Babolat Pure Drive+ 2018

Dopo l’uscita della Pure Drive 2018,  Babolat ha reso finalmente disponibili anche le restanti versioni che completano la gamma. Arrivano, infatti, insieme alla Team, anche le attese Pure Drive Tour e Pure Drive+, la protagonista  di questa recensione.

 

Headsize 100 inch2
Peso 300 g
Schema corde 16×19
Bilanciamento 320 mm
Swingweight (incordata) 328 kgcmq
Rigidità 69 RA
Profilo 22-23-25-23 mm
Lunghezza 70 cm

L’estetica delle Pure Drive+ è impercettibilmente identica alla versione standard 2018, con la colorazione molto più accesa e brillante rispetto alle versioni precedenti e con un chiaro richiamo ad una delle serie più apprezzate, la GT 2011. Il colore di base è un blu/azzuro brillante, satinato e molto piacevole al tatto, con delle finiture di alto livello,visto che non vi è nessun rilievo tra i passaggi di diverso colore. Le serigrafie sono in bianco e nero, sempre satinati, come il nome, stavolta con laggiunta del “+”, e il marchio del telaio, posti sul cuore, bianco su una faccia e nero sul’altra, insieme alle ormai onnipresenti bande Babolat alla base del piatto, sempre in tinta bianca e nera. Molto particolare la finitura interna del piatto corde, che riporta una serie di mini-ologrammi a rilievo, che fanno brillare il telaio in ogni condizione di luce.

Scompare il Cortex, che, come su Pure Aero, è sempre presente ma molto meno invasivo sulla struttura del manico. Il sistema di smorzamento delle vibrazioni, infatti,  stavolta è inserito all’interno della struttura del manico, alloggiato in maniera molto meno invasiva della struttura rispetto al passato. Il nuovo Cortex nascosto, denominato Pure Feel, dona una maggiore armoniosità all’attacco degli steli al manico e un’estetica molto meno tozza rispetto al modello precedente. I gommets, i passacorde, riprendono la tecnonologia FSI, con un particolare disegno, che rende i passanti di forma esagonale, per dare maggiore oscillazione e movimento delle corde, che sono disegnate su un pattern più aperto rispetto alla precedente versione. Il Bumper-guard, poi, è stato totalmente ridisegnato ed è diventato molto più sottile, aderendo alla testa del telaio in un tutt’uno piuttosto filante e piacevole. Al manico troviamo la consueta forma Babolat, più squadrata e abbondante, sulla quale alloggia l’ottimo Syntec Pro, da 1.9 mm di spessore e piuttosto solido nella presa, anche senza overgrip. Qui c’è tutta la differenza del Plus, infatti la maggiore lunghezza, 70 cm contro i 68.6 della versione standard, è ricavata dal manico, che ha la medesima forma, ma più lungo, appunto di 1,4 cm. Nel complesso, esteticamente non si nota subito la differenza, che invece si presenta nel gioco.

9 Commenti su Babolat Pure Drive+ 2018

  1. Sempre di parola, grande recensione come sempre!!! Tra le long body io ho provato bene le due blade 104 e 104 sw…come si colloca la PD+ a confronto con queste due blade? E’ potente come la sw e maneggevole come la 104 standard? Grazie

    • Partiamo dal presupposto che la Pure Drive è una profilata, quindi offre una spinta sicuramente più facile sia rispetto alla 104 che alla SW. Ciò non significa che sia più potente in assoluto della 104Sw, che resta un riferimento, ma è anche lunga 1.1 cm in più e con un peso maggiore, quindi inevitabilmente capace di trasferire più energia cinetica alla palla. Detto ciò, tra la 104 standard e la Pure Drive+, la Babolat spinge molto di più, con un impegno maggiore, dato lo Swingweight e il peso, tuttavia il bilanciamento lascia la testa educata e quindi c’è una certa giocabilità. Come livello di spinta è più simile alla 104SW, ma qui il paragone andrebbe fatto con la Pure Drive Tour+, della quale ancora non si sa se sarà confermata. In tutta onestà, data l’alta possibilità di personalizzazione della 300 grammi, non ne ravvedo grande necessità. In definitiva, per dare una risposta secca alla tua domanda, la PD+ si piazza in mezzo a Blade 104 e 104 Sw, ma con una tendenza maggiore verso la seconda. In termini di spin, la Pd ha un grosso vantaggio.

  2. Caspita Fabio neanche a Natale ci riposiamo? Bravo bravo! Con quali corde e tensioni ti sei trovato meglio? Non ho mai giocato con una long body, ci vuole tempo per adattarsi? E’ un vantaggio per chi prende la pallina tendenzialmente in alto? Grazie

    • esatto, non mi fermo mai. I vantaggi di una longbody sono soprattutto per chi non strappa i colpi, perché a parità di swing esce molta più consistenza dal piatto, con più spin e potenza. Non c’entra nemmeno la posizione di impatto, perché il centimetro e mezzo in più ti fa colpire nella pancia del telaio, quasi sempre la zona più potente. Lo svantaggio è, come detto, che devi essere più composto nello swing.

    • il confonto ci starebbe anche, ma con la versione Tour della Babolat, probabilmente in uscita più avanti.La pacific è più impegnativa, più morbida e anche più cattiva, ma meno facile. Quei 10 grammi sono tanti, soprattutto perché parliamo di longbody.

  3. Ciao, puoi farmi un confronto con la ezone 98? O meglio pur essendo consapevole che sono due racchette molto diverse potresti indicarmi quale delle due richiede maggiore tecnica e braccio?

    • Come livello di tecnica, siamo sullo stesso livello, con la differenza però, che Ezone è più sensibile, non foss’altro che si tratti di una 98 contro una 100, oltre che ad avere un profilo inferiore e una massa superiore. Entrambi i telai richiedono compostezza e offrono duttilità, ma la Ezone si può strapazzare un po’ di più sugli strappi di spin, mentre la Babolat, con il suo cm e mezzo in più, esige una dinamica più fluida e spara lontano già con una forza media sui colpi. Andrei sulla Yonex se cerchi qualcosa che abbia delle caratteristiche miste tra un telaio classico e una profilata, mentre andrei sulla Babolat se cerchi un telaio adatto sopratutto a fare gioco di pesantezza e distanza dal fondo.

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