Artengo Artech Custom

 

Da fondocampo fa sfoggio di spinta sostanziosa, tira davvero forte e consente soprattutto di gestire una riserva di potenza abbondante, che lascia margine per colpire da lontano ed essere efficaci e profondi. Lo sweetspot è ampio e, a meno di errori tecnici, non si va fuori centro, con una risposta regolare e omogenea del piatto. Le rotazioni sono piuttosto accentuate a medio regime, dove si riesce a smistare gioco in modo agevole, sfruttando le doti, di, tanta, stabilità e di reattività del fusto, ma il colpo poco coperto tende a farsi preferire nel gioco di pressione. Preferisce nettamente stare vicino la riga e impattare in avanti piuttosto che ovalizzare il movimento e ricercare il “toppone” esasperato, dove la solidità si trasforma in sforzo. Il gioco ideale della Artech, così configurata, è quello alla Federer, decontratto, sciolto, a sfruttare ogni briciolo di massa e di inerzia presenti nel telaio, che ci mette il resto. Questo gioco lo supporta in maniera eccellente.

Il back è di quelli cattivi, tesi e veloci, che passano dal tocco morbido e fluido alla rasoiata. Bello il back, che lascia smistare molto bene il gioco in lunghezza e profondità, ma non c’è troppo side-spin, cosa che aiuta a tenere la traiettoria, ma si sporca poco il taglio.

A rete si presenta molto stabile e comunicativa, con il piatto reattivo che lascia giocare ottime volée piatte, già solo con il peso del corpo, anche se, con un po’ di taglio, si riesce ad addomesticare meglio l’esuberanza del telaio. Da dire che il peso si sente e non è velocissima da muovere, ma si prendono le misure e il peso è ben distribuito lungo tutto l’asse della racchetta. Nulla da dire sullo smash, che è molto solido e potente, come tutti i colpi spinti.

Al servizio il colpo piatto dà soddisfazione anche quando non è particolarmente spinto e la Artech spinge la palla in maniera massiccia e precisa, lasciando margine e ritmo. Sempre efficace lo slice, non molto curvo per un po’ di side-spin da forzare, ma basso e preciso, con una buona velocità d’uscita. Il kick, per quanto più faticoso e non altissimo, conserva molta energia dopo il rimbalzo e scorre ancora corposa. Bene sia in attacco che in difesa il kick, che lascia manovrare molto nel rettangolo di battuta.

14 Commenti su Artengo Artech Custom

  1. le specifiche a richiesta riguardano anche la rigidità ? tempo fa, tra
    i telai demo mi sembra di ricordare una rigidità intorno ai 58 punti. ora
    quelle che si possono comprare al negozio hanno tutte rigidità più alta ?

    • I primi modelli avevano una rigidità di 58 punti, ma una forte polarizzazione, quindi, al di là della flessione, non erano telai morbidissimi. Lo sviluppo ha portato una migliora in tal senso e ha introdotto la rigidità di 64.5 ra, che consente di creare telai più efficaci, con minore split della massa tra testa e manico. La Artech è disponibile, attualmente, solo con ra 64.5.

    • Certo, se poni massa sulla testa, questa diventerà più rigida. La polarizzazione, di per sé, non è un male, lo diventa quando è molto spinta. Quindi, anche se realizzi un telaio 50 ra, ma lo polarizzi tanto, la sensazione non è mai veramente morbida.

  2. quindi su un telaio che si sente già rigido sul braccio, se si vuole aumentare spinta conviene posizionare 4/8 grammi di piombo a ore 3 e 9 piuttosto che 2/5 a ore 12 ? se ho capito bene…… per preservare la
    salute di gomito e avambraccio

    • in sostanza, si. Ti faccio un esempio concreto: Yonex Vcore Sv 98, piuttosto polarizzata e gi tendente al secco/rigido all’impatto. Mettendo massa nella zona centrale, il telaio reagisce meno violentemente e l’impatto ne guadagna di pastosità. Tuttavia, per aumentare le prestazioni di un telaio, aggiungendo massa al cuore e parte bassa dell’ovale, il materiale da apporre è decisamente di più.

  3. Ciao Fabio…giusto per capire su che piano stiamo parlando in attesa di provarla con mano…
    ti pongo una domanda su un confronto tra questi telai:
    la Pure Strike 16/19 (projectone) e la nuova custom di artengo, nella configurazione 310 da te provata.
    Il confronto te lo chiedo come sempre in termini generali ma in riferimento alla potenza e giocabilità da fondo campo.
    Grazie.
    Un saluto.
    Cristiano

    • con la PUre Strike hai molta più maneggevolezza e spin pesante, con potenza bella piena, quando spingi. La Artech è all’opposto, con tanta massa, che predilige un gioco non rabbioso, ma fluido, a sfruttare la massa e la stabilità. Per certi versi, invece, si somigliano, come la reattività del fusto, quindi una configurazione più umana della Artech può offrire una giocabilità simile alla strike. Tuttavia, a parità di peso, la Babolat offre quasi sicuramente più potenza e rotazioni, per via della configurazione di polarizzazione e di rigidità. Il fusto della Artech è indubbiamente più classico, tienilo presente.

  4. Ciao Fabio
    Grazie alla tua recensione sto usando da qualche mese la Ultra 97 versione 2016 che uso con mono head , overgrip e dumper; ho inserito anche 5 gr nel manico.
    A tuo parere come vedresti un passaggio a questa Artech con peso 305, bilanciamento 32? Potrei trovarmi bene?
    Grazie

    • sostanzialmente si, ma dipende cosa cerchi, visto che la artech è un telaio classico, che puoi configurare sia come una Blade che come una RF od anche come una Ultra 97. Per mantenere lo stesso livello di giocabilità della Ultra, pensa o ad un 305/32 oppure 310/31.5.

    • Le cofigurazioni possibili sono tantissime. Ma il peso minimo, come detto è 295 grammi, con bilanciamento a 32.5, senza manico in cuoio, col quale il minimo è 305 grammi.
      Ad ogni modo, per informazioni specifiche, è possibile contattare Raffaello Babrbalonga, alla mail indicata nella recensione.
      A meno di specifiche molto particolari, è possibile coprire molte esigenze di custom.

  5. Hello,
    at first thank for your reviews.
    How would you describe the comfort and feel of the Artech Azoto in comparison to the new Dunlop NT Tour 97 18×20 and the Wilson Ultra Tour. Which of these racquets ist the most comfortable (soft, muted, buttery etc.). Since you said that the sound is metallic i fear that the Artech feels crisp and stiff.

    • Hi Luke, welcome to the Blog.
      The feeling of the Artech is a little bit crisp, but isn’t very stiff, it is more like the Nt Tour one that not the Ultra Tour one. Yes, the sound is a little bit metallic, but i have to say that the NT Tour one is more metallic. It depends on the braided graphite and not on the stiffness. All in all, Artech is a good-feeling racquet, that provides a high level of power and, just for this, the developing team decided to switch from the original 58 ra to the ne 64.5, to create something like the Wilson Pro staff or Blade, depending on the custom you choose. The more soft and muted of all the racquets mentioned, is, with no doubt, the Ultra Tour. It’s so flexible, sweet feeling and control oriented that provides a long lasting dwell-time wich is the same one of the old Prestiges, bust with a real 97 square inches head. By the way, this stick is the most underpowered I’ve tested in 5 years and it’s good for a customization. I mean, you can adjust it by using a lower tension, like 17 or 18 for the Mono and 22 or 23 for mufilament or a gut, without a necessary custom, but a little of more mass on the hoop make the Ultra Tour much more responsive and useful.

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