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Tecnifibre T-Fight 300 XTC

Tecnifibre, dopo la recente acquisizione da parte di Lacoste, presenta i nuovi telai della linea T-fight, in versione XTC, quella più rappresentativa e apprezzata dell’azienda francese. Una linea di racchette molto completa, che va dai 260 ai 295 grammi per le versioni Light, con piatto 100 pollici, e dai 300 ai 325 grammi, con due tipologie di pattern, 16×19 e 18×19, per i telai più agonistici, con piatto da 98 pollici. In questa recensione, parliamo della versione di mezzo, la più appetibile per un appassionato, T-Fight 300 XTC.

Headsize 98 inch2
Peso 300 g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight (incordata) 323 kgcmq
Rigidità 70 RA
Profilo 21-22-22 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica dellaT-Fight è un primo segnale di ingresso di Lacoste nell’identità Tecnifibre. Colori molto carichi, su una base bianca con duplice rifinitura, perlata e satinata, in maniera asimmetrica. Lo stesso vale per il rosso e il blu, che richiamano fortemente la bandiera francese, intervallati da pochissimo nero. Molti dettagli sono di alto livello, come la targhetta metallica incastonata all’interno degli steli, il bumper Amour-cap, a protezione della testa, e gli Ez-Lock, i passacorde piatti, sui quali si adagia il nodo, riducendola perdita di tensione. Al di là dei colori brillanti e dell’aspetto molto ricco, sicuramente più chic che cattivo, la sostanza del telaio vede una riconferma del mold adoperato per le versioni DCS3, ma con cambiamenti importanti nella composizione, laddove fa il suo ingresso XTC, Xtreme Touch Construction, nella parte bassa del telaio, per aumentare la capacità di flession, mentre viene riconfermata la Dynacore HD, la fibra già introdotta due serie fa, per migliorare la sensibilità del telaio. Il telaio è sottile, 21 millimetri al manico, 22 per il resto della struttura, anche se il bianco tende a far sembrare la racchetta più spessa. Andando verso il grip, troviamo il solito Xtra Feel, che equipaggia tutte le racchette Tecnifibre attuali, in colorazione nera, che fa sentire bene la forma rettangolare del manico sottostante. Il butt-cap non ha sportellino removibile, ma è anzi fisso e presenta la finitura argentata, con il logo che richiama la partnership tra Tecnifibre e ATP. Un ulteriore tocco di classe.

63 Commenti su Tecnifibre T-Fight 300 XTC

  1. Buongiorno Fabio e come sempre complimenti per la tua professionalità nell’offrire un servizio di qualità a noi appassionati. Ti chiedo un confronto tra questa Tecnifibre e l’ultima Head Speed mp, che hai già testato. Per esempio salta in evidenza la differente rigidità dsei due telai Speed RA 64 – T-Fight 300 XTC RA 70. Che ne pensi? Grazie, saluti. Enrico

    • Ciao Enrico, in realtà, il dato di rigidità dice molto poco sul comportamento di un telaio e, con i materiali moderni e le polarizzazioni diverse, può indicare la capacità di restituzione di energia e la reattività del fusto, ma sicuramente non la rigidità al braccio. Ancora meno se si parla di classiche e non di profilate. La differenza sostanziale tra i due telai, premesso che hanno entrambi spin abbondanti e potenza gratuita, più la Head, sta nella maggiore maneggevolezza della TF, utilissima, e nella maggiore tolleranza della speed, che, però risulta meno sensibile, ma comunque adeguata alla sua categoria. La TF è un telaio che si lascia gestire meglio in aria, accelera molto facilmente e arriva all’impatto repentina, la Head è più ingobrante, ma perdona qualhe incertezza in più. Considera, poi, che la Speed va verso le Profilate, anche il profilo si ferma a 23, ma la struttura è più imponente nella parte alta.

  2. Buongiorno Fabio, questa Tecnifibre si può paragonare alla Yonex VCore duel g 100? Ho preso l’evoluzione della Yonex, la VCore pro 100, ma, pur essendo una buonissima racchetta, non è per me: non ha la maneggevolezza della prima, è più solida, è più potente, ma è più “pesante” al braccio. In altre parole, a me sembrata una racchetta del tutto diversa. Adesso sto cercando una racchetta che abbia caratteristiche molto simili alla Yonex Vcore duel G 100, punto in particolare su maneggevolezza, controllo ed un minimo di spinta. Potresti darmi dei consigli?

