Head Graphene Touch Radical Pro

 

In campo la Radical Pro mostra un grosso lavoro di impostazione della racchetta, votato maggiormente alla rotondità di funzionamento, perdendo qualcosa in inerzia, circa 8 punti rispetto alle versioni precedenti, e concedendo una maggiore propensione al gioco vario, piuttosto che alla sola spinta. La Radical, con l’aggiunta del Graphene Touch, diventa anche più morbida all’impatto, meno dura e più accogliente, più incline a lasciare margine sui colpi, specialmente a medio regime, dove il miglioramento è davvero sensibile e la duttilità sale notevolmente. Il feeling è buono, sicuramente l’impatto non è di quelli morbidi, ma è diretto, con una sensazione soddisfacente della palla che entra nelle corde, che creano un pattern 16×19 sicuramente non aperto, ma che riesce a lavorare bene i colpi e a dare una buona connessione con la palla. Il telaio flette in maniera contenuta, merito di un flexpoint medio-basso, che crea anche una reattività del fusto alle sollecitazioni capace di rispondere molto velocemente. La Radical Pro, infatti, tira forte, molto forte, ed è anche tremendamente precisa, soprattutto sui colpi piatti o poco coperti, sui quali libera tutta la potenza di cui è capace, con un livello di rotazioni soddisfacente. Tuttavia, non ama gli strappi e preferisce nettamente un movimento completo, anche se non di forza, per sfruttare la sua verve e la sua esuberanza nella spinta frontale. Le rotazioni sono molto connesse all’azione del braccio, ma non si tratta di un telaio che vuole accogliere anche l’arrotino, fa decisamente meglio spingendo in avanti e con rotazioni a controllo dei colpi o ricerca degli angoli, per la creazione di gioco di smistamento. La palla gira bene, ma si sfrutta molto più per la pesantezza dei colpi che non per un heavy top-spin. Ottimo, come detto, il controllo, una racchetta che concede un rigore direzionale di alto livello, accompagnato da un feeling diretto e decisamente più confortevole rispetto al passato, con la palla che è accolta in maniera solida dal piatto e con una uscita repentina. Non vibra, è stabilissima, ma si muove bene e concede una velocità di esecuzione alta, cosa che lascia spazio al braccio per inventare gioco. Come per la sorella MP, anche la Pro è un telaio da comandare, da usare con sale tennistico nella zucca, pronta a fare gioco, ma solo se il braccio è disposto a dare le giuste direttive e a non tirarsi indietro nel bel mezzo dei colpi. D’altronde, sulla racchetta c’è stampato “Pro” e non è un caso.

23 Commenti su Head Graphene Touch Radical Pro

    • Il concetto alla base è simile, due racchette che condividono l’idea del telaio simil-classico, ma con un porfilo più abbondante, per dare potenza e più facilità, ma la Pro ha inerzia nettamente più alta e un pattern più chiuso, quindi è più potente e solida ed anche più esigente. La ultra 97 è invece più agile, più capace di spin facile, anche leggermente più morbida nel feeling, ma sicuramente meno efficace in spinta rispetto alla Radical. Entrambe hanno un plus importante, la Wilson nella gestione dinamica molt equilibrata, la Head nella solidità di impatto.

  1. Ciao , non ho trovato sul tuo blog una recensione della head speed touch mp . Volevo sapere le tue personali impressioni su questa racchetta e a che tipo di giocatore la consigli . Grazie in anticipo

    • Ciao Filippo, non ho mai prodotto la recensione della Speed MP Graphene Touch, perché non l’ho mai provata veramente a fondo.Il segreto delle mie recensioni sta proprio nell’utilizzo prolungato di un telaio. Detto ciò, l’idea che ho avuto della Speed Mp è che s tratta di un telaio tendente al secco nell’impatto, con tanto controllo sul colpo piatto e faticoso per il gioco in spin, che è sufficiente, ma non strabiliante. Molto veloce da muovere, non impegna troppo, ma rende soprattutto nel gioco di anticipo, senza grosse aperture e con braccio veloce all’impatto. Per le sue caratteristiche, è un telaio che non ha grandissima personalità, ma riesce a fare un gioco di quantità e sostanza.

