Le racchette che sceglierei per il 2017

Cari amici,

come anticipato un po’ di tempo fa, sono anche io alla ricerca dei telai da adottare per il 2017. Vengo da una bellissima esperienza con Mantis Pro 310, un telaio che mi ha dato molte soddisfazioni, in quasi due anni, e che spesso vi ho consigliato. Ora è tempo di cambiare e, come sapete, essendo io un appassionato, quanto e più di voi, subisco il fascino di tante racchette, ma l’esperienza e, soprattutto, la possibilità di provare quasi tutto ciò che il mercato offre, mi aiutano nella scelta e ho potuto ridurre a 5 opzioni.

Molto spesso mi chiedete cosa utilizzi e ciò mi ha dato l’idea per realizzare questo editoriale, con il quale vi rendo partecipi del perché scelga un telaio o un altro, in funzione di ciò che mi serve che il telaio faccia. Mi piace anche l’idea di trasparenza sui materiali che preferisco, perché, così, noterete che non si discostano da ciò che vi consiglio tutti i giorni, nei commenti e nelle recensioni. Come potrete notare, non ho una predilezione per un tipo di telaio o un altro e le opzioni variano da un antipodo ad un altro, a testimoniare quanto due racchette, totalmente diverse nelimpostazione, possano garantire un risultato ugualmente appagante in campo.

Cosa cerco nella mia racchetta? Feeling, prima di tutto, deve essere immediata, dallo spin facile e che dia un buon affondo delle corde, che sappia sia caricare i colpi, che toccare bene. Quindi anche stabile e precisa. Non cerco potenza esorbitante, ma giusta, di quella che si governa con la forza del braccio e che esca in maniera progessiva. Assolutamente mi serve controllo, ma non desidero una 18×20, voglio una 16×19 con reticolo reattivo e vivace, che assicuri rotazioni e uscita di palla, consentendomi bel back in manovra, side-spin e chop, che spesso utilizzo. Allo stesso tempo, voglio un telaio maneggevole, che lasci accelerare bene dopo due ore di battaglia e che non mi molli sul più bello, perciò sono escluse tutte le 320 e superiori, nel caso, poi, procederi io con il custom, visto che, quasiasi telai dovessi segliere, verrà arricchito con un cuoio naturale e, quindi, appesantito di almeno 10 grammi.

A tutto ciò, va aggiunto che, oltre a qualche torneo, la racchetta mi dovrà consentire molti test sulle corde, quindi, un comportamento equilibrato è d’obbligo.

Ho già allertato le aziende produttrici sulla mia volontà di accasarmi con i telai che vi sto per mostrare, attendo risposta e spero che vi siano più possibilità per scegliere in totale serenità. Sono tutti telai che mi soddisfano, che sento miei e che mi fanno sentire agile con il mio tennis.

Procediamo..

25 Commenti su Le racchette che sceglierei per il 2017

    • Ciao Vincenzo, purtroppo no. Sto testando molte corde di Stringlab, ma la Fluozone non l’ho ancora testata. Sulla Duel G 310, però, ti consiglio le Aauzz, credo che si sposino proprio bene con la tipologia di racchetta e ne valorizzino lo spin. Per un gioco più piatto, invece, la Alu Tour sono un buon riferimento.

        • Nel senso che vorresti ibridare Aauzz e Alu Tour? Se così fosse, direi di no, le Aauzz vanno benissimo in full, idem anche le Alu Tour. Se proprio vuoi ibridare mono/mono, fai Alu SPin, o Alu rough, con Alu liscia. Difficilmente consiglio un ibrido tra due mono e l’unico caso in cui lo faccio è se la stessa corda è proposta in versione sagomata o ritorta e liscia, proprio come le Alu.

  1. ciao Fabio, innanzitutto complimenti per il sito e per il lavoro che fai. Volevo un consiglio: sono una ragazza di 25 anni, ho ripreso a giocare dopo anni di stop (6 anni), ai tempi ero un’agonista classifica 3.5. Adesso gioco solo qualche partitella da un’ora e mezza 2 volte a settimana. Sto utilizzando la vecchia racchetta che usavo prima, una wilson ncode nTour piatto da 95 con schema 16×20 da 288gr (una racchetta abbastanza difficile), ma non mi trovo più bene con questa racchetta e vorrei cambiare. Vorrei una racchetta più facile da gestire, (con questa attuale stecco spesso di dritto e non riesco a spingere bene), in modo da avere un buon feeling, maneggevole ma che mi dia comunque la possibilità di spingere la palla, piatto corde 98 o 100 e peso dai 280 gr ai 290 gr (ma proverei anche una 300gr se è ben bilanciata). Ho un “gioco maschile”, per lo più gioco da fondo campo con dritto in top spin, rovescio a una mano piatto e preferisco chiudere sempre lo scambio. Non cerco l’ultimo modello, va bene anche qualcuna dello scorso anno così risparmio anche qualche soldo, non ho mai giocato con le profilate ma questo non toglie il fatto che potrei provare. Cosa mi consigli? Ormai sono fuori dal giro e non conosco le racchette recenti sul mercato. Grazie

