Wilson Burn FST 99

In definitiva, la Burn FST 99 è un telaio dalle fattezze classiche, ma molto reattivo, ama essere sollecitato e offre una buona continuità e un bel ritmo di gioco, specie sui colpi piatti e coperti, grazie all’inerzia contenuta e alla stabilità della struttura, oltre che ad un feeling roccioso e pulito. Non ama lo spin esasperato, ma sa dare rotazioni quando e quanto occorre per realizzare un gioco di pressione. Attacca bene dalla riga, difende altrettanto bene, grazie allo sweetspot grande e alla manovrabilità, ben figura a rete e al servizio, con le esecuzioni pulite e rapide, e non affatica troppo chi la adopera. Un telaio nuovo in casa Wilson, che ricorda una Blade, ma in versione facile e più tollerante, adatta anche a tennisiti non troppo tecnici e allenati, che cercando una racchetta che dia controllo, facilità e rapidità all’impatto.

Ringrazio www.tennisworld.it per i telai forniti per il Test.

tennisworld

 

35 Commenti su Wilson Burn FST 99

    • Ciao Mattia, la differenza sostanziale è che la Burn 99 FST gioca come una racchetta classica, con leggero spin e impone di dare ritmo, mentre la Ultra 97 lascia creare più gioco, anche d’istinto e improvvisato. Se hai un gioco classico, in anticipo o appena coperto, meglio la 99 FST, mentre se adoperi più spin, la Ultra 97 resta, secondo me, la racchetta più completa della gamma Wilson, ma richiede davvero un gioco vario per essere sfruttata.

    • Ciao Ale, le Alu Power Rough te le consiglio in irbido, insieme alle Wilson NXT, ma in full, su questo schema, si “bloccherebbero”. Molto meglio la vesione Soft, che prende spin in maniera migliore della standard e ha un ritorno più elastico. Credo che la Alu Soft sia una delle corde più adatte alla Burn FST 99.

  1. Ciao Fabio, leggevo tempo fa che la linea Burn FST andrebbe a colmare il vuoto lasciato dalla non rinnovata ultima serie(2014) della Six.One(per intenderci, quella con il paintjob bianco e rosso che ricorda vagamente il packaging di una nota multinazionale del tabacco…) Come sai, dal 2015, esce di scena la Six.One e viene portata avanti solo la Pro Staff(con l’ultimo paintjob rosso e nero). Mi piacerebbe sapere il tuo parere su alcune aspetti che mi incuriosiscono. Non trovi sia fuorviante il nome Burn FST, dato che queste ultime hanno ben poco in comune con le Burn che già conosciamo? Un dato tecnico molto interessante è la bassa frequenza vibrante della 99 FST(126 Hz),che, per un telaio così rigido(72 RA), è davvero un risultato notevole…merito forse delle Carbon Fibers, del Cushion Foam e della distribuzione delle masse(più che del peso complessivo). La geometria degli steli e l’attacco al manico mi ricordano un po’ le ultime Head Radical, mentre il sistema X2 Ergo… lo Smart Grip di Babolat. A parte queste mie elucubrazioni, credo che Wilson abbia davvero introdotto qualcosa di innovativo e sostanziale nel mercato retail(e non solo marketing…come ci hanno abituato le major).

    • Caro Mauro, la tua osservazione non fa una piega e, anzi, trovi in me un orfano delle Six One 332g 16×18, che nell’ultima versione trovo fosse diventata davvero più giocabile e facile. Penso che la linea FST può colmare il vuoto delle Six One, in quanto la 95 è potente e cattiva, con bella inerzia, la 99 utile a chi cerca una sorta di SixOne 18×20 Japan Version, mentre la 99S ricorda molto la Six One L. Detto ciò, io rivorrei assolutamente la Six One 95 16X18, magari 310 grammi, 31 bilanciamento, per aprire al pubblico più vasto. Tornando alla qualità e alla costruzione delle Burn FST, se l’andazzo è questo, Wilson sta tornando a fare telai ” pieni”, solidi e molto stabili, soprattutto in relazione al peso. Le soluzioni tecniche? Vero, non sono i primi a “riempire” i telai, ma è bene che lo facciano, perchè i risultati pagano, non solo su Burn, ma soprattutto su Ultra, racchette profilate dal feeling ottimo e pieno. Il cuore della FST somiglia a varie “colleghe”, la prima ad avere quel disegno degli steli è stata la X-dual di Donnay, poi anche Head e adesso Wilson. Il grip, giusto, somiglia allo smart grip, ma è meno bombato e va bene. Se un’azienda sa riprendere concetti e soluzioni innovative che altri non hanno saputo valorizzare, ben venga, purchè siano realmente utili. Wilson, e lo dico da quando mi arrivarono le Ultra 97, sta facendo un bel lavoro, ma vorrei tanto riavere le Six One 16×18 in catalogo;)

  2. Buongiorno Fabio, rispetto alla Ultra 97 la fst 99 ha più corde, maggiore rigidità e profilo più sottile, tutto ciò comporta minore potenza, minore peso di palla, minore spin spontaneo e anche possibili problemi al braccio per la rigidità o no?

