Tecnifibre T-Fight 315 DCS3

T-Fight è la serie più agonistica di casa Tecnifibre, che interpreta le sue racchette in maniera sempre moderna ed efficace, fornendo anche tante soluzioni tecniche interessanti e all’avanguardia.

Vi ho già proposto la T-Fight 300 DCS3, oggi parliamo della versione più agonistica con pattern 16×19, Tecnifibre propone acnhe il 18×19, la T-Fight 315 DCS3, racchetta intelligente, completa e solida, che offre una giocabilità e una semplicità di utilizzo molto elevate per un telaio da 315 grammi classico.

Scheda tecnica:
Headsize 98 inch2
Peso 315 g (effettivo 313.8)
Schema corde 16×19
Bilanciamento 310 mm (effettivo 312 mm)
Swingweight (incordata) 325 kgcmq
Rigidità 67 RA (effettivo 67)
Profilo 22- 22.5 mm
Lunghezza 68.5 cm

L’estetica della T-fight è la medesima della versione 300 grammi, ma è diventata finalmente personale, per quanto preferissi la precedente colorazione, che, però, non la identificava direttamente a primo sguardo. Oggi, grazie alla nuova veste grafica, si può dire subito “quella è una t-fight”. Molto più bella dal vivo che in foto, presenta diverse soluzioni e finiture estetiche di rilievo. Dei 4 colori, infatti, il blu e il nero sono satinati, mente il bianco e il rosso sono laccati, con una verniciatura molto intensa e profonda, che dà l’idea di qualità e sostanza. Solo il nero sulla testa del telaio è lucido. Non ci sono rilievi nel passaggio di colorazione diversa, a testimoniare la cura per i particolari, e le serigrafie sono parte integrante della verniciatura, per cui anche resistenti al tempo e agli attriti di gioco. La forma del piatto è leggermente isometrica, con i 4 angoli appena più pronunciati rispetto ad un telaio classico, mentre la sezione del telaio è ellittica, regolare su tutta la struttura, che ha 22.5 millimetri di spessore, ad eccezione dell’attacco al manico che è più snello di mezzo millimetro. La forma è bella, cattiva nel suo aspetto leggermente spigoloso, ma caratterizzato anche da steli classici e lunghi, che creano un bell’effetto di sospesione del piatto-corde. Un particolare che salta all’occhio è il sistema EZLock, che sostituisce i classici passacorde, nei punti in cui l’incordatura va chiusa col nodo, per minimizzare la perdita di tensione e per aumentare la durata dei passacorde stessi. Non è un vezzo, nè un esercizio di stile e avevo apprezzato questa soluzione già nei modelli precedenti, perché funziona ed è a prova di incordatore negato.  Nota di qualità arriva dal manico, che è leggermente rettangolare ed offre una presa davvero comoda e naturale, grazie anche al Grip di serie, X-tra Feel, che premia soprattutto il comfort e l’uso prolungato, non troppo sensibile, ma ottimo anche senza Overgrip, e penso che nasca proprio per questo utilizzo. Infine, menzione obbligatoria per le due chicche estetiche presenti al tappo manico, rinnovato e più ricco che in passato, e negli steli, dove è presente la targhetta metallica, a rilievo, di originalità.

71 Commenti su Tecnifibre T-Fight 315 DCS3

  1. Incontrata per caso la versione 2015 ed stato subito feeling , la nuova essendo più polarizzata e leggermente più profilata mantiene Inalterata la stessa facilità di gioco ?
    Come armeggio io uso tecnifibre black code 4 S a 21
    Tu con quali corde hai trovato il miglior compromesso
    Ciao Filippo

    • La giocabilità è inalterata e il telaio è più efficace in assoluto. Come corde, le 4S sono proprio le sue, le più adatte al genere di telaio e pensate per incentivare confort e spin. Per un uso più agonistico, anche le Razor code vanno alla grande, spingono di più, ma richiedono anche di più.

  2. ciao fabio,
    leggo sempre con interesse e attenzione le tue prove ma da un pò di tempo vedo che non fai alcun riferimento, sia nella recensione scritta che in quella video, al tipo di corde usato per il test, la tensione e la tipologia di corda che secondo te può essere più efficace sul telaio. Per completezza, per avere un quadro completo dopo la lettura e magari avere già una idea di partenza per un test non sarebbe opportuno inserire anche questi dati visto che non sono proprio secondari per lo sfruttamento ottimale dell’attrezzo?

