Wilson Rush Pro 2.5

I contentuti ci sono tutti ed effettivamente la Rush Pro 2.5 è una scarpa che ha prestazione, leggera, veloce, molto pronta nella ripartenza frontale, grazie ad una impostazione neutra, che lascia un equilibrio dinamico molto godibile e una sensazione di stabilità molto alta. Nella corsa frontale si sente la punta larga e arrotondata come leggero impaccio, ma ci si fa l’abitudine e si scopre che la stabilità laterale ne guadagna davvero tanto dal disegno così morbido dell’avampiede. Non è una scarpa iperprotettiva, ha una protezione media, alla ricerca di una sensazione molto diretta sui movimenti, senza eccessiva morbidezza dell’intersuola, che ha una buona corsa per smorzare frenate e ripartenze, ma si adatta soprattutto a chi non ha particolari necessità di protezione alta, ma cerca rapidità di risposta e sensazione di impatto con il suolo non troppo filtrata.

La suola offre una trazione ottima già nella versione all-court, che, come detto, differisce dalla Clay per un disegno meno fitto, ma sempre a spina di pesce e capace di notevole grip anche sulla terra rossa. Per questo motivo, si fa preferire la all-court, che fa presa su tutte le superfici ed ha un disegno meno pesante, incamerando meno terra tra le lamelle, a meno di giocare sempre su campi molto pieni di terra, dove si sente la maggiore trazione della versione Clay. Le due versioni non hanno altre differenze di impostazione, ma solo una differente finitura per la zona metatarsale con maggiore porzione di mesh per la all court e maggiore PU per la Clay,  e si può parlare di un comportamento neutro, con una divisione dei pesi al 50 e 50 tra anteriore e posteriore, cosa che fa sentire la scarpa molto leggera nei movimenti, grazie anche alla tomaia, ben sviluppata negli anni, dove fa capolino una linguetta nuova, meglio sagomata e, finalmente, imbottita il giusto. Rush Pro 2.5 è molto attaccata al piede, non presenta più punti rigidi nella tomaia, specie in corrispondenza delle dita, cosa che lascia sentire meglio il contenimento laterale, dove eccelle e mostra che c’è sostanza, lasciandosi torcere nelle ripartenze o nella ricerca di appoggi anche in bilico.

 

 

Il segreto della scarpa è il disegno della tomaia, praticamente fusa alla suola, che restituisce controllo e sensibilità con il suolo, anche con il supporto dell’aletta laterale, meno importane rispetto alle versioni precedenti, che aumenta l’impronta e la trazione laterale, ma che forza la Rush Pro 2.5 a stare piantata a terra e ad allargare il punto di scarico della forza.  Non ci sono punti negativi nella scarpa, funziona bene e supera le incertezze dei precedenti modelli, soprattutto in merito alla comodità. Non è una scarpa che punta alla comodità come primo aspetto, piuttosto punta alla resa, ma offre comunque un buon equilibrio tra comfort e prestazione, lasciandosi calzare per più ore, senza costringere il piede.

9 Commenti su Wilson Rush Pro 2.5

    • Dipende molto dalle caratteristiche fisiche e dall’ambiente di gioco. Le Rush Pro sono scarpe confortevoli e durevoli, con una protezione media, quindi non morbidissime, ma nemmeno dure, e sono molto apprezzate per il rapporto qualità/prezzo. Se hai necessità, invece, di comfort assoluto, con una sensazione più morbida, Asics fa bene con le resolution e Yonex con le Eclipsion II, idem per lotto con le Stratosphere, ma sono tutte scarpe molto protettive e capaci di prestazione nel lungo periodo, soprattutto Lotto e Yonex. Tuttavia, anche le Propulse Fury di babolat fanno lo stesso, con un tallone più energico e una impostazione più carica sull’avampiede, a differenza delle altre citate. Qui conta molto, oltre alla necessità, anche la preferenza personale.

    • Le Propulse Fury sono tutt’altro che rigide, anzi hanno una sensazione di dampening piuttosto evidente. Pesano 410 grammi nel numero 43, ma restituiscono molta energia e il peso non si sente. Le Barricade sono più costrittive ed hanno suola e intersuola più rigide.

    • Calzano standard. per darti un parametro, ti faccio un elenco di scarpe testate ultimamente e relative taglie:
      Jet Mach II 44
      Propulse Fury 43
      Wilson Rush Pro 43 e 1/3
      Yonex Eclipsion I 43
      Yonex Eclipsion II il 44
      Lotto Raptor 43
      Lotto stratosphere 43
      Lotto Esosphere 43
      Adidas Novak Pro 43 e 1/13,
      Nike Vapor Tour Zoom 9.5 43.

  1. Buongiorno Fabio, sei in grado di consigliarmi un modello di scarpa che protegga efficacemente il metatarso?
    Ho provato davvero un po’ tutte le marche (top di gamma) ma chi per una cosa chi per l’altra ho sempre problemi ai piedi.
    La scarpa che mi ha dato meno problemi è la Vapor Nike (Federer) leggera e morbida con punta larga che non traumatizza le dita e l’assetto della suola non è eccessivamente votato all’ antipronazione; ad esempio le Mizuno mi hanno creato distorsioni alle caviglie; le Asics delle tendiniti achillee.
    E’ chiaro che il problema è il mio fisico e le scarpe citate non hanno difetti ma caratteristiche che non si adattano al mio stato fisico per conformazione e allenamento.
    In tutto questo che ruolo gioca una soletta interna fatta sul calco del proprio piede?
    Grazie in anticipo.

    • Nel tuo caso, una soletta poterebbe essere una soluzione adatta, ma, da quello che racconti, trovi giovamento con scarpe neutre, basse di intersuola, e nemmeno troppo protettive, che sappiano dare spazio nella parte anteriore. Insieme alla Vapor, puoi pensare alla Eclipsion I, ma anche alla Rush Pro 2.5, perché, come le altre, vuole essere una scarpa neutra e non invasiva. In realtà, poi, dalla ua descrizione, verrebbe fuori la Jet Mach II come scarpa ideale, ma la pianta è tutt’altro che larga ed è da valutare come calza sul tuo piede. Non sei l’unico che non gradisce scarpe eccessivamente morbide, è una questione di feeling e di necessità.

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