    • In un certo senso la T-fight ha subito lo stesso trattamento della Yonex Duel G 100 che è Diventata VCore Pro 100, infatti anche la TF è diventata leggermente più impegnativa, non molto in realtà, ma sicuramente richiede meno della VCore Pro per essere efficace. Se cerchi anche tanta spinta facile, la T-fight può essere una scelta molto interesante, altrimenti, dovresti andare su racchette dall’inerzia bassa e votate al cotrollo come Pro STaff97L o Donnay X-penta Silver, quest’ultima davvero simile per dinamica alla Duel G 100, ma ancora più flessibile e sensibile.

    • Onestamente, per quanto la Blade L sia un ottimo telaio, già più che potente e solido per un buon quarta, la Tecnifibre ha una cilindrata superiore, tira più forte, offre più rotazioni e più solidità, con una minore inclinazione per il colpo piatto. C’è differenza di peso e di inerzia, che pongono la XTC su un piano superiore, a metà strada tra una balde e una blade L.

  3. Ciao Fabio,
    mi potresti dire le differenze tra questa racchetta e la Pure Strike 98 16×19?
    Sto provando la Tecnifibre con un mono rigido (non conosco il modello) e la Babolat con uno morbido (Yonex Fire a 23×22). La sensazione con questa configurazione è che la Babolat sia molto più confortevole e perdoni molto di più mentre la Tecnifibre abbia molto più controllo e presa di spin. Ma non capisco se dipenda dalla corda o dalla racchetta.
    Ad esempio, sulle palle basse la Babolat “raccoglie” la palla che viene alzata molto e si abbassa poco, mentre la Tecnifibre alza meno la palla e prende molta rotazione che la riabbassa subito, permettendomi di spingere anche su palle più basse ma chiedendomi una posizione migliore.
    Cosa mi suggeriresti? Di provare la Babolat con un multi più duro oppure di passare a Tecnifibre o a racchette simili? Nel caso quali? Ho sempre cercato racchette non troppo dure ma inizio a pensare che il mio gioco voglia queste ultime.

    PS: Gioco con swing ampi, buona tencnica, pessime gambe :), impugnatura semi western di diritto e di rovescio con un gioco molto aggressivo.

  4. Mi sono accorto di non essere stato esaustivo.
    In generale questa configurazione Tecnifibre mi permette di lasciare andare il braccio completamente, quella Babolat solo su palle che non sono troppo basse e solo da fondo. Altrimenti vado lungo, e sono già a 23 kg di monofilo…

    In un precedente messaggio eri giunto alla conclusione che ho “netta preferenza per le racchette classiche, ma capaci di spin abbondante”. Direi che anche senza avermi mai visto giocare (non ti sei perso niente) avevi perfettamente individuato le mie necessità 😉 e spero che tu possa aiutarmi ulteriormente.

    Grazie.

    • In reatà, la tecnifibre è sicuramente più facile e confortevole, con una maggiore potenza gratuita a medio regime, mentre la Strike ha molta pi potenza regimi più alti, ma richiede anche di girare sempe molto veloce e ampia nel gesto.
      Devi provare a cambiare corda sulla tecnifibre, montando qualcosa che compensi in potenza, così da avere una maggiore spinta e un maggiore affondo. Su tutte, ti consiglio la Rocket di String Project, che trovo tra le soluzioni migliori per completare il telaio in potenza.
      Diversamente, se vuoi accomodare la Strike su regimi di rotazione più bassi, che sarebbe anche un modo di snaturare il telaio, puoi optare per corde con snapback non esasperato, quali Black Code, Vortex Turbo 6, Rpm Rough e simili, ma a tensione sicuramente più bassa di quanto adoperi attualmente. Stai massimo a 22/21, oltre viene fuori la rigidità del telaio e si riduce anche la gratuità di spin e potenza.

  5. Ciao Fabio,
    grazie mille per la gentilezza e complimenti per la competenza.
    Ancora una volta avevi ragione: come da tuo consiglio ho riprovato la Tecnifibre con altre corde e l’ho preferita alla Pure Strike: mi sembra che mi aiuti nei recuperi, permettendomi comunque di lasciar andare il braccio quando spingo. Evidentemente il mio tipo di gioco con palla carica ma che non passa altissima sopra la rete, risponde alle caratteristiche da te individuate.
    Ho anche capito perché sentivo la Tecnifibre più dura, mi hanno detto che era incordata con Tecnifibre Razor a 23x22kg, mentre sulla Pure Strike c’erano le Yonex Fire 23x22kg, quindi il paragone era viziato.
    Attualmente ho avuto la possibilità di provare la Tecnifibre con TF Black code 1,24 e con le Luxilon Element 1,25 (entrambe a 21 kg costanti), e ho riscontrato queste sensazioni:
    – Quando arrivo bene sulla palla, la Black Code è ottima e mi permette di sbracciare senza andare mai lungo con buoni spin e controllo, mentre trovo la Element leggermente minore in entrambi gli aspetti.
    – Sulle palle meno comode e sui recuperi preferisco la Element che trovo più permissiva e confortevole nei colpi non perfettamente centrati.

