Artengo Artech Custom

Dopo più di due anni di attesa, il progetto Artech è realtà. Iniziano, infatti, a lasciare il Decathlon Modena, il quartier generale del progetto, i primi esemplari pronti per essere adoperati in campo. Ho seguito passo per passo lo sviluppo della Artech, testando ogni versione rilasciata per i test, con note molto interessanti e continui miglioramenti secondo i feedback recepiti dal team di sviluppo, tutto italiano e guidato da Raffaello Barbalonga. I test sono stati lunghi e approfonditi, ma adesso il progetto è partito e i prodotti sono già in fase di commercializzazione.

 

Artech è una racchetta che nasce dalla volontà del settore Tennis di Decathlon di dimostrare la propria capacità e la propria esperienza nel realizzare prodotti di alto profilo agonistico e qualitativo. Nonostante un prezzo di lancio di soli 139 euro, per tutte le configurazioni, è stata adoperata grafite alto modulo di produzione giapponese, a trama braided, e il telaio è rifinito in Italia per tutto ciò che riguarda la parte estetica. Inoltre, il prezzo comprende la personalizzazione delle specifiche e, a richiesta, anche il manico in cuoio, notoriamente molto più costoso del grip sintetico. Dal punto di vista delle specifiche, il peso minimo realizzabile è di 295 grammi, senza cuoio, con un bilanciamento di 32.5 cm, ed è possibile salire ben oltre i 330 grammi, passando per tante configurazioni di medio peso. Ad esempio, scegliendo un peso di 310 grammi, uno dei pesi più ricercati, il bilanciamento può variare tanto, in funzione della gestione delle masse al manico e in testa. Diversamente dai primi esemplari provati, infatti, la Artech si mostra meno polarizzata e più proporzionale al peso nel generare inerzia, quindi anche molto malleabile nel farsi plasmare e customizzare a piacere.

 

L’estetica della Artech, frutto di una scelta molto particolare, è uno dei punti saldi che Artengo ha voluto dare al suo telaio custom. Grafite a vista, coperta solo da una vernice lucida e luccicante, che crea un effetto tridimensionale a scacchiera, accompagnata da pochissime serigrafie in nero, sugli steli, e dal “Limited Edition” all’interno del piatto, impreziosito dal codice identificativo. Scura, cattiva e belligerante, prende abbondantemente le distanze da tutti gli altri prodotti del marchio, rimarcando le maggiori velleità tecniche e di rifinitura. Assolutamente non banale la cosmetica, che copre il telaio boxed da 21 mm e la forma che ricorda molto le classiche racchette Head e le attuali Pro Staff di Wilson, per via dell’attacco al manico più lungo e massiccio.  Il cuore del telaio è infatti lungo e massiccio, come anche il ponte, che è di 21 mm, senza restringimento, a testimoniare la stabilità generale. Al manico, su una forma abbastanza quadrata, troviamo il cuoio Artengo, un prodotto che condivide la sua qualità con altri marchi francesi, ad avvolgimento di 1,5 pollici e spesso 1,5 millimetri. È disponibile anche il grip sintetico, anch’esso di buona fattura, ma il cuoio merita e rispecchia il carattere agonistico della Artech, oltre ad essere compreso nel prezzo. Infine, il butt-cap è quello tipico dell’azienda, piuttosto scosceso e dritto, con tappo removibile.

Avendo la possibilità di richiedere specifiche a richiesta, i due telai adoperati per il test sono stati così customizzati:

Head size: 97.5 inch2
Peso: 310g
Bilanciamento: 325 mm
Swingweight: 325
String Pattern: 16×19
Rigidità: 64.5 RA (rilevata)
Profilo 21 mm
Lunghezza: 68.5 cm

14 Commenti su Artengo Artech Custom

  1. le specifiche a richiesta riguardano anche la rigidità ? tempo fa, tra
    i telai demo mi sembra di ricordare una rigidità intorno ai 58 punti. ora
    quelle che si possono comprare al negozio hanno tutte rigidità più alta ?

    • I primi modelli avevano una rigidità di 58 punti, ma una forte polarizzazione, quindi, al di là della flessione, non erano telai morbidissimi. Lo sviluppo ha portato una migliora in tal senso e ha introdotto la rigidità di 64.5 ra, che consente di creare telai più efficaci, con minore split della massa tra testa e manico. La Artech è disponibile, attualmente, solo con ra 64.5.

