Head Graphene 360 Speed Pro

Graphene 360 è la nuova tecnologia adoperata da Head sulle proprie racchette, per creare, a parità di peso, un incremento sensibile di stabilità, potenza e reattività, attraverso il posizionamento strategico del Graphene, derivato leggerissimo della grafite, ai lati del piatto corde, sulla testa e a metà degli steli. Dopo aver apprezzato il gran lavoro prodotto da Head, per l’aggiornamento delle Speed Mp, con la nuova tecnologia Graphene 360, è il momento di salire di livello e guardare al top della linea Speed. È il turno, infatti, della Speed Graphene 360 Pro, il telaio associato all’immagine di Novak Djokovic e di Alexander Zverev.

Headsize 100 inch2
Peso 310 g
Schema corde 18×20
Bilanciamento 315 mm
Swingweight (incordata) 327 kgcmq
Rigidità 64 RA
Profilo 23 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della Speed Graphene 360 Pro è comune a tutta la linea Speed, già vista sulla variante MP. Il colore primario è il nero, declinato in diverse tipologie, da satinato del cuore, al laccato della parte bassa del piatto, mentre la testa della racchetta è tutta un gioco di colori con la finitura trasparente e la grafite a vista, con le venature e le diverse gradazioni di grigio e nero. Gli steli sono, invece, colorati per metà di bianco, in maniera asimmetrica, con un disegno obliquo a creare ulteriore movimento. Le serigrafie sono minime e su uno stelo campeggia “Speed Pro” a caratteri crescenti, mentre sull’altro vi è un richiama alla tradizione con un marchio Head piccolissimo, in nero, a contrasto col bordo bianco. Il profilo, come per Speed MP, sale a 23 mm costanti, mentre la sezione è esagonale, con un lato lungo esterno da 23 mm e gli altri più corti a formare una sezione profilo flat spigoloso. Il piatto corde è da 100 pollici, dalla forma allungata, ma Speed è il telaio con maggiore ampiezza laterale tra tutte le Head agonistiche, stemperato da un pattern 18×20 più aperto che in passato e più regolare sulla spaziatura, secondo la nuova concezione dell’azienda austriaca di allontanare le corde orizzontali e lasciare maggiore snapback. Belli anche i nuovi passacorde, più robusti, ma anche più scorrevoli, mentre è confermata al manico la forma data dai pallets TK87S, più contenuta rispetto Radical e Prestige, oltre che meno tendente al rettangolo, sui quali è adagiato un grip Hydrosorb Pro, in bianco. Anche sulla Speed Pro troviamo il nuovo sportellino ovale per accedere agli steli, che sono cavi, con tanto spazio nell’hairpin, ricavato per alloggiare anche il Tennis Sensor di Head. Nel complesso è molo bella da vedere, con un aspetto lussuoso e ben rifinito.

30 Commenti su Head Graphene 360 Speed Pro

    • Come potenza, la Prestige sta leggermente sotto, ma riesca a fare maggiormente palla complessa. Dal punto di vista della maneggevolezza, la Prestige, in versione Graphene Touch, si muove meglio, ingombra meno. Per ritmo, la Speed offre di più, ti ci appoggi meglio, vuoi per il piattone, vuoi per la maggiore uscita facile. Per ciò che riguarda l’uno-due, entrambe sono valide, solide e cattive in spinta, dipende tutto dallo stile, più piatto la Speed, più carico la Prestige.

        • Un livello di spinta molto simile, come anche le proporzioni suggeriscono, ma con una maggiore propensione dell Radical verso lo spin, senza esagerazioni, e la Speed che svetta per tolleranza, maggiore spinta facile in basso e controllo sui colpi piatti.

          • In questo periodo gioco poco e non faccio tornei, per cui vorrei affiancare alla profilata una racchetta di maggiore feeling per divertirmi. il gioco è di costruzione del punto, poche rotazioni e palla non pesante, fin troppo pulita, livello teorico a cavallo tra quarta e terza categoria. Cosa vedi meglio tra Prestige Pro e Speed Pro?

          • Sono due telai abbastanza fuori portata per un quarta e al limite per un terza, quindi, essendo una scelta di cuore e non di testa, e cercando il feeling, Prestige Pro.

