Dimitrov a Wimbledon con una nuova (vecchia) racchetta

Che Grigor Dimitrov stesse attraversando un pessimo periodo, costellato di match persi al primo turno, e non solo negli Slam, è sotto gli occhi di tutti. Ma a Wimbledon si è riaccesa la lampadina del tennis del talento bulgaro. In realtà, ha cambiato anche racchetta e questo è un dato molto interessante, che fa la differenza tra un tennis che funziona e un gioco poco redditizio.

Molti hanno notato che il suo gioco è più determinato, ma pochi, forse nessuno, si sono accorti che ha cambiato racchetta. Grigor, infatti, è tornato alla sua fida Wilson Pro Staff 95, ma nella versione prototipo con schema 18×17, la stessa che ha utilizzato nella sua ascesa tennistica, che lo ha portato fino alla Top Ten e che gli ha permesso le sue giocate da funambolo che ci hanno fatto innamorare del suo talento cristallino e delle potenzialità suo braccio.

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Molto spesso si dice che le racchette non contino, troppo spesso si pensa che una racchetta vale l’altra, ma Dimitrov, che aveva cambiato sulla scia dell’entusiasmo, e probabilmente dettata dal marketing, che aveva portato Federer ad adoperare la RF97. Grigor decise di mantenere lo schema 18×17 anche sulla sua nuova Wilson Pro Staff 97S, telaio che, a quanto pare, lo ha sedotto e abbandonato. Se per Federer, infatti, il nuovo attrezzo ha garantito un allungamento notevole di carriera ad alti livelli, per Dimitrov, probabilmente, ha deturpato un equilibrio dinamico molto delicato. Ma lui, come nelle più burrascose storie d’amore, ha deciso di lasciarla e tornare alla sua amata e fidata Pro Staff, un attrezzo che più classico non si può, schema corde a parte.

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Non è il primo caso della storia del tennis in cui un tennista torna sui propri passi. Roberta Vinci ha battuto Serena Williams a New York, proprio dopo aver abbandonato le Babolat e aver pitturato di nero le sue vecchie e fide Head Extreme. Fernando Verdasco ormai ha fatto perdere il conto dei suoi cambi di racchetta negli anni, tra Yonex, babolat, Dunlop, Tecnifibre e adesso Head, sempre tornando al suo vecchio stampo PT965, il prolungamento del suo braccio e nato come Major Bullit Elite. Gael Monfils è passato da Head a Prince e, poi, a Wilson, tornando ai paramentri del primo telaio. Potemmo andare avanti per ore, ma, come tutti gli appassionati di tennis, anche i professionisti subiscono i cambi di racchetta.

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A volte ritornano e, se si tratta di racchette, spesso è un bene, soprattutto se potremo riavere Grigor ad alti livelli.

 

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