Cara Francesca ti scrivo

Cara Francesca,

ti scrivo perchè sento che il tennis italiano, tutto, dall’appassionato all’agonista vero, abbia perso un’occasione per salutarti in maniera calorosa e, magari, accompagnarti in una delle tue battaglie al grido di “wahiiii”. Dopo la notizia della Wild Card mancata per gli Internazionali BNL d’Italia, sento il bisogno di rappresentarti sentimenti e pensieri che questa vicenda, grave, mi ha suscitato.

Innanzitutto, permettimi di farti i complimenti per la sobrietà, la signorilità e l’educazione che hai dimostrato in queste settimane che hanno preceduto l’unico torneo italiano di rilievo, almeno per il tuo livello, quello delle migliori giocatrici al mondo. Inoltre, penso tu sia il più grande talento del tennis italiano, sei riuscita ad arrivare per prima a vincere uno Slam, come Parigi, dove non basta il cuore, non bastano le gambe e nemmeno la fortuna, ma serve tutto e tu l’hai fatto per prima. Ricordo ancora il momento del match point, ero pietrificato davanti alla televisione, speravo che quella magia tennistica non finisse e tu, da campionessa quale sei, hai tenuto fino alla fine ed hai completato l’impresa. Forse mi era scesa anche una lacrima, e l’unica altra volta che mi è capitato fu per Goran Ivanisevic a Wimbledon. Capisci ora la mia considerazione di te? Quell’ultimo punto l’ho giocato insieme a te, ma credo che tutti i tennisti e gli appassionati italiani, e non solo, lo abbiano fatto. Perché? Perché tu, cara Francesca, sei un personaggio positivo, una donna che mette il cuore in quello che fa, che si diverte a stare in campo e sei anche una delle più sorridenti e ironiche giocatrici professioniste che si siano mai viste nel circuito, nella buona e nella cattiva sorte. Il tuo carisma, la tua indole e il tuo modo di affrontare i tornei, e la vita, sono tra gli esempi più positivi in uno sport, come il tennis, dove spesso l’individuo è preso solo da sé stesso. Tutto ciò fa in modo che, indipendentemente che si tratti dalla finale di Parigi o il primo turno di qualsiasi altro torneo, con te c’è sempre qualcosa da vedere ed apprezzare.

Il tuo talento, la tua personalità e tutto ciò che hai fatto per il tennis italiano, non solo come risultati, ma anche come elemento trainante del movimento, non ha prezzo e avresti meritato il caldo abbraccio del centrale, ma, ancora di più, del Pietrangeli, il campo dove il pubblico riesce ad essere particolarmente vicino ai tennisti italiani e a dar loro la motivazione giusta per vincere anche il più difficile dei match. Avresti meritato una maggiore considerazione da parte dell’organizzazione, che ha mostrato poca riconoscenza e anche poca lungimiranza, considerando che sei anche la giocatrice italiana più in forma. Non so se lo sai, ma la Race ti vede al n.37, non male per una giocatrice alla quale viene chiesta la data del suo ritiro ogni giorno, ma, tanto, a te cosa importa? Il divertimento, i colpi e l’agonismo che offri ogni volta che scendi in campo valgono più qualsiasi discorso sui giovani, sulle Wild Card e sui beceri calcoli della classifica, che comunque ti premia e ti vede come seconda giocatrice italiana. Tutto ciò è inaccettabile, è una mancanza di rispetto che, da puro appassionato, non posso tollerare e non trovo una giustificazione plausibile per la tua assenza a Roma.

Quest’anno ti sto appreazzando ancora di più, con quella voglia di vincere e di giocare che non vedo nemmeno nei più giovani, apprezzando ancora di più le tue doti di combatente e il talento che ti ha sempre contraddistinto. Ti ho vista risalire di nuovo in classifica, con la serenità di chi sa di potercela fare e la tenacia di chi ancora deve dimostrare qualcosa, nonostante tu abbia dismostrato praticamente tutto. Ma lo sport è così, il tennis è così, è fatto di sfide e di imprese, di momenti di gloria e di sonore batoste, come quella che hanno subito gli appassionati nel non poterti vedere in gara a Roma. Il tennis ha ancora bisogno di te e delle tue giocate, dei tuoi match tirati e dell’esempio che dai ogni volta che calchi i campi.

Dai tuoi canali hai annunciato che, probabilmente, farai un’esibizione in Italia per salutare il tuo pubblico, ma, in realtà, se continu così, l’anno prossimo non ci saranno Wild Card da ottenere e saresti in Main Draw di diritto, senza dover ringraziare nessuno, come hai sempre fatto. Per questo motivo, ti chiedo di tenere duro e di non mollare, per tornare a Roma da campionessa quale sei e di continuare a giocare a tennis, il tuo miglior modo per ringraziare chi ti segue e ti sostiene, alla tua maniera, quella di una lottatrice, più forte del tempo e degli eventi.

Ciao Campionessa, tieni duro, non ti curar di loro, ma guarda e… fai il passante.

 

 

2 Commenti su Cara Francesca ti scrivo

  1. condivido in toto la tua lettera…sei stato fin troppo diplomatico nei confronti degli organizzatori- io direi semplicemente federazione vergognosa, per usare le parole giuste e come spesso capita quando è naturale fare un gesto di riconoscenza e dire grazie a una atleta, ma evidentemente le tenniste non sono tutte uguali – veramente un’ottima scelta, meglio premiare chi ha barato col doping, complimenti per il messaggio –

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