Head Graphene Touch Prestige Pro

 

Da fondocampo, offre potenza molto buona, per stare lunghi sulle traiettorie e per fa correre via la palla piuttosto velocemente, sia sui colpi piatti, dove si apprezza l’uscita repentina dei colpi dal piatto, sia sulle variazioni di spin, dove la Prestige Pro offre il vero plus rispetto al passato, con una migliore connessione con la palla e gestione delle rotazioni in maniera più naturale. Si varia e si spinge, si copre bene il colpo e la rete si passa sempre in maniera agevole, anche con poca copertura di spin. Dal fondo è piuttosto appagante e consente il cambio di ritmo senza dover richiamare troppo il braccio, perché la testa del telaio è piena e fa sentire la sua sostanza quando viene chiamata in causa, ma non è eccessiva e mantiene un comportamento educato e composto, che lascia margine per sbracciare, ma c’è anche massa adeguata per appoggiarsi ai colpi avversari nelle fasi di anticipo e di controllo dello scambio. Libera il braccio ai regimi medio-alti, dove fa sfoggio di stabilità e controllo su tutti i colpi, più o meno carichi di spin, ma anche a basso regime c’è buona sostanza per colpire in souplasse e il telaio risponde con un controllo sempre molto buono, lasciando apprezzare la sua natura di racchetta classica.

Il back è ottimo. Si controlla fino all’ultimo istante e il pattern morde bene la palla, specie quando si forza il colpo. Si modula bene l’intensità e si possono ricercare variazioni sul tema, anche con un side-spin a richiesta. Nonostante il back sia ottimo in generale, i colpi con spin più marcato danno maggiore soddisfazione e offrono più connessione. Quindi, meglio sfruttare il morso delle corde alla pallina e osare.

A rete lavora meglio con lo spin a controllo sui colpi, perché migliora la sensazione di impatto, che sui colpi meno forzati appare più secca. Tuttavia, mettendo tecnica e fisico sulle volée, il colpo piatto ha la sua efficacia e profondità, con una certa propensione a schiacciarsi, mentre il taglio sotto consente una migliore gestione della volée. Sullo smash, invece, anche a braccio sciolto, è precisissima e potente, facile da gestire in aria.

Al servizio si presenta massiccia nella resa, ma non nella gestione. La sua manovrabilità da fa sì che si possa spingere tanto e osare in potenza, sia sul colpo piatto, davvero potente e preciso, sia sullo slice, dove la palla acquista un giro laterale molto marcato e una traiettoria bassa, anche se giocato non in maniera forzata. Reagisce in modo molto naturale al servizio e amplifica i colpi quel tanto che basta per renderli molto efficaci, come nel caso del kick, che salta su e prende angoli lontani e scappa via veloce dopo il rimbalzo.

35 Commenti su Head Graphene Touch Prestige Pro

  1. Ciao Fabio! Complimenti sempre…differenze rispetto alla Prestige Graphene Pro (vers precedente alla Graphene XT)?
    Rispetto a Blade e SV98 come si pone?
    Corda consigliata?
    Grazie mille 🔝🎾

    • Prestige Pro ha le proporzioni di una classica, con il bilanciamento a 31.5, quindi lontana dalla dinamica “arrabbiata” della Blade e più simile alla SV, rispetto alla quale ha un feeling più morbido e flessibile, con una gestione dello spin molto simile. La Sv è anche più tollerante, uoi per i 3 pollici in più, vuoi per l’isometrico, ma il risultato in campo è molto simile, feeling a parte. Rispetto alle versioni precedenti, Prestige Pro ha perso un po’ di inerzia, per guadagnare giocabilità e ciò consente una gestione più naturale dell’atrezzo, che ora si fa guidare meglio, in maniera più agile e si fa condurre al limite in modo meno faticoso. Praticamente scorre meglio in aria e richiede un po’ meno fisico, tutto a vantaggio della elocità di esecuzione e dello spin, che è nettamente più vivo.

    • Dipende dal livello e dal tipo di colpi. La Tour va meglio per chi anticipa e spinge più frontalmente, mentre la Pro agisce con palla più pesante. Però, bisogna considerare anche che la Pro è più impegnativa ed è un altro livello di racchetta. Di fatto, la Tour è la versione maggiorata e leggera della MP, mentre la Pro resta un telaio di punta.

