Mantis 315 – Test Anteprima Mondiale

Quando Mantis Italia mi fornì la 300 (Qui la recensione), l’azienda mi disse che era allo studio una versione più agonistica dello stesso telaio. Ora quel telaio è realtà, si chiama semplicemente Mantis 315 e si presenta in tutta la sua esuberanza. Sono orgoglioso di essere il primo in assoluto a mettere le mani su questa racchetta, proprio mentre fa il suo ingresso sul mercato.

Headsize 100 inch2
Peso 315 g
Schema corde 16X19
Bilanciamento 310 mm
Swingweight (incordata) 323 kgcmq
Rigidità rilevata 68.5 RA
Twistweight 20 kgcmq
Recoilweight 158 kgcmq
Spinweight 342.5 kgcmq
Profilo 22-25-23 mm
Lunghezza 68.6cm

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L’estetica della Mantis 315 ripropone quella della sorella minore 300 grammi, con il nero opaco del piatto corde, accompagnato da un grigio metallizzato molto profondo e intenso, in luogo del rosso metallizzato del modello più leggero. Il grigio adoperato è un colore sobrio, molto simile al grigio titanio, che aggiunge anche un tocco chic al telaio e gli dona un’aria più seria. La vernice è di ottima fattura, sia nella zona opaca che in quella metallizzata, che ha una finitura lucida a protezione. Le serigrafie sono quelle tipiche di Mantis, con il marchio, in bianco, ai lati del piatto e quella trama minuscola, su testa e cuore, con le centinaia di scritte Mantis che creano un effetto carbonio a prima vista. Il telaio è snello, come nella 300, e ben raccordato tra cuore e manico, con gli steli più sottili del piatto corde, dalla forma a goccia, con il pattern piuttosto regolare nella spaziatura. Il manico ha  forma leggermente rettangolare, che facilita la presa, grazie anche al tappo pronunciato sul bordo. Il grip, poi, è il Mantis Tour, che equipaggia quasi tutte le racchette del marchio. Leggermente morbido, ma sensibile, è anche un ottimo prodotto aftermarket. Una nota sui materiali utilizzati è necessaria, perchè anche questa Mantis è realizzata in Grafite alto modulo 100%, senza additivi o altri materiali.

24 Commenti su Mantis 315 – Test Anteprima Mondiale

  1. Buongiorno Fabio,
    Complimenti per la bellissima recensione.
    Mi piacciono le racchette profilate, abbastanza pesanti, stabili e con bilanciamento al manico.
    Gioco con la Pure Aero tour scelta dopo aver letto la tua recensione.
    Potresti comparare la Mantis 315 con quest’ultima.
    Grazie mille

    • Ciao Carlo, la differenza sostanziale tra la Mantis 315 e la Pure Aero Tour è il controllo sui colpi piatti, nel quale vince assolutamente la Mantis. L’altra differenza sta nella resa dello spin. Entrambi i telaio prendono molto bene la rotazione, ma l’nagolo di uscita è diverso, più frontale per la 315, mentre più alto nella Aero Tour. Come manovrabilità siamo sullo stesso livello, ma, per stabilità, la Mantis ha un twisweight migliore e flette di più.

      • Fabio aveva scritto che era già in vendita dall’ 11 Luglio scorso (lunedì), ma purtroppo pare che al momento non sia esattamente così…questa è la risposta da me ricevuta il 2 Agosto da Mantis Sport Italia: “Buonasera sig Pazzaglia, il punto vendita dell’Emilia Romagna al momento è solo quello della Decathlon Modena ma che al momento non ha la Mantis 315 PS perchè arrivata solo in pochi esemplari. In Calabria invece non ne abbiamo.
        Prima che la Mantis 315 PS sia commercializzata con continuità ci vorrà ancora un po’ di tempo.
        Mantis Sport Italia”.
        Temo che ci toccherà attendere almeno fino ad Ottobre…

        • Ne sono arrivate pochissime, ma già è in vendita. Penso che Mantis Sport Italia intenda la commercializzazione di massa, in tutti i negozi ufficiali Mantis. Settimana scorsa mi sono informato per un utente che voleva una coppia e ne erano disponibili 4.

    • sono racchette molto differenti, visto che ma Mantis 315 è un portento di spinta e spin, mentre la 310 è una classica a tutti gli effetti, che restituisce feeling e controllo su ogni colpo, ma lascia molta spinta al braccio, come anche per le rotazioni. Non sono telai paragonabili, ci sono troppe differenze di impostazione e l’unica cosa che le accomuna è la composizione di grafite al 100%, che, oggi come oggi, è un plus per il feeling e la qualità generale.

  2. Grazie per la bella recensione…
    È’ possibile fare un paragone con Blade 16×19?
    Quali differenze?
    La consiglieresti per un 3.5 che gioca da fondo in spinta e vuole chiudere a rete entrando in campo?
    Grazie

    • Ciao Vincenzo, la consiglio soprattutto per chi gioca in spinta dal fondo, cercando la chiusura con un piede in campo o da lontano, perchè la spinta è davvero efficace. A rete se la cava bene ed è molto solida, ma il prototipo di racchetta per un gioco che tende ad avanzare è differente e molto più vicino alla sorella Pro 310. La sensibilità non manca, sia chiaro, ma la Pro 310 ne ha di più e crea un altro ambiente di gioco.

    • Ciao Massimiliano, il telaio va molto bene in ibrido classico, soprattutto con le Diadem Solstice Power e Impulse, preferibilmente con una tensione sotto i 22 per il mono e un kg in più per il multi. Diciamo 21/22. Devo dire che l’impatto pieno, e per nulla rigido, consente tranquillamente anche un full mono e, in questo caso, direi che le black edge dyreex fanno molto bene il loro lavoro. IN realtà anche i mono Mantis lavorano bene sul telaio, ad esempio la Tour Poly, montata a 21 kg, offre un gran controllo e sempre buon livello di spin e spinta.

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