Mantis Pro 310 III

Mantis Pro, la linea di punta del marchio inglese, arriva alla sua terza edizione  e continua ad essere senza dubbio la più apprezzata dall’utenza. Insieme a Mantis Pro 295 III, arriva anche Mantis Pro 310 III, la racchetta più pesante della linea, che si pone al vertice del marchio per richiesta tecnica e prestazioni in campo.

Headsize 98 inch2
Peso 310 g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 315 mm
Swingweight (incordata) 317 kgcmq
Rigidità 66 RA
Profilo 20 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della Pro 310 III è stata rivista per affrontare il mercato, non solo con contenuti tecnici e qualità, ma anche dal punto di vista emozionale. Resta invariato il nero satinato di base, che, come nella versione da 295 grammi, presenta un telaio, che, è di fatto identico alla versione precedente, nello stampo e nella spaziatura delle corde, leggermente più aperta verso le corde centrali rispetto alla capostipite del 2013. Anche i colori restano invariati, ma la veste grafica è tutta nuova, con l’argento che crea due binari sul bordo del telaio, mettendo in evidenza il flat beam del piatto corde e il semi-boxed degli steli. In realtà, quella che sembra una semplice linea argentata, è un insieme di minuscole serigrafie “Mantis” tono su tono, che cambiano intensità, partendo più nette dal manico e sfumando verso la testa telaio, dove resta il disegno asimmetrico, sempre in argento, a richiamare la versione precedente. Immancabili, sono un benchmark, le serigrafie in bianco, opposte in obliquo, all’interno del piatto-corde, che rendono il telaio riconoscibile al primo sguardo. Ben fatti i grommets, che sono annegati nel canale centrale delle corde, mentre il bumper è a filo con la testa del telaio. Al manico, sui pallets, dalla forma identica ai TK 87 di Head, e su un tappo più svasato nei lati, c’è un Pro Grip di color cuoio, un grip che riprende la sensazione di solidità del cuoio, ma offrendo una maggiore comodità di presa e di dampening, meno tacky rispetto al Tour Grip, ma molto adatto all’utilizzo con overgrip. Il tappo del manico presenta uno sportellino removibile, con una finitura ad ologramma, sul quale campeggia la grande “M”. L’aspetto generale lascia pochi dubbi sulla qualità di realizzazione della racchetta. Abbinamenti di colore, verniciature, assemblaggio, tutto fatto davvero bene.

18 Commenti su Mantis Pro 310 III

  1. CIao, mi intriga molto questa Mantis. Se volessi fare un raffronto con la VoCore PRo 97 da 310 grammi, quale trovi più tosta e difficile?
    Quale si adatta meglio a un terza alto?.. 3.5 (intendo) 🙂

    • Sono racchette che condividono praticamente lo stesso livello tecnico, con anche una flessione simile. Tuttavia, se Yonex supporto meglio potenza e spin, con una sensazione della testa più carica, Mantis offre qualcosa di più in maneggevolezza e predisposizione sui colpi piatti, con una sensazione di impatto più ammortizzata per Yonex e più diretta e secca per Mantis. Come livello di gioco, la richiesta tecnica è abbastanza elevata, ma non sono ostiche da muovere, anzi. Da sottolineare che entrambe fanno molto bene e che l’impostazione tra piatto e spin è una impronta, ma sono telai che fanno tutto bene, se c’è il braccione dietro.

    • Mantis Pro 310 III ha uno sweetspot grande per la categoria di racchette e, anche se si parla di un telaio agonistico vero, la tolleranza è molto buona e non induce a sacrifici eccessivi. In recupero, invece, oltre allo sweetspot che aiuta, ha maneggevolezza e solidità, quindi, anche se bisogna dare sempre qualcosa con il braccio, si riesce a muovere veloce nello spazio stretto e a mandare veloce la testa della racchetta per ribattere in emergenza.

    • La Pro Staff CV è più morbida, più attenuata all’impatto, che sicuramente è più sensibile nella mantis, data la purezza di concezione dell’attrezzo. Tuttavia, a fronte di una maggiore tolleranza della Pro 310, la 97 CV sfondera una minore faticosità per dare spinta e spin, grazie al pattern aperto. Mantis fa leggermente meglio sul colpo piatto, mentre in termini di potenza generale si equivalgono.

    • Considerando che sono telai della stessa identica fascia, con anche una rigidità molto simile, sono racchette che esprimono diversità nel feeling e nella tipologia di tennis che desiderano. La Pro Staff prende decisamente meglio le rotazioni ed è più semplice da gestire sulle variazioni, mentre la Mantis offre una sensazione di impatto più solida, ma vuole una ricerca migliore dei colpi, più pulita e necessita di una maggiore spinta del braccio. Come corde, sostanzialmente sono telai che si possono caratterizzare a piacimento a seconda della tipologia di gioco. Eviterei tutti i mono eccessivamente agonistici, perché non sono racchette che spingono da sole e un aiuto in tal senso è sempre ben accetto. Tra i mono, quindi, la tipologia ideale per facilitare le due racchette è quella della Magic String Projetc, ma anche Armour Soft per lo spin, oppure Volkl V-star. Come calibri, sulla mantis starei su 1.20 e su Wilson fino a 1.5 per il pattern più largo. Tuttavia, l’ibrido rende meglio, specie sulla Wilson, perché un mono più solido lascia sentire meglio l’impatto. Quindi, innanzitutto ibrido o multi, mentre il mono solo se capace di spinta e snapback.

  2. Buona sera Fabio, potresti farmi un paragone fra questa mantis e la 315. Quale pensi possa essere più adatta ad un gioco classico, piatto e qualche toppone eseguito da fouri campo per recupero posizione, rovesco mono mano , diversi back e diverse discese a rete, servizio soprattutto in kick.
    Grazie.
    Ciao

    • La differenza che passa tra la Pro 310 e la 315 PS è esattamente la stessa tra un fioretto e una mazza ferrata. Al di là delle metafore, la Pro offre il meglio nel gioco fluido, sensibile, da controllo, controbalzo e botte piatte e poco coperte, mentre la 315 è un telaio che fa sfondamento puro in linea frontale, con una buona propensione a caricare la palla di Spin per pesantezza, più che per topponi. Va detto, poi, che la Pro è molto maneggevole e si può compensare con il braccio in spinta, mentre la 315 va sostenuta sempre ed ha ben altro livello di faticosità e di forza necessaria, pur tirando molto più forte e anche da più lontano. Il gioco che descrivi lo puoi fare con entrambe, ma le dovute differenze di stile sopra descritte.

  3. In base alla tua esperienza in campo di racchette, seconda veramente a pochi se non pochissimi, ci sono altri telai che mi consiglieresti di testate in base al tipo di gioco che ti ho descritto????

  4. …. Scusa dimenticavo di indicarti il livello di gioco… Io non faccio tornei e quindi non ho classifica ma mi alleno regolarmente con amici da 4.2 a 3.5 ….. Mi dicono che ho tecnica e braccio ma mi manca la tenuta fisica

    • Considera che “prestazione” vuol dire tante cose e un telaio generalista tende ad offire una prestazione a tutto tondo. Quanto ai telai da controllo, il profilo sottile è già un buon indicatore, poi va scelto, con buona autocritica, il livello di inerzia, il bilanciamento e il pattern. Senza esagerare, come telai ca controllo, intorno ai 300 grammi, hai Pro Kennex Q+Tour, MXG1, Donnay X-penta Silver e via dicendo.

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