Wilson Ultra Tour

In definitiva, Wilson Propone una racchetta al di fuori dei suoi schemi classici, con profilo costante e boxed beam, rugudità medio-bassa e schema 18×20. Un telaio che sa dare il meglio su un gioco tecnico, ma anche fisico, e che sa offrie una prestazione calda e coivolgente, con feeling e controllo che strizzano fortemente l’occhio alle racchette di tipologia Prestige, rispetto alla quale offre una interpretazione più ampia del piatto, e una spaziatura regolare delle corde. Ultra Tour è un telaio educativo e tecnico, non impossibile, che nasce con l’itento di soddisfare il tennista dai movimenti veramente ampi, gli unici in grado di farla funzionare al meglio delle sue possibilità. La consiglio solo a chi si allena davvero spesso o cerca una un telaio da customizzare a piacimento, altrimenti, un appassionato poco icline al movimento completo ci ricava davvero poco. Una  racchetta calda, nel suo feeling avvolgente, che si fa apprezzare per una scelta molto sensoriale da partedi Wilson, alla quale manca solo un po’ di massa per funzionare al meglio e tornare nel range ideale di peso.

Il test è stato effettuato con le seguenti incordature:

String Project Hexa Pro 1.20 19/18 20/19 21/20 22/21 kg
Wilson Revolve 1.25 19/19   20/20 21/21 kg
String Project Keen 1.18 19/19 20/20 21/21
Luxilon Alu Power 12.5 21/21 20/20 19/19 kg
Wilson NXT Tour (multifilo) 23/23-22/22 kg
Babolat Tonic + ( Budello)  23/22 22/21
Ibrido Wilson Champion Choise Alu Power Rough/NXT Wilson 20/21 21/22 kg
Ibrido Hexa Pro 1.20/ Gold 1.30 21/21 20/20

In grassetto le soluzioni consigliate.

La Wilson Ultra Tour Countervail ai voti:

Potenza              6
Controllo           8
Sensibilità         8
Comfort             7.5
Tolleranza         6
Top-spin           6.5
Back-spin         7.5
Colpo piatto     8
Gioco di volo    7.5
Servizio             7
Risposta al servizio 6.5
Giocabilità      5.5
Rapporto qualità/prezzo 8
Totale        92/130

 

 

10 Commenti su Wilson Ultra Tour

  1. Cavolo, una stroncatura netta. Non pensavo fino a questo punto, sopratutto riguardo al comfort ed in relazione a telai simili tipo QTour. Insomma non ti è piaciuta per niente? Che fosse molto classica e molto tecnica lo si sapeva già, mi aspettavo discreti problemi di spinta (gratis) ma niente altro di così palesemente non giocabile 🙁

    A questo punto ti chiederei le differenze sostanziali rispetto ad una PK QTour+ 300.

    Ciao
    Max

    • Non è una stroncatura, ma effettivamente si fa fatica se non c’è tecnica e fisico, è un telaio che a selezione.
      Rispetto alla Q+Tour c’è minore spinta facile e minore rotazione, con un impatto più secco e deciso, anche più cupo nel rumore. Ad ogni modo, non leggerci tragedia nel test, coem ho spiegato, è molto semsibile alle corde scelte e questo è un telaio che desidera una incordatura che lavori tanto in spinta facile. Chiaramente, montando un multi, diventa classicissima e perde qualcosa in spin rispetto anche alla Q+ Tour, che grippa sostanzialmente di più.

  2. Salve, volevo un consiglio per un cambio di racchetta
    Non ho mai svolto tornei(inizierò ad aprile 2018) ma attualmente il mio livello si aggira su un 4.1/4.2 in crescita
    Al momento sto provando una Wilson burn 100 cv ed a breve proverò una yonex ezone 98 o 100
    Sono alla ricerca di una racchetta che offra controllo e soprattutto buon feeling
    Quale delle 3 racchette sopra citate mi consiglia?
    Sono un ragazzo di 21 anni molto preparato fisicamente che piace giocare con uno swing ampio ed uno spin non troppo elevato
    Grazie in anticipo

    • Ciao Piero, benvenuto nel Blog.
      Lascerei stare a prescindere la Ultra Tour, per motivi di tecnica e di fisico richiesti, mentre mi concentrerei sulle due Ezone, a partire dalla 100, che, per un livello 4.1 o 4.2, è già più che performante. Visto che le avrai a disposizione, l’ultima parola saà data dal tuo test, ma considera che, nel lungo periodo, SIa la Burn 100 che la Ezone 100, hanno una maggiore godibilità in tutte le condizioni di gioco. La Ezone 98 richiede di più, soprattutto di tecnica, ma potrebbe darti il feeling e la precisione che cerchi, anche se è un telaio che si adatta meglio ad un livello di gioco più alto.

  3. Ciao Fabio, potresti farmi un confronto con un telaio più datato ma di simile concezione come la Dunlop Biomimetic 300 tour? In pratica vorrei capire quali sono gli elementi che differenziano le due racchette.
    Grazie

    • Ciao, prendendo in esame la 300 Tour, trovo che la Ultra Tour sia ampiamente più tollerante, stabile e capace di più spin naturale, con un impatto molto, ma molto, simile alla Dunlop. che ho adoperato, cocciutamente, per diversi anni. Non hanno lo stesso stampo, perché la Wilson è ripresa da uno stampo PT57, mentre la Dunlop è un PT924. La differeza sostanziale, tra i due è che il PT57 ha gli steli nettamente più curvi e aperti sul piatto, che è un 97-98, mentre il PT924 è caratterizzata da un piatto diuguale lunghezza, ma con ampiezza reale di 95 pollici, dove la differenza sta tutta nella larghezza dell’ovale e ti assicuro che si sente.

  4. Mi sembra di capire che la 300 tour ha una vocazione ancora più classica. Scusa se ti chiedo una considerazione più personale: quali erano le caratteristiche della Dunlop che ti avevano fatto incaponire con quella racchetta? In pratica, quali pregi avevi riscontrato?
    Grazie

    • Non esattamente, è classica anche la Ultra Tour e penso che, come base da custom, sia una delle migliori in assoluto, a patto che si arrivi a pesi di almeno 10 grammi superiori. La 300 tour tollera molto meno, quindi pochissimo, e mostra molta meno accondiscendenza a rilasciare spin naturale, cosa che la Ultra riesce ad assicura con una attenta scelta delle corde, anche da stock. Il piatto della Tour è molto stretto e questa sua caratteristica la rende poco stabile trasversalemente, anche in vistù della poca massa, ma particolarmente adatta a chi colpisce in maniera frontale e compatta. In pratica hai un binario da seguire, al di fuori di quello non offre molto. Al tempo, scelsi la 300 tour, ma la adoperavo custoizzata con manico in cuoio, +12 grammi, e 2+2 grammi ad ore 2 e 10, che scedevano fino ad ore 3 e 9. Questa soluzione serviva a spostare lo sweetspot più su. Commettevo un errore grave, quello di voler adattare un telaio al mio impatto. Perché lo facevo? perché il feeling del telaio era quello che cercavo e mi ostinavo ad utilizzare un telaio che mi richiedeva il 100% del mio tennis, sempre e comunque.

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