Donnay Allwood 102

In campo, Allwood si presenta con dei numeri molto interessanti, un combinato di sensibilità e tolleranza, che la rende particolarmente apprezzabile come telaio classico e tecnico, ben capace di trasferire l’impatto in maniera comunicativa e prolungata, come solo una flessibilità da 50 punti RA può dare. Morbida, molto morbida, all’impatto, accoglie la palla con dolcezza, ma mette in luce anche la presenza di massa, ben disposta per sfruttare i 300 grammi a disposizione. Allwood è stabile, non granitica, ma davvero stabile per una 300 grammi, merito della polarizzazione discreta e del piattone da 102, che aumenta le masse sospese sui lati, per una sensazione generale di potenza, che ben di discosta dai canoni delle varie X-Penta, Formula Penta e più vicina alla prestazione di una Pro One 97, della quale è una perfetta versione maggiorata, con una chiara maggiore spinta naturale. Somigliano infatti tutte le scelte di beam, profilo, sezione, con le dovute proporzioni per la differenza di peso. Tuttavia, Allwood è il telaio con il quale Donnay riesce a dare potenza gratuita, anche abbondate e pronta soprattutto ai regimi intermedi e medio alti, perché in basso soffre la poca sollecitazione, mentre davvero in alto si sente l’esigenza di maggiore massa e si va in over-hitting, ma nel mezzo, ai regimi consoni ad un tennista di quarta e terza categoria, ha una resa che sbalordisce per facilità di uscita dei colpi e consistenza degli stessi. Molto comoda per spingere, Allwood ha quella potenza morbida da telaio classico, quella che va leggermente attivata con il braccio e che deriva dal posizionamento strategico delle masse, gratificante per la connessione con il movimento e il buon compromesso di progressività della spinta e della moltiplicazione della stessa. Bisogna però avere un po’ di tecnica per gestire il telaio, non spinge totalmente da solo, non ama le mezze esecuzioni e vuole un movimento più ampio, con anche una certa rotazione a controllo, perché il pattern è largo, affonda discretamente e grippa molto bene sulla palla quando si cerca un leggero spin, accettando sia il colpo coperto che quello molto carico di rotazione. Non è una racchetta per emuli di Nadal, ma arriva molto vicino alle prestazioni in spin delle profilate più conosciute, con un livello di potenza leggermente inferiore e più adatto a chi vuole comandare il telaio con il braccio anche per l’aspetto della potenza. In generale, la Donnay Allwood è un telaio che può sostituire tranquillamente una profilata, per la sua stabilità, la sua tolleranza e la facilità generale di uscita di palla anche in spin, ma anche una classica, con il suo impatto burroso e deciso, con qualche limite sui colpi più piatti, dove la maggiore porzione di piatto-corde e la spaziatura del pattern, ad esempio rispetto alla Pro One 97, offrono una precisione un po’ inferiore ed obbligano sempre a compiere un movimento completo per indirizzare la palla in maniera rigorosa.

33 Commenti su Donnay Allwood 102

    • In effetti fanno parte della stessa categoria, tuttavia, se la speed è un telaio più facile da muovere, più veloce, la Donnay è più massiccia, come se valesse di più dei suoi 300 grammi. Fanno bene entrambe su spin e tolleranza, ma Allwood ha un feeling molto spiccato e piacevolissimo, che manca alla Head, sicuramente non insensibile, ma di un’altra tipologia. Infine, se ad altro regime la head va meglio, con una migliore progressione di potenza in alto, la Allwood, per utilizzare un termine automobilistico, ha più coppia a regimi medio-bassi.

  1. Dunque questa racchetta si classifica al secondo posto, dopo solo la Babolat pure drive. Wow è davvero interessante una racchetta con rigidità così bassa, mi fai venire voglia di provarla. Ci farò un pensierino ahahah. Grandissimo Fabio, tanti saluti.

    • Si classifica molto in alto, ma attenzione a dare un valore assoluto alla classifica, ci sono voci, come Facilità di gioco, che pongono i telai in un’ottica da amatore/agonista intermedio. Vale comunque la pena provarla, perché, otlre ad un feeling molto spiccato, è un telaio completo.

    • Rispetto alla Silver, la Allwood è più piena e potente, meno maneggevole, ma tutta di più, tranne che ad alto regime, dove la Silver si lascia condurre meglio. Rispetto alla Blade 104, ci sono diverse similitudini in termini di tolleranza e stabilià, oltre che di manovrabilità, ma donnay ha un maggiore spin e una potenza più presente, mentre la Balde controlla meglio sui colpi veramente piatti e necessita di più swing per funzionare. In termini di feeling, la 104 ne ha, nonostante le orizzontali molto lunghe che anestetizzano leggermente l’impatto, aspetto sul quale, invece, la Allwood fa davvero molto bene.

