Head Graphene 360 Speed Pro

In campo, Speed Pro mostra la sua dinamica particolarmente efficace, un mix di sensazioni e prestazione che sa soddisfare l’utente agonista, che cerca una racchetta che abbia elementi classici, ma con connotati di spinta da telaio moderno, senza voler andare su un telaio profilato e mantenere un controllo elevato. Molto solida, anzi granitica all’impatto, Speed Pro sfrutta il Graphene 360 per creare reattività e rigidità del piatto su una struttura medio-morbida, che porta in dote un buon feeling con la palla. Il cambiamento rispetto alle già apprezzate versioni precedenti è sensibile e va a migliorare gli aspetti della stabilità, eccellente, e della potenza, davvero piena e corposa, aggiungendo anche una sensazione generale di comfort ed anche con una discreta sensibilità, perché il telaio lascia sentire l’impatto in modo concreto e godibile. La nuova configurazione, però, alza la richiesta fisica del telaio, che ora fa segnare 327 punti di inerzia in media, sicuramente non alla portata di tutti, che lasciano intendere la capacità belligerante della Speed Pro quando si parla di potenza e di pesantezza dei colpi, soprattutto in linea frontale, perché la Speed Pro ama soprattutto le vie dirette, senza troppo giro. Infatti, anche se il pattern è stato modificato e, ad una prima occhiata, è davvero difficile capire che si tratti di un 18×20, l’attitudine è quella da racchetta classica, con una buona capacità di resa sulle rotazioni a copertura, per smistamento di palla e direzionalità, ma non vuole spin eccessivo, sul quale diventa faticosa e comunque tende a raddrizzare la traiettoria. Il pattern grippa anche bene, ma per creare un top esasperato occorre far girare tanto il braccio e forzare la natura di un telaio che, per vie frontali, fa davvero molto bene per potenza e rigore direzionale. Quanto suo comportamento, la differenzia molto dalla sorella Mp, che si comporta in maniera opposta, creando una migliore possibilità di scelta nella linea Speed. Il telaio, per quanto massiccio, si muove bene, è ben educato, grazie anche al bilanciamento e alla presenza di buona massa nel manico a contrastare la testa, che non scappa via, ma l’insieme è consistente e occorre muoverla in maniera comporta, anche perché, quando si parla di fluidità, Speed Pro viene fuori a testa alta, anzi altissima, con una potenza a basso regime che lascia fare gioco da tutte le zone del campo, concentrandosi solo sulla mira e sulla tattica, mentre il piattone da 100 tollera e concede anche qualche distrazione sulla pulizia di impatto, rispondendo potente e omogeneo nella restituzione di energia.

6 Commenti su Head Graphene 360 Speed Pro

    • Come potenza, la Prestige sta leggermente sotto, ma riesca a fare maggiormente palla complessa. Dal punto di vista della maneggevolezza, la Prestige, in versione Graphene Touch, si muove meglio, ingombra meno. Per ritmo, la Speed offre di più, ti ci appoggi meglio, vuoi per il piattone, vuoi per la maggiore uscita facile. Per ciò che riguarda l’uno-due, entrambe sono valide, solide e cattive in spinta, dipende tutto dallo stile, più piatto la Speed, più carico la Prestige.

        • Un livello di spinta molto simile, come anche le proporzioni suggeriscono, ma con una maggiore propensione dell Radical verso lo spin, senza esagerazioni, e la Speed che svetta per tolleranza, maggiore spinta facile in basso e controllo sui colpi piatti.

          • In questo periodo gioco poco e non faccio tornei, per cui vorrei affiancare alla profilata una racchetta di maggiore feeling per divertirmi. il gioco è di costruzione del punto, poche rotazioni e palla non pesante, fin troppo pulita, livello teorico a cavallo tra quarta e terza categoria. Cosa vedi meglio tra Prestige Pro e Speed Pro?

          • Sono due telai abbastanza fuori portata per un quarta e al limite per un terza, quindi, essendo una scelta di cuore e non di testa, e cercando il feeling, Prestige Pro.

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