Tolleranze intollerabili

Tutti gli appassionati desiderano avere racchette di qualità, con tolleranze minime rispetto alle specifiche dichiarate, ma troppo spesso, invece, incappiamo in racchette, magari dalla sensazione “vuota” che presentano anche un forte scostamento dal peso o dal bilanciamento che dovrebbero avere e per i quali sono state progettate.

Quando si compra una racchetta, averla in specifica non deve essere considerato come aggiunta al servizo, né deve essere un terno al loto, ma deve essere anzi un diritto che tutte le aziende dovrebbero rispettare per garantire che quel prodotto funziona esattamente come è stato pensato e realizzato dagli ingegneri e dai tecnici.

Ma cosa significa, per una racchetta, essere in specifica? Tecnicamente, essere in specifica significa rispettare le tolleranze dichiarate dalle aziende, ovvero un range nel quale l’azienda garantisce che il telaio ha un dato funzionamento, adeguato rispetto alle prestazioni previste per quell’attrezzo. Tutto bene fin qui, ma, poi, c’è chi abusa delle tolleranze e, addirittura dichiara un range di tolleranze che varia da -7 a +7 grammi, mentre il bilanciamento da -7 a +7 millimetri. Per essere chiaro, una volta e per tutte, tale tipo di produzione può rendere due racchette effettivamente molto diverse tra loro, con un peso che oscilla di 14 grammi e un bilanciamento che può variare di 14 mm, con una reale differenza di inerzia pari anche a 30-35 kgcmq tra due telaio esteticamente uguali. In questa sede, parlo solo di dati elementari, come peso e bilanciamento, ed evito di citare rigidità e polarizzazione, perché anche qui si possono trovare forti discrepanze. Immaginate voi le conseguenze che un tal genere di attenzione alla produzione può procuare, le difficoltà che si generano per un appassionato o un agonista che compra due, magari tre racchette per affrontare i suoi allenamenti e, al cambio racchetta, in partita o in allenamento, trova un attrezzo completamente diverso dinamicamente da quello appena riposto. Non si tratta solo di resa, si tratta anche di salute, perchè racchette con specifiche diverse impattano diversamente sulle articolazioni e producono sforzi fisici differenti.

Prima ancora che di tolleranze, quindi, parliamo di un problema di qualità delle racchette e in questo caso bisogna fare una distizione che non a tutti è chiara. C’è un abuso della parola “qualità” riferita alle racchette, sia da parte degli appassionati che delle aziende produttrici. Bisogna, infatti, scindere la qualità costruttiva dal controllo qualità. La qualità costruttiva attiene alle tecnolgie di produzione e soprattutto ai materiali utilizzati, quelli che fanno la differenza, appunto, tra un telaio di qualità e uno con qualità media o bassa. Ma è il controllo qualità che fa la differenza, a parità di qualità costruttiva, rispetto alle tolleranze, perché un telaio che presenta oltre 5 grammi di tolleranza è un telaio che andrebbe scartato da una linea di produzione, esattamente come uno che ha un bilanciamento diverso di più 5 mm e le aziende non dovrebbero permettersi di vendere prodotti così diversi da quanto dichiarato, anche perché il maggior costo di produzione legato ad una maggiore precisione dei telai sarebbe fortemente contraccambiato dalla percezione positiva dei clienti.

In questa direzione, alcune aziende riescono a produrre con un controllo qualità elevato e con specifiche piuttosto precise, ma non tutte ne sono capaci e assumono un ruolo molto importante i negozi specializzati, quelli che sanno misurare davvero un telaio, con gli strumenti giusti, e che sanno dare risposte. Alcuni anni fa, già avevo lo spirito del tester, ma non avevo ancora gli strumenti, acquistai due racchette, il peso dichiarato era di 325 grammi e il bilanciamento a 31.5 cm. Le cominciai ad usare e ogni volta che tentavo un cambio a caldo, sentivo o una mancanza di peso oppure peso eccessivo. Il negoziante, per nulla qualificato e privo di qualsiasi attrezzatura di verifica, ripeteva solo “è una tua suggestione, gioca e non ci pensare”. Bene, io le pesai e riscontrai che il peso di una era 333 grammi, mentre l’altra non arrivava a 309. Tralascio anche i dati del bilanciamento, è inutile infierire, l’esempio è già calzante così. Le racchette mi furono sostituite, di fronte all’evidenza di un mancato controllo qualità.

C’è da dire, però, che spesso anche gli appassionati esagerano.  Alcuni mi scrivono, o ne leggo nei vari gruppi su facebook, che sono indignati perché le loro racchette hanno due o tre grammi di differenza rispetto al dichiarato e ne vorrebbero la sostituzione. Non esageriamo, queste sono tolleranze più che accettabili, perché fino a 3 grammi o circa 3 mm, a meno di altre differenze reali, le racchette hanno un comportamento dinamico pressoché identico o almeno con una differenza non percepibile. Va chiarito anche, anche se due racchette avessero lo stesso peso e lo stesso bilanciamento, non è detto che avrebbero lo stesso swingweight e potrebbero essere dinamicamente differenti, ma nella reltà, con peso e bilanciamento simili, si ha già un’ottima parità effettiva di comportamento dinamico. Poi, se pensate di rendere le vostre racchette effettivamente “identiche” vi consiglio di rivolgervi ad un tecnico specializzato, un Racquet Technician, che potrà farvi un lavoro di matching, esattamente come accade per le racchette dei Pro. Si, anche le Pro Stock e le Pro Room hanno bisogno di una “aggiustatina”, anche queste hanno delle tolleranze, che si appianano con il matching, quindi lamentarsi del grammo in eccedenza è assolutamente fuori luogo.