    • Ciao Stefano, hai ragione, può essere utile, ma può anche essere furoviante, nel senso che non tutti hanno bisogno delle stesse corde e della stesa tensione per far funzionare il telaio al meglio. In ogni caso, puoi sempre chiedere 😉

  3. Ciao fabio
    mi semra di capire che la 305 sia la peggio riuscita della serie..
    Ma a prescindere puoi fare un confontro pratico pregi difetti rispetto alla Babolat Strike 2017. ??
    Ciao e grazie.

    • Ciao Davide, no, affatto, non è la peggiore della serie, ma il numero superiore di corde frena un po’ l’uscita di palla in relazione alla massa. Se già prendi la versione 320, che è sempre maneggevole, i colpi sono molto corposi. Mettiamola così, tra la 300 e la 305 la prima ha un grosso aiuto dal pattern più aperto, che non fa rimpiangere più corde. La differenza tra T-FIGHT 305 e la Strike 98 sta soprattutto nell’inerzia maggiore della Babolat, che è abbastanza sbilanciata in avanti, mentre la TF punta all’equilibrio dinamico. In ogni caso, al di là dei 5 grammi, il confronto andrebbe fatto con la 300, che spinge un po’ meno, ma è presente e duttile in tutte le zone del campo, con tolleranza, stabilità e rotazioni notevoli.

  4. Ciao Fabio
    Provenendo da mesi in Strike 305 con 5 gr al tappo, ma come già detto non soddisfatto del tutto…
    Cosa mi consigli di provare la TF 300/305/315?
    Amo il gioco da fondo , con leggero spina da polso e cambio di ritmo appena possibile.
    Grazie X la cortesia.

    • Ciao, le scelte più oculare sarebbero la 300 e la 315, la prima per semplicità e velocità di esecuzione, la seconda per avere anche uno sfondamento maggiore, ma anche più inerzia da gestire. La 305 è più adatta a gioco piatto e coperto, meno brillante, ma con tanto controllo e un pizzico di sensibilità i più.

  5. Ciao Fabio! Come vedresti questa Tecnifibre DCS3 315 gr come alternativa alla Blade 16×19 (versione precedente alla countervail)? Con la Blade avverto sempre un po di instabilità e la prima di servizio non mi soddisfa. Per alcuni aspetti preferisco la mia vecchia Head Speed MP 315 gr. Ho provato la solinco pro 10 e la Tour 10, gran belle racchette per 1 ora poi si fatica anche se la pienezza dei colpi e lo sfondamento sono di un livello superiore.
    Mi puoi aiutare? Grazie

    • alternativo nel senso che la vuoi sostiuire? In tal caso si, si può fare e il maggiore peso è compensato dalla maggiore inerzia della Blade. Proprio in questi giorni sto lavorando per far testare bene la 315 ad un 2.3 che lascia Blade ed è molto contento, ma stiamo lavorando sul setup. L’unico dubbio resta quello sulla tua tenuta fisica, ma se riesci a tenere la Blade senza problemi, la TF non sarà un problema.

  6. Ciao Fabio. Al solito ti faccio i complimenti per la recensione. Mi associo a chi, però, ti critica per non indicare le corde da te suggerite e le tensioni. Capisco il punto “commerciale”, ma… Se siamo qui è perché abbiamo di te tale stima, e fiducia, che riteniamo essenziale conoscere i tuoi più intimi “feeling” cordaioli, e non solo telaistici. Certo, si può sempre chiedere, dopo, ma non è la stessa cosa: le domande te le facciamo cmq lo stesso, tranquillo.
    Ora, venendo alla TF sopra: a me incuriosirebbe confrontarla con la Babolat Aero 315, che credo sia il telaio su cui la TF ha nel mirino. A naso, è un bel match. Personalmente sono un 300 grammomane, potendomi anche permettere 315g, che sono sempre, forse, la scelta più bilanciata. Ma ripeto, scusandomi: le corde sono essenziali (secondo me). Ciao.
    PS: Ottimo il tuo post sul custom (as usual).