    • Ciao Enzo, ciò che dici è giusto solo in parte, perchè la FST 99 spinge molto bene in maniera frontale e la palla è veloce. Chiaramente la Ultra 97, che ritengo la migliore tra le Wilson 2016, ha una serie di caratteristiche più rotonde e più complete, ma è anche vero che il telaio richiede tecnica e uso sapiente delle rotazioni, sia in back che in top. Sulla questione rigidità, sono sincero, la FST ha un bel feeling e l’impatto sembra tutt’altro che rigido, grazie alla composizione 100% grafite, che fa un altro lavoro di flessione rispetto al basalto e Kevlar. L’impatto sul braccio, se incordi bene e con corde adeguate al tuo livello e alla tua tecnica, non può essere negativo, ma è chiaro che se monti un mono molto rigido, il piatto corde non riuscirebbe a darti la giusta protezione e il giusto comfort. Per un uso amatoriale, sulla BUrn 99 FST, consiglio un ibrido classico, ma ho trovato molta soddisfazione anche con full mono non troppo rigidi, senza accusare eccessiva rigidità o perdita di spinta frontale.

  3. Buongiorno Fabio vorrei un tuo confronto tra la 99fst e 6..1 95s che uso attualmente. Mi fa bene comodo anche un tuo consiglio sulle corde(tipo e tensione) per le 95s.
    Ho visto anche ottimi feedback sulla pro Open. E’ ancora attuale se confrontata con i nuovi modelli, es Wilson ultra, babolat pure strike, ecc

    • Ciao Moreno, i due teali si somigliano abbastanza nella gestione dinamica, ma il feeling della Burn 99 FST è più solido e fermo, più diretto rispetto alla 95S, che ritengo comunqune un bel telaio, con qualche limite in flessione della struttura. La Burn è più veloce da muovere, con un migliore spunto sulle accelerazioni piatte, mentre la 95S ha uno sweetspot migliore e concede più spin in assoluto, sempre restando in termini di racchette da 18 corde verticali. Come corda, sulla 95S, per dare un po’ di vitalità, ti consiglio le Revolve 1.25, le Dyreex darwave e la Gamma moto soft 17. POtresti montare anche un ibrido, con 4g o Tour Player polyfibre sulle verticali e un multi tipo xr1 1.30 tecnifibre sulle orizzontali. Per quanto riguarda, invece, la Pro Open, la Ultra 100 riprende gli stessi contenuti, ma li migliora con più potenza e più feeling di gioco. La Strike, ormai, sta cedendo il passo e verrà sostituita con un telaio a metà strada tra la stessa Strike e la Pure control. Non è male, ma il pubblico non l’ha gradita troppo per un comportamento troppo rotondo e poco caratterizzato.

  4. Ciao Fabio, sto giocando da un po’ con la prestige pro e devo dire che mi trovo abbastanza bene nonostante avessi preferito un telaio più leggero in testa….monto ibrido wilson champion choice alla Federer tensione budello 23 e lux alu power rough 21.5.
    Pensi sia una tensione giusta?
    Su questo telaio cosa pensi se volessi provare a montare in full il luxilon adrenaline?
    Grazie mille!
    Saluti

    • Ciao, l’ibrido è sempre una biona scelta, se fatto con corde di qualità, come nel tuo caso. La tensione, tenendo conto delle peculiarità delle due corde, è giusta, ma occorre capire le tue necessità in merito. Considera che non ho testato le Presige 2016, poichè Head non ha manifestato interesse verso i miei test, pertanto non ho un riferimento diretto, ma, ragionando sulle specifiche, un mono più “vivo” sarebbe meglio. Ti consiglio di provare Black Venom di Polyfibre, dyreex black busrt e String Kong Gorill-One, tutte a 22/22 kg.

  5. Ciao Fabio un piccolo consiglio su quali corde usare con questo telaio. Ho una semi western di diritto con una discreta spinta e spin , rovescio a due mani quasi solo di copertura e quando posso scendo a rete perché non ho nelle caratteristiche un lungo palleggio da fondo. Aggiungo che ho qualche dolorino ogni tanto al braccio per questo non supero mai i 22 kg. Cosa mi consigli di usare? Un saluto ciao

    • Ciao Daniele, sulla Burn FST 99 la scelta delle corde non è una cosa banale. Il mio consiglio pincipale è quello di valutare un ibrido con 4g soft (o alu power soft) e budello/wilson nxt, ma è una scelta molto costosa, me ne rendo conto. Per tirare fuori un po’ di spin più marcato, occorrono corde come Diadem solstice power 1.20 o Solinco hyper G 1.20, magari anche queste ibridate con un multi solido, Tecnifibre xr1, Diadem Impulse o Gamma Spin professional. Una soluzione per il full mono poteebbe essere la solita Revolve 1.25, ma l’ibrido rende di più e offre più movimento delle corde verticali.

