Dunlop Srixon Revo CV 3.0

Da fondocampo, Revo CV 3.0 offre una sensazione generale di controllo sulla palla e anche di comfort di impatto, che, combinata alla velocità di swing, lasciano margine per un gioco di ritmo ben sostenuto, senza sbavature e con rigore direzionale molto apprezzabile per la categoria. L’inerzia contenuta aiuta molto nel gestire i colpi e ad arrivare precisi all’impatto, dove il telaio reagisce in maniera solida e morbida, senza eccessiva reattività, trattenendo un po’ la palla e lasciando margine per lavorare i colpi. Ci vuole, però, solidità di impatto, perché, se il gioco di rimessa è anche buono, quando si deve costruire con pesantezza di colpi e profondità effettiva occorre mettere sostanza nel braccio e ricercare maggiormente la spinta frontale che non le rotazioni. Sui colpi piuttosto piatti o poco coperti, c’è da dire che la spinta soddisfa, ma se si comincia a lavorare molto la palla, sale la richiesta di braccio a supporto per creare una palla efficacemente carica. Non è impossibile giocarci alla Nadal, ma va messo in bilancio che la potenza va ricercata dai regimi medio-alti e, anche se di piatto i colpi scorrono discretamente anche a basso ritmo, il terreno ideale per la Revo CV 3.0 è proprio la spinta massiccia, dove si esalta con la sua rapidità e il suo controllo. Le rotazioni da variazioni di ritmo sono buone, però, e consentono di cambiare gioco e angolo con discreta facilità ed anche un grip immediato sulla palla. La potenza, quindi, non difetta, ma va aiutata con il braccio e non bisogna appoggiarsi esclusivamente alla spinta gratuita del telaio, che consente i tocchi, ma non colpi di reazione dal fondo del campo. Molto bene, infine, sulle risposte al servizio, perché il telaio è fulmineo ad andare in avanti e si arriva presto all’impatto, con spazio abbondante per rispondere in maniera efficace anche appoggiandosi al colpo.

Il back è piuttosto morbido, si sente e si accompagna in maniera egregia. Revo CV 3.0 preferisce la carezza al gesto violento, riuscendo a smistare gioco molto bene, tra altezza, giro e profondità. Consente anche bei tocchi morbidi con il back.

A rete si presenta maneggevole e con tocco morbido, molto godibile sulle giocate di fino. La volée carica funziona meglio, soprattutto se con un leggero taglio, ma anche la parata di istinto non lascia insoddisfatti, anche se maggiore massa non guasterebbe. Non stanca a rete e si muove molto bene anche sullo smash, il miglior colpo tra quelli al volo, potente, preciso e ben gestibile nell’intensità.

Al servizio il colpo piatto offre un controllo e facilità di esecuzione, consente ritmo e potenza con resa piuttosto buona. Lo slice è altrettanto efficace, ma più per la buona curva che per la velocità d’uscita. È preciso e crea movimento nel rettangolo di battuta, allontanandosi vistamente dal punto di impatto. Il kick è, invece, meno efficace, si sente la mancanza di un po’ di massa sul colpo strappato e occorre giocarlo in maniera più morbida per caricare effettivamente la palla. Tuttavia ha un rimbalzo sfruttabile in fase difensiva.

10 Commenti su Dunlop Srixon Revo CV 3.0

  1. Buonasera, ho letto con molta attenzione la recensione e volevo fare alcune domande su questo telaio.
    Finora ho provato diverse profilate (provengo da t fight 315 dynacore) tra cui la pure drive 2018, head extreme touch mp, sv 100 e ezone 100.
    Per ora è leggermente in testa come sensazioni di gioco la ezone e poco staccata la nuova pure drive (extreme non tengo in campo i colpi piatti e sv troppo complicata).
    Sto cercando una profilata che dia parecchio spin e potenza.
    Questa dunlop era nella lista delle racchette da provare ma, da quel che leggo, forse è preferibile guardare altrove se si è in cerca di una racchetta che aiuti in potenza e spin, in quanto la cv 3.0 ha altre peculiarità.
    Burn 100s? prince beast?
    Grazie e complimenti per il blog e per lo splendido servizio che fai a tutti noi tennisti.

    • Ciao, hai detto bene, la Revo ha altre peculiarità, simili ad una T-fight 300, ma senza quel livello di spin e con un anetta preferenza per il colpi piatti e coperti. Per un telaio che abbia rotazioni e potenza, la Aero è la prima della classe, seguita a ruota dalla Burn, ma entrambe sono abbastanza più impegnative da muovere rispetto ad una Pure Drive ed hanno un ingombro in movimento simile a quello di una Ezone 100. Tuttavia, queste due racchette hanno un pattern piuttosto aperto e rischieresti di non controllarla, come accaduto con la Extreme. Per questo motivo, credo che la Ezone sia la tua migliore opzione, perché, quanto a potenza sta insieme alla Drive, con un leggero minore controllo sui colpi meno arrotati, e una massa maggiore che trasferisce solidità. Se il livello di rotazioni ancora non ti soddisfa, puoi lavorare sull’incordatura, tra tensione e corda. Ma, già con una corda liscia e generica, come la Poly Tour Pro, la resa in rotazioni della Ezone è più che siddisfacente.

