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Dunlop NT R5.0 Pro

In campo, il primo aspetto ben chiaro è che si tratta di un telaio possente, con proporzioni che si discostano, e non poco, dai canoni delle profilate da 300 grammi. La R5.0 Pro ha, infatti, un impatto iniziale piuttosto forte, che fa percepire tutta la sua massa, visto che l’inerzia è su livelli molto alti, a circa 335 punti, con un dato a nudo che si aggira intorno ai 310, valore che spesso si rileva, addirittura, su alcuni telai incordati. Non è una racchetta con cui si scherza, quel “Pro” sta lì non per fare scena, ma per indicare una vocazione agonistica che pochissimi altri telai da 300 grammi possono avere. La struttura grossa farebbe pensare, poi, ad un telaio molto rigido, ed invece l’impatto è più che educato e non è affatto rigido, mettendo in luce come steli ampi, rigidità di 66 punti e pattern largo sappiano accogliere la palla anche delicatamente. La potenza è esorbitante, tantissima davvero, disponibile praticamente da subito e basta appoggiarsi ai colpi avversari per rispondere in maniera molto corposa. Date le proporzioni di massa, in effetti la destinazione principale del telaio è quella di colpire in maniera fluida e sfruttare tutta la spinta facile disponibile, anche perché, portarla a regime alto e sbracciare non è cosa da tutti, anzi è per pochi. La maneggevolezza è il lato dolente del telaio, se si strappa il colpo, il telaio resta dietro e si fa fatica a condurlo, mentre sulle esecuzioni veloci e fluide, si attiva e funziona bene davvero tutto. Molto bene le rotazioni, escono facili ed abbondanti, senza uno spin potential superlativo, ma piuttosto buono e modulabile, sia per la ricerca di angoli, sia per variare la complessità e l’altezza dei colpi. Nonostante il pattern aperto, non è però un telaio da spin estremo, da un lato per la macchinosità con cui si muove, dall’altro perché il controllo, quando si sbraccia forte, viene un po’ meno e bisogna giocare composti per godere appieno delle capacità offensive della R5.0 Pro. In compenso, tutti i colpi escono in maniera carica dal telaio e offre un buon margine quando si cerca il cambio di passo per vie frontali. Inutile dire che il telaio è stabilissimo, anzi granitico e arriva all’impatto sempre deciso. Il problema è semmai contenere l’esuberanza e non certo cercare un regime più alto per lo scambio. La sensibilità non è troppo elevata, ma nemmeno assente e la struttura non eccessivamente rigida risponde composta alle piccole sollecitazioni.

8 Commenti su Dunlop NT R5.0 Pro

  1. Telaio interessante, ma un po’ troppo “esagerato” per i miei gusti. Scusa la domanda che non c’entra niente Fabio, sai mica se il graphene 360 verrà utilizzato anche per le radical? Se sì, sappiamo quando usciranno queste nuove racchette? Grazie per la disponibilità come sempre, saluti.

    • Il graphene 360 verrà apllicato anche alle Radical, ma non nell’immediato. Solitamente, i telai Head hanno un ciclo-vita di due anni e, considerando che le radical sono uscite nel settembre 2017, potrebbero cambiare non prima dell’agosto 2019.

  2. ciao fabio, telaio interessante e portentoso…tipo pure drive tour? volevo chiederti un confronto con la wilson ultra 100 e una curiosità..
    sul sito tenniswarehouse questa dunlop ha una grafica diversa e tra i dati tecnici una lunghezza di 69,2 –
    Dunlop R5.0 Revolution NT Pro -e il linkhttp://www.tenniswarehouse-europe.com/Racchetta_Dunlop_R5_0_Revolution_NT_Pro/descpageRCDUNHGER-DR5NTP-IT.html

    è lo stesso telaio o diverso?

    • Esattamente, è un telaio che va paragonato ad una Tour, in realtà più alla Pure Aero, che non alla Drive, visto che questa ha un maggiore controllo, oltre che una dinamica più educata e composta. Tuttavia, è una via di mezzo tra le due, con una massa più presente verso la testa e una rigidità inferiore. Rispetto alla Ultra è meno maneggevole, ma più possente in termini di spinta e complessità di palla, soprattutto a regimi intermedi, dovela Dunlop si appoggia benissimo ai colpi e ribatte sempre molto forte, mentre la Ultra va condotta sempre un po’ con decisione all’impatto. La differenza sostanziale, poi, oltre all’impatto meno rigidio della dunlop, è che la Ultra si velocizza più facilmente e si porta al limite in maniera più composta, mentre la R5.0 Pro preferisce giocare in maniera più placida e spingere in scioltezza.

    • Diciamo che quel Soft non c’entra nulla, perché la corda è leggermente meno rigida della sua versione standard e offre migliori rotazioni per il dweeltime superiore. Fossi stato in Luxilon l’avrei chiamata Spin e non Soft. Detto ciò, ci possono andare, ma solo per un ritmo di gioco alto e una ricerca di uscita veloce, che potrebbe compromettere il controllo del telaio e obbligare a frenare i colpi. Con la 4G, soft o standard, la palla esce presto se non si pesta davvero forte.

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