Babolat PURE STRIKE VS 2022

Pure Strike VS non è una novità assoluta, anzi, la versione VS di Strike, prima dell’arrivo di Pure Drive VS, era l’unica presente nella gamma Babolat ed era il modo in cui l’azienda aveva tenuto in vita il suo progetto Pure Control, la racchetta che aveva accompagnato tanti tennisti nella storia recente, uno su tutti: Fernando Gonzalez, detto “Mano del pietra”. Il tennista cileno, infatti, non si è mai separato dalla sua fedele compagna, che rappresentava una nicchia di tennisti che adoravano le sue specifiche. Negli anni, Pure Control è ovviamente cambiata, è stata ammodernata, ma poi Pure Strike, nel 2017, le ha tolto lo scettro di telai classico nel brand Babolat. Pure Strike è sempre stata molto differente da Pure Control, la prima rigida e la seconda più flessibile, ma probabilmente è proprio per questo motivo che Babolat oggi riesuma il nome Pure Strike VS e lo associa ad un telaio che prende un po’ del carattere di Strike e un po’ da Pure Control. Il risultato è una racchetta di carattere, che non passa inosservata e che gioca in maniera molto efficace. Ma non per tutti.

babolat pure strikevs

Head size: 97 inch2
Peso: 310g
Bilanciamento: 310 mm
Swingweight: 320 Kg/cm2
String Pattern: 16×20
Rigidità: 62 RA (rilevata)
Profilo: 21-22-21 mm
Lunghezza: 68.5 cm

Dal punto di vista estetico, Pure Strike VS è una racchetta molto elegante, con dei tratti di aggressività dati dal bianco e dal rosso, che spiccano dal grigio canna di fucile, tipico delle tre VS Babolat. Un colore molto profondo, brillante e con toni caldi, che non passa inosservato. Le forme sono simili a quelle di Pure Control e Pure Strike, vi sono infatti elementi di entrambi i telai, come la sezione boxed per il piatto, che ha una porzione frontale più generosa, o come il cuore rastremato, con la venatura lunga verso l’attacco al manico. Rispetto al dichiarato, risulta più sottile proprio nella zona vicina al manico, che rende il fusto davvero molto filante. Un elemento da non trascurare è la scelta del bumper che copre il telaio fino a metà del piatto, proteggendolo dagli urti, mentre i passanti sono realizzati in più parti a sé stanti, così da poterli cambiare più facilmente in caso di rottura, senza dover smontare tutto il sistema di passacorde. Al manico, poi, troviamo la bella sorpresa, sempre romantica, del cuoio di serie. Sempre più una rarità nel mercato attuale.

Potenza gratuita – Non siamo davanti ad un telaio con potenza gratuita, piuttosto ha una buona uscita di palla, anzi è fin troppo reattiva certe volte. Tuttavia, è una racchetta che vuole braccio e aiuta chi sa dare velocità.

Potenza massima – Sale molto bene di ritmo e restituisce ogni briciolo di forza immessa nel movimento, arrivando a dare una bella potenza massima, ma è molto arzilla già a regime medio-alto, dove, senza strafare, spinge molto bene e la palla viaggia che è un piacere.

Controllo – il controllo non è male in generale, ma si divide su due binari, laddove il colpo piatto non è precisissimo, in virtù di un telaio abbastanza reattivo sul piatto, mentre con lo spin aumenta notevolmente la sua capacità di controllo e permette ritmi molto più alti e soddisfacenti, per il combinato di spinta e controllo.

Babolat Pure strike Vs

Stabilità – Non parliamo di un telaio granitico, ma si presenta a metà strada tra una classica da 320 ed una da 305, con la maneggevolezza della prima e il comportamento più generoso della seconda, così anche sulla stabilità, che si fa apprezzare per un comportamento giusto e mai eccesivo.

Feeling – Qui mi sarei aspettato qualcosa in più, pensavo fosse più parente ad una Pure Control, invece è una via di mezzo tra Strike e Control, leggermente secca, piacevole nella sua reattività, ma un po’ lontana da quello che i 62 RA avrebbero fatto pensare.

Comfort – Fa valere la sua rigidità inferiore rispetto a Pure Strike, ad esempio, e, nonostante sia reattiva, risulta indubbiamente confortevole. La struttura sembra essere più rigida sul piatto, mentre gli steli lavorano sicuramente di più e smorzano bene.