    • Hexa Pro 1.20, per incentivae potenza e spin, oppure la Keen 1.18, per potenza e sensibilità. Il telaio già controlla di suo, non occorre andare su corde che siano eccessivamente predisposte alla solidità di impatto e i calibri più sottili fanno lavorare meglio il pattern.

  2. Ciao Fabio e complimenti come al solito volevo chiederti un bel confronto a tre radical touch pro/Ezone 98/ blade 98 (16×19) per un giocatore di pressione da fondo sporadiche sortite a rete prevalentemente gioco con spin a copertura rovescio in top una mano attualmente gioco con Tecnifibre T-fight 315 con black code 4s a 21 ma o la sensazione che manchi un po’ pesantezza di palla la sento poco definitiva .
    Ciao e grazie

    • Ciao Filippo, le tre racchette di cui chiedi un confronto, sono tutte ottime e producono palla pensante, ma in modo diverso. La Radical offre uno spin marcato a basso-medio regime, poi stende e tende a tirare molto più teso, quando pesti. La Blade tende a stendere molto il colpo e a fare sfondamento più frontale, accettando lo spin da direzione e controllo. La Ezone è indubbiamente quella che conserva più spin quando si alza il ritmo e si gioca di pressione. In un certo senso è anche la più facile delle tre, vuoi per il combinato di bilanciamento/peso/inerzia, vuoi per la struttura ibrida, con il piatto profilato. Non è un caso che sia il telaio con più alto punteggio qui sul blog, proprio per la sua completezza. Richiede tecnica e fisico, ma ripaga con una prestazione alta tra controllo, potenza e spin.

  3. Stesso peso e bilanciamento, rigidità e forse inerzia, stessa propensione e precisione sui colpi piatti, spin moderato, e rendono al meglio con gioco classico e fluidità di movimento. In cosa la Radical Pro si differenzia dalla Q5 Pro, ed anche livello di gestione peso inerzia???
    Con la Q5 Pro mi trovo benissimo, soprattutto in spinta frontale che utilizzo molto, ma preferirei a volte variare con traiettorie più arquate, si può fare, ma forzando un pò la sua natura.
    Inoltre dato che della Ezone 98 ne parli benissimo, potrebbe essere tra le 3 quella più versatile e se si, a cosa si rinuncia rispetto alle altre due?
    Grazie

    • Anche se i dati sono simili, le due racchette differiscono per struttura e, questo, inevitabilmente si ripercuote sul comportamento generale, e in primis sulla flessione del telaio. Se la Q+5 Pro è un telaio che flette abbastanza e anche relativamente in basso, la Radical è molto più reattiva, cosa che la fa essere più viva sullo spin e nella potenza massima. Inutile dire che la Radical non è affatto una spin-machine, piuttosto offre delle maggiori variazioni in termini di gestione dello spin.
      Rispetto a queste due, Ezone 98 ha uno spin di livello superiore, con una maneggevolezza indubbiamente più alta, ma va spinta di più avendo meno massa generale.

    • La Kennex è più maneggevole, indubbiamente, mentre la Radical è più polarizzata, ma non estrema come le prime versioni Graphene, quindi gestibile già da un ottimo quarta categoria. Hanno una differente gestione dinamica, ugualmente impegnativa, ma, mentre la radical è da spingere, è più furiosa agli alti regimi, mentre la Kennex offre una potenza gratuita migliore a medio regime, dove offre il miglior supporto.

  4. Ti chiedo questo perché ad esempio la mia q5 pro che arriva a 330gr incordata, la trovo molto maneggevole, immagino perché non sia troppo polarizzata, mentre la Sv98 che ho avuto lo era, e credo sia stato l’unico motivo per cui non l’ho tenuta. Quindi della Rad PRO mi interessa proprio questo aspetto, ovviamente una prova sul campo sarà d’obbligo.

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