    • ah mi sono dimenticata a dire che il rovescio a una mano oltre a farlo piatto spesso vado in back, inoltre ultimamente sto accusando dolore al gomito e anche al polso, adesso non so se è dovuto alla racchetta, o a qualche movimento che sto facendo male o perchè non sono più allenata

      • Tranquilla, tutti i telai che ti ho consigliato hanno particolare attenzione per il gomito. I fattori possono essere tanti, dalle corde, al peso eccessivo sulla testa della racchetta, alle corde sbagliate o troppo vecchie, ma anche una combinazione di tutte queste cose.

    • Ciao e benvenuta nel Blog, grazie per i complimenti, cerco di fare e dare del mio meglio 😉
      Quanto alla tua problematica, capisco che vuoi più giocabilità, senza perdere una corposità dal fondo e sulle chiusure, sia da lontano che a rete. Tra i telai più attuali, ti consiglio di pensare alla Balde 98L 16×19, che spinge forte, non è impegnativa e offre tanto controllo, ma anche un bel livello di spin. Pesa 285 grammi e si presta a fare tante tipologie di gioco. Insieme alla blade, di pari peso, ti consiglio la Yonex VCore Sv 98 285 grammi, che, esattamente come la Blade, è tra le migliori in termini di controllo e feeling. Di queste due racchette non ho prodotto recensione, ma puoi leggere quelle delle “sorelle”305 grammi, eliminando la parte relativa alla fatica e all’impegno fisico. Tra le 300 grammi, invece, ti consiglio tre telai nello specifico: Tecnifibre t-fight 300 dcs3, Mantis Pro 295 e Donnay Formula 100 Pentacore, che è l’unica profilata del lotto, ma è anche la più costosa. Di queste trovi le recensioni complete e, come leggerai, al di là del peso più alto, l’impegno fisico non è assolutamente proibitivo e, anzi, c’è una grossa apertura verso tecnica e atletica di vario livello. Sono a tua disposizione per altri chiarimenti, cerca di capire quale possa piacerti di più tra i telai citati 😉

      • grazie Fabio per i consigli, tu che hai avuto la possibilità di provarle tra la wilson Blade 98L 16×19 e la Yonex VCore Sv 98 285 grammi cosa cambia? perchè leggendo le schede tecniche sembrano uguali a parte lo schema corde

        • Cambia il tipo di approccio al tennis, dove la Blade è più frontale, lineare, con spin naturale, ottimo per il controllo, mentre la SV 98 offre una maggiore semplicità di spinta e più spin curvo, con una palla più pesante e meno “pulita”, gira di più e rimbalza di più. Come feeling, la blade è po’ più morbida, mentre la yonex è più diretta, ma entrambe sono sensibili.

          • Fabio un’ultima cosa e non ti disturbo più 🙂
            Guardando un pò su internet ho visto questa Head Graphene XT Instinct sia la versione MP da 300gr che quella più leggera S da 270gr. La 300 gr mi preoccupa un pò il peso della S la rigidità 71. Ho visto queste perchè essendo un modello del 2015 risparmierei qualcosa. Tu cosa ne pensi? a livello di feeling e giocabilità ne vale la pena o lascio stare?

          • Tranquilla, non mi disturbi, il blog serve a dare risposte 😉
            Purtroppo Head è una delle pochissime aziende che non mi invia materiali da testare e, diversamente dalle Presitge e Radical che erano molto richieste e ho provveduto per dovere di completezza, la Instinct non mi stata mai richiesta da nessuno e pertanto non ho provveduto a rencensire. Parlando dei “freddi dati”, dei fare attenzione ai pesi ultraleggeri, perchèil bilanciamento è molto avanzato e spesso si nasconde una inerzia più alta rispetto ai modello da 300 grammi. Inoltre, qui parliamo anche di un telaio particolarmente rigido nella versione S. Mettiamola così, se nessuno ha insistito per avere un parere su questa racchetta, lascerei stare 😉
            Ai telai che già ti ho citato precedentemente, aggiungo anche le Tecnifibre T-fight 295 MP, sulle quali puoi risparmiare davvero tanto ed avere un telaio validissimo. Verifica tra i link Amazon che ho inserito nella recensione della T-fight 300, ricordo che c’era un’offerta sulla MP.