    • Certo, se poni massa sulla testa, questa diventerà più rigida. La polarizzazione, di per sé, non è un male, lo diventa quando è molto spinta. Quindi, anche se realizzi un telaio 50 ra, ma lo polarizzi tanto, la sensazione non è mai veramente morbida.

  2. quindi su un telaio che si sente già rigido sul braccio, se si vuole aumentare spinta conviene posizionare 4/8 grammi di piombo a ore 3 e 9 piuttosto che 2/5 a ore 12 ? se ho capito bene…… per preservare la
    salute di gomito e avambraccio

    • in sostanza, si. Ti faccio un esempio concreto: Yonex Vcore Sv 98, piuttosto polarizzata e gi tendente al secco/rigido all’impatto. Mettendo massa nella zona centrale, il telaio reagisce meno violentemente e l’impatto ne guadagna di pastosità. Tuttavia, per aumentare le prestazioni di un telaio, aggiungendo massa al cuore e parte bassa dell’ovale, il materiale da apporre è decisamente di più.

  3. Ciao Fabio…giusto per capire su che piano stiamo parlando in attesa di provarla con mano…
    ti pongo una domanda su un confronto tra questi telai:
    la Pure Strike 16/19 (projectone) e la nuova custom di artengo, nella configurazione 310 da te provata.
    Il confronto te lo chiedo come sempre in termini generali ma in riferimento alla potenza e giocabilità da fondo campo.
    Grazie.
    Un saluto.
    Cristiano

    • con la PUre Strike hai molta più maneggevolezza e spin pesante, con potenza bella piena, quando spingi. La Artech è all’opposto, con tanta massa, che predilige un gioco non rabbioso, ma fluido, a sfruttare la massa e la stabilità. Per certi versi, invece, si somigliano, come la reattività del fusto, quindi una configurazione più umana della Artech può offrire una giocabilità simile alla strike. Tuttavia, a parità di peso, la Babolat offre quasi sicuramente più potenza e rotazioni, per via della configurazione di polarizzazione e di rigidità. Il fusto della Artech è indubbiamente più classico, tienilo presente.

  4. Ciao Fabio
    Grazie alla tua recensione sto usando da qualche mese la Ultra 97 versione 2016 che uso con mono head , overgrip e dumper; ho inserito anche 5 gr nel manico.
    A tuo parere come vedresti un passaggio a questa Artech con peso 305, bilanciamento 32? Potrei trovarmi bene?
    Grazie

    • sostanzialmente si, ma dipende cosa cerchi, visto che la artech è un telaio classico, che puoi configurare sia come una Blade che come una RF od anche come una Ultra 97. Per mantenere lo stesso livello di giocabilità della Ultra, pensa o ad un 305/32 oppure 310/31.5.

    • Le cofigurazioni possibili sono tantissime. Ma il peso minimo, come detto è 295 grammi, con bilanciamento a 32.5, senza manico in cuoio, col quale il minimo è 305 grammi.
      Ad ogni modo, per informazioni specifiche, è possibile contattare Raffaello Babrbalonga, alla mail indicata nella recensione.
      A meno di specifiche molto particolari, è possibile coprire molte esigenze di custom.

  5. Hello,
    at first thank for your reviews.
    How would you describe the comfort and feel of the Artech Azoto in comparison to the new Dunlop NT Tour 97 18×20 and the Wilson Ultra Tour. Which of these racquets ist the most comfortable (soft, muted, buttery etc.). Since you said that the sound is metallic i fear that the Artech feels crisp and stiff.

    • Hi Luke, welcome to the Blog.
      The feeling of the Artech is a little bit crisp, but isn’t very stiff, it is more like the Nt Tour one that not the Ultra Tour one. Yes, the sound is a little bit metallic, but i have to say that the NT Tour one is more metallic. It depends on the braided graphite and not on the stiffness. All in all, Artech is a good-feeling racquet, that provides a high level of power and, just for this, the developing team decided to switch from the original 58 ra to the ne 64.5, to create something like the Wilson Pro staff or Blade, depending on the custom you choose. The more soft and muted of all the racquets mentioned, is, with no doubt, the Ultra Tour. It’s so flexible, sweet feeling and control oriented that provides a long lasting dwell-time wich is the same one of the old Prestiges, bust with a real 97 square inches head. By the way, this stick is the most underpowered I’ve tested in 5 years and it’s good for a customization. I mean, you can adjust it by using a lower tension, like 17 or 18 for the Mono and 22 or 23 for mufilament or a gut, without a necessary custom, but a little of more mass on the hoop make the Ultra Tour much more responsive and useful.

Lascia un commento

Translate »