Adesso potete comprendere quanto siano importanti figure come i Racquet Technician, che sono i veri fautori del controllo qualità, anche se costituiscono una spesa aggiuntiva, non preventivata in fase di acquisto di una racchetta.  Ciò non toglie che dobbiamo pretendere di più dalle aziende. Dobbiamo pretendere che le racchette abbiano specifiche almeno accettabili, anche se, non so se ci avete mai fatto caso, l’unico bene di consumo che ha addirittura diminuito il prezzo, dopo l’entrata in vigore dell’Euro, è proprio la racchetta. Un tempo una Prestige costava 499.000 Lire, oggi 229 Euro, ed è chiaro che qualcosa è cambiato, qualcosa è venuto meno, da qualche parte si è risparmiato e l’attenzione verso il consumatore, anzi chiamamialo appassionato, deve essere curata, si deve tornare al ruolo centrale di chi fa girare l’economia del tennis.

Care aziende, vi chiedo solo più qualità e meno pubblicità.

Cari amici appassionati, a voi, invece, chiedo tolleranza, ma di quella tollerabile, e fate sempre selezione sui materiali che acquistate.

 

 

10 Commenti su Tolleranze intollerabili

  1. … Quindi se vogliamo acquistare una racchetta di qualità che rispetta le specifiche ci dobbiamo basare sul prezzo di vendita? Sicuramente come altri prodotti in carbonio (es.telai di biciclette) quello più costoso sarà quello migliore che durerà più nel tempo dopo molte sollecitazioni, dovrebbe essere così anche per telai di racchette…

    • Ciao e Benvenuto nel Blog. In realtà non è sempre così, perché molto spesso ciò che incide sul costo di una racchetta è la strategia di marketing dedicata e non il costo di produzione. Alcune aziende producono con una qualità superiore e si sente al primo impatto, ma non sono sempre le più costose. Produrre una racchetta di qualità non significa per forza venderla a prezzo più alto, perchè tutto dipende dal posizionamento sul mercato e dai costi per sponsorizzazioni e visibilità. Ti faccio l’esempio di Mantis, che è un telaio dalla qualità altissima, che produce con la stessa grafite delle racchette Pro stock e Pro Room, non investe praticamente nulla in pubblicità e offre racchette a prezzi ragionevoli. Lo stesso vale per Yonex, una delle più apprezzate per qualità e precisione delle specifiche, che nemmeno è la più costosa del mercato. Quindi il prezzo non è il metro di paragone della qualità di un telaio, anche perchè, a livello produttivo, la differenza tra una racchetta di media fattura e alta fattura non incide in maniera significativa sul prezzo finale.

  2. Non sarebbe piu saggio (non piu vantaggioso) per una casa produttrice lanciare una racchetta base per ogni tipologia (profilate e classiche) da 250g bilanciata 32cm con Pallet sostituibile e lasciare ai negozi specializzati il compito di customizzare la racchetta.
    A Roma con 30€ ti customizzano la racchetta, ed una casa un telaio nudo (senza manico) quanto può fartelo pagare.. 100€ non di più a mio parere.
    Così potrebbero vendere racchette con meno controlli sulle specifiche a prezzi piu bassi in quanto sarebbe poi il customizzatore a renderla come vuole un appassionato o agonista.
    Una racchetta che parte da 250g (o anche meno) 32cm può permettersi grandi tolleranze perché può essere configurata in qualsiasi modo.

    • Non tutti sono avvezzi alla personalizzazione delle racchette e non tutti i negozi hanno gli strumenti necessari per la misurazione delle specifiche di un telaio. Nono parlo di peso e bilanciamento, ma di inerzia, recoilweight, polarizzazione, spinweight, che sono tutti paramtri che, anche se due telai sembrano uguali o simili, possono variare di tanto. Il custom è una cosa serissima, che fa la differenza tra un telaio che funziona bene e uno che va male. Oltretutto, non tutti gli appassionati sono disposti ad avere un telaio che ha piombo a vista, molti vogliono la racchetta “pulita”, pronta direttamente all’uso. Se le aziende propongono dei pesi e delle misure è perchè quella racchetta è stata frutto di scelte ingegneristiche e costruttive legate ad un concetto chiaro e preciso, rispetto al quale bisognerebbe produrre con più qualità e rispetto del controllo qualità. Le racchette custom sono un prodotto per utenti consapevoli, il più delle volte slegati da pubblicità e marketing.

  3. Forse è arrivato il messaggio sbagliato, ma reputo il custom il centro di tutto, ed il mio riferimento come tecnico è Mirko della Zus.
    Anche se gioco da neanche 4 anni mi sono reso conto sulla mia pelle che non esistono due racchette identiche (a parità di modello) e neanche il custom spesso può renderle tali.
    Per farti un esempio, nonostante ne avessi comprare 5 di Wilson RF non sono riuscito ad ottenere due copie esatte anche con il custom.
    La mia era più il desiderio di poter avere una base il più possibile customizzabile per poter fare prove e poter realizzare la racchetta ideale per me.

    • Di fatto è quello che offrono già Mantis, Zus e Donnay con le loro sezioni custom, perchè partono da pesi bassi, esattamente come per i pro. Hai ragione su una cosa, ovvero che partire da un peso molto più basso può limitare la differenza di resa dopo l’intervento di custom. Ma non dovrebbe essere un peso eccessivamente scarso, altrimenti verrebbe meno la presenza di materiale all’interno del telaio. Non a caso, il peso minimo consigliato per una racchetta custom è di almeno 305 grammi 😉

    • Per Mantis il minimo è 295, per Zus siamo lì, perchè il telaio, finito con grip, è su questo peso, ma è giusto che sia così, perchè con tutta quella grafite c’è necessità di massa per funzionare.

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  1. Il Custom - primi passi: Matching e Polarizzazione - TennisTaste.com

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