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Head Graphene 360 Extreme Pro

Con l’introduzione del Graphene 360, torna una racchetta molto apprezzata nella gamma Head, Extreme Pro. L’azienda austriaca, infatti, non l’aveva proposta in versione Graphene Touch, come con la MP, mentre adesso fail suo come-back in maniera prepotente, piazzandosi su un gradino diprestazione effettivamente superiore rispetto alla più giocabile MP. Ecco,quindi, che Head propone una vera profilata agonistica.

Head Graphene 360 Extreme Pro

Headsize 100 inch2
Peso 310g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 315 mm
Swingweight (incordata) 333 kgcmq
Rigidità 63 RA
Profilo 21-26-23.5 mm
Lunghezza 68.6 cm

L’estetica della Extreme Pro è identica in tutto e per tutto alla versione Mp. Tutto è votato alla linearità, un colore dominante, il giallo fluo, che risalta in tutta la parte alta del telaio, compreso bumper e grommets, mettendo un forte accento sulla sezione ampia e spigolosa. La finitura è satinata, davvero piacevole al tatto, ma ha anche una funzione utile a stemperare il colore fluorescente adoperato per il piatto corde, creando soprattutto venature di colore sotto la luce solare. Il giallo fluo si interrompe, sulla parte alta, con le serigrafie nere all’interno del piatto, per gli“Extreme” e “Head”, mentre scompare all’altezza degli steli, da 21 millimetri, con un disegno asimmetrico in nero, che va a creare un tutt’uno con il manico. Qui troviamo la forma tipica destinata a Instinct, Speed ed Extreme, con i pallets TK87S, leggermente più squadrati rispetto a Radical e Prestige, sempre con un tappo pronunciato stondato, e il classico grip di serie Hydrosorb Pro, piuttosto morbido e con finitura tacky molto efficace.

5 Commenti su Head Graphene 360 Extreme Pro

    • Premesso che la Aero resta il riferimento per lo spin, la Extreme Pro ha più potenza gratuita, la palla esce più facilmente e gira abbastanza gratuitamente, mentre la Pure Aero vuole il movimento full. In pratica, la Extreme è un telaio da gestire col braccio, sfruttare per la gratuità della potenza e dello spin facile, mentre la Aero ha più controllo e feeling, richiedendo più swing. Sono due concetti diversi del modo di dare rotazione alla palla.

  1. Ciao Fabio,
    qual’è secondo te l’utilizzatore ideale per questo telaio visti i voti bassi di maneggevolezza, colpi di recupero e facilità di gioco ?

    E’ gestibile per un 3.4/3.3 con gioco abbastanza classico completo a tutto campo magari non più giovanissimo ?
    Oppure serve un gioco più agonistico e moderno tutto spinta e rotazioni ?

    Grazie per il tuo lavoro,
    Luca

  2. Ciao Fabio,
    mi accodo al commento precedente di Luca per quanto riguarda le abilità che la racchetta richiede e per capire realmente le differenze con la versione precedente Graphene XT Extreme Pro; la differenza principale sta nel leggero aumento dello swingweight e nel leggero spostamento del bilanciamento verso la testa, oltre ad una diminuzione totale del peso di 5g, giusto?
    Grazie mille in anticipo.
    Luca

    • Dal punto di vista della scheda tecnica, si, varia il peso, che scende, il bilanciamento, che sale, ma soprattutto varia l’inerzia, su livelli nettamente più alti rispetto alla Graphene XT. NOn solo, la racchetta è più piena, più massiccia e più grossa nella struttura, soprattutto nella parte superiore, dove il piatto diventa più lungo e spesso, con un pattern più largo, nettamente più largo anzi. Tutto ciò porta la Extreme ad essere più pronta sui colpi di approccio e necessita di minore spinta per essere davvero efficace, ma soprattutto diventa più pesante da gestire. Considerando poi, che la nuova versione ha anche una rigidità decisamente più bassa, aumenta anche il tempo di risposta del telaio, che va gestito con più braccio e mestiere, mentre la “vecchia” Pro, lasciava strafare di più, senza essere troppo pesante. Va detto anche che la testa della nuova racchetta sembra più piena e ciò fa tanta differenza quando tocchi. Tenute da parte le differenze strutturali, molto evidenti, il cambio di rotta è dovuto al fatto che la Extreme Pro 360 è un telaio che offre potenza e rotazioni, in cambio di controllo e fluidità del braccio, mentre la precedente era soprattutto tollerante, ma non aveva un carattere così definito e personale, era più una tuttofare, tra l’altro molto apprezzata, perché non troppo impegnativa per il suo peso.

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  1. Head Graphene 360 Extreme MP - TennisTaste.com

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