  2. Grazie! Rispetto alla radical pro che differenze?
    La precedente versione di Prestige Pro (Graphene pre XT) era considerata vicina in alcune caratteristiche alla radical. Quale delle due consiglieresti per un attaccante da fondo con buona tecnica , rovescio una mano, gioco top non estremo?

    • Rispetto alla Radical Pro c’è un altro livello di feeling e di controllo, ma anche una migliore gestione dello spin, che è il vero plus della Prestige Pro nella sua ultima versione. La Radical Pro XT spinge molto forte, soprattutto in linea retta, ma se tenti di coprire il colpo diventapiù faticosa, mentre la Prestige swinga più fluida e concede di più sui colpi coperti. La Radical, poi, è davvero più reattiva, quindi premia di più il colpo con meno spin.

  3. Ciao Fabio volevo chiederti quale corda e a quale tensione rende meglio questa racchetta,per avere un equilibrio generale tra Potenza controllo ,la blast come ce la vedi?grazie

    • La blast non ci sta male, ma ferma il pattern e rende soprattutto in controllo. Visto cheil telaio risce a dare un buono spin già di suo, andrei a montare corde lisce, con un calibro contenuto. Le Hawh touch 1.20 sono piuttosto indicate e assecondano giocabilità e potenza, altrimenti un ibrido tra Lynx edge e velocity MLT può essere una soluzione di semplcicità di gioco e di tolleranza maggiore. Uscendo dalle corde Head, String Project Keen 1.18 riesce adare potenza e tocco, con uno snapback che dona un pizzico di tempo in più per colpire. Come tensione, anche con i calibri sottili, bisogna stare bassi e i 21 kg sono un limite con i ono 1.25, mentre con i calibri inferiori si può arrivare fino a 22, ma lasciando il kg in meno, obbligatorio, sulle orizzontali.

    • La Hawk Touch si presta davvero bene su tutte le prestige, sia in 1.20 che 1.25, a seconda della semplicità di cui si ha necessità. Come tensione, starei basso, tra i 20 e i 21 al massimo, con il kg di differenza sulle orizzontali. Anche la 4G funziona bene, ma che sia almeno la versione soft, cominciando da una tensione di 21/20.

    • Sostanziamente bene, ma è più spugnosa all’impatto, quindi preferibile una corda più diretta. La adopererei per una questione di spin e potenza restituita, ma non per cotrollo e sensazione.

    • Hawk Touch, sia 1.20 che 1.25, a prima anche per avere più spinta facile e un attacco di spin immediato, la seconda per pestare più fote e priviligiare il controllo e la sensazione di impatto.

  4. Ciao Fabio, anche io provengo da una “Head Prestige XT Pro 2017” (come vincenzomu80), gioco principalmente da fondo piatto o poco spin, prediligo servizio e diritto. Mi ci trovo bene, ma dopo dopo 1 ora di gioco sento la pesantezza ed il braccio stanco (ho sul manico anche il Noene per le vibrazioni causa vecchia epicondilite). Questa ultima uscita leggo che è 5 gr più leggera oltre ad avere un materiale antivibrazione nel manico. Potrebbe aiutarmi a sentirla più leggera ed avere la stessa potenza? Si sente la differenza tra piatto 98 (vecchia prestige pro) e piatto 95 (questa nuova)? Se si, la Radical Pro piatto 98 è molto diversa per manegevolezza ed potenza? Grazie ancora dei tuoi consigli!

    • In sostanza, la Prestige Pro Graphene Touch è abbastanza più facile e meno dura rispetto ai modelli precedenti, quindi si, c’è una maggiore facilità generale e una maggiore attenzione all’aspetto del comfort e della sensibilità. L’aspetto che maggiormente è cambiato è la maneggevolezza, con un equilbrio più ricercato tra prestazione e giocabilità, lasciando più spazio al braccio, come da tradizione Prestige. Per quanto riguarda la Radical Pro, anche questa ha subito un intervento di riduzione della massa, cosa che ha ammorbidito l’impatto e aumentato la giocabilità di un telaio che fa tutto bene, ma con una predilezione per i colpi piatti e poco coperti. Se hai paura di incaccpare nuovamente in un telaio troppo esigente come la Prestige Pro, allora la Radical Pro è un passaggio abbastanza naturale, senza perdita di prestazione.

