Tecnifibre T-Flash 300 PS

Tecnifibre è un’azienda che investe molto in innovazione e, anche in passato, ha sempre sperimentato nuove soluzioni sui propri telai. Nonostante ciò, il merito principale che riconosco all’azienda è sostanzialmente quello di aver creato due sole famiglie di racchette, T-Fight e T-Flash, accompagnate dalle serie Rebound e poco più, senza proporre modelli che potessero sovrapporsi.  In sostanza, Tecnifibre ha creato due icone forti, ben identificabili, una classica, T-Fight, che non disdegna lo spin e la potenza facile, e l’altra più moderna, la T-Flash, solida e giocabile, in tante declinazioni di peso e bilanciamento, ma anche schema corde, come nel caso della Fight, proposta sia in 16X19 che 18×19. Dopo aver assaggiato e apprezzato  T-Figh 300, T-Fight 315 e T-Fight 305, è la volta della T-Flash 300.

Headsize 100 inch2
Peso 300g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight (incordata) 317 kgcmq
Rigidità 71 RA
Profilo 22.5-25-24.5 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della T-Flash 300 PS è direttamente ripresa dalla famiglia T-Fight.Praticamente le finiture, la scelta dei colori, dei materiali e della trama multicolore è la stessa con la quale Tecnifibre ha dato il tocco unico di riconoscibilità alle proprie racchette. Si alternano il satinato e il lucido, tra il  il bianco, il blu e il rosso, su una base nera laccata, che conferisce il tocco di eleganza. Dal punto di vista delle forme, poi, spicca subito il ponte squadrato, sottile, che allunga visibilmente le corde centrali, mettendole in maggiore sospensione. Alla stessa altezza, il telaio ha uno spessore frontale maggiore rispetto alla concorrenza, per creare un punto di rigidità superiore. Andando verso gli steli, si notano le feritoie squadrate del sistema Power Stab, che creano un aspetto aggressivo e movimentato. All’inerno del piatto-corde, si notano gli EZ Lock, ovvero i passacorde radenti al telaio, che consentono di appoggiare i nodi quanto più possibile alla racchetta, per limitare la perdita di tensione. Sulla testa della racchetta, c’è un altro elemento ripreso dalla positiva esperienza su T-Fight, ovvero l’Armour Cap, un Bumper partcolrmente leggero, con un disegno che lascia scaricare gli urti sulla palstica esterna e non sulla racchetta. Scendendo verso il manico, dalla forma reattangolare, si nota il Xtra Feel Grip, una scelta che Tencifibre ha praticamente standardizzato su tutti i suoi telai. Un Grip sottile, ma capace di una buon affondo e tantissimo grip. Il butt-cap è senza sportellino, fisso, con la finitura metallica satinata, che riporta il simbolo Tecnifibre e la partnership ATP, esattamente come per la targhetta di autenticità apposta in uno degli steli. In generale, l’estetica è riuscita, fresca, fortemente identitaria e riconoscibili, ma anche ben realizzata.

31 Commenti su Tecnifibre T-Flash 300 PS

    • Si, sostanzialmente è più progressiva e facile la T-flash, che ha sempre un bel gradodi cattiveria sui colpi, più connesso all’azione del braccio. La extreme impone più ritmo in generale.

  1. Ciao Fabio,

    Vorrei che mi facessi un confronto con le Donnay Formula Penta e questa nuova Tecnifibre Powerstab

    Nei movimenti non ampi e alla maneggevolezza del telaio chi la spunta?

    A livello di pesantezza palla e spin nei movimenti generati corti e veloci quali vedi meglio?

    A livello invece di stabilita torsionale la Tecnifibre dovrebbe essere superiore o sbaglio?

    Riguardo alle corde il telaio e’ molto sensibile al tipo di corda o funziona bene in generale?

    Avendo a disposizione le seguenti corde cosa mi consigli?

    Revolve 1,25 , Dyreex Black Edge 1,25 , Magic 1,35 , Rip spin 1,35

    Aspetto un tuo consiglio….

