Snauwaert Grinta 100

Grommets allargati ad ore 3 e 9, con forma qudrata

In campo, Grinta 100 sfodera un comportamento dinamico molto efficace, che riesce a fondere elementi classici e moderni, per una prestazione generale piuttosto soddisfacente. Il primo elemento che viene fuori è la facilità di swing, con una maneggevolezza al pari di una profilata da 300 grammi, nonostante il maggiore peso. Grinta 100 si muove bene, si lascia accelerare e gestire in tutto e per tutto, senza troppo impegno per il braccio, anche con una potenza utile già a basso regime che invoglia a giocare fluido. È una racchetta comunque tecnica, che bisogna adoperare con un po’ di mestiere per apprezzarne le doti dinamiche. Grinta 100, pur non essendo un telaio che strappa via la racchetta dalle mani dell’avversario, offre una spinta molto generosa, soprattutto a basso regime e in fase difensiva, mentre in alto si lascia compensare facilmente con il braccio, grazie alla tanta maneggevolezza e all’ingombro ridotto in aria, ben lontano da quanto suggeriscano peso e grandezza dle piatto. Piuttosto, è la facilità con cui prende spin che stupisce, perché il telaio ha un angolo di uscita alto, ingabbia la palla molto bene nelle corde, anche senza strappare o tirare forte, e ciò apre alla possibilità di creare angoli stretti e traiettorie complesse con facilità. Le geometrie del gioco, sono molto interessanti e tra le 305 grammi si piazza al top della categoria per spin. Il controllo è discreto, Grinta 100 è l’entry level tra i telai da controllo di Snauwaert e ne ha in maniera più che sufficiente, sicuramente più di una profilata, ma un po’ meno di una classica pura, e richiede qualche piccola correzione con lo spin quando si alza il regime dello scambio, specie sui colpi più piatti, dove si nota una certa esuberanza in uscita dal piatto. Infatti, se sullo spin si sfrutta la buona potenza della Grinta 100, sul colpo piatto si nota come la propulsione sia maggiore e bisogna tenerla a bada con timing e leggero spin. Tuttavia, la stabilità è da telaio da racchetta di categoria superiore, non si muove all’impatto, resta ferma in tutte le situazioni, a segnalare come il Bionic funzioni per stabilizzare molto anche i telai leggeri e non necessiti di eccessiva inerzia per dare sostanza e rigidità torsionale in misura maggiore rispetto ad un beam tradizionale. Allo stesso tempo, il telaio è comunicativo, e il feedback al braccio è intuitivo, soprattutto dai medi-regimi in su, mentre in basso l’utilizzo dello spin aiuta molto a sentire la palla sulle corde.

9 Commenti su Snauwaert Grinta 100

    • Certo, arriverà anche la Vitas 100. La programmazione dei test Snauwaert è in via di definizione. Probabilmente la prossima sarà la Grinta 98 Tour, poi le Vitas, a partire dalla 100.

  1. Si, anche io sarei interessato ad avere magari solo una tua prima impressione delle differenze tra la VITAS 100 e la GRINTA (ho ancora due racchette Snauwaetr in legno con la scritta Vitas…). Im particolare, come la vedi rispetto alla nuova Pure Aero?

    • Ciao Mauro e benvenuto nel Blog.
      Per il momento, non conosco la Vitas 100, ma, parlando con l’ingegnere che le ha ideate, ho potuto capire che la Vitas è destinata a dare più potenza facile, più facilità generale e minore impegno per spingere i colpi. In realtà, Anche la Grinta, durante il test, mi ha dato questo genere di impessioni, ma si posizione leggermente più su per controllo e tecnica, essendo un telaio da 305 grammi, più serio, leggermente più agonistico, ma con un approccio dinamico molto gestibile.
      Per quanto riguarda la Aero, è il riferimento della categoria per cattiveria sui colpi e spin, robusta, massiccia ed esigente in spinta, dà il meglio quando il braccio gira, altrimenti non rende. La Grinta, invece, aiuta proprio nelle fasi a basso regime, dove si presenta facile da spingere.

    • Il codice sconto è valido solo per Grinta 100, ma ne ho parlato con il responsabile, contatta Lugi Bortone tramite facebook, alla pagina StringLab, che ti applicherò lo sconto sulla Vitas.

  2. Emozionante rivedere un marchio storico come questo, che, al pari di Donnay, erano il fiore all’occhiello della produzione belga Agli inizi degli anni 80 avevo in borsa due mid-plus in grafite, affettuosamente ribattezzate il martello di Thor e di cui una oggi troneggia nella club house del circolo. Bella recensione, l’ho aspettata con una certa curiosità ti vien subito voglia di provarla, Tuttavia la Vitas con il suo disegno isometrico mi intriga maggiormente essendo un utilizzatore/ estimatore da tempo delle Yonex.

    • Ho testato anche due corde, anzi, avendone solo due matassine, diciamo assaggiate.
      La Black è una corda da controllo, non rigida, con un ritorno in posizione sicuramente non nervoso. Va spinta col braccio, ma si compensa bene con i telai potenti come Grinta e Vitas. la White è una corda molto più facile, che aiuta molto a spingere e spicca per comfort. La trovo adatta a chi vuole mettere ulteriore potenza nel telaio oppure vuole una tensione più alta.
      Tra le String Lab ci sono diverse soluzioni possibili, ma dipende sempre dalla necessità e dal gusto.

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