  6. Ciao Fabio,
    provata per diverse ore e debbo dire niente male….confermo in toto la tua corretta recensione.
    ti chiedo però un paragone con la sorella 99S…
    al di là della differenza principale ovvero all’attitudine allo SPIN della S rispetto alla “normale”, ti chiedo in cos’altro la S potrebbe avere in più (o in meno).
    Inoltre, la differenza dei 10gr di peso, che ne riducono probabilmente l’inerzia e di conseguenza peso palla ed incisività (almeno sulla carta) potrebbero esse colmati, in parte, da un 2+2gr ad ore 3 e 9 ??
    grazie.

    • Ciao, la differenza con la S sta nella spinta frontale, maggiore nella 99 standard, e nella pesantezza di palla, un po’ assente nella versione S, che lascia molta responsabilità di spinta al braccio, ma che compensa con una manovrabilità incredibile per un telaio da 300 grammi. Un intervento di custom non è strettamente necessario, perchè il pattern spinge anche discretamente, ma andrebbe irrigidita e appesantita un po’ la testa della rachetta, più che i lati del piatto. Un bilanciamento a 32 sarebbe più adatto ad un telaio del genere, ma non è un problema perchè si ha più possibilità di custom.

      • Grazie.

        In conclusione, ritieni che per un gioco da Fondo mix tra piatto e spin moderato, rovescio ad una mano top e slice, servizio generalmente piatto, le due racchette potrebbero essere una un’alternativa all’altra oppure ve n’è una maggiormente indicata?

        Guardando anche un po’ di commenti in rete, noto che è prevalente l’approfondimento sulla S…almeno questa è la mia percezione.
        Tuttavia non ne comprendo il motivo del perchè l’utenza (di cui faccio ovviamente parte) strizzi l’occhio a questa versione piuttosto che a quella da te recensita e da me provata.

        a parte il fatto che, quella in prova, con il solo overgrip e corde ha un peso complessivo di 338 grammi che tolto corde (17gr) e over (5gr) arriviamo a 316….un tantinello fuori….

        certo se paragonassi questa alla versione S di gr. 300…risulterebbero due racchette profondamente diverse e quasi non paragonabili…..

        ciao

        • Le due racchette sono molto diverse e rispondono ad esigenze diverse. Più pura ed agonistica la 99, più adatta ad una utenza meno agonistica la S, per via dell’inerzia e del bilanciamento insolitamente basso, che la rende facilissima da usare, ma anche meno incisiva in potenza e peso di palla. Per un gioco come il tuo, potrebbero andare entrambi i telai, ma la scelta va operata sopratutto per peso e inerzia necessari.

        • La risposta ai tuoi dubbi è molto semplice: se vuoi una racchetta da customizzare a tuo piacimento, la S è perfetta, ma se vuoi un telaio fatto e finito, sul quale non vuoi mettere le mani, allora dovresti andare sulla 99, rinunciando ad un po’ di spin potential, ma acquisendo maggiore controllo e spinta frontale, come anche stabilità.

  7. Ciao Fabio. Vorrei provare questa racchetta. Venendo da una Ultra100 con string kong gorill-1 22×22 e trovandomici molto bene, cosa mi consigli di montare su questo telaio per ottenere uno spin simile a quello che ottenevo sulla ultra?? Sarebbe forse meglio la 99s?? Grazie mille

    • Ciao Federico, sulla Burn FST 99 penso che l’ibrido sia la migliore soluzione. Per incentivare lo spin, la Orango, in realtà va bene anche in full, insieme alla Gibbon, a 22/22. Altrimenti Gorill-one/Bonobo, un ibrido di sostanza è spin all-black, molto scorrevole. Certo, lo spin non è il punto forte della FST 99, mentre lo è della 99S, che paga, però, in termini di sostanza. Con la S si può recuperare in ibrido, ma, senza custom, la palla pesa veramente poco.

    • Assolutamente, la categoria di attrezzo è la stessa. Ormai ipesi 305 e 315 fanno parte della stessa fascia di racchette, agonistiche non iimpossibili. Condividono molte impostazioni, ma è soprattutto il feeling ad essere differente.

    • appena più facile, ma maneggevolezza simile e più adatta al gioco piatto, sicuramente. La pro staff richiede qualcosa in più dal braccio, in termini di spinta e di decisione, mentre la Burn FST dà qualcosa anche in maniera più facile in potenza.

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