    In base a queste nuove prove e all’abbassamento di tensione, credo di aver capito che cerco (nell’ordine): relativo comfort, controllo e spin, mentre non cerco potenza. Ti chiedo quindi se puoi consigliarmi altre corde con queste caratteristiche. Visto che nel messaggio precedente mi hai consigliato le String project, seppur per altre necessità, pensavo in questo caso alle armour 1,24.
    Che ne pensi?

    • Tra le String Project, allora, si le Armour, se vuoi un impatto più soft, come le Black code, oppure le Armour Soft, se desideri un impatto più sincero e deciso, con più spin. Tuttavia, cerca d stare più basso con la tensione, non superare i 22 kg e prenditi la spinta naturale del telaio.

  6. Cia fabio, io su questo telaio ho provato le Armour Soft a 22-21 ma le ho trovate troppo rigide per i miei gusti. Poi ho provato le Yonex Poly Tour Fire 1,25 sempre a 22-21 ma ho scoperto che odio le corde in cui la palla rimane troppo sulle corde. Allora ho cercato qualcosa di più reattivo e allo stesso tempo morbido, e ho provato le Keen 1,18. Le ho trovate molto buone per il mio gioco in top, morbide e reattive. Le ho montate a 21,5 kg. Hai qualche altro monofilo che si adatta a questo telaio da consigliarmi? Che sia sempre morbido e soprattutto reattivo. La racchetta va moto bene, si adatta a tanti stili di gioco, ora devo solo trovare la quadra con le corde. Se puoi consigliarmi anche una soluzione ibrida ( se esiste con le caratteristiche richieste ) e un multiflo.
    Grazie

    • Se ti è piaciuto l’impatto della Keen, considera di provare anche la Rocket, che è più potente e spinnosa. Inoltre, anche la Volkl Vpro 1.23 può fare un gran lavoro in feeling e controllo su questo telaio.

  7. Salve e buon anno (in ritardo 🙂 ).
    Uso per ora una Pure Control 98 con manico in cuoio Babolat e 3 + 3 gr ad ore 3 e 9 ed ibrido reverse (NRG2/Red Code Wax, ma anche – e sinora meglio – Isospeed Professional Classic / Pacific X Force).

    Gioco ovviamente basato su variazioni e discese a rete.

    Mi chiedevo se la 305 xtc (cui sarei in realtà più interessato, ma non mi pare sia qui recensita) o la 300, possano essere un “upgrade” della Pure Control, che mi consenta di mantenere il feeling con la pallina ma con sweet spot più ampio, maggiore potenza, insomma maggiore resa…

    • La 305 arriverà entro fine mese, gran bel telaio, flessibile in stile Pure Control, ma ben più potente e massiccio, praticamente come una Blade. Ci sta il paragone, ma è il telaio è praticamente l’equivalente della Tour e non della Control da 295, che invece somiglia in dinamica alla 300 XTC, ma questa è decisamente più potente, capace di spin e più secca all’impatto. Tuttavia, se riesci a gestire la control con quel custom, la Fight 305 sarebbe ben fattibile.

  8. Ciao,
    non ho mai provato la Pure Control, ma ho avuto la nuova Pure Strike 98 16×19 (project one 7).
    Gioco in top non esasperato, con variazioni e discese a rete, quindi ho un gioco simile al tuo.
    Ero entrato in negozio per fare la coppia di Pure Strike e mi hanno suggerito di provare prima la Tecnifibre 300 XTC, che sinceramente non avevo mai preso in considerazione.
    Sono uscito con 2 Tecnifibre.
    Mi sono piaciute sia la Babolat che la Tecnifibre, ma ho avuto sensazioni decisamente migliori dalla seconda, soprattutto in termini di controllo. Inoltre ho avvertito uno sweet spot leggermente più ampio.
    Mi è stata consigliata la 300 XTC perché gioco 2 volte a settimana e questo modello era ritenuto adatto anche ai non agonisti, mentre la 305 considerata una gran racchetta ma più per agonisti.

    • Ci sta, la T-fight fa lo stesso mestiere della Pure Strike, ma con maggiore semplicità e minore cattiveria a regime alto, al quale la Strike ti costringe a giocare.
      Hai fatto una buona scelta, è un telaio attuale, secondo me nella sua migliore versione di sempre.