  2. Ciao Fabio, complimenti innanzitutto per il super lavoro che fai! Avrei bisogno di un consiglio: ho ripreso a giocare dopo anni l’anno scorso, gioco qualche partitella tra nc o ex 4.4, prevalentemente da fondocampo, sto cercando di usare più spin ma gioco al momento è ancora piuttosto classico. Uso da 8 mesi head radical classic youtek (quella arancione di decathlon 295 gr) ma ho pravato varie altre racchette che mi hanno dato sensazioni migliori e di cui ho letto bene nei forum: instinct xt mp, ultra 100, ultra 97, speed xt mp che tra l’altro adesso si trovano a prezzo scontato. Quale consigli per avere maggiore incisività, potenza anche nel servizio e controllo.. Ho visto parli molto bene della ultra 100 e ultra 97.

    • Ciao Paolo, grazie molte per i complimenti e benvenuto nel Blog.
      Tutti i telai che citi hanno ottime caratteristiche, ma, dato il livello e l’occasionalità con la quale pratichi il tennis, penso che la scelta più appropriata sia quella di andare su Instict MP e Ultra 100, che sta per essere sostituita e puoi trovare in saldo, con un occhio alla MXG3 di Head, che ti consiglio di provare se avrai modo. Escluderei Speed e Ultra 97 per la maggiore richiesta di tecnica e forza per rendere al meglio. Sia la Instinct che la ULtra 100 hanno un comportamento molto rotondo e capace di offrire un buon supporto a 360 gradi, anche con un aiuto in tolleranza e potenza.

  3. Scusa, approffitterei per chiederti un altro consiglio sulle corde.. per Ultra 100 (in arrivo) ho visto consigli Revolve? E per la Radical classic youtek cosa potrei usare? E con che tensioni? Magari se possibile corde che durino abbastanza visto che non le cambio proprio ogni mese.. 🙂 grazie tante!

    • Purtroppo le corde, anche quando non si utilizzano, vanno sostituite con regolarità, anche se durature e resistenti alle sollecitazioni. Purtroppo non ho mai testato la Radical Classic, essendo un prodotto esclusivo decathlon, e non ho riferimenti in merito. Per ciò che riguarda la Ultra 100, invece, bene la revolve, per un uso vario tra spin e piatto con discreta potenza, ma prova anche un bel multi, perché il telaio lo tollera molto bene e si semplifica ancora di più. Inoltre, il multi, se di qualità buona, puoi anche portarlo a rottura, salvo secchezza e perdita di tensione.

  4. Ciao Fabio scusa se disturbo ancora per un’ultima domanda. Ho visto che tra i multi per Ultra 100 sia tu che altri consigliate Xr1, Xplode o X-one e NXT di Wilson, oppure Head Velocity. Quale di queste avrebbe anche una buona durata? Ho visto alcune recensioni che dicono ad esempio che la Xr1 si é rotta dopo 3 ore.. :-(. Oppure altre corde tipo Duramix come andrebbero con la Ultra? (prima di investire in una matassa magari meglio comunque provarle..) Grazie ancora, buon weekend

    • Ciao Paolo, come durata, tra quelle consigliate su, NXT e e X One sono le più efficaci, soprattutto perché restano più oleate nel tempo e riducono la frizione. In ogni caso, aggiungo anche la HDX tour di Tecnifibre, che ha un filamento interno più rigido e migliora anche le prestazioni di durata rispetto ai multi classici.

    • Ciao Luigi, non sempre è il caso di appesantire la testa o il piatto corde, dopo aver messo un cuoio. La ragione sta nel fatto che il bilanciamento arretra, quando monti un cuoio, ma l’inerzia può solo aumentare e, aggiungendo peso alla testa del telaio, in modo da controbilanciare realmente il peso al manico, significa aggiungere circa 12-15 punti di inerzia. O hai molto margine di gestione del telaio oppure è un’operazione che cambia radicalmente la racchetta.

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