Video Editoriale – La rigidità non è il male

La rigidità, per semantica, assume quasi sempre una accezione negativa, anche nel mondo del tennis e delle racchette. Ma non è esattamente così e troppo spesso si confonde la rigidità con la difficoltà che presenta un telaio.

Conosco una persona, di cui non posso fare nome, che ogni volta che guarda una mia racchetta agonistica, esclama “Ah, ma questa è rigida, è tosta!”. Eppure credetemi, sono anni che lo conosco e ogni volta gli ho spiegato, o almeno ho cercato di farlo, che la rigidità e la difficoltà non sono la stessa cosa e che la sua racchetta, rispetto alla mia, avesse ben 8 punti Ra in più. Evidentemente, i miei mezzi non sono stati sufficienti per convincerlo, ma, almeno spero di poterlo fare con voi.

Altre volte, invece, al termine rigidità si attribuisce un significato di potenziale dannosità ed anche questa concezione è sbagliata, perchè la rigidità indica il livello di reattività di un telaio e solo lontanamente l’effettiva durezza di impatto che ne può scaturire. Ma l’impatto percepito con la palla è figlio di tante altre variabili, prima fra tutte la tipologia di flessione del telaio, determinata innazitutto dal flexpoint, che è l’elemento cruciale della personalità di una racchetta. C’è una grossa differenza tra un telaio che ha rigidità 70 Ra e flexpoint (punto di flessione) basso o alto. Nel primo caso, la reattività sarà spalmata su una leva più grande rispetto a quanto accadrebbe con un flexpoint alto, che avrà minore dissipazione dell’impatto. Molti telai moderni, dal profilo sottile, presentano una rigidità più alta rispetto al passato e ciò serve, oltre a dare maggiore stabilità, anche per restituire potenza, controllo e rotazioni. Praticamente tutto ciò che il mercato chiede dalle racchette. Questo genere di scelta ha permesso, su racchette a profilo sottile, di scendere da pesi di 320 o 330 grammi fino a 300, mantenendo un livello di prestazioni davvero alto, merito della gestione delle masse e della polarizzazione. In pratica, la rigidità è ciò che attiva la forza di leva del telaio ed è un numero che indica quanto sia rigida la racchetta, nel solo punto più morbido del telaio. Pertanto, essendo solo il punto di minore rigidità, senza un diagnostic e senza un test in campo, non saprete mai come un telaio possa comportarsi davvero, quanto sia rigido e quanto tiri davvero forte, perchè una rigidità alta non significa che vi sia per forza potenza. Un telaio quindi, può essere morbido nel solo punto di flessione, ma presentarsi rigidissimo nel resto del telaio.

Inoltre, prima di lasciarvi alla mia brutta faccia nel Video-Editoriale, volevo anche sfatare il mito dell’assioma “racchetta più flessibile= sensibilità”. Ma qui non servono spiegazioni scientifiche, basta andare qualche anno indietro nel tempo e pensare alle Wilson Pro staff 6.1 Classic e 6.0 Original, rispettivamente 70 e 66 Ra, eppure riconosciute come tra le più sensibili della storia. Non conta il dato di rigidità, conta l’insieme delle caratteristiche.

14 Commenti su Video Editoriale – La rigidità non è il male

  1. Bravo Fabio, questo “bignaminno” era proprio quello che mi ci voleva per capire un po’ meglio le recensioni e le sensazioni personali in campo.
    Sei bravino via…..
    Solo per conferma : quando si legge il valore Ra significa che la racchetta ha quel valore nel flexpoint , mentre la posizione alta o bassa del flexpoint è quella ben spiegata nel video; corretto?

  2. Ok bene, avevo capito che l’argomento è ben più complesso ma volevo mettere dei punti fermi da incompetente.
    Quando gioco bene con la DR 98 e riesco a velocizzarla non ho la sensazione di impatto secco forte , mi SEMBRA che la pallina resti un attimo sulle corde e mi SEMBRA di poterla ancora gestire o sentire un attimo.
    Della DR so soltanto che viene data a 62 Ra,non so che flexpoint ha e non so che rigidità ha il resto del telaio.
    Quali valori me la fanno sentire come ti ho detto?
    Tu la consideri una racchetta rigida o morbida?

