Yonex VCore Pro 97 330

 

In campo, la differenza rispetto alle sorelle più leggere si averte immediatamente, con una solidità e una fermezza di impatto maggiori. Per quanto la versione 310 grammi si sia avvicinata, la VCore Pro 97 330 resta indubbiamente il riferimento, perché ha una marcia in più, con una massa superiore che offre una condizione di gioco nettamente più performante, ma anche più impegnativa ed esigente dal punto di vista fisico. C’è da dire che il telaio è migliorato nella maneggevolezza, perdendo qualche punto di inerzia, in favore di una giocabilità, che si lascia gustare maggiormente negli swing più veloci. Sia chiaro, non è diventata leggera, piuttosto ha tolto un piccolo eccesso di massa che la poneva al di sopra delle possibilità di tantissimi tennisti. Ora è più amichevole dal punto di vista fisico, ma ugualmente esigente dal punto di vista tecnico. Il cuore del telaio, oggetto di profonda rivisitazione, è un altro elemento che rafforza il telaio nella sua azione di spinta e di sensibilità, perché lavora in modo più veloce e, nonostante la rigidità sia aumentata, la racchetta di mostra più morbida e disposta a frenare la palla con dolcezza, per poi buttarla fuori con violenza. Il piatto è tollerante, più della versione 310, e lascia giocare con una certa disinvoltura, fornendo un impatto sempre deciso e una uscita di palla sostanziosa come pochissimi altri telai sanno fare. Yonex ha operato un cambiamento in chiave di giocabilità, ma ha salvaguardato la resa con il nuovo schema 16×19, che rappresenta l’elemento che compensa la minore inerzia. La ricetta è tanto semplice quanto efficace: riduci la massa, mantieni polarizzazione e togli una corda di troppo. Il 16×20 della Duel G garantiva già potenza e rotazioni, ma il 16×19 attuale fa molto meglio perché crea una maggiore sospensione del piatto corde, lasciando affondare di più la palla, che si carica di potenza e rotazioni. Di fatto, la spinta di cui la VCore Pro è capace è la medesima del modello precedente, ma è più facile ottenerla, è una spinta che richiede sempre sostanza, ma meno rabbia nei colpi e il telaio si lascia condurre sia con dolcezza, a sfruttare la tanta massa, sia in maniera più carica, finanche allo strappo di spin, perché la nuova configurazione consente davvero di più in termini di rotazioni e di spinta naturale. VCore Pro 97 330 offre una palla molto pesante, che si riesce a modulare tra velocità e spin, creando traiettorie interessanti e complessità sui colpi notevole. È un telaio massiccio, dalla doppia anima, che sfonda letteralmente la palla quando si impatta forte, ma è anche capace di toccare in maniera sensibile ed efficace con una bella vitalità del pattern, che la Duel G non aveva. In tal senso, il telaio fa sentire più padroni della situazione, mostrando una completezza maggiore e un carattere più umano, oltre che un feeling più vivo e una maggiore morbidezza di impatto. La nuova sensibilità, insieme al grip sulla palla notevole, creano facilità nel gioco di scioltezza, dove VCore Pro sa finalmente dare prestazione di velluto e non solo pugno di ferro.

5 Commenti su Yonex VCore Pro 97 330

    • La Pro Staff ha sempre una maggiorazione di spin sui colpi, mentre la VCore è più connessa all’azione del braccio. Inoltre, la RF97 è più rigida all’impatto, più secca, mentre la Yonex ha una sensazione più soft. Come potenza, sono molto simili, se la giocano, però c’è vantaggio di contorllo sui colpi piatti con la Yonex, mentre la Wilson raccoglie meglio i colpi in spin appena coperto.

    • Al di là del livello di gioco, è un telaio non semplicissimo da gestire nel lungo periodo. Bisogna allenarsi costantemente e tenerla a bada e trarne vantaggio. Sulle prime strega chiunque la usi, ma adottarla come telaio ufficiale è un’altra cosa ela 310 è più adatta alla gran parte dei tennisti in circolazione.

  1. Le Yonex sono sempre state nel mio cuore dai tempi della RD7. Adesso però mi risulterebbe parecchio impegnativa anche se è un telaio che quando impatta bene fa partire comodini e non palline… Impatto pieno, movimento aiutato anche dal peso con la giusta tecnica, come mettere un treno sul binario, usando bene l’arto non dominante. Che dire… Non farò la pazzia ma…. se potessi qualche palleggio incordata bassa col budello lo farei volentieri… ma la tentazione è forte… Comunque Bravo Fabio, ottime recensioni le tue. Continua così.

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