  9. Ciao Fabio, mi dicevi:
    “La 305 arriverà entro fine mese, gran bel telaio, flessibile in stile Pure Control, ma ben più potente e massiccio, praticamente come una Blade. Ci sta il paragone, ma è il telaio è praticamente l’equivalente della Tour e non della Control da 295, che invece somiglia in dinamica alla 300 XTC, ma questa è decisamente più potente, capace di spin e più secca all’impatto. Tuttavia, se riesci a gestire la control con quel custom, la Fight 305 sarebbe ben fattibile.”
    Bene.
    Mi incuriosisce la Fight 305.
    Considerato che sulla Pure Control 295 customizzata ci monto ibrido reverse (NRG2/Red Code Wax, ma anche – e sinora meglio – Isospeed Professional Classic / Pacific X Force), che corde mi consiglieresti per la 305?

    • Partirei dalle stesse soluzioni, soprattutto con red code wax, perché il telaio è abbastanza flessibile, proprio in stile Control, ma chiaramente più pieno. Dovresti trovare anche più spin, in virtù della maggiore spaziatura delle orizzontali. Inizia da qui, poi valuti se hai mancanze di tocco e di sensazione, ma credo che ti sentirai piuttosto a casa in questo passaggio.

  10. Ciao Fabio, sono ancora alla ricerca della racchetta per sostituire la mia pure strike 100. in questi mesi ne ho provate molte ma nessuna mi ha soddisfatto appieno. io gioco due volte alla settimana da tre quattro anni, sono alto 1,75 per 63 chili (un peso piuma). rovescio a una mano, maggioranza di colpi in top e scendo pochissimo a rete. la mia voglia di cercare una racchetta da affiancare alla mia pure strike è iniziata quando il mio maestro mi ha consigliato di provare un telaio più profilato per darmi un pò più di potenza gratuita in certe situazioni di gioco. ho provato come mi hai consigliato tu la wilson ultra ma l’ho trovata troppo disconnessa dalla palla. una sensazione nei colpi troppo “ovattata”. vorrei rimanere su un telaio classico con controllo e spinta. quale ti senti di consigliarmi? considerando che ogni tanto commetto ancora qualche errorino (colpi bloccati, peso indietro) insomma mi servirebbe una racchetta che ogni tanto mi perdonasse qualche errore. a proposito ho provato un paio di ore la blade 16×19… quando prendo bene la palla tiro delle fucilate tremente… il problema è che al minimo errore rischio di uccidere qualche piccione. grazie.

    • Ciao Matteo, in se desideri una racchetta classica, ma facile e generosa in potenza, una delle migliori scelte è proprio la T-fight XTC 300. In questa categoria, anche per lo spin, è una delle più performanti. Considerando, poi, che la tolleranza è una altro aspetto che cerchi, direi che sarebbe la scelta ideale.

    • La precedente è più simile alla Strike 300, la XTC è più piena, si sente tanto al differenza. Con ciò non voglio dire che non sia buona anche la DCS3, anzi, ma ha perso fascino e utilità con la nuova versione.

  11. Buongiorno, ho provato su questa racchetta per ora black code 4s 1.25 e hexa pro 1.20.
    Le due corde mi sono piaciute ma la hexa pro mi ha provocato un pò di fastidio al braccio (incordata 21/20).
    Ho a disposizione un pò di matassine…cube 1,23, hiper g 1.20, double ar red arrow e black code 1.28.
    Cosa mi consiglieresti delle corde che ho attualmente?
    In generale cercando spin e un pò di spinta cosa consiglieresti?
    La mia incordatura abituale prevede un ibrido cube/hi power (sempre highstring) 22/21 e mi trovo molto bene.

    • Ciao, partirei proprio dalla tua incordatura abituale, perché il pattern largo della TF300 vuole corde, come la 4S, che lascino affondare la palla. Da sola, la Cube non lo fa, ma in abbinamento con la Hi Power puoi avere il comportamento giusto per la tipologia di racchetta.
      Oltre a ciò, delle corde che possiedi, ti cosniglio di provare la Hyoer G, anche se più secca, ad una tensione di 20/20. Non è una incordatura soft, ma è da provare su questo telaio.

  12. Ciao Fabio,
    purtroppo sono ancora alla ricerca della corda.
    Quello che ho capito è che mi serve una corda da controllo, con poca spinta, buono spin e soprattutto con una risposta uniforme tra i colpi perfettamente in sweet spot e quelli al di fuori.

    Ti riporto le sensazioni provate fin’ora.
    Tecnifibre Red Code Wax: la migliore per controllo, buona potenza e uniformità di risposta, poco comfort.
    Tecnifibre Black code 124, 21×21: non mi ha fatto impazzire l’uniformità di risposta, il controllo è al limite.
    Tecnifibre Razor code 120, 22×21: pochissima uniformità di risposta, nello sweet spot tirava troppo, al di fuori troppo poco.
    Luxilon Element 125, 21×21: poco controllo, troppa potenza, ottima uniformità di risposta.
    Babolat RPM Rough 130, 22×22: poco controllo, ottimo spin, pochissima uniformità di risposta sia nella resa che nel comfort.