    • Ciao Andrea, capisco la tua cuoriosità circa le corde, le inserirò nuovamente dalle prossime recensioni. Il telaio, secondo il mio giudizio, è perfetto con le 4S tecnifibre 1.25, tensione medio-bassa, al massimo 23 kg, ma molto meglio sui 22 o 21. Con corde più rigide, l’impatto si secca ed è un peccato. Devo dire che funziona molto bene anche con le razor code, che le danno un tono più nervoso e cattivo.
      Per quanto riguarda il posizionamento sul mercato, non fa il verso alle Aero, pur condividendone lo spin abbondante, ma vuole essere una alternativa solida e moderna alle varie Prestige, Pro Staff e Duel G, è questo il segmento in cui si inserisce, pur mantenendo una facilità generale decisamente al di sopra delle altre.
      Grazie per i complimenti, sul custom ne arriveranno altri di editoriali 😉

    • Distante da entrambi, perché è una classica a costruzione quasi tubolare, con bilanciamento e peso molto classici, ma con anche una inerzia gestibile e tanta potenza utile. Inoltre lo spin è di quelli appaganti, pieni e pronti, senza dover forzare.

  7. Ciao Fabio,

    mi sembra di capire che nel modello 315 grammi un pochino di inerzia in testa possa mancare. I 5 grammi in più nel modello 320 possano essere utili? Un pò più inerzia, ma piatto meno reattivo a causa delle due corde in più. Secondo te è una differenza abissale? Con soli cinque grammi di differenza il salumiere non ti dice neanche “che faccio lascio?”.
    Altra domanda: un amico ha provato le TFight 315 Ltd (sia 16×19 che 18×20) e dice che è fantastica. Possiamo dire che questa sia sostanzialmente la sua riedizione? I parametri tecnici mi sembrano simili.
    Ultima domanda: lo schema della TFight 315 Ltd più facilmente reperibile in commercio è 18×20… Più corde e senza l’aiuto di quei 5 grammi in più… Forse meglio una delle due soluzioni (315 o 320) delle nuove Tfight DCS3?

    Ciao e grazie per il tuo (sempre encomiabile) lavoro.

    • Ciao Lucio, assolutamente no, la 315 tira forte e comunque più forte della 320, che ha un pattern più denso, 18×19, e più votato al controllo. Come livello di inerzia sono simili, quinsi la reale differenza è il pattern più o meno aperto per lo spin. La T-fight limited 315 è un telaio fantastico, ma richiede tencica e fisico e nasce per essere customizzato. Se la sensazione di gioco è una delle migliori anche da stock, la resa è sprattutto nella giocabilità, ma la nuova DC 315 ne ha parecchio di più e fa fare gioco con più solidità e potenza. La versione 18×20 è difficile, la palla entra molto meno nelle corde e offre proprio poca potenza, èuna racchetta, anche questa, da pesonalizzare con un custom a piacimento. Se proprio vuoi una limited, procurati la 16×19, è un altro livello. Quindi, in generale, meglio andare sulle nuove 315/320, soprattutto 315.

    • guarda, io le ho entrambe ….la TFIGHT 315 LTD 16×19 e la nuova,comprata non da molto, TFIGHT 315 DCS3 2017. Ebbene, NON c’è paragone a tutto favore della “vecchia” LTD che purtroppo non fanno più e che non trovi più (qualche usato, forse). Molto più feeling con la LTD, un back molto più efficace, profondo, basso ecc. (sarà per il suo profilo a 20 costante, sarà per le corde), un controllo per me superiore; tra l’altro la DCS3 ha su corde che per sentito dire sono l’ideale per lei (black code 4S 22/21) ma “faccio più fatica” e non ho gli stessi risultati.Guarda, a partire dal manico che sulla LTD è in cuoio (ottimo) mentre a me sembra ,a parità di numero (3), mi sembra “troppo grande”, più grande della LTD a parità di overgrip (0.4 della Wilson). Ciò incide sulla maneggevolezza….Comunque anche la DCS3 è una ottima racchetta, per carità; ma per me la LTD è ineguagliabile. E’ chiaro che ti verrà consigliato di acquistare il telaio attualmente in commercio (…). Ciao. nb: in ogni caso ti consiglio le corde stringKong yeti 1.17 , ottime corde come conferma anche la recensione qui presente….

