Il Grunting – Ma che ti urli?

Immagina di iscriverti ad un torneo, va bene anche quello sociale del tuo circolo, non interessa il livello. Arrivi al circolo, stringi la mano al tuo avversario, vi conoscete, poi arriva il momento di entrare in campo e al primo punto, quel simpatico signore, che poco prima era cordiale e cortese, esordisce con un urlaccio del tipo “Aaaaaaaaaahhhhhh” che accompagna il suo flebile e maldestro dritto. Poi la cosa si complica, perché, in realtà, scopri che lui fa così ad ogni palla che gioca, portandoti in una situazione di scarso comfort agonistico, ma soprattutto di fastidio generale. Ecco gli diresti “Ma che ti urli?”, magari chiameresti anche il giudice arbitro per capire se un comportamento del genere sia tollerato dal regolamento. Ma, al di là del regolamento, serve fare tutto questo rumore in campo?

La pratica di emettere un verso all’impatto con la palla si chiama Grunting, letteralmente “grugnire”, ma oggi, soprattutto nel tennis professionistico, siamo andati ben oltre e parliamo di vere e proprie urla, che coprono e sovrastano anche il rumore dell’impatto tra la racchetta e la palla. Ciò comporta due cose fondamentali, la prima riguarda la concentrazione dei giocatori in campo, che devono fare uno sforzo ulteriore per l’attenzione al gioco e soprattutto alla lettura dei colpi, perché il suono, nel tennis più che in ogni altro sport, riveste un ruolo fondamentale nell’interpretazione dei colpi da contrastare. La seconda riguarda il fastidio che continue urla apportano al comfort uditivo degli spettatori, che sia dal vivo o in un match televisivo, distogliendo dallo spettacolo e, soprattutto, inquinando uno sport fatto di suoni unici, di rumori impercettibili, come quello dei piedi che scivolano sulla terra, oggi in realtà anche sul cemento, e del rimbalzo della palla sul  suolo.

Il tennis è una poesia di suoni e il grunting rovina questa poesia. Non sono un bacchettone, non pretendo che si giochi in totale silenzio come negli anni ’40 e ’50, ma l’esagerazione non fa mai bene e tennisti come Sharapova emettono suoni talmente lunghi che arrivano a durare ancora mentre l’avversario sta colpendo la palla. Proprio ieri, Maria Sharapova è stata oggetto di scherno da parte del sito satirico Lercio.it, con un titolo alquanto esilarante, a testimonianza del fatto che è esagerata non solo agli occhi di un purista, ma anche di chi non si occupa di tennis tutti i giorni. E, comunque, trovo che il titolo di Lercio sia stato uno dei più simpatici di quest’anno.

Intollerabile, ancora di più perché, nel regolamento del tennis non c’è una norma precisa realtivamente al grunting, ma semplicemente c’è il richiamo, molto interpretabile, ad un comportamento che non sia di disturbo per il gioco. Mi chiedo, però, quale sia il limite tra tolleranza e disturbo, perchè da spettaore provo fastidio nel vedere una partita di tennis con più urla che gioco. In passato, grandi giocatrici come Navratilova e Evert avevano già espresso le loro perplessità relativamente al grunting, anzi, più che perplessità erano veri e propri ammonimenti, anche pesanti, che alludevano alla scarsa attrattiva che sarebbe scaturita da partite tutte urla e strepiti. Come dare torto a queste esternazioni? Difficile, come difficile è intervenire e redarguire i tennisti, riportandoli ad un sonoro consono allo sport che esige il silenzio durante il gioco.

Non si può vietare il grunting, non si deve vietarlo, perché è come il Kiai nelle arti marziali. Fu la terza cosa che mi insegnò, quando avevo 10 anni, il mio maestro di Karate. Mi spiegò che la respirazione era alla base di ogni movimento e respirare nel modo corretto poteva rendere un colpo più efficace, ecco perché il Kiai, perché così ci si ricorda di espirare in maniera controllata. Penso che il Grunting abbia la stessa valenza, la stessa funzione e, per questo, non va azzerato, ma ridotto, per fare in modo che non sia un elemento di disturbo, né un modo per distogliere l’avversario dal gioco, né un rumore fastidioso e martellante per gli spettatori, ma che resti ciò per cui nasce, uno strumento per massimizzare la concentrazione e l’efficacia di un tennista.

 

2 Commenti su Il Grunting – Ma che ti urli?

  1. Tornata la Sharapova e si torna a parlare di grunting! Sono pienamente d’accordo che si sta oltrepassando una soglia accettabile, a me infastidisce parecchio solo guardarla giocare in TV, figuriamoci giocare contro un avversario così.
    Tra l’altro a me sembra che adesso si sforzi di gridare ancor più forte di prima.
    Ero contento del suo ritorno ma delle sue urla ne avrei fatto proprio a meno.

    • Siamo veramente al limite, ma non solo con lei, tanti altri e altre hanno passato il lmite della decenza. Diciamo anche che ci eravamo abitutati all’assenza della Sharapova e della Azarenka, quindi il suo rientro è stato molto più “rumoroso” di quel che ricordavamo.

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