    Cosa mi consigli? Di ibridare la Red Code Wax per migliorare il comfort? Di provare altre corde (nel caso potresti indicarmene alcune facilmente reperibili)?

    • Se volessi provare un ibrido, a questo punto, red code wax e luxilon element, ma devo anche dirti che una sagomata sarebbe meglio sulle verticali per la composizione di un ibrido da controllo.
      Una soluzione interessante sarebbe sempre la red code wax, ma in calibro più piccolo rispetto a quanto hai già provato, oppure ad un kg meno.

  13. Ciao Fabio, torno da te per un consiglio. Sto usando Yonex SV 98 che mi sta causando un dolore alla spalla. Leggendo le varie recensioni, avrei individuato tre possibili alternative tenendo presente il lato comfort:Tecnifibre Tfight xtc 300, Head Speed 360 MP, Donnay Allwood 102. Sono 1.70 x 64 kg, gioco prevalentemente da fondo campo cercando precisione più che potenza, dritto leggero top,rovescio back e top ad una mano, ogni tanto spezzo con palle corte liv. 4.1 FIT.Potresti darmi un consiglio fra le tre in base al mio gioco con eventualmente un mono da abbinarci o consigli per altri telai se vuoi.Grazie mille e complimenti per la tua competenza e disponibilità.

    • Caro Max, tutte e tre le racchette che hai preso in esame sono molto valide, soprattutto per un gioco vario e non solo dal fondo, dove si comportano egragiamente. Come feeling e controllo la Allwood è quella che ne ha assolutamente di più, seguita dalla T-fight xtc, quella con le rotazioni più accentuate, ed infine la Speed MP, la più facile del lotto, ma anche la più anonima in feeling e carattere. Guarderei soprattutto a T-fight per potenza facile, maneggevolezza e potenza gratuita, mentre andrei sulla Allwood per controllo, rotazioni e feeling da telaio old-style.

      • Ciao Fabio ho provato la Tfight 300 Xtc ed hai ragione, l’ho trovata fantastica x il mio gioco, molto più della Vcore 98 che ho provato contestualmente. Grazie mille per il consiglio, ma ora te ne chiedo un altro per le corde. La tfight in test monta le Black Code credo a 23kg e mi è piaciuta molto come impatto anche se per me quando si colpisce appena ‘scentrato” si sente la rigidità. La domanda è quindi quale mono può avere più o meno le stesse caratteristiche ma risultare più confortevole? Tra le tue recensioni ho visto che in casa Stringproject si parla di corde arm-friendly. Hai consigli su quale corda di questa marca? Chìaramente anche altre corde se ne hai da suggerire. Ultima domanda: volendo preservare la spalla, ho visto il dato di rigidità della racchetta altino, ma nn ho sentito ripercussioni dopo averci giocato. Mi confermi che si può considerare confortevole anche utilizzandola in maniera continuativa? Grazie ancora. A presto.

        • T-fight 300 XTC è probabilmente il miglior telaio tirato fuori da Tecnifibre, negli ultimi anni. Come avrai notato, è molto confortevole e la rigidità è alta solo sulla carta, ma la racchetta è disposta a dare impatto delicato.
          Quanto alle Corde, un primo approccio protebbe essere quello di montare le Black Code ad una tensione più bassa, recuperando anche altra spinta, magari su 21/21 o 22/21, ma su questo telaio, visto il pattern e la forma più squadrata, ti consiglio la tensione pari. Altre corde interessanti testate sull TF, sono le Rocket e le Armour soft, le prime per le rotazioni e la potenza, le seconde per l’impatto pieno e la completezza che offrono. Per queste, puoi seguire le stesse indicazioni date con la Black code.

  14. Ciao Fabio, per un gioco da fondo non troppo sbracciato, ma alla ricerca di impatto centrato e movimento fluido cercando di dare palla profonda e toppata, potrebbe andar bene la Keen 1,18? Mi piace sentire la corda morbida e che aiuti a trovare profondità, per il controllo mi arrangio io e anche lo spin lo ricerco col movimento. Il dritto lo gioco abbastanza in top, mentre il rovescio bimane un pò più piatto ma sempre cercando di lavorare un pò la palla prendendola sotto. Mi piace lo scambio prolungato e cerco la chiusura solo quando mi sento veramente in palla e fluido nei movimenti. Sono livello 4.2 fit e per il momento avrei provato: FluoPower Evo 22-21 ( benissimo dopo 2-3 ore di gioco ), mancava solo un pelo di controllo
    Yonex Fire 22-21 ( leggermente troppo rigida ma per il resto ok )
    Tecnifibre pro red code wax ( ancora un filo più rigida della fire, non l’ho apprezzata molto)
    Hai consigli su corde che potrebbero andare bene?
    Grazie mille

    • Considera che la Keen è una corda da 1.18 mm, non morbidissima, ma comunque con un allungo moderato che lascia entrare la palla. Non credo sia la scelta più adeguata, soprattutto se hai trovato beneficio con la Fluo e, soprattutto su pattern aperti, la Armour Soft può darti di più e ancora più soft c’è la armour.
      Come altre corde, su questo genere, Volkl Vpro 1.23 è una signora corda, che lascia sentire la palla e gestire tutto col braccio.