  1. Ciao Fabio, mi faresti un paragone con la speed pro graphene touch, in particolare quale tra le due è più semplice, se considero l’inerzia, sempre grazie ai tuoi insegnamenti, credo sia la touch. Ma vorrei un tuo parere. Anche perché la touch ha il profilo a 22mm che immagino incida in tal senso. Grazie sempre della pazienza

    • In buona sostanza, la Graphene Touch è più vuota e quindi con minore inerzia e maggiore maneggevolezza. Si swinga più facilmente, ma la versione 360 ha un’altra spinta e un’altra solidità, con una più accentuta potenza gratuita e una migliore propensione per il gioco coperto. Non sono telai troppo dissimili, anzi, ma la 360 rappresenta una evoluzione tutta in positivo, tranne che per la semplicità generale. un piccolo prezzo da pagare per avere una prestazione sicuramente più elevata in ogni ambito.

  2. Grazie mille Fabio, un ultima cosa, essendo consapevole che sono telai completamente diversi, se tu venissi da APD, e dovessi scegliere tra la touch e la 360, cosa sceglueresti

  3. Ciao Fabio trovo i tuoi consigli e le tue recensioni molto interessanti. Ho quasi 50 anni e praticavo tennis agonistico da ragazzo. Nel tempo ho ripreso la racchetta in mano saltuariamente ma vorrei ricominciare aggiornando il mio equipaggiamento. Pratico un gioco da fondo campo con rovescio in top spin e dritto più piatto cercando di costruire il punto con cambi di ritmo e chiudere con accelerazioni di dritto. La racchetta con cui gioco attualmente è una Wilson n Blade di una decina di anni fa (quella nera, bianca e oro). Mi trovo
    ancora bene ma cosa mi consigli volendo aggiornarmi? Questa Head può fare al caso mio?

    • Ciao Andre, benvenuto nel Blog.
      Se è difficile scegliere la prima racchetta, lo è molto di più scegliere quella per un ritorno al tennis. Per due motivi principali: il primo è legato allo stato di forma, e bisgona vedere quanto ti stai allenando in campo e quanto conti di giocare rispetto al passato; il secondo aspetto è legato alla tipologia di telaio che vuoi adoperare, soprattutto in base al gioco che fai e al livello che riesci ad esprimere in campo.
      Resto in attesa di maggiori ragguagli, così da poter valutare meglio un consiglio.

  4. Già, è molto difficile valutare la racchetta giusta per il rientro. Mi è già capitato una decina di anni fa, all’epoca avevo ripreso con due alllenamenti alla settimana e una moderata attività agonistica. Avevo scelto una Babolat aero pro, quella di Nadal per intenderci. Mi sono esaltato con le rotazioni e a spingere da fondo campo, dopo un annetto ha cominciato a farmi male il gomito e ho cercato una racchetta più morbida. Il mio accordatore mi aveva consigliato una Wilson n tour two (quella della Henin) ma la palla scappava e non riuscivo a chiudere il punto. Ho scelto quindi una Wilson Blade, che mi dava sensazioni migliori della Babolat e non mi obbligava a picchiare sempre. Adesso ancora più invecchiato porto i colpi in maniera più lineare, sono tornato ad una impugnatura più classica e vorrei una racchetta che mi faccia sentire la palla in maniera piena. Per adesso gioco poco, ma l’idea è di fare un po’ di fondo e tornare a fare qualche torneo questa estate.

    • Beh, su questa scia ci starebbero alcune soluzioni come Pure Aero VS, Prestige S Graphene Touch e Vcore 98. Queste ti permettono di giocare in maniera concreta e lineare, con anche buone rotazioni, sfruttando strutture classiche, ma con impostazione di peso moderna, più veloce da muovere e caricare con i colpi.

      • Grazie mille per la risposta Fabio. Avevo letto le tue recensioni della Prestige S e della Vcore 98, ma le avevo scartate perché più leggere di quelle a cui sono abituato. Cercherò di provarle. Ma mi consigli una racchetta più leggera momentaneamente, in attesa di avere un braccio più allenato, o secondo te alla mia età devo rinunciare ad una racchetta più performante come la Speed Pro?
        Il mio accordatore di fiducia mi ha consigliato di tenermi la ncode blade con una accordatura più “morbida” e prendere una nuova blade quando sarò più allenato. Cosa ne dici?

