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Mantis Pro 310 III

Da fondocampo offre solidità e controllo, con un discreto “pop” del piatto-corde all’impatto e una spinta gradevole, specie in fase di manovra. La palla esce solitamente veloce dal piatto corde e il telaio mostra una naturale capacità di anticipo, sul quale la potenza è piuttosto buona e c’è anche un margine per la gestione dello spin immediato. Tuttavia, Pro 310 III è un telaio che dal fondo va spinto a dovere e condotto senza esitazioni, essendo una agonistica pura, con un buon compromesso sul peso e sull’inerzia, che lasciano tanto spazio al braccio per muoversi in velocità e accelerare in maniera molto repentina. Non è faticosa, quindi, ma occorre mestiere per gestirla al meglio e farla rendere come deve. La gittata è lunga e abbastanza comoda per tenere la distanza gestendo lo scambio, mentre lo spin viene fuori senza troppo impegno, in maniera piuttosto naturale, sia per caricare un toppone, sia per la ricerca degli angoli stretti. Mantis Pro 310 lascia smistare la palla con molta naturalezza dal fondo, ma ha anche un’ottima capacità di chiusura, perché insistendo con la potenza del braccio, si gioca davvero forte in totale connessione con la palla e controllo dei colpi.

Il back è di quelli puri, tesi, comandati a piacere nell’intensità e nella direzione. Preferisce la decisone al tocco blando, ma non disdegna le giocate di fino, anche con un minimo di side-spin, che viene fuori solo se interpellato.

A rete è molto veloce da muovere e offre una sensazione di impatto molto comunicativa, anche sulle volée toccate. È efficace e basta poco per assestare colpi al volo decisivi, sia piatti che con taglio, perché non stanca e para anche bene anche d’istinto, con il suo piatto largo. Bene anche lo smash, preciso e solido, sul quale si gestisce facilmente l’intensità della spinta.

Al servizio si presenta completa e duttile, ma, come tutti i telai da tennista vero, va spinta bene per ottenere colpi efficaci. Anche qui, per fortuna, si lascia accelerare con facilità e non stanca, ma bisogna mantenere un ritmo medio-alto per avere il meglio dal telaio. Il colpo piatto è preciso e sensibile, si piazza con naturalezza ed è molto soddisfacente per resa. Lo stesso si può dire dello slice, che però preferisce l’intensità di forza e taglio, con le quali rende in maniera efficace e offre prestazione alta, con una traiettoria laterale curva che si allontana dal punto di rimbalzo. Bene anche il Kick, perché il telaio accetta di buon grado lo strappo con la rotazione, molto più delle versioni precedenti.

18 Commenti su Mantis Pro 310 III

  1. CIao, mi intriga molto questa Mantis. Se volessi fare un raffronto con la VoCore PRo 97 da 310 grammi, quale trovi più tosta e difficile?
    Quale si adatta meglio a un terza alto?.. 3.5 (intendo) 🙂

    • Sono racchette che condividono praticamente lo stesso livello tecnico, con anche una flessione simile. Tuttavia, se Yonex supporto meglio potenza e spin, con una sensazione della testa più carica, Mantis offre qualcosa di più in maneggevolezza e predisposizione sui colpi piatti, con una sensazione di impatto più ammortizzata per Yonex e più diretta e secca per Mantis. Come livello di gioco, la richiesta tecnica è abbastanza elevata, ma non sono ostiche da muovere, anzi. Da sottolineare che entrambe fanno molto bene e che l’impostazione tra piatto e spin è una impronta, ma sono telai che fanno tutto bene, se c’è il braccione dietro.

    • Mantis Pro 310 III ha uno sweetspot grande per la categoria di racchette e, anche se si parla di un telaio agonistico vero, la tolleranza è molto buona e non induce a sacrifici eccessivi. In recupero, invece, oltre allo sweetspot che aiuta, ha maneggevolezza e solidità, quindi, anche se bisogna dare sempre qualcosa con il braccio, si riesce a muovere veloce nello spazio stretto e a mandare veloce la testa della racchetta per ribattere in emergenza.