      • Scusa fabio, ma la Armour non è una corda agonistica e rigida? Io con la Fluo ho trovato tanta morbidezza e facilità d’utilizzo. Non capisco come potrei trovarmi bene con la Armour, pensavo fosse una corda destinata a giocatori che cercano controllo e spin e che sia un alternativa alle varie blast, hawk, ecc..

        • Nessuna delle String Project, a parte la Hexa Pro, è una una corda davvero rigida e, oltretutto, la Fluo è una corda non proprio morbida. L’alternativa alle Blast è la Hexa Pro, la Keen sostituisce una Hawk Touch, la Armour è del genere Poly Tour Pro, da controllo, sensazione e comfort, mentre la Armour soft è destinata a sostituire una 4G soft, ma con maggiore elasticità. Per come va la TF, la Armour Soft è una delle migliori soluzioni in circolazione, proprio perché sostiene il pattern aperto e non spacca il braccio.

  15. Buongiorno Fabio,
    Ho acquistato la 305 xtc – dopo averla provata per 2 ore me ne sono innamorato.
    Premessa: usavo una pacific 295 x-force con multifulo a 23 kg e avevo problemi alla spalla che stavo lentamente superando con esercizi (pesi ed elastici).
    Ora, dopo la “prima” ufficiale con la tecnofibre ho avvertito molto dolore alla spalla (solo nel servizio) – la racchetta è accordato con Monofilo morbide.
    Io spero sia solo questione di abitudine… ti volevo chiedere: pensi che 10 grammi in più possano essere la causa o conta di più la corda? Mi consigli di provare con corde diverse o pensi che sia meglio fare un passo indietro e tornare su una racchetta più leggera (295).
    Con la tecnifibre 305 il mio tennis è molto migliorato…più potenza e più controllo insieme… ma non vorrei dovere fermarmi per il troppo dolore alla spalla.
    Grazie per un consigilio
    Ps: gioco 2 – 3 volte a settimana più qualche Torneo (4.1)
    Emilio

    • Ciao Emilio, benvenuto nel blog.
      Senza un riferimento diretto è difficile dire quale sia la causa del dolore che ptorebbe sia derivare dai 10 grammi, e rientrare dopo un periodo di assestamento, sia dalle corde, visto che 23 kg sono già abbatanza per rendere qualsiasi paitto davvero rigido.
      Dammi qualche informazione in più, come ad esempio quale corda hai montato e quale tensione.

      • Grazie Fabio,
        Ora ho riprovato a montare le corde che usavo sulla Pacific x-force da 295g : le Solinco Vanquish – tensione 23 kg.
        Le cose vanno solo leggermente meglio – continuo ad avere dolore alla spalla, anche se leggermente meno (e solo nel momento del servizio) ed in più si è aggiunto un fastidio, per adesso leggero, al polso.
        Potrei provare ad abbassare la tensione ma ho paura di perdere i vantaggi che la Tecnifibre mi ha portato nel gioco (maggior controllo unito a pesantezza di palla).
        L’atra strada, a malincuore, sarebbe quella di abbandonare subito la tecnifibre
        Grazie mille per un consiglio
        Emilio

        • Considera che la fase acuta deve passare e che un cambio telaio porta sempre un assestamento fisico (ti assicuro che ne so qualcosa, facendo test di un telaio diverso ogni settimana).
          Lascia il multi a 23 kg e aspetta qualche giorno prima di toccare nuovamente il telaio. Il riposo è importantissimo.

  16. Ciao Fabio, immagino si tratti di attrezzi completamente eterogenei e quindi la domanda può apparire del tutto mal posta, ma ti chiederei che differenze ci sono tra questa Tecnifibre e e la Ezone 100? In pratica, rispettivamente, in cosa si guadagna e in cosa si perde, e quali sono le discriminanti in merito alla tipologia di gioco a cui si prestano?
    Grazie!