        • Iniziare con un telaio pesante e massiccio, oltre che tecnico, per poi prendere nuovamente un telaio massiccio e tecnico, per quanto evoluto, non credo abbia molto senso, soprattutto perché la Blade è già una mira alta per un agonista, figurati per un appassionato. Hai l’opportunità di scegliere un telaio che ti dia feeling e ti possa aiutare davvero in campo, fossi in te la sfrutterei e mi prenderei tutto il buono che un telaio un po’ più facile può dare.

  5. Aggiungo che gioco il rovescio ad una mano. È il mio colpo debole, tendo a colpirlo in difesa, col peso all’indietro, e per compensare esaspero la rotazione col rischio di perdere l’impatto con la palla. Se sono in equilibrio mi esce un bel colpo fluido e pesante. Il dritto è sempre stato un colpo molto più sicuro e naturale, che vario spesso sia nella rotazione che nella velocità. Col dritto mi piace poter cambiare il ritmo. Ho iniziato a giocare a 8 anni con racchette di legno, e ho sempre avuto telai impegnativi, spesso ereditati da mio fratello maggiore che è stato un buon classificato (b2). Il telaio facile o amatoriale non è mai entrato in casa mia, ma consigliami tu che mi sembra che il mondo delle racchette sia molto cambiato.

  6. Ho trovato un negozio che mi fa provare la head graphene speed mp, che dovrebbe essere molto più giocabile. Devo ancora trovare un negozio con la yonex VCore 38. Vorrei provarle insieme. Tu mi sapresti dire quali sono le differenze tra le due?

    • La Head è più leggera in mano e più facile, con minore potenza e rotazioni, ma con più tolleranza generale. La yonex è un telaio più agonistico, più esigente, ma di cerot non proibitivo, che sa dare di più quando si braccia maggiormente.

  7. Purtroppo per provare la VCore 98 devo aspettare la fine del mese, e sono in piena scimmia da racchetta. Leggo e rileggo le tue recensioni e credo che prenderò, una Yonex. Non riesco però a capire le differenze tra Ezone 98 e vcore98. Ho capito che una è più classica e una è più profilata, ma a volte mi sembra che tu preferisca la Ezone perché spinge di più ed è più cattiva, a volte mi sembra che consideri la VCore più tecnica e agonistica. Non resta altro che aspettare e provarle tutte e due e poi ti scriverò le mie impressioni.
    Non ti ho fatto abbastanza complimenti per il lavoro preziosissimo che fai, sei di grande aiuto e mi stai portando a giocare con più consapevolezza e con un’identità di gioco che non ho mai avuto.

    • Ti ringrazio, innanzitutti per i molti complimenti, ma faccio del mio meglio per essere utile e mi piace così.
      Quanto alal differenza tra Ezone 98 e Vcore 98, considera la prima come una racchetta pronta un po’ a tutto, con non troppa personalità, ma tanta resa, mentre la seconda come un telaio più da feeling pulito, anche tecnico, ma senza la difficoltà tipica delle racchette da agonista, e con un livello di spinta inferiore. La VCore è un telaio pensato per avere buona prestazione, senza troppo impegno fisico, ideale per chi ha tecnica e non è allenatissimo, mentre la Ezone è più seria, più solida in tutto e meno, passami il termine, “giocattolo divertente”.

    • Va detto subito che la Blade è più malleabile ed ha uno spin nettamente superiore, come anche la potenza a disposizione. La Speed è più tecnicamente facile, soprattutto se non le richiedi troppa curva e si lascia condurre più dolcemente in aria, con una risposta sostanziosa. Tuttavia, fisicamente è altrettanto impegnativa. Blade è indubbiamente più sensibile e più massiccia in mano, lo senti sui colpi come escono, ma per apprezzarla devi andare almeno ad un regime medio-alto, mentre Speed Pro ha un plus di potenza gratuita a regimi inferiori.

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