Maneggevolezza – Niente male, scorre bene in aria, pur non essendo leggerissima. Bel lontana dalla sensazione massiccia della sorella Pure Strike 98 16×19, sebbene pesi 310 grammi è accomunabile alla sensazione di una VCore 98 in termini di pesantezza percepita.

Sweetspot – Non parliamo di una tolleranza esagerata, ma per essere un 97 è piuttosto accondiscendente e non si mostra ai troppo severa. Il segreto è nella larghezza del piatto, oltre alla sua forma più spigolosa rispetto al solito.

Giocabilità – La tecnica ci vuole, è una racchetta seria e, per quanto si mostri maneggevole e non troppo impegnativa fisicamente, dal lato tecnico serve un braccio che la conduca con dovizia di solidità e concretezza. Non ci vuole molto per farla spingere, ma ha bisogno di una base di tennis piuttosto buona.

babolat pure strike vs

Colpo piatto – Discreto, ma non esaltante. Col il colpo piatto, Pure Strike VS si difende bene, ma non eccelle. Il 16×20 avrebbe fatto pensare ad un controllo sopraffino, ma in realtà è più votata allo spin che non ai colpi piatti purissimi. Non che sia scarsa, attenzione, ma è lontana, ad esempio, in termini di precisione da una Blade 18×20, ad esempio, che sarebbe, in linea di massima, la sua principale concorrente. O, almeno, lo era prima di scoprire che il 16×20 è più verso il 16×19, che non verso il 18×20.

Top Spin – Uno dei migliori top spin tra le racchette classiche. Gira facilmente, gira abbondante e prende subito lo spin appena il braccio lo accenna e, soprattutto, accende il controllo del telaio sui colpi più spinti. Serve poco, infatti, perché i telaio diventi preciso, abbandonando l’idea del colpo piatto e virando verso i colpi coperti di spin. Bellissima la progressione che ha sul top-spin, che è da riferimento per le classiche.

Back Spin – richiede un po’ di mestiere, perché tende a scappare un po’, ma nulla che un braccio educato non sappia gestire e sfruttare. In generale, non ama le mezze esecuzioni e pretende uno swing fluido e concreto, ma ripaga con una certa modulabilità del colpo, anche sfruttando il side-spin, che spesso è più generoso di quel che si pensi.

pure strike vs

A rete – Molto maneggevole a rete, si porta velocemente all’impatto e si fa apprezzare pe ril buon grado di solidità. Non è granitica a rete, ma nemmeno un fuscello, è lì nel mezzo a richiedere un gesto concreto per essere efficace. Meglio con i colpi di taglio che con il il colpo piatto, che tende a scappare un po’ più del dovuto. Bene sullo smash, piuttosto arzillo e veloce, che lascia margine anche per il piazzamento.

Al servizio – Al colpo piatto manca un po’ di precisione assoluta, ma nel complesso si riesce a sfruttare per la sua potenza ed uscita veloce. Lo slice è ottimo, comunque lo si giochi è un colpo di livello, che trova angoli ottimi e offre una grande connessione al movimento del braccio. Bene anche il kick, che sa dare un bel movimento nel rettangolo di battuta e una certa modulabilità generale.

Risposta al servizio – Le risposte bloccate non sono il massimo, ma con un minimo di swing si riesce a fare gioco aggressivo in risposta, anche con traiettoria lunga e soddisfacente. In risposta si comporta meglio con quando si mette sostanza con il braccio e si fa sfruttare bene per la sua velocità in aria e il bel punto di equilibrio neutro.

Colpi in recupero – Parliamo di un 97 tollerante, non troppo diverso dai canoni di una 98 pollici, con una facilità di swing interessante. I recuperi li permette, ma non è gratuita in uscita, quindi va messo un po’ di braccio e di polso.

Recensione completa, con tutte le considerazioni, nel Video Youtube.

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Corde adoperate per il test:

Babolat RPM BLAST BLUE 1.27 (Esclusiva Tennis-Point) 22/22 22/21
Tennis Point Premium Pro 1.25  23/22 22/21

Babolat PURE STRIKE VS 2022
6.5
Potenza gratuita
8.5
Potenza massima
8
Controllo
7.5
Stabilità
8
Feeling
8
Comfort
7.5
Maneggevolezza
7.5
Sweetspot
7
Giocabilità
7
Colpo piatto
9
Top Spin
8
Back Spin
7.5
Colpi al volo
8
Servizio
7
Risposta al servizio
7
Colpi in recupero
Punteggio 7.6 / 10
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