Pro Stock, Corde e tensioni- Video Editoriale

Dalle domande che mi ponete, nei commenti, ma soprattutto in privato, emerge che c’è necessità di qualche chiarimento e voglio farlo alla mia maniera, scrivendo e parlandovi direttamente attraverso un Video Editoriale.

Troppo spesso l’appassionato pensa alle Pro Stock come al telaio che farà fare il salto di qualità, quasi come se avesse delle proprietà magiche. La realtà è che i telai Pro Stock sono destinati, nella maggior parte dei casi, ai professionisti, che ne sanno sfruttare davvero la maggiore consistenza, senza subire la maggiore difficoltà di utilizzo che questi presentano. Parliamo di racchette che, a parte i primi 3 o 4 al mondo, non sono sviluppate in laboratori segreti e non hanno peculiarità o materiali stellari, per cui non capisco la corsa a comprare Pro-stock. Se, poi, consideriamo che sono le stesse racchette prodotte qualche anno fa dalle aziende, che oggi possiamo acquistare, con un po’ di fortuna anche nuove, come residuo di magazzino, per pochi euro, ma, allora, che senso ha? Non sono migliori, semplicemente i professionisti non se ne separano perchè, dopo anni di utilizzo, sono tarati perfettamente su quegli attrezzi e il cmabiamento non gli gioverebbe. O, almeno, non sempre. Oltretutto, Le Pro-stock sono racchette che si trovano solo usate e, a dirla tutta, maciullate di gioco e di incordature. Comprereste una macchina che ha fatto 300.000 km? Scommetto di no, ma allora perchè comprare una racchetta che è praticamente finita e di cui non conoscete i trascorsi? Se la volete appendere al muro o tirarci un colpo ogni tanto, mi trovate d’accordo, posso capirlo, ma non vedo come possa esserci un uso continuativo e quotidiano di questi attrezzi.

Il senso di una racchetta Pro-stock è quello di essere preparata per un giocatore in particolare. Vi sentireste pronti per utilizzare un telaio realizzato per Nadal o per Federer? Io no, non penso di avere la loro tecnica e nemmeno la loro forza. Esistono però dei telai Pro-Stock, personalizzati su specifiche del cliente, che riprendono il concetto fondamentale della personalizzazione del telaio, che ritengo sia una ottima pratica e le aziende fanno bene ad incentivare questo genere di soluzione, perchè, soprattutto per un tennista maturo tecnicamente, anzichè customizzare un telaio retail, può averne uno già pronto, con le specifiche deisderate. Ben vengano, quindi, progetti come Zus Custom o Mantis Custom, che mirano a trattare l’amatore con la stessa attenzione riservata un professionista, potendo scegliere tanti parametri fondamentali del telaio, come lunghezza, peso, bilanciamento, inerzia e polarizzazione. Se proprio volete una Pro-stock, quindi, fatevela sulle vostre specifiche e non andate a cercare catorci in giro nei mercatini, alla fine spenderete anche di meno! Datemi retta, altimenti io che ci sto a fare??

Il mio obiettivo, con TennisTaste, è proprio quello di portare alla vostra conoscenza cosa può offrire di buono il mercato delle racchette, e del tennis in generale. Non solo, la mia volontà è quella di aiutarvi nelle scelte che possono facilitare e migliorare la vostra vita tennistica, analizzando tutto ciò che potete trovare sulla rastrelliera del vostro negoziante di fiducia o del materiale che potete acquistare on-line, evitando che ciò accada a scatola chiusa. Ecco perchè, per mia natura, sono contrario alle Pro-stock provenienti dai Professionisti, perché il mercato offre qualità ed esistono racchette personalizzabili, come e meglio di una

L’altro tema che volevo trattare è relativo alle corde, tensione e tipologia. Perchè mi chiedete notizie quasi esclusivamente per i mono? Guardate che l’ibrido è la soluzione più efficace, perchè per sua natura ha le proprietà positive sia del monofilo che del multifilo e può essere creato a proprio piacimento, con corde più o meno consistenti e votate alle caratteristiche di gioco che ci contraddistinguono. Vero, l’ibrido tende a durare meno rispetto al full-bed in monofilo, ma la prestazione assicurata, tra feeling e giocabilità, è sempre più elevata e, comunqune, il mono diventa dannoso per il braccio quando si arriva alle fatidiche 10 ore di gioco. Non sarebbe meglio, forse, affidarsi ad una soluzione che aiuta e che preserva gioco e salute? E, allora, perchè usiamo solo monofilo? Riflettete e, mentre lo fate, vi lascio al Video-Editoriale sul tema.

4 Commenti su Pro Stock, Corde e tensioni- Video Editoriale

  1. Molto interessante ed utile! Ne approfitto per farti un paio di domande, a noi comuni mortali capita purtroppo di poter giocare a tennis una sola volta a settimana (anche se intensamente per un’ora e mezza o due) quindi la racchetta rimana incordata nel fodero fino alla settimana successiva, ipotizzando un ciclo di vita delle corde di circa 10 ore di gioco parliamo di quasi due mesi di vita effettiva… devo tagliarle prima? Inoltre dopo quante incordature il telaio perde le proprie caratteristiche di targa e va cambiato? Grazie

    • Beh, bisgona ascoltare e guardare le corde, perchè ogni armeggio risponde in maniera diversa e reagisce in maniera diversa al riposo “forzato”. Sinceramente, ti consiglio di cambiarle una volta al mese, per evitare di trovarti in campo con una corda esausta dinamicamente, che, però, si presenta ancora nuove esteriormente. Una precisazione è doverosa: il mulfitilo, a meno di umidità e secchezza che possono ingottirlo, può essere portato a rottura senza problemi.

  2. Grazie della risposta Fabio, stai facendo un ottimo lavoro! Sai quanti giocatori di circolo ho visto giocare con nonofilo tenuto su fino a rottura (anche un anno) e per di più giocando con palline usurate ormai senza pelo e molle 😉

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