    • Si, sono piuttosto diverse, ma in comune hanno una facilità generale e una uscita di palla molto facile. Inutile dire che la Ezone è più potente in assoluto e più stabile, con un buon livello di rotazioni, soprattutto immediate, mentre la Tecnifibre è un telaio che punta a togliere il difficile di una classica e lasciare lo swing veloce, con tanta reattività, che si tradice in spin molto abbondante, tolleranza e stabilità sicuramente sopra la media delle classiche leggere. Non arriva ai livelli di una Blade, ma è il tipico telaio di cui non ti penti, una classica che ti aiuta, quasi come una profilata, nelle giornate no e nelle condizioni difficili, ma ha anche un gioco completo ed efficace in tempi normali. La Ezone è più impegnativa fisicamente, con la testa leggermente più pesante e con un buon feeling, ma la XTC è sempre una classica. Entrambe vogliono un po’ di spin per dare il meglio, il colpo piattissimo non è il loro territorio, ma, in questo senso, siamo su telai allround, che rendono sempre molto bene da tutte le parti di campo, soprattutto da fondo, dove la TF è un telaio “smart” molto pronto ad inventare traiettorie, mentre la Ezone è un telaio più di sostanza.

      • Ciao Fabio, mi inserisco anche io per chiederti ulteriori pareri… Circa 4 mesi fa mi sono deciso a prendere una Speed Pro dopo aver ripreso a giocare (con 10 anni di inattività alle spalle). Da ragazzo quando giocavo avevo usato prima una Dunlop (la 400i se ricordo bene, quella cmq di McEnroe) e a seguire una Head Prestige. Ero NC (non facevo tornei) ma me la giocavo con C4 e me la cavavo, sebbene perdendo, con C3. Ho quasi sempre giocato su campi in cemento (da cui un tennis poco pallettaro) e solo ora mi sto abituando al gioco su terra rossa.
        Ciò detto (scusa se mi sbrodolo in lungaggini) sto provando ora la XTC 300 e ne sono davvero colpito. I colpi mi riescono più facili e da fondo campo mi entrano più facilmente in campo, come se riuscissi a dare più spin alla pallina che alla fine della traiettoria la fa scendere e rimanere in campo. Questo rispetto alla Speed Pro che mi richiede più sforzo di braccio e più potenza. Di contro ho notato che il rovescio (a una mano) mi viene meglio con la Speed.

        Che ne pensi?

        E soprattutto: prima di decidermi a cambiare e ad abbandonare la Speed, volevo capire se valeva la pena cmq provare anche la Blade 98 (16×19) visto che un paio di commenti sopra hai scritto che la XTC non arriva ai livelli della Blade.
        Una maestra con cui gioco mi ha consigliato di valutare anche una racchetta con un bilanciamento più spostato verso la testa per sfruttare meglio il mio servizio (che risulta potente sul colpo piatto e un buon slice).

        Grazie in anticipo per le tue sempre puntuali risposte.

        • Ciao, la T-fight 300 XTC è una signora racchetta, che offre davvero tutto e non richiede troppo sforzo. Il suo plus è proprio nello spin, che pochissime classiche possono offrire così facilmente e così abbondantemente.
          Rispetto alla Speed è molto più manovrabile e compatta e probabilmente la sensazione sul rovescio a una mano è di racchetta più sfuggente. Va accomodato con un po’ di pratica e un movimento più controllato.
          Quanto alla Balde, parliamo di un telaio top di gamma, destinato ad agonisti veri, che tropo spesso finisce nelle mani di appassioanti che confondono la scarsa uscita di palla con il controllo. Ti consiglio di non impelagarti in un telaio ostico, seppure bellissimo da adoperare, e di restare sulla XTC, che ha un bilanciamento a 32, già avanzato, con una carica di inerzia comunque sostenuta. Oltretutto, su questo telaio, puoi spaziare tantissimo con le corde e adattarlo alle tue esigenze.

          • Fabio ti ringrazio dell’analisi… Ma ti confesso che ho ancora dei grossi dubbi (e qui mi aggiungo alla folta schiera di chi si scervella senza fine sulla racchetta da scegliere)… La T-Fight 300 che purtroppo ora ho dovuto restituire mi dava tutta una serie di cose che la Speed Pro non mi dava: grande facilità di top spin, grande kick in battuta, maneggevolezza, braccio mai stanco… Di contro sentivo che però non mi dava altrettanta potenza sul colpo piatto (che è un colpo che uso spesso), il rovescio a una mano che come ti dicevo non mi veniva facile e forte in uscita (sia piatto sia top spin) come con la Speed.
            A sua volta la Speed non la sento ancora completamente mia. Perché alla lunga mi stanca il braccio e devo faticare molto quando voglio imprimere rotazione alla palla. E la battuta in kick non mi esce quasi mai (diversamente mi entrano le battute con colpo piatto o slice).
            Insomma se non fosse per il braccio che si stanca e per la fatica e concentrazione che devo metterci per le rotazioni sarebbe la mia racchetta. In cfr per la potenza, la T-Fight perde.
            Non so se valga la pensa richiedere un’ulteriore settimana di test e provarci sopra delle corde che possano darle la potenza che mi è mancata sul telaio provato (incordato con un monofilamento credo a 25 come tutte le racchette test di un noto rivenditore online).
            E detto ciò mi continuo a guardare intorno per cercare una racchetta un po’ come l’attuale mia Speed Pro ma che mi assicuri in più un po’ di più facilità e meno fatica sul top spin.
            Perdonami la grossa confusione!

