Artech Azoto (Artengo Decathlon Custom Racquet)

Tutta nera, misteriosa, bella, molto bella esteticamente, la Artech, marchio di elite di Artengo, le racchette del gigante Decathlon, è un telaio molto interessante, che fa di tutto per trasmettere il senso di agonismo e di qualità.

Vi ho tenuti aggiornati con le evloluzioni del progetto, qui la presentazione e qui la galleria fotografica, e ci sono delle grosse novità, tanto che ho deciso di proporvi già la recensione del prodotto, che arriverà presto, prima di quanto previsto. Innanzitutto, Il team di tecnici che lavora al progetto, tra cui Raffaello Barbalonga e Garbiele Medri, due dei nomi italiani più in rilievo quando si parla di tecnica e dinamica delle racchette, ha deciso di dare una forte sterzata al progetto verso una direzione più agonistica, elitaria e ricercata. Se inzialmente il progetto prevedeva tre telai, con peso 305, 310 e 325, oggi verrà commercializzato un solo telaio, nella versione da 310 grammi, proprio per dare un taglio più deciso all’immagine di Artech, che sarà il “reparto corse” di Artengo. Non è finita qui, perchè sulla base della Azoto, versione da me provata , che vi racconto in questa recensione, ci sarà lo sviluppo del progetto Custom, con la possibilità di personalizzare a piacimento, ma sempre a partire da 310 grammi. Una scelta condivisibile, per non accavalarsi con le racchette già in vendita nei negozi Decatlhon a marchio Artengo, che già soddisfano ampiamente la scelta del cliente amatoriale. La direzione di Artech è, quindi, l’agonismo e la soddisfazione degli appassionati più esigenti.

Esteticamente, il telaio definitivo potra essere svelato solo quando sarò disponibile per la vendita e in Decathlon stanno lavorando in un alone di mistero, pertanto non potrò inserire foto intere della racchetta, ma solo alcuni dettagli.La livrea nera, le finiture satinate, la scelta della serigrafia ridotta al minimo, sono tutti elementi che fanno della Azo-To un progetto accattivante, che trasuda qualità. Il telaio boxed da 21 mm, lo schema 16×19 e la forma classica dello stampo H21 sono elementi  che rispecchiano il carattere agonistico del telaio. A tutto ciò va aggiunto il piatto da 97,5 pollici, il peso di 310 grammi e un bilanciamento corposo a 32 cm, ma di base sarà disponibile a 31 cm, per poi essere customizzato a piacere. Qui ci vuole braccio, l’inerzia e la consistenza sono ai vertici della categoria. La Azo-To è una racchetta da prestazione pura e ci sono dettagli tecnici apprezzabili, come la scelta del cuoio Fairway al manico e la firma dei creatori del progetto negli steli, Pro-t-one.it e il gruppo Quindicizero, che hanno ben pesanto di aggiungere dati importantissimi alle classiche specifiche. Sono riportati, infatti, oltre alle solite misure di piatto, schema corde, peso e bilanciamento, anche i dati relativi alla flessibitlità, di 58 punti Ra, di Swingweight (inerzia), 302 kgcmq, il Twistweight, di 13.5 kgcmq e infine il Polar Rate, ovvero il grado di polarizzazione, ben 8/10. Una grande buona prassi, dalla quale molti grandi costruttori dovrebbero prendere spunto, per meglio presentare i propri prodotti sul mercato.

18 Commenti su Artech Azoto (Artengo Decathlon Custom Racquet)

    • Ciao Gianni, i telai hanno una destinazione d’uso molto simile, ma hanno una differenza fondamentale sullo spin, dove la Pro Staff esce con traiettorie più curve e con più side-spin. L’altra differenza è nel feeling, perchè la Artech ricorda più una prestige nell’impatto, mentre la Wilson.. è stile Wilson, ricorda molto le Pro staff. Nella configurazione che mi è stata inviata, devo dire che la Artech è più faticosa rispetto alla Pro staff, che si tiene più agevolemente e si sente maggiore giocabilità, ma bisognerebbe provarle a parità di specifiche per un confronto diretto. Entrambe, producono palla pensante, molto pesante. Devo dire che l’accesso alle rotazioni è più semplice nella Artech, ma lo spin potential della Wilson è più elevato e già dai medi regimi si sente che la palla gira più facilmente. Infine, Lo sweetspot della Artech è sicuramente più ampio, anche se non di molto, merito del pattern più aperto.