  2. Ciao, gioco questa stagione con ps 97cv 315 , bella racchetta però nel periodo di forma mi appaga e mi da qualcosa in piu ma appena scendo un filo sento che mi penalizza sopratutto come spinta e recuperi. Secondo te questa donnay potrebbe essere una soluzione visto che non amo rigidità e profilate? Cosa avrei in più o meno nel confronto tra le due? ( ps . Ho letto dati inerzia , non è tantina per questa racchetta?). Grazie per eventuale risposta

    • Se cerchi una racchetta classica che sia anche relativamente facile e gicabile, la Allwood calza a pennello. La sua missione è esattamente questa. Ciò che avresti in più è la potenza gratuita a regimi intermedi, la tolleranza, lo spin facile e il feeling morbidissimo, mentre ciò che avresti in meno riguarda soprattutto la precisione sul colpo piatto e la cattiveria dei colpi ad alto regime, dove la Pro Staff fa sicuramente meglio. Il dato di inerzia è alto, ma non estremo, un pelo sotto la Pro Staff CV ultima versione, ma il telaio è snello e fende bene l’aria, quindi non ci sono problemi di manovrabilità, anche se il telaio è presente in mano, non è un fuscello come altre 300 classiche.

    • La Allwood è più classica, ha più feeling all’impatto e concede più spin e potenza facile. La Penta 100 si lascia strapazzare di più, pur avendo rotazioni inferiori, si muove più velocemente ed ha un controllo più spiccato sui colpi piatti.

    • La Allwood è molto più vicina al concetto di Prestige, che non di DR, che ha sì una rigidità medio-bassa, ma ha anche un piatto profilato è un flexpoint molto simile a quello di una 300/100. In pratica, la Dr flette meno e la palla sta meno sulle corde, pur essendo un telaio dai dati quasi classici, ma è sempre una via di mezzo tra classica e Profilata. La Allwood, poi, si esprime meglio sullo spin, ha più sweetspot ed è anche più maneggevole, con un feeling. La dr ha un vantaggio di compattezza e di solidità, vuoi per il peso, vuoi per il piatto più contenuto, ma è anche più esigente nello swing.

  3. Ciao Fabio,
    Al momento sto giocando con la Tflash 300 PS e mi trovo abbastanza bene, ma questa nuova Donnay mi intriga per via della bassa rigidita’ (soffro un po’ del gomito del golfista). Cosa guadagnerei/perderei in termini di gioco cambiando dalla Tflash alla Donnay? Ho giocato in passato con altre racchette flessibili e, quello che mi preoccupa un po’della Donnay, e’ la manovrabilita’e forse un calo di potenza.
    Saluti,
    Paolo.

    • Sicuramente guadagneresti in controllo e sensibilità, con un livello di spinta simile, quindi presente, ma da completare ed attivare con il braccio. La Allwood è un telaio tecnico, ma non difficile, quindi devi mettere in bilancio una maggiore precisione di impatto da osservare. In un certo senso, sono telai simili per resa, ma la flessibilità della Donnay mette in campo una dolcezza di impatto e una comunicatività che la Tecnifibre non ha.

  4. Ciao Fabio, stando alle specifiche, un competitor di questa Donnay potrebbe essere la Vcore pro 100. Secondo te quali sono le differenze sostanziali tra i due telai, soprattutto in termini di spinta e giocabilità?
    Grazie

    • In termini di spinta, la Donnay ne ha proprio di più, per il pattern più aperto, la maggiore inerzia e il piatto leggermente più grande. Quanto alla giocabilità, siamo sullo stesso livello, ma con una leggera maggiore maneggevolezza per la VCore, che offre un migliore controllo sui colpi piatti, ma palla meno complessa della Donnay.

  5. Buongiorno Fabio e complimenti per le recensioni, avrei bisogno di una info, rispetto alla donnay x Gold 99 Penta la Allwood 102 cosa perde e cosa quadagna, per un 4.1 che gioca un tennis classico quando quale è maggiormente indicata tendendo presente che attualmente utilizza pt57a (telaio nudo: peso 320 bil 31 cm sw 298).
    Grazie in anticipo Francesco

    • Ciao Francesco, se la X-Gold è morbida, molto e accoglie bene la palla, ma non ha massa tale da poter sostituire una PT, mentre la Allwood è, di fatto, una Pro One boxed da 102 pollici, quindi una Pt leggermente Oversize. Mette più spin, tollera tanto e impatta decisa anche quando ci si appoggia ai colpi avversari, dove la Gold soffre per la struttura esile. In pratica, se cerchi una PT giocabile, la Allwood è esattamente questo, mentre la X-gold è un telaio che va spinto di più, è più preciso, ma non aiuta in potenza come la Allwood.