      • Ciao Ehiman, ti do il benvenuto nel blog.
        Contrariamente a quanto tu possa pensare, ma te lo concedo perché probabilmente non sei uno che mi segue da molto, non consiglio mai l’ultimo modello solo perché è quello in commercio. Nel caso della Tecnifibre T-Fight 315, la LTD è un telaio strepitoso, ma, con una inerzia di 309 punti incordata, che la fa sembrare facile, cosa che non è, non può competere per spinta e rotazioni con la DCS3, proprio per le proporzioni nettamente a vantaggo della nuova. Se parliamo di feeling, invece, a LTD vinca mani basse, ne ha di più e ne ha molto di più di tantissime racchette in commercio. C’è da chiedersi se il feeling basta o se è il caso di avere anche un aiuto. Tutto dipende dal livello di gioco e dalla risposta alla domanda “Vuoi sentire la palla o vuoi più prestazione?”.

  8. ci puoi fare un confronto con la ultra 97? leggendo le recensioni sembra che abbiano in comune la giocabilità, la manegevolezza e la facilità di utilizzo avendo buona tecnica –
    inoltre se per la ultra siamo di fronte a una ibrida – tra classica e profilata -anche per tf 315 in risposta a un post – scrivi che si tratta di una classica a costruzione quasi tubolare…quindi siamo nella stessa tipologia di telao

    • Qualcuno già mi aveva chiesto questo confronto, poenendo proprio la stessa questione. Per dare un punto fermo, sono entrambi telai “innovativi”, perchè fondono le caratteristiche tipiche delle classiche e delle profilate moderne, ma in maniera molto diversa. La ultra ha la sezione frontale di una profilata, ma quella laterale di una classica, la TF 315 è una classica con struttura quasi da profilata, per sezione abbondante, neanche troppo, con costruzione quasi tubolare. Il risultato è simile, ma con feeling diversi, dove la Ultra si comporta come una porfilata morbida, quasi classica nel controllo, mentre la tfight “ruba” lo spin delle profilate, grazie alla tanta stabilità e all’abbondanza della sezione, che spinge di più, gratuitamente, rispetto alle classiche di pari peso. C’è qualcosa della SixOne nella Ultra 97, mentre c’è qualcosa della T-flash nella T-fight.

      • …la tendenza degli ultimi anni è chiara…le classiche sono un pò profilate per dare un pò di “facilità/spinta gratuita” e le profilate cercano di avere un pò di feeling/controllo delle classiche…

        • la tendenza? Non credo esista una tendenza e le profilte che riescono a dare feeling, quasi come una classica, sono tre, forse 4. Le classiche sono diventate più rigidide per spingere, ma sono poche le classiche facili, soprattutto sopra i 300 grammi.

    • Fabio buongiorno. Sto prendendo in considerazione l’acquisto della T-fight 315 dcs3. Avendo un gomito “sensibile” pensavo all’uso di un ibrido multi-mono o di un multi. Che cosa mi consiglieresti su questo telaio?.
      Grazie

      • Ciao Maurizio, benvenuto nel Blog,
        La T fight ha un’ottima capacità di assorbimento dello shock, non solo per il manico inettato di gel, ma anche per la struttura piuttosto solida all’impatto. Come Multi in full, ti consiglio la HDX Tour, che è una corda composita, consistente e potente, capace anche di una discreta presa di spin, oppure una classica, e ottima, X One Biphase. Come Ibrido, visto che il telaio accetta ottimanente lo spin,monterei la Tecnifibre 4S, in abbinamento con uno dei due Multi su mezionati.