    • La DR 98 ha un ra basso, 62, nel punto di flex, che è poco più su della base del piatto, diciamo medio, proprio per questo ha un comportamento neutro, che a molti non piace, ma che è anche la chiave del suo comfort e della sua giocabilità. Nel resto del telaio, il discorso è lungo e articolato e lo affronterò in un editoriale apposito, si trovano valori più alti del flexpoint, ma non sono esagerati, anzi, la DR si presenta medio-morbida (per il flexpoint medio) e progressiva per la rigidità crescente verso la testa, in maniera non esponenziale.

  3. Bene bene, alla grande Fabio!
    Grazie comincio piano piano a entrare nell’argomento.
    Soprattutto,con calma, vorrei provare a capire quali “ingredienti” mi sono favorevoli ,mi fanno sentire la pallina e quali contrari.
    Buon lavoro

    • Eh, questa è più difficile, perchè devi esser bravo tu ad interpretare. Oltretutto, ci sono tante varianti e variabili. Ti faccio un esempio: Se prendo una blade 16×19, peso 305 e inerzia 332, ho difficoltà a portare il rovescio come vorrei. Una mente dotata di raziocinio, penserebbe a ridurre il peso. Tuttavia, con una sixone che pesa 332 grammi ed inerzia 333, non ho difficoltà, perchè il bilanciamento rende il telaio neutro in uscita dai colpi. Vedi quante variabili ci sono? però è anche questo il bello.

  4. Ho una vecchia Tecnofifre TF 300g,dove mi sono trovato bene,ho 60 anni, sono e un autodidatta,ora da 2 anni gioco e mi alleno con impegno e prendendo lezioni con istruttori.Vorrei cambiare la racchetta, la vorrei flessibile e che possa spingere da fondo,visto che non ho gran diritto ma ho un buon rovescio.Che racchetta mi consigliate e il peso? Grazie.Renzo

    • Ciao Renzo, immagino tu abbia una t-flash 300. Se così fosse, se il genere di telaio ti soddisfa, puoi pensare alla nuova t-flash 300, che risulta più morbida e precisa nel gioco, sempre con un livello di spinta gradevole dal fondo.

  5. Ciao Fabio,siccome vivo all’estero, ma in questi giorni mi trovavo in Italia e un amico che ha un negozio di Sport mi ha dato in prova una Yonex vcore si 98 305g. e una ezone dr100 300g. Che mi dici,possono andar bene?
    (Ho chiesto la t-flash 300 ma non me la consigliata,forse non la commercializza)

    • Ciao Renzo, per restare sul genere t-flash, meglio la DR, visto che la Si è di colpo invecchiata con l’uscita della nuova SV, di cui ho appena pubblicato la recensione ed ha una prestazione molto più solida ed efficace. Magari fai un pensiero anche alla SV, oltre che alla DR.

  6. Buon giorno Fabio
    prendo spunto da questa Tua interessantissima rubrica per chiederTi un parere;
    giocavo con la Strike modello 2015/16 16×19 ed ora sono passato alla nuova versione 2017 sempre 16X19 con senzazioni completamente diverse, PEGGIORI.
    Minor controllo e sensibilita’ soprattutto con il rovescio ad una mano.
    Colpa mia? o e’ cambiato il telaio e forse non e’ piu’ il mio telaio iedeale ??Grazie.

    • Ciao, com detto, il telaio è molto cambiato e risulta ancora più rigido. é stato incattivito, appesantito in testa, il pattern si è diradato nella parte alta, dove colpiscono in tanti monomani, quindi, di fatto le sensazioni generali sono cambiate. Meglio o peggio? Per ora i feedback sono abbastanza negativi e pochi mi scrivono davvero soddisfatti di questo telaio. Ho riscontrato sicuramente più spin e palla pesante, anche un sensazione di impatto più piena, ma la rigidità è davvero elevata e impone l’utilizzo di un ibrido per ricerare feeling, controllo e impatto comunicativo, il vero punto dolente del telaio.

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