Il Roland Garros dice no a Maria Sharapova

Poco prima di entrare in campo contro la Lucic-Baroni, nel secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia, Maria Sharapova ha dovuto incassare un pensantissimo “NO” alla sua partecipazione allo Slam parigino. Non solo non le è stata concessa la Wild Card per il tabellone principale, ma neanche per le Qualificazioni, alle quali la russa non ha diritto per classifica.

Un colpo durissimo, che mina anche la partecipazione di Masha ai Championships, poiché i tornei che separano Parigi da Wimbledon non le consentirebbero di recupare un ranking adeguato. Non solo, perché c’è da stabilire l’entità dell’infortunio che l’ha costreta al ritiro nel terzo set contro la Baroni e valutare i tempi di rientro nel circuito. Di fatto, è stato il mrtedì nero di Maria Sharapova.

Il Roland Garros ha dato una prova sicuramente di carattere, prendendo una decisione forte, che ha già fatto il giro del globo, tra applausi e polemiche, dividendo tifosi e appassionati, ma la motivaizone di tale atteggiamento non è affatto banale e l’organizzazione del torneo si è espressa in maniera molto diretta tramite Bernard Giudicelli, presidente della FFT, motivando: “Le wild card sono per chi rientra da un infortunio, non per chi rientra da una squalifica per doping. Il mio divere è proteggere il gioco e, in particolare, il gioco senza dubbi sulla regolarità dei risultati”.

Giusta, sbagliata o dura che sia la decisione della FFT, l’augurio è che Maria Sharapova legittimi il suo ritorno al tennis con i risultati, mettendo fine alle polemiche e alle scelte arbitrarie delle singole federazioni.

 

 

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