  9. Ciao Fabio, doverosi complimenti per il blog che leggo assiduamente da quasi 2 anni. Supportato dalla recensioni positive, tra cui la tua, ho ‘switchato’ da tempo (con gioia) dalla Head Prestige Graphene Pro alla Tecnifibre 315 LTD 16×19. La LTD è customizzata con 4 grammi ore 12 e pari grammi di silicone nel manico peso finita poco meno di 350g. Il setup preferito è l’ibrido reverse VS/Luxilon 4g a 24/23. Ti dico questo perchè avendo 45 anni e non potendo contare su uno stato di forma fisica costante, pur giocando circa 8 ore a settimana, il cambiare i telai in alcuni casi penso possa aiutare a pareggiare (o milgiorare) il quadro prestazionale. In queste premesse il ‘domandone’ era: per un gioco a tuttocampo a prevalenza offensiva, come telaio più facile cosa consiglieresti di provare (e magari associare alla LTD) tra la Duel G 310/330, la SV98 e la Blade CV 16×19 (questo è la terna proposta, ma il tester a tutto taste sei tu quindi no limits)? Ho usato (ed uso) con grande soddisfazione la Blade 18×20 2015 (con 6 grammi al manico), ma non mi è sembrato che semplifica ne’ vari molto come attrezzo (a parte un po’ di peso in meno).

    • Ciao, grazie per i complienti e benvenuto nel Blog!
      Prima di tutto, devo dirti che hai scelto una delle racchette che più ho apprezzato sul mercato, davvero unica, da customizzare, ma con tanto gusto e resa. Veniamo alla racchetta da affiancare. Se vuoi qualcosa con una dinamica simile, ma che già spinga in più, la duel g 97 310 grammi è sicuramente la più adatta. Non occorre custom, già troverai tanta spinta a disposizione. La 330 grammi lasciamola a chi si allena davvero tutti i giorni. La Sv potrebbe darti un alto livello di soddisfazione, ma se sei abituato al feeling morbido della TF, la duel risponde sicuramente meglio. Per quanto riguarda la Blade, parlimao di un telaio molto agonistico, non tanto dal pnto di vista tecnico, ma dal punto di vista fisico. Ci vuole allenamento, perché l’inerzia è tanta e bisogna gestirla al meglio, altrimenti il telaio rallenta le esecuzioni e non funziona a dovere. Visto che hai già avuto la versione 2015, che tra l’altro ha inerzia minore, direi che non è il caso di ritentare. Sia chiaro, la Blade è un telaio strepitoso, ma bisogna stare in tiro per trarne vantaggio e risultano più semplici le classiche 310/31, che oggi spingono bene e si difendono alla grandissima dalla 305 con bilanciamento avanzato.

  10. Grazie Fabio, per la precisa ed estesa risposta. Dalla (qua)terna mi sono accorto di aver escluso proprio la nuova Tecnifibre DCS3. Più che altro, anche se da te consigliata e descritta come molto ‘furbo’ come telaio, mi sembra di capire sia comunque molto diversa dalla LTD come sensazioni, pur se forse più redditizia. In ogni caso sulla Duel G mi consiglieresti l’ibrido reverse o quello normale (mi sembrava di ricordare che con le isometriche era preferibile). Grazie ancora e forza TennistTaste!

    • Si, è molto diversa dalla limited e se cerchi un telaio classico in tutto e per tutto, protrebbe non soddisfarti. Come ibrido, monta il tradizionale, molto meglio sull’isometrico e sulle G in particolare.

  11. Ciao Fabio! Un paragone tra questa racchetta e la babolat VS tour o aero (315 gr, che hai recensito)? Quale consiglieresti per un gioco servizio e dritto in top, con rovescio ad una mano? Livello buon 4 cat ma tecnicamente discreto…

    • Ciao Vincenzo, la VS tour no l’ho provata, ma la Aero tour si. La differenza sostanziale sta nel fatto che la TF offre più swing facile e maggiore feeling, abbinata a rotazioni davvero ottime. La dinamica della TF è anche più semplice da gestire, mentre la Aero risulta più ingombrante, anche se potente e stabilissima. Il vantaggio della TF è soprattutto che la palla si controlla meglio e si ha maggiore controllo anche quando non si sfrutta la rotazione.

    • Ciao, è più vicina al concetto Radical Pro, ma senza quel livello alto di inerzia, quindi più gestibile. Come spin è assolutamente tra le migliori, perchè la struttura è stabilissima e il pattern aperto e lavora davvero bene la palla. In abbinamento con la black code 4S lo spin è esagerato davvero.

