Head Graphene Touch Radical Pro

Il Graphene Touch approda anche sulle racchette della serie Radical, apportando ulteriori migliorie ai telai più venduti di Head. Se per Graphene Touch Radical MP, l’aggiornamento ha visto un notevole aumento di prestazioni e di solidità, per Graphene Touch Radical Pro, l’idea alla base è la maggiore giocabilità, senza abbandonare la cattiveria sui colpi che ha contraddistinto le precedenti versioni, ma con un occhio alla sensibilità e alla connessione con la palla, ecco perché “Touch”. Vediamo come si comporta il telaio sponsorizzato da Andy Murray.

Headsize 98 inch2
Peso 310 g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 31.5 mm
Swingweight (incordata) 325 kgcmq
Rigidità 66RA
Profilo 20-23-21 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della Radical Graphene Touch Pro, identica a quella della versione MP e al resto della linea Radical, è stata profondamente rinnovata, lasciando il colore arancio a dominare il telaio, come da tradizione della racchetta. Le forme, lo stampo, sono sostanzialmente invariate, poiché tutte le novità tecniche sono all’interno. Si conferma, quindi, la struttura a sezione variabile da 20 millimetri del manico ai 23 del cuore, fino ai 21 della testa. Una soluzione che, anche se ben nascosta da un profilo flat, davvero sottile nella sezione frontale, fa capire quanta ricerca di potenza facile sia stata elaborata per la Radical. Head abbandona il grigio satinato, che aveva reso la Radical più borghese nell’aspetto e aveva un po’ spento la sua verve estetica, mentre ora propone un blu/viola metallizzato, molto brillante, che ben si raccorda all’arancione carico, e satinato, del resto del telaio. Le finiture sono davvero ben fatte e i rilievi del passaggio tra satinato e metallizzato pressoché assenti, con un motivo estetico che richiama le maglie di grafite a impreziosire lo stacco. Le serigrafie sono in bianco, cosa che offre più luce ai colori della racchetta, esattamente come per i passacorde e il bumperguard, realizzati in materiale trasparente, elemento che era piaciuto molto nella serie precedente e quindi è stato, fortunatamente, riconfermato. Al manico, su una forma classica, tendente al rettangolare, troviamo un Grip Hydrosorb Pro, giusto nello spessore, che realizzare una misura piena. Il tappo, poi, è pronunciato e crea uno scalino adeguato per poggiare bene sull’ipotenar. Davvero bella la Radical MP, affatto banale e con tanta personalità che la distingue da tutti gli altri telai sul mercato. Per praticità, un grip nero sarebbe stato meglio, ma il bianco è innegabilmente meglio raccordato al resto del telaio. Il tutto fa pensare ad un telaio rifinito con cura.

18 Commenti su Head Graphene Touch Radical Pro

    • Il concetto alla base è simile, due racchette che condividono l’idea del telaio simil-classico, ma con un porfilo più abbondante, per dare potenza e più facilità, ma la Pro ha inerzia nettamente più alta e un pattern più chiuso, quindi è più potente e solida ed anche più esigente. La ultra 97 è invece più agile, più capace di spin facile, anche leggermente più morbida nel feeling, ma sicuramente meno efficace in spinta rispetto alla Radical. Entrambe hanno un plus importante, la Wilson nella gestione dinamica molt equilibrata, la Head nella solidità di impatto.

  1. Ciao , non ho trovato sul tuo blog una recensione della head speed touch mp . Volevo sapere le tue personali impressioni su questa racchetta e a che tipo di giocatore la consigli . Grazie in anticipo

    • Ciao Filippo, non ho mai prodotto la recensione della Speed MP Graphene Touch, perché non l’ho mai provata veramente a fondo.Il segreto delle mie recensioni sta proprio nell’utilizzo prolungato di un telaio. Detto ciò, l’idea che ho avuto della Speed Mp è che s tratta di un telaio tendente al secco nell’impatto, con tanto controllo sul colpo piatto e faticoso per il gioco in spin, che è sufficiente, ma non strabiliante. Molto veloce da muovere, non impegna troppo, ma rende soprattutto nel gioco di anticipo, senza grosse aperture e con braccio veloce all’impatto. Per le sue caratteristiche, è un telaio che non ha grandissima personalità, ma riesce a fare un gioco di quantità e sostanza.

    • Hexa Pro 1.20, per incentivae potenza e spin, oppure la Keen 1.18, per potenza e sensibilità. Il telaio già controlla di suo, non occorre andare su corde che siano eccessivamente predisposte alla solidità di impatto e i calibri più sottili fanno lavorare meglio il pattern.

  2. Ciao Fabio e complimenti come al solito volevo chiederti un bel confronto a tre radical touch pro/Ezone 98/ blade 98 (16×19) per un giocatore di pressione da fondo sporadiche sortite a rete prevalentemente gioco con spin a copertura rovescio in top una mano attualmente gioco con Tecnifibre T-fight 315 con black code 4s a 21 ma o la sensazione che manchi un po’ pesantezza di palla la sento poco definitiva .
    Ciao e grazie

    • Ciao Filippo, le tre racchette di cui chiedi un confronto, sono tutte ottime e producono palla pensante, ma in modo diverso. La Radical offre uno spin marcato a basso-medio regime, poi stende e tende a tirare molto più teso, quando pesti. La Blade tende a stendere molto il colpo e a fare sfondamento più frontale, accettando lo spin da direzione e controllo. La Ezone è indubbiamente quella che conserva più spin quando si alza il ritmo e si gioca di pressione. In un certo senso è anche la più facile delle tre, vuoi per il combinato di bilanciamento/peso/inerzia, vuoi per la struttura ibrida, con il piatto profilato. Non è un caso che sia il telaio con più alto punteggio qui sul blog, proprio per la sua completezza. Richiede tecnica e fisico, ma ripaga con una prestazione alta tra controllo, potenza e spin.

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