  1. Ciao Fabio.
    Ci sono delle cose che non ho capito.
    1. A pag. 1 scrivi che l’inerzia è 302 mentre a pag. 2 è 330, sbaglio?
    2. A pag. 2 non capisco bene il discorso del bilanciamento; in negozio la metteranno a 31? Con 31 di bilanciamento, l’inerzia quanto sarà?
    3. Che flexpoint ha la racchetta?

    Inoltre la solita domanda da zuccone : mi potresti fare esempi di customizzazione?
    Avrei anche la domanda sui materiali che per fortuna ti hanno già fatto…..

    Fabio abbi veramente pazienza con questo vecchietto rompiscatole….scusami!
    Giovanni

    • Tranquillo, di pazienza ne ho e sono qui per dare risposte, quindi lo faccio con piacere.
      Il livelo di inerzia a 302 è a racchetta nuda, cioè senza corde, con le queli si arriva poco oltre 330. La questione del bilanviamento riguarda la versione base, ovvero il telaio nasce 310 grammi/31cm, ma sarà possibile richiedere il bilaciamento a 33 o a 32, piuttosto che a 31,5. L’inerzia con bilanciamento a 31, dovrebbe essere intorno ai 290 nuda e 323-324 incordata, ma puoi richiedere una magiore inerzia se lo desideri, anche con il bilanciamento a 31, perchè i parametri sono variabili con la polarizzazione. Il flexpoint è assolutamente basso, alla base del piatto, come di solito offrono gli stampi PT.
      Gli esempi di customizzazione possono essere molteplici, puoi variare il peso, il bilanciamento e la polarizzazione a piacimento, puoi fare il classico 320/31, 315/31,5 o ciò che desideri di più, quindi secondo le tue volontà/necessità.

  2. GRAZIEEEEE!!!!
    Quindi si può customizzare anche la polarizzazione? Fa un po’ impressione, almeno a me , sembra un po’ ” fantascienza”.
    Lasciando 31 il bilanciamento e abbassando un po’ la polarizzazione , si abbasserebbe anche l’inerzia?
    In questo caso aumenterebbe la maneggevolezza?
    Se sì , cosa ci rimette?
    SCUSA mi sono incuriosito
    Grazie MILLE ancora

    • Si, chiaramente, se richiedi un peso di 310, alla fine la polarizzazione più bassa produrrà un livello di inerzia inferiore, dando maddiore maneggevolezza e un po’ di potenza in meno, ma devo dire che il telaio da me provato ne aveva davvero tanta e qualcosa meno non guasta.

  3. Benissimo grazie!
    Forse il modello base lo si potrà provare.
    Naturalmente questa customizzazione non la si può provare , va pensata bene prima.
    Ne parliamo per bene quando le racchette saranno operative.
    Certo Fabio , se non ci fossi tu a “garantire” io mai avrei preso in considerazione le racchette di Decathlon dove pure mi servo regolarmente per altre attrezzature.
    A proposito hai un’idea di quando stiamo parlando?

  4. …riportare tutti i dati tecnici come rigidità, inerzia, stabilità e addirittura indice di polarizzazione credo dovrebbe essere un obbligo per le aziende che ritengono di proporre telai di qualità…senza fare nomi di telai – yonex sv305 – psrf 315 – speed pro – pro staff rf – pure strike, donnay ecc. ecc.- sarebbe il caso di trovare queste specifiche per dare un’idea ancora più precisa di cosa si sta comprendo e di cosa bisogna aspettarsi dal telaio – e le aziende ci farebbero un figurone…visto quello che costano alcuni telai

    • Vero, ma quanti capirebbero il senso dei dati, se poi siamo pochi a spiegarli? Inoltre, le aziende non riescono a tenere sotto controllo un bilanciamento, figurati una polarizzazione.

    • Beh, la t-fight è tutto controllo e sensazione, con un livello di spinta buono, ma non eccezionale, la Azoto è meno sensibile, ma sempre in maniera molto buona, un po’ più nervosa e spinge di più, tanto di più, ma è anche più faticosa e impegnativa fisicamente.

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