  12. Ciao Fabio…sto testando in questi giorni la Q+ Tour 300 che ha circa la stessa inerzia di questa DCS3 ma con 15 gr in meno. Mi chiedo a questo punto quali siano le differenze tra questi due telai in termini di giocabilità peso di palla controllo e feeling…grazie come sempre

    • Ciao, inutile dire che la DCS3 ha un peso palla maggiore, perchéla sua struttura, il suo peso e la buona polarizzazione fanno un lavoro concreto sulla palla. 15 grammi non sono pochi, ma, oltre all’inerzia, conta anche il tempo e la violenza di reazione del telaio. In queto senso la Q tour è molto classica, pur avendo una nuova configurazione di polarizzazione e reattività, ma il bilanciamento non è troppo avanzato e ciò premia soprattutto il controllo e la giocabilità. Lo stesso livello di inerzia, con un telaio con più massa, produce chiaramente una palla più pesante e se sai gestire una t fight 315, avrai un peso di palla maggiore. Infine, c’è da dire che l’elemento umano è molto importante nell’utilizzo del telaio e, tra le due, personalmente sceglierei la Kennex, perché mantiene un feeling sicuramente superiore e una potenza comunqune buona, ottima in relazione al bilanciamento arretrato.

  13. Ciao Fabio,
    ti seguo sempre sia nelle recensioni che nei consigli che dai
    attualmente gioco alternando una blade 98 l con una burn 100 cv, diciamo che dopo un primo favorevole approccio con la burn non riesco più a sentire bene la palla e perdo sicurezza nei colpi, cosa che non succede con la blade, dove però il colpo risulta poco pesante.
    Pensavo di aggiungere alla blade 5/6 gr al manico e circa 2 gr a ore dodici, e per le corde pensavo alla blake code 4s a 22 kg.
    Purtroppo sono sempre alla ricerca della racchetta perfetta che non esiste, mi intrigano 3 modelli, la pro staff 97, la tecnifibre 315 dcs3 e la pro kennex q5 +, avendo un gioco abbastanza classico con rovescio spesso in back, non sono uno che ha una grande potenza tiro pochi vincenti, cerco di costruirmi il punto quale racchetta tra quelle citata mi consigli?
    grazie ancora
    Antonio

    • Ciao Antonio, prima di toccare il manico della blade, prova con 2+2 grammi ad ore 3 e 9, così da aumentare la stabilità, inerzia e potenza del telaio. Quanto alle racchette che proponi, per un gioco come il tuo, tutte possono andare bene, ma considerei la Pro staff come prima scelta, se adoperi spin a copertura, la tecnifibre se hai bisogno di potenza gratuita e facilità di uscita di palla, mentre la q+5, immagino tu ti riferisca alla Pro da 310, se vuoi rinvigorire gli scambi interlocutori, il vero plus della Q, infatti, è la spinta che offre a livello di media potenza, la palla fila via proprio facile.

    • Dipende da cosa cerchi, perché la Black affonda e torna in avanti più lenta, dando una maggiore sensazione di controllo, mentre la revolve è più spugnosa e fa sentire un po’ meno l’impatto, ma prende meglio lo spin e controlla meccanicamente molto bene. Sembra una visione negativa, ma non lo è, ci sono molti risvolti positivi nell’avere una corda reattiva su un telaio di media rigidità.

    • Razor la metterei ad un kg meno, perchè è più solida come corda. Si penso che sia tra le migliori su questo telaio, perchè dà un effetto diretto di impatto che altre corde, anche dello stesso marchio non danno.

  14. Ciao Fabio ti volevo chiedere una tua opinione per quanto riguarda le tour Player della polifibre,credi possano andar bene su questo telaio?tensione?quali pensi sia la miglior corda agonistica in assoluto per questo telaio?grazie

    • Ciao, le Tour Player non sono il massimo su questo telaio, che ha pattern largo e struttura medio-rigida, con un flexpoint non bassissimo. Meglio una corda che dà un po’ di affondo in più per sfruttare lo snap-back in rotazioni e potenza. Tradotto in parole povere, qualcosa di più elastico, come Black Code, soprattutto in versione 4S, oppure wilson Revolve, Yonex PT Fire, Polyfibre Evolution, tutte a tensione medio-bassa, direi massio 22 kg. Potrebbe andare anche la Razor, che affonda un po’, ma proprio poco, di più rispetto alla Tour Player, aggiungendo un carattere più nervoso ed agonistico al telaio. In questo caso monterei a 21 kg.