  6. Ciao Fabio, grazie per la celere è chiara risposta, un ultima domanda, volendo aggiungere allla Allwood manico in cuoio e 2 grammi di piombo in testa potrei guadagnare un po’ di stabilità ad alti regimi che manca?
    Ps: ordinata tripletta Allwood 😀

    • Certo, tra l’altro Donnay l’ha equipaggiata con gli alloggi per il kit custom, che ti evitano di montare il cuoio per forza. Pensaci, perché con un tappo da 10 grammi già puoi ottenere un bilanciamento più arretrato. Il grip di serie, il Cushion Donnay, pesa circa 13 grammi montato, mentre un cuoio, solitamente, sta sui 26-27 o più, valuta anche questi elementi prima di effettuare un custom.
      Tuttavia, provala prima, perché non è poco stabile e la devi far andare davvero forte per scomporla.

    • Ciao e Benvenuto nel Blog!
      In realtà sottile va bene, ma non sottilissimo, quindi starei su un calibro 1.25, a meno di necessità davvero particolari di spin e potenza gratuiti. Infatti, con un calibro molto sottile si guadagna in potenza e spinta a basso regime, ma si perde qualcsa in cattiveria massima ad alto regime. Direi, quindi, sempre una corda liscia, ma di calibro 1,23-1,25, con un ritorno non esasperato. Parliamo, quindi, del genere Armour, Vpro 1.23, Alu Power soft. Ritengo che sia il genere che meglio assecondi le caratteristiche generali del telaio, lasciando spazio a braccio e inventiva.

  7. Ciao Fabio,per problemi di epicondilite utilizzo una Pro kennex q5+ incordata con x one biphase a 21kg con cui ho un discreto feeling (gioco piatto, piuttosto classico). Ritieni che, vista la bassa rigidezza della allwood la possa utilizzare anch’io? E che giovamento potrei avere dall eventuale cambio? Grazie

    • Innanzitutto la connessione con la palla, perché la Allwod è praticamente un burro e hai tanto tempo per sentire e lavorare il colpo. Non solo, perché puoi velocizzare di più il braccio e impattare deciso, sfruttando il piattone da 102, che fa davvero bene con potenza facile e spin. Sul comfort, poi, è difficile trovare un telaio che ne offra così tanto e che sia anche capace di spingere il colpo facilmente. Inoltre, la stabilità della Allwood è davvero elevata, per via del piatto e della pienezza del fusto agli estremi, cosa che la Q+5 ha in misura molto minore, oltre ad avere 10 grammi di massa in meno.

    • Prova qualche corda in più, ma non andare oltre 1.25 di calibro, per non perdere naturalezza di spinta e di swing. Io mi sono spinto fino ad 1.13, salendo con la tensione, trovando che il migliore equilibrio sia sui 21-22 kg, con le corde 1.25 in stile Armour, Poly Tur Pro o Volkl V-Pro 1.23.

  8. Ciao Fabio, puoi fare un rapido confronto con la ezone 300g? Cosa si guadagna e cosa si perde? In particolare, quanto a aiuto sui decentrati chi la spunta? Quale invece risulta più maneggevole? Il mio livello è 4.2 in miglioramento, diritto presa eastern aggressivo, rovescio top e back ma di sola manovra, pochissime discese a rete… grazie mille e complimenti ancora per il tuo lavoro

    • Ciao Simone, sui decentrati fanno molto bene entrambe, anche se donnay ha un vantaggio per la grandezza del piatto e per la struttura piena, che rende il tutto più morbido quando vai verso il fuori centro, mentre con la Ezone, appena sfori la sweet zone, la rigidità la senti. Non è una cosa critica, ma la differenza non è tanto sulla quantità di sweetspot, ma sulla morbidezza di impatto e di comunicatività maggiore nella Donnay, a discapito di una potenza gratuita maggiore nella Ezone. Come tipologia di gioco, se hai una eastern, la Donnay, con la sua potenzialità classica, dovrebbe darti un maggiore aiuto nel lavorare i colpi e controllarli, per via del dweelltime nettamente più lungo ed adeguato alle prese classiche.

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