          • Ti assicuro che la T-fight non ha un gap di potenza rispetto alla Speed Mp e che il problema sono le corde, che vanno tirate, se monofilo, a non più di 22 kg. Riprovala, magari presso uno dei miei negozi consigliati, con delle corde a tensione adeguata. La TF è una delle best buy del mercato secondo me e sai che non prendo posizione se non ne sono davvero convinto.

          • Ciao Fabio, grazie ancora per l’ulteriore risposta. E sì capisco tutto quello che dici sulla TF perché anche io provandola ho avuto sensazioni molto positive (a parte il rovescio che era l’unico colpo che non mi veniva pulito in top come con la mia Speed Pro). E quanto al mio lamentare la mancanza di potenza, è sicuramente come dici tu dovuta alla tensione: da TW le racchette test le incordano di default a 25 kg. E però niente, intanto avevo finito la settimana di prova che avevo a disposizione, e ho fatto un’altra prova da un negozio a Roma: ho testato per 4 giorni la nuova Radical Pro (incordata con Head Linx a 22-21) e me ne sono innamorato! In pratica ritrovavo tutti i colpi che mi venivano bene con la Speed Pro e senza i suoi difetti (ovviamente per me e per il mio braccio), ossia: facilità di spin unita a grande potenza senza fatica (mentre con la Speed un po’ il braccio doveva faticare). L’ottimo mix di spin e potenza mi permetteva di tenere facilmente le palle in campo e rispondevo sempre alla grande a colpi forti. Anche sul piatto avevo un gran controllo. E soprattutto il rovescio in top mi veniva benissimo! Forse il kick in battuta era ancora superiore la TF. Ma per il resto mi è sembrata la “mia” racchetta! Senza nulla togliere alla TF che cmq ho apprezzato tantissimo, ma anche la Radical Pro mi perdonava tanto… Mi sa che sarà la mia prossima racchetta. Aspetto il tuo test di prova!

          • Valuta bene la Radical, perché, se posso darti un consiglio molto personale (per una volta esco dai panni di blogger), il suo putno debole è la “banalità” del suo gioco. Alla lunga ti rendi conto che è una racchetta che pone dei binari, sui quali gioca bene, ma al di fuori di quelli paga un gap di sensibilità, di spin e di maneggevolezza. Provala accuratamente prima di definire la scelta.

    • Ciao Filippo, la XTC è più potente, massiccia, stabile e capace di rotazioni più accentuate. Ha anche una maggiore sensibilità e va considerato si tratta di un telaio più “serio”, anche se non difficile da usare.

    • argh, il tuo nuovo consiglio mina ogni mia sicurezza dopo il test con la Radical. Ma tu ti riferisci alla vecchia Radical o alla nuova che esce dopodomani? Io ho provato quest’ultima: non è che magari sia cambiata un po’? A me ha proprio impressionato per come riusciva a togliermi di impaccio con colpi che in altre situazioni avrei sbagliato e soprattutto la facilità con cui rispondevo con potenza senza sforzo e senza andare lungo…

      • Ormai Head aggiorna i telai, ma non li stravolge, quindi dalla nuova radical non mi aspetto molta diversità rispetto alla precedente, come accaduto per speed, Instict ed Extreme, nel passaggio tra Graphene Touch e Graphene 360. Al di là d ciò, è proprio il fusto del telaio che è invariato e, a meno di mircacoli all’interno, non è variata di molto.

  17. Ciao Fabio, volevo chiederti una cosa: ma se uno su questo telaio volesse provare delle Tecnifibre X-one 1.24 (avendone già una matassina è un peccato non utilizzarla), secondo te a che tensione si potrebbero montare?

    • Premesso che in 1.25 la durata non sarà eccelsa, ma sarà immediatamente pronta per la resa, la ibriderei con corde di un certo rango, per andare cercare spin e grip sulla palla. Ad esempio le 4G soft, le Razor Code, ma anche con una sagomata non aggressiva, come Revolve spin, Poly Tour Drive o, magari, per uno spin marcato, con Black code.
      Non è che la Xone sia difficile da ibridare, piuttosto va ricercato un senso all’ibrido, con un’idea di base, altrimenti la sensazione e la prestazione dell’incordatura è solo confusa.

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