  15. ciao fabio,
    rileggevo i post sulla dcs3 per un confronto diretto con la pro staff 97 315gr.che hai provato
    in cosa una è “migliore” dell’altra e quale sarebbe più indicata come rendimento in campo per un over con gioco classico,dritto piatto/ coperto, rovescio back/piatto,ottima tecnica senza rotazioni esasperate
    grazie

    • Ciao Stefano, la T-fight offre uno spin superiore e più facilità di uscita di palla rispetto alla Pro Staff, che invece è più connessa alla palla e più pronta sul gioco piatto e poco coperto. Tuttavia, per un over, dal gioco classico, non andrei a prendere una T fight 315 DC, ma una 305 DC, con lo schema 18×19, che offre una uscita di palla più simile alla Pro staff, con una facilità e una richiesta fisica sicuramente inferiore. Trovi la recensione qui sul blog, dai un’occhiata.

      • grazie fabio
        ho già letto della tf 305 e pensato che poteva essere una ottima soluzione…anche se forse un “doppione”
        adopero dall’inverno scorso una coppia di prince pro tour 100P con cui mi trovo benissimo e che trovo ottime anche per il 18×20…avevo pensato alla 315 per una magggiore facilità nell’uscita e magari per “sporcare ” un pò di più i colpi

        • Il ragionamento non fa una piega, ma considera che c’è più massa da muovere riseptto ad una 300P, di sicuro non è alternativa, ma da provare per aggiungere peso palla e spin facile. Back, top e kick sono davvero ottimi.

    • Ciao, sono racchette abbastanza diverse. La Donnay è più pura e sensibile, con un feeling decisamente più pieno, mentre la Tecnifibre è una interpretazione più moderna e votata alla spinta facile, con più spin a disposizione e una maggiore stabilità. Andrei su donnay per un telaio da controllo e feeling, mentre su tecnifibre per avere un carattere più moderno, tra spin e impatto più secco. Come tolleranza, fanno entrambe ottimamente, aprendo a più categorie di tennisti. Come gestibilità, nonostante le tante differenze costruttive, siamo sullo stesso livello, ma donnay è da spingere un po’ in più.

      • Ciao Fabio! Provata la DCS 315 con 4S 1.25 a 21kg
        e con Razor 1.25 sempre 21 kg. Per adesso (2 ore di gioco) preferisco le 4S per spin e facilità. Per avere una sensazione meno “secca”, cosa suggeriresti? Scendere di 1 kilo? Altro tipo di corda? 4 G soft ci starebbe? Grazie

        • Ciao, strano che mi chieda una corda meno secca, visto che la 4S non lo è affatto. Sicuramente è da escludere la 4G soft, che è più rigida e meno accogliente all’impatto. Potresti pensare ad una string Project Magic 1.26, sicuramente più elastica e morbida, oppure ad una Yonex Poly Tour Air. Tra i mono, sono due dei più comfortevoli. Inoltre, sempre di String Project, visto che con la 4S hai un beneficio di spin notevole, puoi pensare alla Hexa Pro, magari in calibro 1,20. Trovi la recensione appena sfornata nella sezione corde 😉

          • Grazie 😊 seguirò i tuoi consigli.
            Ho una matassina di Yonex poly tour fire…la
            posso considerare?

          • Si, certo, non è sicuramente una corda da spin, ma nell’immediato, con il buon affondo che ha, potrebbe anche darti qualche soddisfazione, soprattutto in spinta.

    • Telaio molto diversi nell’impostazione. La Sv è una racchetta piuttosto polarizzata, pur mantenendo un bilanciamnento abbastanza neutro. Ha inerzia e non la nasconde, soprattutto per spinta e spin, con una reattività accentuata che la rende tecnica, al pari di una Blade, ma meno puntata in testa. La T-fight 315 è una classica con profilo abbondante, con peso e inerzia contenuti, che offre comunque un buon livello di spinta facile, proprio in virtù della struttura ellittica. Entrambe hanno un ottimo spin, ma con la Yonex bisogna ricercarlo di più. Da direche nessuna delle due è una racchetta da arrotino, piuttosto offrono molte variazioni.

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