    Grazie Fabio

    • Ciao, a lvllodi swing siamo alla pari, con una inerzia simile,solo leggermnen superiore nella Donnay, cosa che ne migliora la performance sui colpi piatti, insieme al pattern meno aperto. Come pesantezza di palla, entrambe fanno molto bene, ma è differente iltipo di parabola generata, con la Donnay che stende di più la traiettoria e la T-flash che regala sempre spin gratuito. La Stabilità torsionale è legermente superiore nella Tecnifibre, ma siamo su valori inavvertibili, quindi abbastanza irrilevanti. Come corde, sulla Tecnifibre monterei soprattutto mono, non troppo rigidi, non perché il telaio sia particolarmente sensibile all’incordatura, ma perché desidera una corda che sappia trattenere la palla il tempo necessario per lavorarla. Tra quelle che hai a disposizione, non c’è una reale preferenza, tutte ci vanno piuttosto bene, solo le magic le avrei scelte in 1.30, ma puoi fare un tentativo con quel pattern così aperto.

  2. Mi potresti consigliare quali delle 3 e’ la migliore su questo telaio

    Come facilita’ di gioco e spin e a quanti kg?

    Tra Revolve 1,25 , RIp spin 1,30 /1,35 Dyreex Black edge 1,25

  3. Un mio amico mi ha dato la sua Tenicnifibre Powerstab ps 300 tirata a 23 kg con le Hyper g 1,25 come le vedi…

    Per curiosita’ riusciro’ a sfruttare il telaio…rispetto alle revolve 1,25 le differenze?

    • La tensione è assolutamente eccessiva, al massimo 21 kg per un gioco amatoriale con la HYper G 1,25.
      Rispetto alla Revolve hai una uscita di palla molto più verso l’alto, con un impatto più secco e deciso, più sensibile, ma anche meno comfortevole.

  4. L’abbiamo misurata con Ert e dava 21 kg di effettivo, pero non mi e’ piaciuta troppo secca e difficile la palla tendeva ad abbassarsi e non ero preciso e poco tollerante.

    Le corde che ho a disposizione sono queste : Revolve, 1,25, Rpm Team 1,25 , Hawk Touch 1,20 ,Head Velocity 1,30

    • Visto che ti risultava secca, passerei subito a provare la Revolve, che è la più spugnosa tra quelle che hai a disposizione, oltre che la più capace di angolo di uscita alto. Però, la Hawk touch potrebbe essere un’altra alternativa interessante.

    • é una via di mezzo, perché ha il pattern largo, come le Aero, Extreme, Burn, ma conserva una polarizzazione meno estrema, come Drive, Ultra e Formula 100. Ritengo sia furba per questo motivo, oltre ad una delle poche profilate da spin elevato, senza inerzia eccessiva.

  5. Fabio, dopo un annetto di utilizzo, ho ceduto le mie Tecnifibre T-flash 315 per passare alla versione Powerstab da 300: con le prime, dopo la prima ora faticavo un po’ anche se ne apprezzavo molto potenza, spin e stabilità. Ora, trovo la PS molto più facile e con una bella velocità di crociera ma fin troppo potente e un po’ vuota: per paura di andare lungo, gioco un po’ trattenuto le chiusure con il dritto, e al servizio riscontro una seconda palla molto più debole ed attaccabile, sempre per paura di forzare troppo. Sono un quarta medio-basso, ho un gioco vario e cerco di aprirmi il campo per la chiusura da fondo o a rete. Ho incordato con Revolve S a 21 Kg. Cosa fare: incordare un kg in più? Mettere un mono più da controllo e quale? Provare ad appesantirla un po’ con il cuoio al manico, come mi hanno suggerito? Aiuto!

    • Ciao Armando, nell’inmmediato proverei conun kg in più e, nel caso, proverei a montare la Black Code 1.25, per limitare un po’ l’uscita di palla ed avere controllo e sicurezza quando sbracci di più. Potresti montare anche le 4S, ma la traiettoria si alza un po’ e non so se ti può fare comodo nel gioco. Per ora non appesantire al manico, cerca prima un equilibrio con le corde, trovato quello, valuti se mettere il cuoio.