    • La Pro Staff CV è più morbida, più attenuata all’impatto, che sicuramente è più sensibile nella mantis, data la purezza di concezione dell’attrezzo. Tuttavia, a fronte di una maggiore tolleranza della Pro 310, la 97 CV sfondera una minore faticosità per dare spinta e spin, grazie al pattern aperto. Mantis fa leggermente meglio sul colpo piatto, mentre in termini di potenza generale si equivalgono.

    • Considerando che sono telai della stessa identica fascia, con anche una rigidità molto simile, sono racchette che esprimono diversità nel feeling e nella tipologia di tennis che desiderano. La Pro Staff prende decisamente meglio le rotazioni ed è più semplice da gestire sulle variazioni, mentre la Mantis offre una sensazione di impatto più solida, ma vuole una ricerca migliore dei colpi, più pulita e necessita di una maggiore spinta del braccio. Come corde, sostanzialmente sono telai che si possono caratterizzare a piacimento a seconda della tipologia di gioco. Eviterei tutti i mono eccessivamente agonistici, perché non sono racchette che spingono da sole e un aiuto in tal senso è sempre ben accetto. Tra i mono, quindi, la tipologia ideale per facilitare le due racchette è quella della Magic String Projetc, ma anche Armour Soft per lo spin, oppure Volkl V-star. Come calibri, sulla mantis starei su 1.20 e su Wilson fino a 1.5 per il pattern più largo. Tuttavia, l’ibrido rende meglio, specie sulla Wilson, perché un mono più solido lascia sentire meglio l’impatto. Quindi, innanzitutto ibrido o multi, mentre il mono solo se capace di spinta e snapback.

  2. Buona sera Fabio, potresti farmi un paragone fra questa mantis e la 315. Quale pensi possa essere più adatta ad un gioco classico, piatto e qualche toppone eseguito da fouri campo per recupero posizione, rovesco mono mano , diversi back e diverse discese a rete, servizio soprattutto in kick.
    Grazie.
    Ciao

    • La differenza che passa tra la Pro 310 e la 315 PS è esattamente la stessa tra un fioretto e una mazza ferrata. Al di là delle metafore, la Pro offre il meglio nel gioco fluido, sensibile, da controllo, controbalzo e botte piatte e poco coperte, mentre la 315 è un telaio che fa sfondamento puro in linea frontale, con una buona propensione a caricare la palla di Spin per pesantezza, più che per topponi. Va detto, poi, che la Pro è molto maneggevole e si può compensare con il braccio in spinta, mentre la 315 va sostenuta sempre ed ha ben altro livello di faticosità e di forza necessaria, pur tirando molto più forte e anche da più lontano. Il gioco che descrivi lo puoi fare con entrambe, ma le dovute differenze di stile sopra descritte.

  3. In base alla tua esperienza in campo di racchette, seconda veramente a pochi se non pochissimi, ci sono altri telai che mi consiglieresti di testate in base al tipo di gioco che ti ho descritto????

  4. …. Scusa dimenticavo di indicarti il livello di gioco… Io non faccio tornei e quindi non ho classifica ma mi alleno regolarmente con amici da 4.2 a 3.5 ….. Mi dicono che ho tecnica e braccio ma mi manca la tenuta fisica

    • Considera che “prestazione” vuol dire tante cose e un telaio generalista tende ad offire una prestazione a tutto tondo. Quanto ai telai da controllo, il profilo sottile è già un buon indicatore, poi va scelto, con buona autocritica, il livello di inerzia, il bilanciamento e il pattern. Senza esagerare, come telai ca controllo, intorno ai 300 grammi, hai Pro Kennex Q+Tour, MXG1, Donnay X-penta Silver e via dicendo.

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