  5. Ciao Fabio, da alcune settimane sto provando svariate racchette, tra queste anche la prestige pro (ho provato la versione precedente – xt). Devo dire che si è trattato dell’unica racchetta con cui veramente mi sono trovato bene e che ho apprezzato maggiormente nel complesso. Per altro, essendo un modello ormai fuori produzione, si trova ad ottimi prezzi una coppia nuova, la cosa è ancora più invitante. (Ho provato Pro Kennex q5 pro e ki5 300, Head prestige tour nuova, radical mp, radical pro pro staff 95, pro staff rf, e nessuna di queste mi ha soddisfatto particolarmente: anche se nel giudizio negativo, potrebbe aver influito l’incordatura o la tensione delle corde)

    Ho un livello di gioco attualmente 4.2 Fit, ma con ambizioni a giocare in 3° categoria in un futuro non troppo lontano. Ho un gioco semipiatto, tendente all’anticipo (se sto bene di gambe) con ottima tecnica imparata fin da bambino, attacchi a rete o S&V e una velocità di palla generalmente abbastanza alta, soffro le palle alte sul dritto.
    Come detto la racchetta mi soddisfa moltissimo: servizio potentissimo, Kick molto carico, molto stabile, sensibile e precisa a rete. Mi spaventa una sola cosa: l’inerzia di quasi 330 punti. Atleticamente sono molto rapido e con buona resistenza aerobica, punto debole: poca massa muscolare e non una forza da maciste.

    Ultima nota: gioco con multifilo morbido a tensioni medio-basse (23 kg generalmente)

    Me la consiglieresti?

    • Ciao Tonino, benvenuto nel Blog.
      La Prestige Pro è una grande racchetta, che offre prestazioni davvero alte e che consente precisione e potenza solo se è ben supportata da fisico e tecnica.
      Da ciò che dici, è proprio la questione fisica che ti spaventa e fai bene, perché gestire alla lunga 330 e più punti di inerzia può essere molto stancante, per quanto redditizio sulla spinta e sulla stabilità dell’attrezzo. Non è un caso che Head, nel nuovo modello, abbia ridotto leggermente questo dato, proprio per dare un maggiore agio nel gestire quotidianamente il telaio. Tuttavia, resta sempre un telaio tecnico, anche nel nuovo modello.
      Quello che mi sento di consigliarti, a questo punto, non essendo una questione tecnica, è di provarla come unico telaio per almeno una decina di giorni, vedendo come si comporta in simulazione di partita e negli allenamenti più lunghi. C’è una regola non scritta sulla scelta della racchetta, che dice “la racchetta si valuta dopo le due ore in campo”. Io ti consiglio di fare proprio questo e cioé non di lmitarti all’impressione a braccio e gambe fresche, ma di vedere fin quando riesci a gestirla bene.

  6. Grazie per la risposta molto precisa e puntuale.
    Proverò a testarla meglio, anche se sto pensando di orientarmi sulla nuova versione, per conciliare l’ottima impressione che mi ha fatto questo telaio, con una sensazione di maggior leggerezza data.

    Ti chiederei anche cosa ne pensi dell’utilizzare un monofilamento morbido e tendente allo sfilacciamento su questo telaio. Sulla mia vecchia racchetta (anch’essa 16×19) se lo mangiava in pochissime ore e sono stato costretto ad utilizzare un ibrido con monofilamento sulle verticali per non esaurire una matassa in poche settimane potendo comunque sfruttare un po’ di comfort del multifilo sulle orizzontali.

    • In realtà il pattern del telaio non è apertissimo e un multi, anche morbido, è ben accetto. Tuttavia, più che una corda morbidissima, andrei su un multi più sostenuto, per tenere la tensione bassa ed avere più spin naturale, oltre che una sensazione di impatto più piena.

  7. La matassa che ho acquistato alcuni mesi fa è una Signum Pro Micronite cal. 1,25 (probabilmente avrei dovuto prendere 1,30 per una durata maggiore), la conosci? Nel caso, pensi che renda bene su questo telaio?

    Secondo il mio maestro e incordatore, tende a perdere 1,5/2 kg di tensione, quindi incordando in full a 24 si dovrebbe poi stabilizzare sui 22. In ibrido incordavo 21 mono/23 multi

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