  2. “Sui colpi piuttosto piatti o poco coperti, c’è da dire che la spinta soddisfa, ma se si comincia a lavorare molto la palla, sale la richiesta di braccio a supporto per creare una palla efficacemente carica….
    La potenza, quindi, non difetta, ma va aiutata con il braccio e non bisogna appoggiarsi esclusivamente alla spinta gratuita del telaio, che consente i tocchi, ma non colpi di reazione dal fondo del campo….
    A rete si presenta maneggevole e con tocco morbido, molto godibile sulle giocate di fino”.

    Mi conforta che, pur essendo uno scarsone tennistico, a livello di sensazioni sono le stesse che ho provato giocandoci un paio di volte.

    Bel telaio, con un gran back che mi usciva come non mi riesce con la DR100, ottimo sui colpi piatti mentre faticavo a far uscire il top-spin con il dritto dove la Yonex è più semplice.
    Invece a rete è molto più semplice e sensibile per il sottoscritto rispetto alla giapponese che è un po’ una clava (ovvero, o pesti o puoi scordarti la volèè di tocco)

    • Ci hai visto bene quindi, bravo. A rete è molto divertente, vero, ma un po’ di massa in più non sarebbe male. Penso che come profilata da personlizzare sia una delle più interessanti.

  3. Ciao Fabio, io come telai del genere ho sempre in mente le ottime ai100 che ho ancora in coppia. Leggendo mi sembrava di avere una ai100 in mano, profilata da controllo, sensazione old style, grande confort, meglio piatto che spin, ma ottimo spin a richiesta a patto di generarlo col giusto movimento (di tutto il corpo). Questa come si colloca ? E’ simile o più cattiva ed agonistica ? Forse leggendo l’unica grande differenza è che queste agli alti sembra trovare una grinta agonistica che la yonex non ha….a che telaio me la potresti paragonare ?

    • Ciao Paolo, tutto giusto, soprattutto la resa ad alto regime, che varia molto l’indole del telaio. Tuttavia, va considerato che dipende molto da quanto ci mette il braccio, l’ho fatta testare anche ad alcuni quarta categoria, abituali utilizzatori di Pure Drive e simili, e sentivano necessità di maggiore aiuto per essere definitivi. In questo è più faticosa, perché vai in over-hitting, il telaio scappa veloce in avanti. Per alcuni versi è simile alle Ai 100, ma le Ai concedevano qualcosa in più in termini di rotazioni ed erano meno maneggevoli. Si potrebbe paragonare più ad una Kennex Destiny, somiglia soprattutto a questa.

  4. Ciao Fabio,
    grazie per la recensione, la racchetta mi intriga non poco, essendo storicamente affezionato al marchio Dunlop.
    Potresti cortesemente confrontarla con la Mantis 300 PS, racchetta con cui mi trovavo molto bene e che ho incautamente venduto?
    E come collocheresti questa Dunlop tra le altre 100 x 300 che hai recensito comparativamente poco tempo fa?

    Ora gioco con Dunlop Force 98 con 2+2 grammi a ore 3 e 9, la racchetta mi piace molto per feeling, pastosità e ampiezza dello sweet spot, ma mi pare manchi un po’ di potenza.
    Grazie ancora e complimenti per il sito.

    Giovanni

    • Ciao Giovanni e benvenuto el Blog.
      La Dunlop Srixon revo CV 3.0 è una racchetta che premia soprattutto gli aspetti di facilità di swing e controllo, non ha una potenza esorbitante, ma, piuttosto, si lascia portare molto velocemente all’impatto. Con la Mantis 300 PS condivide l’approccio spiccato peri colpi piatti/coperti, insieme alla Ultra 100, compongono il trio delle tre maggiromente capaci di gioco classico tra le profilate. Tuttavia, la Mantis ha un Back più cattivo, la palla esce più carica, mentre la Dunlop è più maneggevole e tocca meglio.
      Considerando che desideri maggiore potenza, rispetto alla Force 98, qualcosa in più potresti ottenerlo con la CV 3.0, ma più in termini di facilità di spinta che di spinta massima.

  5. Grazie mille Fabio, proverò intanto ad aggiungere un po’ di peso alla Force, e nel caso testerò la Revo. Sono tentato di provare anche la nuova Speed Graphene 360, visti i feedback così positivi di chi ha già avuto modo di provarla

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