1.25 e 1.30, per ora niente calibro sottile, ma, onestamente, non se ne sente la mancanza.

Babolat RPM Power
Babolat RPM Power

In campo, RPM Power 1.25 mantiene quello che promette esprimendo tre concetti fondamentali. Il primo spunto interessante è il comfort, perché parliamo di un co-poly veramente confortevole all’impatto, con una sensazione molto diretta sui tocchi, dove si sente una giusta rigidezza per toccare in maniera sensibile ed un impatto sincero, vero, con la palla, che crea un feedback vivo per il braccio. Il secondo punto fondamentale è la potenza. Considerando che parliamo di una corda agonistica di rango, non c’è da aspettarsi una potenza gratuita elevata, per questo la RPM Team fa un lavoro migliore e si associa meglio alle esigenze di un appassionato, ma la corda reagisce in maniera molto potente ai regimi medio-alti, laddove aggiunge potenza in maniera copiosa ai colpi interlocutori e di piazzamento, nello scambio. Non solo, perché c’è un plus anche sulle chiusure e sui cambi di ritmo, veramente efficaci e sempre accompagnati dal un bel suono pieno e cupo, che appaga anche dal lato sensoriale. La spinta della corda non è immediatamente percepibile, perché il comfort e la sensazione morbida mascherano la spinta con la quale la palla viene catapultata via. È quindi una spinta “morbida”, di sostanza, che fa il paio con il terzo concetto applicato alla RPM Power, ovvero il controllo. Questo, infatti, è davvero di alto livello e, differentemente da RPM Blast e Rough, l’uscita di palla è meno alta, più frontale e più neutra dal punto di vista delle rotazioni. La traiettoria è sempre molto precisa e immediata, il controllo svetta ed è accompagnato da una sensazione generale di facilità di uscita di palla, che consente anche un certo margine nella gestione dei colpi, a medio e alto regime.

La resa dello spin è differente rispetto ad RPM Rough e RPM Blast, Bisogna incentivare di più con il movimento del braccio e l’angolo di uscita di palla è mediamente più basso rispetto alle altre due corde. Più in generale, lo spin c’è, ma non è uno di quelli da arrotino incallito, piuttosto da gestione del colpo e da variazione. La situazione cambia abbastanza, invece, quando la RPM Power viene associata ad un multifilo o al budello, con i quali restituisce uno spin più facile e marcato.

La durata è nella media dei monofili, ma bisogna fare un cenno alla maggiore tenuta di tensione rispetto a RPM Blast. Siamo sulle 6 ore di tenuta di buon livello, in allenamento, con un cedimento progressivo, che ne favorisce l’utilizzo per più ore, fino a 10, alle quali la Power arriva ancora abbastanza vitale e sempre molto confortevole. Tuttavia, per un utilizzo ottimale, a piene prestazioni, il consiglio è di sostituirla dopo massimo 8 ore di utilizzo intenso, perché la sua anima è la potenza e decresce vistosamente dopo le 6 ore. La corda è sicuramente morbida, ma, data la sua “vita attiva” piuttosto buona, non tende a rompersi, nonostante di intacchi il coating esterno. Per spezzarla prima delle 10 ore bisogna essere veramente forti fisicamente e adoperare uno spin piuttosto pesante, altrimenti non c’è paura di andare in campo anche con un solo telaio. In generale, poi, va detto che la corda è veramente pronta all’utilizzo e arriva in campo senza grosse necessità di adattamento.

A quali telai si adatta? Soprattutto ai telai classici, sia con pattern fitto che aperto, ma non estremo, perché scorre proprio bene, incentiva la potenza ed enfatizza il comfort. Si adatta però, anche alle profilate, specie con pattern non estremi, sulle quali il controllo si nota immediatamente, mentre l’impatto diventa più dolce, aspetto non da poco.

A chi è adatta? All’agonista che desidera una sensazione meno dura all’impatto e che desidera una profondità maggiore sui colpi interlocutori, senza eccessivo spin, ma con efficacia sul cambio di ritmo. Si adatta, poi, anche in ibrido, all’utilizzo meno agonistico, per una prestazione molto rotonda e completa, senza eccessivo stress per il braccio.

A quali tensione montarla? RPM Power dona controllo già a tensioni medio-basse, non occorre “spararla” alta, ma conviene stare sotto i 23 kg, e non meno di 20, per apprezzare davvero le doti di spinta e di comfort.

Una nota finale va fatta per come si incorda, perché è davvero scorrevole, ma servono mani esperte per non rovinare la finitura esterna, nei vari passaggi, e un bravo ed esperto incordatore può fare davvero la differenza.

