Snauwaert Grinta 100

Snauwaert, tra i marchi più antichi e prestigiosi del tennis, ritorna sul mercato con una trazione tutta italiana, ad opera di Roberto Gazzara, ingegnere con esperienza ventennale nella ideazione e realizzazione di racchette da tennis, soprattutto in ambito Prince. Da questa esperienza e dalla volontà di riportare in auge un marchio come Snauwaert, nascono due linee di racchette con identità e scelte tecniche notevoli, Grinta e Vitas, rispettivamente per controllo e potenza. La linea Vitas propone telai da 300 grammi a scendere, con piatti dai 100 ai 115 pollici, mentre Grinta offre misure di piatto-corde più contenute, dai 100 ai 98, con doppia configurazione di peso, 305 e 285 per Grinta 100, 315 e 290 per la Grinta 98,  oppure 310 e 290 per Grinta Tour 98. Tutti i telai sono facilmente identificabili per il benchmark cromatico adottato e, in questa recensione, andiamo verso l’arancio della Grinta 100.

Headsize 100 inch2
Peso 305 g
Schema corde 16×18
Bilanciamento 315 mm
Swingweight (incordata) 318 kgcmq
Rigidità 64 RA
Profilo 21-24-23 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della Grinta 100 presenta una finitura opaca, con colorazione retrò grigio scuro con una venatura bordeaux all’interno. Le serigrafie sono in arancio, il colore che, come detto, indentifica il telaio nell’intera gamma Snauwaert, sia all’interno del piatto, dove la metà bassa è riempita di colore, mentre il marchio e il nome del telaio, all’esterno degli steli, sono realizzati in maniera più sobria e con caratteri più sottili. La forma del telaio è l’interpretazione Snauwaert dell’ovale con le sezioni allargate ad ore 3 e 9 per garantire stabilità e aumentare lo spazio di battuta per incentivare lo spin, perché le corde verticali e orizzontali centrali sono più lunghe del normale, ma armoniosamente raccordate al resto del telaio, anche grazie alla sezione del fusto in tutta la parte alta, che presenta una sezione variabile sia nella visa frontale che laterale, secondo la tecnologia Bionic. Si tratta di una filosofia costruttiva che prende spunto dal corpo umano, più precisamente dalle ossa e che, dopo anni di studio dei materiali, osservando come le ossa siano di spessore e sezione differente, per reggere lo stress di torsione e flessione, allo stesso modo vede il fusto del telaio variare punto per punto, in funzione della stabilità torsionale e longitudinale necessaria. Il cuore del telaio è, invece, più tradizionale e classico, ma corto, con un ponte centrale che scende in maniera convessa accentuata e gli steli da 21 mm. Un telaio studiato punto per punto quindi, che, nonostante le scelte tecniche all’avanguardia, è filante e fluido, tra colori e scelte che rendono l’aspetto molto ricco e ben rifinito. Molto bello anche il bumper, aderente alla struttura e aerodinamico, mentre al manico, in una forma squadrata e piena, il Grip di serie è l’Air Bubble, disponibile anche in aftermaket, microforato e tacky, che sa offrire una presa molto comoda e solida, sfruttando anche una bombatura leggermente pronunciata verso il terminale del butt-cap. Il tappo non è removibile ed è realizzato in verde inglese metallizzato, con il marchio Snauwaert in giallo, molto retrò e gradevole. Un altro tocco classico è l’incisione “My Serve” e “Your Serve”, sempre sul tappo, per la scelta del battitore ad inizio match.

9 Commenti su Snauwaert Grinta 100

    • Certo, arriverà anche la Vitas 100. La programmazione dei test Snauwaert è in via di definizione. Probabilmente la prossima sarà la Grinta 98 Tour, poi le Vitas, a partire dalla 100.

  1. Si, anche io sarei interessato ad avere magari solo una tua prima impressione delle differenze tra la VITAS 100 e la GRINTA (ho ancora due racchette Snauwaetr in legno con la scritta Vitas…). Im particolare, come la vedi rispetto alla nuova Pure Aero?

    • Ciao Mauro e benvenuto nel Blog.
      Per il momento, non conosco la Vitas 100, ma, parlando con l’ingegnere che le ha ideate, ho potuto capire che la Vitas è destinata a dare più potenza facile, più facilità generale e minore impegno per spingere i colpi. In realtà, Anche la Grinta, durante il test, mi ha dato questo genere di impessioni, ma si posizione leggermente più su per controllo e tecnica, essendo un telaio da 305 grammi, più serio, leggermente più agonistico, ma con un approccio dinamico molto gestibile.
      Per quanto riguarda la Aero, è il riferimento della categoria per cattiveria sui colpi e spin, robusta, massiccia ed esigente in spinta, dà il meglio quando il braccio gira, altrimenti non rende. La Grinta, invece, aiuta proprio nelle fasi a basso regime, dove si presenta facile da spingere.

    • Il codice sconto è valido solo per Grinta 100, ma ne ho parlato con il responsabile, contatta Lugi Bortone tramite facebook, alla pagina StringLab, che ti applicherò lo sconto sulla Vitas.

  2. Emozionante rivedere un marchio storico come questo, che, al pari di Donnay, erano il fiore all’occhiello della produzione belga Agli inizi degli anni 80 avevo in borsa due mid-plus in grafite, affettuosamente ribattezzate il martello di Thor e di cui una oggi troneggia nella club house del circolo. Bella recensione, l’ho aspettata con una certa curiosità ti vien subito voglia di provarla, Tuttavia la Vitas con il suo disegno isometrico mi intriga maggiormente essendo un utilizzatore/ estimatore da tempo delle Yonex.

    • Ho testato anche due corde, anzi, avendone solo due matassine, diciamo assaggiate.
      La Black è una corda da controllo, non rigida, con un ritorno in posizione sicuramente non nervoso. Va spinta col braccio, ma si compensa bene con i telai potenti come Grinta e Vitas. la White è una corda molto più facile, che aiuta molto a spingere e spicca per comfort. La trovo adatta a chi vuole mettere ulteriore potenza nel telaio oppure vuole una tensione più alta.
      Tra le String Lab ci sono diverse soluzioni possibili, ma dipende sempre dalla necessità e dal gusto.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »