Babolat Propulse Fury

La calzata della Propulse Fury è comoda, con una dimensione di appoggio interno per il piede che risulta abbondante per l’avampiede e giusta, più contenuta per il tallone, dove la scarpa aderisce in maniera più consistente e somigliante a quanto offerto dalle prime versioni, ma molto più morbida. La tomaia avvolge bene il piede, con delicatezza e fermezza, senza punti rigidi nella struttura, creando una sensazione di calzata molto naturale che lascia fiducia nei movimenti, soprattutto al calzino interno, che fa da elemento portante per tutta la calzata. Il Power Belt funziona, è stato migliorato rispetto alle prime versione, dove la porzione di tiraggio era più ristretta e tendeva a segnare la scarpa, mentre adesso la “cintura” è diventata più ampia e crea una fascia che sostiene bene l’arco plantare e il dorso del piede, tenendoli ancorati a suola e tomaia, ma senza costrizioni. È possibile anche escludere il Power Belt, per avere una calzata più morbida, perché l’esoscheletro lavora bene anche in assenza della chiusura aggiuntiva, ma, in un uso intensivo, è bene sfruttare la soluzione più avvolgente, perché la prestazione di tenuta è nettamente superiore e segna la differenza rispetto a molta concorrenza.

Il comfort è di ottimo livello, la nuova intersuola aggiunge uno strato più morbido, che va a stemperare l’azione del sistema Kompressor, ma che, soprattutto, fornisce una sensazione davvero piacevole dell’avampiede, che può contare su un appoggio delicato a terra e di una sinergia ben riuscita tra tomaia e suola, piantata, ma flessibile, che filtra ottimamente il terreno e lascia comunque sensibilità. Anche la suola ha il suo compito nella nuova morbidezza, perché Michelin ha lavorato su una nuova mescola, leggermente più spessa morbida, più capace di adattarsi alle necessità di chi cerca il comfort insieme alla prestazione. Anche in termini di comfort, la struttura interna di tessuto in un unico pezzo fa davvero tanto, perché fa in modo da seguire il piede e assecondarne le necessità di alloggiamento. La scarpa è ready to play, non necessita di tempo di adattamento, va subito a fare corpo con il piede, tuttavia, dopo un paio di ore raggiunge il vero livello di comfort di cui è capace, grazie anche alla soletta Otholite, che prende la forma sotto al piede e si assesta in poco tempo.

La protezione è uno degli aspetti che maggiormente sono stati implementati, dopo l’arrivo della Jet Mach II. Infatti, Babolat, dopo aver creato la linea di scarpe superleggere, ha potuto finalmente ampliare l’attitudine alla protezione della Propulse, che adesso diventa un riferimento anche per chi cerca una scarpa protettiva, prima ancora che prestazionale. Come detto, l’intersuola riceve un aggiornamento importante, inserendo un ulteriore stato, che allunga il fine-corsa dell’ammortizzazione e aumenta anche l’estensione della sospensione, soprattutto all’avampiede, dove il miglioramento è netto ed efficacissimo. Al posteriore, insieme all’effetto guanto dato dalla combinazione del collare al malleolo e della cintura di chiusura, il Kompressor si mostra meno rigido e più propenso a rallentare la corsa del tallone sotto stress. Non risulta mai duro, nemmeno sulle sollecitazioni pesanti e si mostra efficace anche quando lavora non in asse. La protezione è, senza dubbio, l’aspetto maggiormente migliorato nella Propulse.

Commenta per primo

Lascia un commento

Translate »