13 Commenti su Babolat RPM Power 1.25

  1. Ciao Fabio ho 54 anni ex C4 attuale 4.1 uso Pd 300 2018 vorrei cambiare corde uso Msv focus hex 1.23 a 21 kg troppo dure anche se non ho problemi di braccio.Vorrei passare ad una corda tonda piu morbida più facile da innescare con spin leggero o quasi piatto,sempre cal.1,25 che abbia una resa sulle 8-10 ore. No Wilson revolve troppo morbidone.Posseggo incordatrice da 15 anni. Provato String lab tournament troppo monotone,e rpm blast care e finiscono subito.Cosa mi consigli? Grazie e complimenti.

    • Ciao Fabio, benvenuto nel Blog.
      Se vuoi provare una corda più soft sulla Drive 2018, in casa Babolat hai la RP team, che è ottagonale come la Blast, ma più morbida e di più lunga durata. Uscendo da Babolat, e tenendo conto che le revolve le senti morbide, considera qualcosa come Armour di String Project, Yonex Poly Tour Pro, ma anche la Lynx di Head, non sensibilissima, ma dalla prestazione più che buona per il prezzo.

        • Ciao Fabio potrei prendere matassa Head lynx 1.25 a buon prezzo,ma mi hai messo il dubbio dicendomi non sensibilissima,in che senso?. Considera che ho rovescio a due mani e anche in back con cui faccio molte palle corte.
          Grazie saluti

          • Rispetto alle altre corde citate, è meno sensibile e più spugnosa all’impatto, un po’ come Wilson Revolve. Ciò non significa che la palla non si senta, piuttosto l’impatto è un po’ ovattato.

  2. ciao fabione, con gran piacere sono stato sorteggiato per provare queste nuove corde , presso il mitico dna tennis adriana e marco di milano, professionisti di livello internazionale, che sapranno come con sigliarmi sulla mia racchetta la tensione.. ma un parere tuo , uso la wilson blade 98l

    • Su Blade 98L partirei da 21/21 o, massimo, 22/21. Si tratta di una corda molto particolare nel rilascio della potenza, quindi puoi metterla a tensione più bassa e non perdere controllo ai regimi medi e bassi. In ogni caso, il tuo incordatore, Marco Rossani, ti conosce meglio di me e saprà darti l’ultimo consiglio prima di procedere.

    • Ciao, ci starebbe per una maggiore predisposizione al colpo meno arritato, cosa che la aero 2019 già ha tanto migliorato. Tuttavia, se compro una Aero lo faccio per il suo spin e una corda da comfort-potenza e colpi in spin più moderato, non mi fa impazzire come concetto di partenza, ma potrebbe aver senso per chi desidera un impatto più soft, veramente più soft rispetto agli alti mono dell’azienda. Partirei da un 22/21 o 22/22.

  3. Ciao Fabio, ho 54 anni e gioco da un paio d’anni un paio di volte a settimana alternando partite e lezioni, prevalentemente da fondo campo, dritto con un po di spin, rovescio ad una mano piatto o in back, saltuariamente a rete, servizio slice. Ho iniziato con una pure aero lite con babolat excel che col tempo è diventata troppo leggera, sono passato a wilson burn 100 cv e poi avendo dolori al gomito, su tuo consiglio ad una pro kennex q+5 con corde tecnifibre tgv con cui mi sono trovato bene anche se sul servizio davo meno rotazione. Passati i dolori al gomito sono tornato a babolat pure aero team per restare sotto i 300 gr. E avere più facilità di swing, ma mi mancava un po la sensazione da “classica” che mi piace molto, così ho da poco preso una head graphene 360 radical mp (ci ho giocato 10-12 ore al momento con corda lynx 22/23 kg.) e mi piace molto da fondo campo per l’equilibrio tra spinta e controllo, il servizio pian piano migliora, quello che difetta è il “tocco” e la palla corta che mi resta spesso un po sulle corde mentre una volta mi riusciva spesso. Dipende dal passaggio da profilata a classica o dalla corda diversa? Che corda mi consiglieresti sulla radical che mi garantisca controllo ma anche tocco? Grazie mille

    • Ciao, bentornato.
      La Radical, di fatto, è quasi una profilata se la osservi bene, pertanto il feeling ne risente in alcuni punti, come il tocco e la senazione generale. Tuttavia, si può ovviare con una corda che offra più sensazione rispetto alla Lynx (e basta davvero poco) come la Hawk Touch 1.25, ma anche 1.20. ritengo che, come mono, sulla radical sia la soluzione in chiave di ricerca di feeling con la palla. Proverei anche a scendere con la tensione, per lasciare impatto più dolce sui tocchi, ad esempio 22/21 in caso di colpi prevalentemente piatti e 21/20 per la ricerca di maggiore spin. Eviterei le tensioni pari, perché la verticali sono decisamente più lunghe delle orizzontali ed è praticamente obbligatorio differenziare.

  4. Grazie infinite Fabio, preciso e veloce, come sempre di grande aiuto. Corro a comprare le hawk touch che non vedo l’ora di provare. Come avrai capito anch’io come te sono un appassionato di racchette, con la differenza che io non so giocare… sulla radical vorrei restarci però, ed ora grazie a te so che corda montare. Grazie ancora, ciao

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