    • Due profilate molto diverse. La Mantis ha un comportamento molto simile a quello di una classica, quindi va comandata per spin e restituisce controllo sempre elevato anche sui colpi piatti. La T-Flash 300 PS, invece, vuole e offre spin, con un pattern più largo che impone rotazioni a copertura dei colpi, pur avendo un discreto controllo direzionale sui colpi piatti, soprattutto per la massa gestibile, che non crea uscita di palla esorbitante. Inerzia e faticosità sono praticamente identiche, ma il tipo di gioco è molto diverso.

  6. Ciao, grazie per la bella recensione.
    Io sto’ attualmente provando la Tflash 300 PS e fino ad adesso mi sono trovato abbastanza bene. Ho letto anche il tuo articolo sulla Pure Drive 2018 e devo dire che la tentazione di provare anche questa racchetta e’ molto forte. Io gioco con impugnatura Eastern per il dritto e il rovescio ad una mano ed uso molto il back per il rovescio. Vengo da una racchetta di tipo classica (Angell K7) ma mi serve piu’ potenza vista l’eta’. Quale racchetta mi consigli tra la Tflash e la Pure Drive?
    Saluti,
    Paolo.

    • Ciao Paolo, benvenuto nel Blog.
      Proviamo a fare il punto della situazione. Al momento giochi con la T-fight 300 PS, che ti paice ti dà soddisfazione, utilizzando eastern di dritto e di rovescio. Ne deduco che la rotazione facile che offre il telaio ti aggrada, non solo sul back, ma anche perché ti lascia coprire la palla con poc sforzo. Inoltre, con quella impugnatura, le verticali lunghe ti aiutano ad avere comfort di impatto. Passando alla Pure Drive, avresti l’obbligo di giocare di più con il braccio, ma riceveresti maggiore potenza, indubbiamente, con una consistenza di palla sicuramente maggiore, ma l’impatto sarebbe più rigido, per via del piatto più corto e della polarizzazione maggiore della Babolat. Anche il controllo, con il tuo tipo di gioco, passando alla Pure Drive, sarebbe migliore, tuttavia va considerato l’aspetto di facilità maggiore della tua T-Flash PS. Detto ciò, io ti pongo una terza via: Pure Strike 300 e Yonex VCore Pro 100. Perchè? Perché la dinamica di una racchetta classica, con la eastern, è impareggiabile e, per quanto una profilata sappia spingere di più e più facilmente, avere il controllo del movimento è sempre il migliore degli aiuti.

      • Ciao,
        Grazie tantissimo per il tuo suggerimento, le tue recensioni sono molte accurate. Alla fine ho preso la Pure Drive incordata con RPM Blast Rough 17 a 22Kg, la provero’ questo weekend. La decisione e’ scaturita dal fatto che ho gia’ due racchette classiche (Angell K7) ed ero alla ricerca di piu’ facile potenza.
        Saluti,
        Paolo.

  7. Ciao Fabio,
    Come seconda racchetta da abbinare alla Pure Drive 2018 sto’ pensando alla Pure Strike 100, cosi’ da avere anche una racchetta piu’ classica nella borsa. C’e’troppa differenza tra le due in termine di potenza/spin? Mi conviene invece prendere un’altra Pure Drive come riserva?
    Saluti,
    Paolo.

    • Sono abbastanza contario all’utilizzo di racchette diverse, per una questione di shock da impatto che cambierebbe ad ogni cambio telaio. Non è però vietato, ma la gestione di due telai è da tenere d’occhio. I due telai possono essere simli sotto certi versi, ma è chiaro che la Driveha un’altra spinta, mentre la Strike ha una sensazione più da racchetta veloce e classica, anche con uno spin superiore. Se proprio le vuoi adoperare insieme, senza ricorrere ad una seconda Drive, almeno cerca di iniziare e finire l’allenamento o la partita con lo stesso telaio, evitando di cambiare racchetta a caldo, che è dannoso.

    • Telai molto diversi, massiccia e pesante la Burn S, mentre la Tflash è maneggevolissima e veloce. Entrambe hanno pattern molto aperto, per spin e potenza facile, con qualche limite nel controllo sui colpi piatti, soprattutto la Tecnifbre, che spinge di meno, ma lascia tanto margine di manovra al braccio per compensare. La Wilson è più cattiva ed agonistica, ma richiede abbastanza di più da fisico e braccio.

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